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Taylor Hackford

Taylor Hackford (Taylor Edwin Hackford). Data di nascita 31 dicembre 1944 a Santa Barbara, California (USA). Taylor Hackford ha oggi 76 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.

Il regista dei biopic musicali

A cura di Annalice Furfari

Con una carriera iniziata nei documentari televisivi, Taylor Hackford ha affinato il grado di verosimiglianza che permea gran parte del suo lavoro di regista e produttore di Hollywood. Dopo aver dimostrato la sua abilità con i soggetti della vita reale, Hackford si è avventurato nel lungometraggio di finzione, dove riesce meglio con i biopic, in particolare quelli legati al mondo della musica, come Ray. Al di fuori di questo genere cinematografico, conquista il pubblico con il sentimentale Ufficiale e gentiluomo, ma i progetti più recenti ottengono risultati discontinui. Centra comunque il bersaglio del successo con i documentari, che consolidano il suo status di regista dotato di una notevole abilità nel catturare il dramma insito nella vita quotidiana.

Dalla televisione pubblica a Hollywood
Taylor Hackford nasce il 31 dicembre 1944 a Santa Barbara, in California. Nel 1968 si laurea alla University of Southern California in Relazioni internazionali ed Economia, un corso preparatorio alla laurea in Giurisprudenza. Dopo gli studi fa un'esperienza come volontario nei corpi di pace in Bolivia, dove, nel tempo libero, inizia a girare filmini in Super 8 per documentare la realtà intorno a lui. Si inizia ad appassionare e così decide di non proseguire gli studi in Legge, ma di iscriversi piuttosto alla USC School of Cinema-Television. Trova lavoro nella gestione della corrispondenza della rete televisiva pubblica di Los Angeles, KCET-TV. Questa posizione si rivela un ottimo trampolino di lancio per l'aspirante regista, che viene rapidamente promosso al reparto programmazione culturale dell'emittente. In queste vesti è tra i primi in America a occuparsi della messa in onda di concerti rock integrali. Viene poi trasferito nella redazione giornalistica della tv, dove il suo lavoro di reporter investigativo gli vale due Emmy e un Associated Press Award. Il suo sogno resta comunque quello di fare il regista. Nel 1973 debutta alla regia di un documentario, Bukowski, un ritratto del leggendario poeta che gli procura un discreto successo. Dopo aver diretto altri documentari, firma Teenage Father (1978), che gli vale l'Oscar per il miglior cortometraggio live-action. Due anni dopo realizza il suo primo film di finzione, Rock Machine (1980), biografia romanzata del promoter musicale Bob Marcucci, che guidò al successo Frankie Avalon e Fabian. Il modesto successo di pubblico dà ad Hackford la spinta per il lavoro successivo, che sarebbe diventato il suo primo blockbuster. Ufficiale e gentiluomo (1982) fa di Richard Gere una star nei panni di un giovane ribelle che si innamora di una ragazza durante l'estenuante addestramento da pilota militare per mano di un duro sergente dei marine, interpretato da Louis Gossett Jr. Facendo un tuffo nel passato, guardando ai film di guerra degli anni Quaranta in un tripudio sentimentalista, il regista fa breccia nel cuore del pubblico. Il film incassa 130 milioni dollari e vale l'Oscar a Gossett come miglior attore non protagonista e a Joe Cocker e Jennifer Warnes per il brano portante della colonna sonora. Anche il successivo Due vite in gioco (1984) porta al successo la colonna sonora, con la hit "Against All Odds" eseguita da Phil Collins. Il film, remake de Le catene della colpa (1947), è un noir con tanto di sensuale storia d'amore, con Jeff Bridges nei panni di un ex campione di football disoccupato che accetta l'incarico di cercare una donna fuggita in Messico con 50.000 dollari. Il richiamo ai film della Hollywood classica continua anche con il melodramma di propaganda antisovietica Il sole a mezzanotte (1985), incentrato su un ballerino classico russo che, fuggito in Occidente, è costretto da un incidente aereo ad atterrare in URSS, dove incontra un danzatore americano nero di tip-tap, fuoriuscito per ragioni politiche e razziali. Lionel Richie e di nuovo Phil Collins impreziosiscono la colonna sonora di un film sul cui set Hackford incontra la sua futura terza moglie, l'acclamata attrice Helen Mirren, con cui convive dal 1986 e che sposa nel 1997.

A risultati alterni
Hackford è produttore del film di grande successo La Bamba (1987), che ha reso omaggio al pionieristico rocker latino Ritchie Valens, la cui vita è stata stroncata da un incidente aereo quando era al culmine della celebrità, alla fine degli anni '50. L'amore di Hackford per la musica traspare anche dal suo successivo lavoro come regista, Hail Hail Rock'n'Roll (1987), che riprende il concerto eseguito da Chuck Berry nel 1986 a St. Louis, intercalato da numerose interviste ai personaggi più importanti del rock dell'epoca. Vincitore del National Board of Review come miglior documentario, il film viene elogiato e salutato come un ritorno alla forma migliore del regista. Tuttavia il suo lavoro successivo, Un amore una vita (1988), viene considerato un passo indietro, una sorta di ritorno alle produzioni in stile soap-opera alla Ufficiale e gentiluomo. La storia è quella di una star del football giovanile (Dennis Quaid), le cui vittorie sono presto oscurate dalle prove della vita da adulto, tra cui i problemi con la moglie (Jessica Lange). In seguito Hackford si dedica alla produzione, attraverso la sua New Visions Pictures Ardesia, con cui produce, tra gli altri, Combat Dance - A colpi di musica (1989) di Robert Wise, La lunga strada verso casa (1990) di Richard Pearce e Sognando Manhattan (1991) di Steve Rush. Nessuno di questi film, però, lascia il segno. Con Patto di sangue (1992) torna dietro la macchina da presa, firmando la storia di tre latino-americani alla costante ricerca di una strada attraverso la realtà delle bande giovanili, della droga e del carcere. Molto più riuscito è L'ultima eclissi (1995), tratto dall'apprezzato romanzo di Stephen King "Dolores Claiborne", con un'ottima Kathy Bates come interprete protagonista. Hackford ne fa un film in chiave femminista, particolarmente credibile nel confronto tra madre e figlia, contrassegnato da una sapiente scansione drammatica e da ritmati colpi di scena. Eppure il lungometraggio fa i conti con una distribuzione non capillare e delude le aspettative al botteghino. Le soddisfazioni arrivano con la produzione e il montaggio di Quando eravamo re (1996) di Leon Gast, opera che celebra il mito del pugile Mohammed Alì e che si aggiudica il premio Oscar per il miglior documentario. È un successo, soprattutto al botteghino, anche l'apocalittico L'avvocato del diavolo (1997), in cui Hackford dirige niente meno che Al Pacino, Keanu Reeves e Charlize Theron, per raccontare la storia di un giovane e spregiudicato avvocato a cui viene rivolta un'allettante proposta di lavoro in uno studio legale di New York, a condizione che venda l'anima al diavolo. Il thriller Rapimento e riscatto (2000), più che per meriti artistici, fa parlare di sé per il flirt nato sul set tra i due attore principali, Meg Ryan e Russell Crowe, determinando la fine del matrimonio della "fidanzata d'America" con Dennis Quaid. Lontano dalle scene per alcuni anni, Hackford vi fa trionfalmente ritorno nel 2004 per dirigere un progetto cullato per quindici anni, quello di Ray, biopic sulla vita del pioniere della musica soul, Ray Charles, scomparso qualche mese prima dell'uscita del film nelle sale americane. Il regista ne racconta la carriera ma anche e soprattutto i lati oscuri, la schiavitù della droga e le relazioni controverse con le donne. Il film vale ad Hackford la nomination agli Oscar come migliore regista e all'attore Jamie Foxx la statuetta come migliore interprete protagonista. Il successo non è bissato con Love Ranch (2010), film, ispirato a una storia vera, in cui Hackford dirige la moglie Helen Mirren nei panni di Grace Bontempo, una donna che gestisce con il marito il primo bordello legalizzato del Nevada. Nominato presidente della Directors Guild of America nel 2009, Hackford compare nel film Il mistero di Dante (2014) di Louis Nero. Torna dietro la macchina da presa per dirigere Parker (2013), action con Jason Statham e Jennifer Lopez, ispirato al protagonista della saga letteraria di Donald E. Westlake, portato più volte sul grande schermo ma al debutto con il proprio nome, in seguito alla morte dell'autore, che non aveva mai autorizzato le versioni cinematografiche delle sue opere.

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