Avedon

Film 2026 | Drammatico 104 min.

Regia di Ron Howard. Un film Da vedere 2026 con John Avedon, Larry Gagosian, Penelope Tree, Hilton Als, Tyler Mitchell. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2026, durata 104 minuti. - MYmonetro 3,25 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 19 maggio 2026

Ritratto del fotografo Richard Avedon diretto da Ron Howard.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
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Corposo ritratto di carriera del celebre fotografo: oltre la moda, la ricerca dell'umano.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 19 maggio 2026
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 19 maggio 2026

"Sono stato chiamato crudele manipolatore, eroe esistenziale, angelo della morte... ma sono maledettamente bravo a vedere". Inizia con le sue stesse parole il ritratto che Ron Howard ha realizzato di Richard Avedon (1923-2004), tra le Séances Speciales di Cannes 2026. Nell'originale, per la precisione, il celebre fotografo newyorkese in un'intervista d'archivio dice di sé: "I can see as a son of the bitch". In quell'espressione c'è il principio guida di questo documentario completo e rutilante. Cioè tutta la caparbietà e la capacità di sondare l'umano, trovare se stesso negli altri, "rubare" l'espressione facciale o il gesto meno artefatti e più organici dei suoi soggetti. Che sono stati innumerevoli e molto rilevanti, ben oltre le paginate degli shootings, prima per "Harper's Bazaar", dove esordì nel 1947 con l'incarico di scattare alla prima sfilata postbellica di Dior, quindi per "Vogue" e "The New Yorker".

Con il fondamentale patrocinio della Richard Avedon Foundation e del suo direttore James Martin, Howard, in arrivo da recenti, analoghi profili - il tenore italiano in Pavarotti: genio per sempre e il creatore dei Muppets Jim Henson: Idea Man - fortunatamente qui calibra l'alternanza tra gli interventi delle "teste parlanti" e si concede il tempo di dispiegare il clamoroso materiale iconografico a disposizione.

Il film segue un andamento cronologico, sottolineando, con interviste ad Avedon e interventi del figlio Jack, la consapevolezza dell'artista rispetto alle cause personali all'origine della sua iperattività, cioè le altissime aspettative paterne e la prossimità alla malattia mentale della sorella Louise e della moglie Evelyn.

Lo spettatore meno informato resterà sorpreso dalla molteplicità dei suoi ambiti di interesse, al di là dell'innovazione portata nella rappresentazione di soggetti "non conformi" all'estetica wasp della società da cui proveniva: da Twiggy Lawson alla sinoamericana China Machado o la black Donyale Luna. E poi certo, i numerosissimi, celeberrimi ritratti su sfondo bianco - da Malcolm X al governatore conservatore George Wallace, da Truman Capote a Marella Agnelli, da Charlie Chaplin ad Alfred Hitchcock e Marilyn Monroe, da Henry Kissinger a Wallis Simpson e il principe Edward - ma anche di statunitensi comuni nella serie "In the American West" - fino ai grandi formati panoramici di gruppo, anche nudi, come nel caso della Factory di Warhol e Allen Ginsberg e Peter Orlowsky.

Una tecnica caratterizzata, come ricorda Isabella Rossellini, da pochi scatti "pensati" (a differenza delle mitragliate sequenziali di molti colleghi meno dotati), e il progressivo avvicinamento al soggetto con il passaggio dalla classica Rolleiflex alla 8 x 1 per farsi vedere e guardare negli occhi chi aveva davanti. Non solo moda, insomma: oltre i commercials per Calvin Klein o Chanel, di durata impensabile, a confronto coi reels di oggi, sorprende il progetto fotogiornalistico concepito tra il 1963 e 1964 insieme a James Baldwin: Nothing Personal (ripubblicato da Taschen nel 2017) che intercettava razzismo e segregazione in America.

Il cinefilo gode nel ricordare il personaggio suo alter ego in Cenerentola a Parigi (Funny Face) di Stanley Donen (1957) e nell'apprendere che Marilyn Monroe gli affidò le foto stampa di Il principe e la ballerina di Laurence Olivier. Gli estimatori riconosceranno la retrospettiva MET al 1978, "Avedon Photographs 1947-1977" e "Avedon 100" del 2023 alla Gagosian, quote di concessione alla committenza dovute, a fronte del godimento dell'opera di un autentico newyorker, ossessionato dal lavoro e dalla varietà umana.

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mercoledì 20 maggio 2026
Emanuela Martini
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Una signora sinuosa e slanciata, fasciata in un lungo abito nero intorno al quale è avvolta una lucida sciarpa bianca. La signora allarga le braccia a sfiorare carezzevole la proboscide e le orecchie degli elefanti che le fanno corona: è Dovima con gli elefanti, abito di Dior e sciarpa di Saint Laurent. Forse la foto di moda più famosa del mondo e di sempre, apparsa sul numero di ottobre del 1955 [...] Vai alla recensione »

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CANNES FILM FESTIVAL
martedì 19 maggio 2026
Raffaella Giancristofaro

Ron Howard dirige con cura, tra numerose interviste e un clamoroso materiale iconografico. In Special Screenings. Vai all'articolo »

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