“È un programma all’altezza delle nostre ambizioni” dice Giulio Base, direttore artistico del Torino Film Festival, riferendosi ai 120 titoli della 44esima edizione, nel capoluogo piemontese dal 24 novembre al 2 dicembre prossimi. Base parla di misura e chiarezza, e afferma di aver voluto, in questa sua terza direzione del festival, unire le due anime, autoriale e popolare. Il tappeto rosso è assicurato dalle 12 stelle della mole assegnate ad altrettanti grandi nomi dello spettacolo internazionale - Fanny Ardant, Pamela Anderson, Maria De Medeiros, Isabelle Huppert, Margarethe Von Trotta, Mira Sorvino, Mike Newell, Luc Besson, Stephen Frears, Andy Garcia, Josh Safdie e John Travolta - mentre il programma si dividerà fra i tre concorsi – cortometraggio, lungometraggio e documentario – e le tre sezioni non competitive Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva, quest’anno dedicata a Marilyn Monroe nel centenario della sua morte. Ci concentriamo sul Concorso lungometraggi, una sezione ricca di opere prime e di film a firma femminile.
IL CONCORSO LUNGOMETRAGGI
Dieci dei film in concorso su 16 sono diretti da registe, in un’edizione in cui tutte e tre le giurie sono capitanate da presidentesse (Francesca Archibugi, Stefania Casini e Chiara Francini) e abbondano le opere prime, a conferma che il talento femminile dietro la cinepresa viene semmai fermato ai lavori successivi, spesso per mancanza di un adeguato investimento economico.
Due i titoli italiani in gara: L’ora più bella, esordio alla regia di Ernesto Maria Censori, storia di un figlio che, dopo vent’anni in Messico, torna in Italia e ritrova il padre che lo aveva allontanato; Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico, dove un ventenne si ritrova a dover accudire la madre gravemente malata a causa dell’inadeguatezza del padre a fronteggiare la situazione: il cast è composto da Francesco Gheghi nel ruolo del titolo e da Valeria Bruni Tedeschi e Valerio Mastandrea in quelli dei genitori.
I titoli a firma femminile sono: Les Clochettes de Kaboul della scrittrice e regista Chabname Zariab, protagonista Golshifteh Farahani: Butterfly della norvegese Itonje Søimer Guttormsen, storia di due sorelle una delle quali interpretata da Renate Reinsve; L’Espèce Explosive, thriller ambientato nella provincia francese di Sarah Anold; l’horror The Fertilizer Home della coreana Jeong Hyo-jung e The World Before della sua connazionale Yoon Dan-bi, storia d’amore “fra Ozu, Rohmer e Hou Hsiao-hsien”; The Last Day della statunitense Rachel Rose con protagonisti Alicia Vikander e Wagner Moura in una rilettura del capolavoro di Virginia Woolf "Mrs. Dalloway", simile a quella che fa il nigeriano Clarissa di Arie e Chuko Esiri, ambientato in una inedita (cinematograficamente parlando) Lagos altoborghese; l’apocalittico Los Nadadores, ritratto di una generazione disperata, dell’argentina Sol Iglesias: mentre dai Paesi Bassi e il Belgio arrivano Sugar di Amira Duynhouwer, che affronta il tema della violenza domestica, e il coming of age Truly Naked di Muriel d’Ansembourg.
