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sabato 20 luglio 2019

Bruce Willis

L'imperatore del testosterone

Nome: Walter Bruce Willis
64 anni, 19 Marzo 1955 (Pesci), Idar-Oberstein (Germania)
occhiello
Charlie Chaplin partecipò a un concorso per sosia di Charlie Chaplin a Montecarlo e arrivò terzo. Questa, è una storia assurda.
dal film Slevin - Patto criminale (2006) Bruce Willis  Il signor Goodkat
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Bruce Willis
Razzie Awards 2019
Nomination peggior attore per il film Il Giustiziere della Notte di Eli Roth

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore non protagonista per il film Vietnam - Verità da ricercare di Norman Jewison



Il film di Abbasi evoca con le sue metafore la società contemporanea e costruisce esempi, analogie, sentimenti condivisi. Premiato a Cannes e ora al cinema.

Border: cinema fantastico che ribalta le prospettive e apre la mente

giovedì 28 marzo 2019 - Roy Menarini cinemanews

Border: cinema fantastico che ribalta le prospettive e apre la mente Una visione un po' rigida del fantastico lo fa sembrare poco più di un concetto vago, una borsa da palestra cinematografica da cui estrarre di volta in volta l'horror, il fantasy, la fantascienza, e così via. In verità, il fantastico è sempre un ibrido, e la mancata classificazione di tante opere, sospese a metà tra i territori narrativi, altro non è che la mancata attribuzione al genere archetipico. Border è un caso emblematico. Difficile decidere che cosa sia, difficile trovare un'etichetta che tenga insieme il dramma psicologico, il noir, il fantasy, il melodramma, l'orrore, di cui si nutre con grande voluttà (e talvolta con un pizzico di meccanicità). Ed è appunto il fantastico, che va considerato una visione del mondo e uno strumento di lettura della realtà, prima ancora che una griglia di riferimento simbolico. Quel che accade ai protagonisti, al netto degli spoiler, ha un potere trasformativo profondo, e dialoga anche con la potenzialità più taciuta del mezzo cinematografico, quella dell'emancipazione. Attraverso un prodigioso esempio di personaggio femminile - che durante il film mette però a repentaglio le nostre certezze su mascolino e femminino, su razionale e ferino - Border riesce a parlare agli esclusi, ai marginali, agli ingiustamente trattati, ai brutti, a coloro che si sentono estranei. Ecco un'altra qualità del fantastico: evocare la società contemporanea, costruire esempi, analogie, sentimenti condivisi.

Ali Abbasi cerca anche di evitare un rischio sempre incombente, edulcorare il dolore e la solitudine del mostro. Lo scavalca grazie al fatto che i suoi freak non sono principalmente vittime del loro aspetto, che costituisce stranezza ma non persecuzione. Talora anzi vengono apprezzati e sfruttati per le loro qualità. Sono esclusi, certo, ma sono utili: Tina ha un olfatto formidabile e una capacità soprannaturale di scovare i colpevoli. Il suo ruolo si svolge alla dogana, in uno spazio di confine, in un accesso-limite, un po' come accade a Bruce Willis in Unbreakable, un guardiano che, toccando i sospetti, "annusa" e vede le loro malefatte. Vore invece ha abbracciato a tutti gli effetti l'alterità e nutre un antagonismo profondo, venato di vendetta, per gli uomini che lo hanno maltrattato.

E qui si sviluppa l'aspetto forse meno trasgressivo di Border: negoziare la propria esistenza o andare al conflitto. L'idea del film - e del romanzo del talentuoso John Ajvide Lindqvist - è quella di sdoppiare il mostro. In coppia, la mostruosità viene guidata attraverso un percorso di conoscenza di sé, che sviluppa una dimensione melodrammatica, del resto tipica del genere, dai tempi di Il mostro della laguna nera fino a Guillermo del Toro e al suo La forma dell'acqua (guarda la video recensione).

In questo modo, Abbasi e Lindqvist (anche sceneggiatore) possono fare quel che è meno consueto per il fantastico, ovvero immergerci nel punto di vista del mostro quando si confronta finalmente con un proprio simile e quando esplora la propria natura. Senza liquidare l'aspetto corporeo, erotico, animalesco del rapporto e della scoperta. Il fantastico apre il mondo esperito, ribalta le prospettive e modifica i punti di vista sulle cose. Tocca allo spettatore imparare dal fantastico, non a noi spiegarne le metafore. A patto di saper guardare.

Il John McClane di Die Hard fa parlare di sé dentro e fuori lo schermo.

5x1: Willis e il mondo più sicuro

martedì 23 ottobre 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Willis e il mondo più sicuro Il 12 giugno di quest'anno la National Public Safety Commission del Giappone ha nominato Bruce Willis presidente onorario della sezione antiterrorismo cibernetico, per "guidare il mondo a creare una società più sicura". Di stranezze, i giapponesi ne fanno una al giorno e, sicuramente, chi ha deciso di conferire all'attore americano questo onore deve aver visto Die Hard: vivere o morire troppe volte o sotto l'effetto di qualche droga pesante. Il film diretto da Len Wiseman disegna uno scenario apocalittico in cui dei terroristi informatici tolgono luce, gas e telefonino agli abitanti degli Stati Uniti e utilizzano la tv per lanciare i loro messaggi politici, mentre, nel frattempo, cercano di rubare informazioni preziose. Insomma, i soliti vecchi problemi per il detective McClane, alias Bruce Willis. La vecchia volpe del grande schermo ha ripreso con piacere il personaggio che lo ha reso l'eroe degli action movies e come sempre liquida i terroristi come un impiegato gratta la superficie bruciacchiata dal suo pane tostato. Ma quella di Bruce è una carriera incredibile, con inizi difficili, lo sbarco in tv con Moonlighting e il lancio sul grande schermo, prima con Blake Edwards in Appuntamento al buio, fino ai successi planetari come Armageddon e Pulp Fiction. Proviamo a ripercorrere le tappe di una storia così ricca e imprevedibile.

Bruce Willis interpreta per la quarta volta lo sbirro “duro a morire”. Die Hard fa il restyling e (ri)torna spettacolare.

Bruce Willis: eroe per caso

lunedì 15 ottobre 2007 - Marzia Gandolfi cinemanews

Bruce Willis: eroe per caso Era il 1988 ed era la vigilia di Natale quando John McClane, poliziotto di New York, raggiunse a Los Angeles la moglie occupata presso una compagnia giapponese. Proprio nel grattacielo della prestigiosa società un gruppo di criminali tedeschi prese in ostaggio gli invitati al party natalizio. Un diversivo per svaligiare il caveau. Senza aiuto alcuno John bloccò l'azione dei banditi perfettamente equipaggiati. Dentro un grattacielo di cristallo inizia la saga di McClane, eroe per caso che fuori dalla propria 'giurisdizione' si farebbe volentieri i fatti suoi.
Se Trappola di cristallo stabilisce il personaggio e il suo ambito di azione, i successivi Die Hard (58 minuti per morire – Die Harder, 1990 e Die Hard – Duri a morire, 1995) ripetono puntualmente il meccanismo aggiornando l'appeal della serie.
Nel quarto episodio, Die Hard – Vivere o morire, il dispositivo non cambia e rilancia con un sapiente restyling il poliziotto McClane (promosso detective) di Bruce Willis. Separato dalla moglie, strappata al pericolo nei primi due episodi e (mal) sopportato dalla figlia in età da college, McClane maledice ancora una volta la coincidenza che lo ha costretto nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Lo stesso protagonista confessa al giovane hacker, che è "costretto" a salvare da numerosi attentati, l'eroismo involontario delle sue azioni. McClane, lontano da essere un supereroe o un veterano incazzato del Vietnam, incarna piuttosto un eroe vulnerabile che combatte una guerra solitaria mentre fuori da un grattacielo, da un aeroporto, da una scuola o da una centrale del gas, polizia, FBI e agenti antiterrorismo si scontrano, rivendicando competenze e altre sciocchezze. Bruce Willis, esasperando il carattere sornione del suo personaggio e assecondandone gli aspetti ironici, torna a interpretare a cinquantadue anni suonati e "spettacolarmente" portati, un action muscolare aggiornato all'era digitale. Il Die Hard di Len Wiseman è un cinema che si trasforma in gioco, vivendo soprattutto in funzione della conoscenza cinematografica dello spettatore, in grado di riconoscere nel materiale narrativo, iconografico e linguistico i rimandi più o meno consapevoli agli altri episodi della serie. Contro il nuovo cattivo (homo virtualis), che colpisce il mondo impiegando una tastiera, McClane (homo habilis) contrappone una competenza pratica, impugnando pistole o estintori e guidando elicotteri o tir a rimorchio. Nell'era digitale degli (anti)eroi disincarnati, Bruce Willis rivendica l'eroe 'analogico' che conosce la fatica del mestiere (quello dell'attore e quello dello sbirro), lo sforzo dei muscoli e il sudore della fronte.

Glass

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,53)
Un film di M. Night Shyamalan. Con Anya Taylor-Joy, James McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Sarah Paulson.
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Genere Drammatico, - USA 2019. Uscita 17/01/2019.

Il Giustiziere della Notte

* * - - -
(mymonetro: 2,18)
Un film di Eli Roth. Con Bruce Willis, Elisabeth Shue, Vincent D'Onofrio, Dean Norris, Jack Kesy.
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Genere Azione, - USA 2018. Uscita 08/03/2018.

Rock the Kasbah

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Barry Levinson. Con Bill Murray, Bruce Willis, Kate Hudson, Zooey Deschanel, Leem Lubany.
continua»

Genere Commedia, - USA 2015. Uscita 05/11/2015.

Altman

* * * - -
(mymonetro: 3,41)
Un film di Ron Mann. Con Julianne Moore, Bruce Willis, Robin Williams, Keith Carradine, James Caan.
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Genere Documentario, - Canada 2013. Uscita 16/10/2014.

Sin City - Una donna per cui uccidere

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,96)
Un film di Frank Miller [II], Robert Rodriguez. Con Mickey Rourke, Jessica Alba, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Rosario Dawson.
continua»

Genere Thriller, - USA 2014. Uscita 02/10/2014.
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