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Whoopi Goldberg

Whoopi Goldberg (Caryn Elaine Johnson). Data di nascita 13 novembre 1955 a New York City, New York (USA).
Nel 1991 ha ricevuto il premio come miglior attrice non protagonista al Premio Oscar per il film Ghost - Fantasma. Whoopi Goldberg ha oggi 70 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

Lei può tutto

A cura di Fabio Secchi Frau

«Io non recito per essere qualcun altro. Recito per ricordare a tutti che possiamo essere molte cose allo stesso tempo». Con questa dichiarazione, che riassume la sua filosofia artistica, si apre il ritratto di Whoopi Goldberg: magnifica attrice, gigante del cinema mondiale e figura di dichiarata fede cosmopolita, capace da decenni di attraversare generi, media e battaglie culturali, alimentando la curiosità del pubblico.
Omaggiata come una delle personalità più riconoscibili d'America, la Goldberg ha conquistato cinema, teatro, televisione e perfino le classifiche dei bestseller. La sua carriera inizia nel 1983 con il one-woman show Spook Show, poi approdato a Broadway e premiato con un Grammy per il miglior album comico. Da lì, una filmografia che ha segnato l'immaginario collettivo, insieme a ruoli televisivi iconici, con risultati nel mondo dell'intrattenimento semplicemente senza precedenti. L'attrice è infatti una delle sole diciannove artiste ad aver conquistato l'EGOT - Emmy, Grammy, Oscar e Tony.
La svolta cinematografica arriva nel 1985 con la Celie de Il colore viola, ruolo che le vale il Golden Globe come miglior attrice protagonista in un film drammatico, ma sarà con Ghost - Fantasma che conquisterà l'Oscar come non protagonista. Molti anni dopo riceverà anche il Mark Twain Prize for American Humor, consacrazione definitiva del suo talento comico e della sua voce unica.
Senza risparmiarsi, diventa un'autrice prolifica, firmando libri di successo come "Is It Just Me? Or Is It Nuts Out There?" e il più recente "Bits and Pieces: My Mother, My Brother, and Me". Dal 2007 è una presenza quotidiana nel talk show della ABC The View, dove esercita la sua ironia tagliente e il suo sguardo politico sempre vigile.
Accanto all'arte, la Goldberg è nota per il suo attivismo - difesa dei diritti umani, impegno sui temi sociali, moderazione di panel e iniziative pubbliche - ed è stata anche una pioniera nel settore della cannabis medica, co-fondando Whoopi & Maya e lanciando la linea Emma & Clyde, pensata per il benessere femminile.
La sua vita privata, spesso raccontata con un'irriverenza quasi scandalosa, è parte integrante del suo mito. Più volte ha dichiarato di non essere interessata al matrimonio - «non voglio nessuno in casa mia», ha detto - e ha difeso con forza il valore dell'autonomia personale. «Essere soli e stare da soli sono due cose diverse». Le sue relazioni passate, da Ted Danson a Frank Langella, hanno alimentato la curiosità dei media, ma oggi l'attrice rivendica la libertà di dedicarsi alla sua famiglia allargata e al proprio lavoro senza compromessi. Con il suo marchio di fabbrica fatto di una risata riconoscibilissima, coraggio e una visione del mondo radicalmente inclusiva, Whoopi Goldberg continua a lasciare un segno indelebile nella cultura popolare americana. Una carriera che non smette di espandersi, reinventarsi e sorprendere.

Studi, famiglia e primi lavori
Whoopi Goldberg nasce a Manhattan nel 1955, secondogenita di un'infermiera e di un sacerdote battista, che abbandonerà molto presto la famiglia, lasciando che la madre cresca i figli da sola. Dopo aver frequentato la scuola parrocchiale St. Columba's, si iscrive alla Washington Irving High School, salvo poi abbandonarla senza terminare gli studi per trasferirsi, negli anni Settanta, a San Diego, dove trova lavoro come cameriera. Spostatasi a Berkeley, ha altre esperienze lavorative come cassiera in una banca, cosmetologa in un'agenzia funebre e muratrice in un'impresa edilizia. Nel frattempo, si unisce alla troupe d'avanguardia Blake Street Hawkeyes, seguendo corsi di recitazione e apparendo in alcune produzioni teatrali. Proprio in questo periodo crea il suo nome d'arte, ispirandosi al whoopee cushion, ed è con questo nome che segue le lezioni di Uta Hagen all'HB Studio di New York City. Acquisita abbastanza sicurezza sul palcoscenico, diventa una delle più giovani performer comiche della Grande Mela a esibirsi in piccoli teatri, club underground e spazi alternativi, sviluppando il suo stile unico, fatto di monologhi che mescolano satira sociale, improvvisazione, personaggi inventati e una forte componente politica.

Il successo come comica
Diventata rapidamente una star grazie al suo spettacolo The Spook Show (che poi sarebbe diventato il celebre "Whoopi Goldberg - Direct from Broadway", attira l'attenzione di Mike Nichols, che la spinge verso una carriera cinematografica.

Il debutto cinematografico
Nel 1982 William Farley la dirige nel suo film di debutto Citizen, ma è nel 1985 che Steven Spielberg la sceglie come protagonista del drammatico Il colore viola. La Goldberg è straordinaria e offre un'interpretazione eccellente, tanto da vincere il Golden Globe come miglior attrice protagonista.
Nel 1986 Penny Marshall le cuce addosso la scoppiettante commedia gialla Jumpin' Jack Flash, così come farà Hugh Wilson con Affittasi ladra (1987). Passata all'action-crime, sarà l'insolita protagonista del poliziesco Fatal Beauty (1987) e sarà molto apprezzata dal pubblico più giovane in The Telephone (1988) di Rip Torn, praticamente un one-woman-show che metteva in primo piano la sua capacità di improvvisare, cambiare voce, inventare personaggi e trasformare una situazione quotidiana - una donna sola in casa che passa il tempo al telefono - in un'esplosione di creatività. Anche se il film non fu un grande successo commerciale, i teenagers che lo videro rimasero colpiti dalla libertà comica dell'attrice, che sembrava giocare come una bambina con la propria immaginazione, passando da un tono all'altro con una fluidità che pochi attori possedevano. Era un film strano, quasi teatrale, ma proprio per questo affascinante per un pubblico giovane che amava la sua energia imprevedibile. Disegnerà un altro drammatico personaggio con la sua consumata bravura in Il grande cuore di Clara (1988) di Robert Mulligan e, dopo Beverly Hills Brats (1989), affiancherà James Belushi in Homer & Eddie (1989) di Andrey Konchalovskiy.

L'Oscar per Ghost
Nel 1990 l'Academy premia Whoopi Goldberg con l'Oscar come miglior attrice non protagonista per Ghost - Fantasma di Jerry Zucker, grazie alla sua interpretazione di Oda Mae Brown: un ruolo comico costruito con tale precisione, ritmo, carisma e profondità emotiva da trasformare un personaggio secondario in uno dei motori narrativi ed emotivi del film. La Goldberg riuscì a fondere humour irresistibile e vulnerabilità sincera, creando un equilibrio raro che non solo alleggeriva la tensione drammatica della storia, ma la amplificava, offrendo al pubblico un punto di accesso umano e immediato. La critica dell'epoca sottolineò come la sua presenza scenica «rubasse la scena» in ogni apparizione, portando un'energia mai superficiale. Tutti questi elementi contribuirono a renderla la favorita indiscussa nella categoria e a consacrarne la vittoria agli Oscar.
I primi anni Novanta proseguono con altri titoli significativi come La lunga strada verso casa (1990) e le vivaci commedie corali Bolle di sapone (1991, nel ruolo di una sceneggiatrice di soap opera capace di orchestrare intrighi, improvvisare battute fulminanti e mantenere un ritmo irresistibile) e I protagonisti di Robert Altman (dove costruisce il personaggio di Laurel Ayres, facendo emergere l'assurdità delle dinamiche di potere senza mai perdere umanità).

Il successo di Sister Act
Nel 1992 colpisce ancora nel segno con la commedia musicale Sister Act - Una svitata in abito da suora di Emile Ardolino. Cult cinematografico amatissimo dal pubblico e dalla critica, il film - basato su un'idea comica semplice, quella di una cantante di night club nascosta in un convento - le permette di offrire al mondo una performance esplosiva. La sua Deloris Van Cartier domina la scena con una comicità fisica irresistibile, un tempismo perfetto e una capacità unica di creare complicità con lo spettatore, attraverso la sua trasformazione da donna cinica e indipendente a guida affettuosa e trascinante del coro. Il successo è tale da indurla a riprendere il ruolo in Sister Act 2 - Più svitata che mai (1993). Intanto è un'insegnante sudafricana con una dolce forza morale in Sarafina! Il profumo della libertà (1992) e appare in Vado a vivere a New York (1993), Palle in canna (1993) e, soprattutto, Made in America (1993), dove - accanto a Ted Danson - sprizza scintille. A questi titoli si aggiungono Piccole canaglie (1994), il romantico Una moglie per papà (1994) con Ray Liotta, A proposito di donne (1995) di Herbert Ross, Moonlight & Valentino (1995), la buddy comedy per bambini T-Rex - Il mio amico Dino (1995), Eddie - Un'allenatrice fuori di testa (1996), il suo film meno riuscito Bogus - L'amico immaginario (1996) di Norman Jewison con Gérard Depardieu (la sua performance di assistente sociale rigida e scettica convinse poco critica e pubblico), Funny Money - Come fare i soldi senza lavorare (1996), L'agguato - Ghosts from the Past (1996) di Rob Reiner, Hollywood brucia (1997), In & Out (1997) di Frank Oz, Benvenuta in paradiso (1998), In fondo al cuore (1999) e Ragazze interrotte (1999) di James Mangold, dove è la comprensiva capo reparto di un ospedale psichiatrico.

Gli Anni Duemila
Negli anni Duemila comincia ad apparire più sporadicamente al cinema (Homie Spumoni - L'amore non ha colore), preferendo pellicole per l'infanzia (Le avventure di Rocky e Bullwinkle, Una valigia a quattro zampe, Chiamatemi Babbo Natale, I Muppet, Tartarughe Ninja) o simpatici cameo (The Hollywood Sign, alcuni film della serie Star Trek, Madea Goes to Jail, Il colore viola del 2023, Leopardi & Co.). Si segnalano i ruoli più corposi in Venga il tuo regno (2001), nei poco riusciti Monkeybone (2001) di Henry Selick e Rat Race (2001) di Jerry Zucker, in For Colored Girls (2010), Il mio angolo di paradiso (2011), I segreti di Big Stone Gap (2014), 11 settembre: Senza scampo (2017), L'ultimo brindisi (2018), Inganni online (2018), Till - Il coraggio di una madre (2022) e In viaggio con mio figlio (2023).

A teatro
Come già scritto, la Goldberg è un vero portento del palcoscenico: dai one-woman-show Whoopi Goldberg (1984), Whoopi, A Funny Thing Happened on the Way to the Forum, fino a Ma Rainey's Black Bottom (2003), Xanadu (2007), Sister Act (2010) e Annie (2024).

Il successo in tv
In televisione, Whoopi Goldberg sfonda grazie al programma "Comic Relief", dove fu accolta con entusiasmo perché rappresentava la sintesi perfetta tra talento comico e impegno sociale. Insieme a Billy Crystal e Robin Williams formò un trio iconico capace di alternare comicità e momenti di sincera empatia, trasformando la beneficenza in un evento culturale. Il pubblico apprezzò la sua capacità di usare l'umorismo come strumento politico e umanitario, affrontando temi come la povertà e i senzatetto con una sensibilità che non annullava la risata, ma la rendeva più significativa. La critica sottolineò come fosse una delle poche comiche in grado di mantenere un equilibrio perfetto tra attivismo e humour, contribuendo a rendere "Comic Relief" un fenomeno sociale oltre che televisivo. Parte del suo enorme successo è dovuto anche a "The View", dove è co-conduttrice e presenza centrale, autorevole e imprevedibile, capace di tenere insieme un programma costruito sul confronto quotidiano. Il pubblico dimostrò grande affetto per la sua presenza, grazie alla sua capacità di dire ciò che pensava senza filtri ma con una consapevolezza culturale profonda, di gestire i conflitti con ironia e fermezza, e di incarnare una voce afroamericana, femminile e progressista. Baricentro emotivo del format, lo trasforma in un luogo dove cultura pop, politica e vita quotidiana si incontrano con naturalezza. Oltre a questo, è stata più volte presentatrice degli Oscar, portando alla cerimonia un mix unico e diventando la prima donna afroamericana a condurre l'evento, dando un tono meno ingessato alla celebrazione cinematografica.

Guinan di Star Trek
Da ricordare anche la sua partecipazione a Moonlighting (1986), dove si ritaglia uno spazio tutto suo tra Cybill Shepherd e Bruce Willis, e il fortunato ruolo di Guinan, la misteriosa barista del Ten Forward in Star Trek: The Next Generation (1988-1993) e in Star Trek: Picard (2022). Fu lei a chiedere di partecipare alla serie, perché da bambina aveva visto Nichelle Nichols (Uhura) nella serie originale e rimase sconvolta nel vedere una donna nera in un ruolo non stereotipato. Disse: «Guarda! C'è una donna nera in TV e non è una domestica!». Così, quando The Next Generation iniziò, la Goldberg domandò personalmente a Gene Roddenberry di poter avere un ruolo, e Roddenberry creò Guinan apposta per lei. Appare anche nella miniserie Bagdad Café (1990-1991), in alcuni episodi di Tutti al college (1991), La tata (1998), Squadra Med - Il coraggio delle donne(2000), Absolutely Fabulous (2002), So NoTORIous (2006), Law & Order: Criminal Intent (2006), Law & Order - Unità vittime speciali(2015), Tutti odiano Chris (2006) e molti altri (Entourage, Life on Mars, The Cleaner, 30 Rock, The Middle, Glee, 666 Park Avenue, Nashville, Blue Bloods, When We Rise, The Tick, The Stand, Godfather of Harlem, The Conners, Hacks) e nei film tv I ragazzi irresistibili (1995), Cenerentola (1997), Un'americana alla corte di Re Artù (1998), Alice nel Paese delle Meraviglie (1999), Magiche leggende (1999), Questa è la mia famiglia (2001), Il super buon Natale dei Muppet (2002), Good Fences (2003), Un sospiro di sollievo (2014).

La sua sitcom omonima
Tra il 2003 e il 2004 ha avuto anche una sitcom tutta sua, intitolata Whoopi, ed è stata una delle protagoniste di Harlem (2021-2025), dove interpretava una professoressa universitaria. Inaspettatamente, appare anche nella soap opera italiana Un posto al sole (2026).

Video musicali
Whoopi Goldberg è apparsa nei video musicali di Aretha Franklin (Jumpin' Jack Flash), Michael Jackson (Liberian Girl), Bonnie Raitt (You Got It) e Michael Bublé (Everything).

I cortometraggi
Attiva anche nei cortometraggi, dopo essere apparsa in Repair (1987), è diretta da Agnieszka Holland in Golden Dreams (2001) e da Michael Carone in Sensitive Men (2013).

Il doppiaggio
Come doppiatrice, l'attrice presta la sua voce alla iena Shenzi in Il re leone (1994), ma anche a Gaia, lo Spirito della Terra che, nella prima stagione di Capitan Planet e i Planeteers (1990), si risveglia per guidare i cinque ragazzi scelti per proteggere il pianeta dall'inquinamento e dagli abusi ambientali. Lavora inoltre in Pagemaster - L'avventura meravigliosa (1994), Canto di Natale (1997), Rugrats - Il film (1998), Rudolph, il cucciolo dal naso rosso (1998), Galline in fuga (1999-2000), Blizzard - La renna di Babbo Natale (2003), Pinocchio 3000 (2004), Striscia, una zebra alla riscossa (2005), Piccolo grande eroe (2006), Supercuccioli sulla neve (2008) e in Toy Story 3 - La grande fuga (2010).

Vita privata
Whoopi Goldberg è stata la moglie del consulente per la dipendenza da sostanze Alvin Martin, dal quale ha avuto una sola figlia, la produttrice Alexandrea Martin. Il matrimonio, iniziato nel 1973 e finito nel 1979, è stato seguito da una seconda unione, con il direttore della fotografia David Claessen (dal 1986 al 1988), e infine da una terza, con Lyle Trachtenberg (dal 1994 al 1995). Dopo questo terzo divorzio, ha dichiarato apertamente: «Non sono fatta per vivere con qualcuno. Non voglio che nessuno viva in casa mia». Ha comunque vissuto relazioni importanti: la prima con Frank Langella, per tutta la durata degli anni Novanta, considerata la storia d'amore più lunga e significativa della sua vita; la seconda con il collega Ted Danson e, infine, una relazione con Timothy Dalton.

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