Un'opera ambiziosa che mette in scena la condizione femminile con un raffinato gusto compositivo e qualche vezzo. Drammatico, Germania2025. Durata 149 Minuti.
Una fattoria rurale è il luogo che fa nascere il legame fra quattro ragazze di epoche diverse. Espandi ▽
Tre epoche diverse, tre storie di giovani esistenze, un comune destino femminile che ha a che fare con il proprio (limitato) ruolo nel mondo. Non c’è unità di tempo ma c’è unità di luogo perché le storie si svolgono tutte nella stessa fattoria. E forse c’è qualche legame famigliare ad unire le tre protagoniste: una bambina, una ventenne, una preadolescente. Intorno a loro vediamo madri alienate e incapaci di affrancarsi dalla società patriarcale in cui vivono, nonché di proteggere i propri figli, e uomini che considerano legittimi atti di violenza, molestie e stupri in nome di una supremazia reiterata nel tempo. Sound of Falling, opera seconda di Mascha Schilinski, è ambiziosa sia in termini di contenuti che di durata che soprattutto di forma. Esteticamente il film si muove fra la crudeltà di Michael Haneke e la oleografia della pittura fiamminga, con qualche compiacimento di troppo e qualche vezzo autoriale diventato di moda ma anche con un raffinato gusto compositivo e un utilizzo sapiente degli strumenti cinematografici. Recensione ❯
Una giovane donna, in seguito ad un incidente stradale, viene aiutata ed accolta da una famiglia che cela un segreto. Espandi ▽
Durante un fine settimana in campagna, Laura, una studentessa di Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente d'auto. Fisicamente risparmiata ma profondamente scossa, viene accolta da Betty, che aveva assistito all'incidente e si era presa cura di lei con affetto. A poco a poco, il marito e il figlio di Betty superano la loro riluttanza e si instaura una tranquillità quasi familiare. Ma presto non possono più ignorare il loro passato e Laura deve affrontare la sua vita. Recensione ❯
Un lato del leggendario compositore polacco che non si trova nei libri di storia: quello di un dandy amante del divertimento, un virtuoso del pianoforte e un uomo affascinante. Espandi ▽
Parigi, 1835. A 25 anni Frédéric Chopin è all'apice della fama: celebrato nei salotti parigini, adorato dall'aristocrazia e dal Re di Francia. Ma la diagnosi di una tubercolosi in uno stadio avanzato lo pone di fronte a un bivio: provare a curarsi e prolungare l'esistenza rinunciando a tutto ciò che la rende speciale o bruciare la fiamma velocemente dedicandosi alla musica e alle gioie della vita?
Un famoso brano di Neil Young parlava della ruggine "che non dorme mai" e di come un vero artista preferisca bruciare che spegnersi lentamente. Una filosofia che potrebbe adattarsi allo Chopin immortalato da Michal Kwiecinski in questo ricco biopic polacco, che si concentra sugli anni parigini del compositore. Recensione ❯
Un film che entra nell'universo fantasy e social del 2026, senza sottolineare le sfumature psicosociali del romanzo di Brontë. Drammatico, USA, Gran Bretagna2026. Durata 136 Minuti.
Dal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, una grande storia d'amore con Margot Robbie e Jacob Elordi. Espandi ▽
Cime tempestose è l'ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.
Quest'ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l'ingenua Isabella, la protetta di Edgard.
Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l'intrattenimento visivo come priorità assoluta. Recensione ❯
Un film nel film. La fotografia di moltissimi giovani raccontata con una tenerezza che squaglia perché la sappiamo vera. Commedia, Italia2025. Durata 80 Minuti.
Restare, ricominciare o trasformare questo frammento di vita in racconto. Espandi ▽
Alberto Palmiero ha 27 anni, ha frequentato la scuola di regia e realizzato alcuni cortometraggi. Ora vorrebbe cimentarsi con il primo lungometraggio. Il produttore indipendente Gianluca Arcopinto lo avvicina e gli allunga il suo biglietto da visita, dichiarandosi interessato al suo progetto. Tornato a Roma, Alberto gli invia il soggetto ma non ottiene risposta, e dopo sette mesi di inutile attesa decide di tornare al suo paese in provincia di Caserta. Tienimi presente è la fotografia della realtà per i moltissimi giovani che in Italia, e soprattutto in provincia e nel Sud, non hanno alcuna opportunità lavorativa e finiscono per sentirsi “stranieri ovunque”. Il film, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Palmiero, è una sorta di documentario della sua situazione personale, e sembra erede del primo Nanni Moretti, con una punta dell’ironia malinconia autobiografica alla Gianni Di Gregorio. L’asso nella manica del neoregista è la tenerezza con cui racconta e interpreta la sua vicenda, purtroppo comune a tanti suoi coetanei: una tenerezza che squaglia perché la sappiamo vera, e socialmente ingiusta. Recensione ❯
Il settimo capitolo della saga horror più famosa del mondo cinematografico. Espandi ▽
Mentre il culto per le gesta degli assassini di Woodsboro e per la serie di film Stab a queste ispirata non accenna a scemare, una nuova ondata di omicidi si abbatte su Pinegrove. Ancora una volta gli assassini mascherati da Ghostface hanno lei nel mirino e utilizzano il volto del defunto Stuart Macher per terrorizzarla. Ma si tratta di un deep fake costruito ad arte o Stuart è davvero tornato, assetato di vendetta?
Discusso e rimandato, complice il cambio di cast in corsa - con l'allontanamento di Melissa Barrera per dichiarazioni pubbliche contro lo Stato di Israele - il settimo capitolo del più celebre franchise slasher degli ultimi trent'anni sceglie la via del ritorno nostalgico.
Il gioco metacinematografico, cifra distintiva del primo Scream, qui si riduce a un rituale prevedibile. Il settimo capitolo sembra oscillare tra celebrazione e stanchezza, tra desiderio di immortalità e consapevolezza di essere ormai entrato nella fase museale del proprio mito. Recensione ❯
Onesto come solo una storia vera sa essere, un film originale e autentico. Capace di andare oltre, ancora "per un po'". Drammatico, Italia2026. Durata 100 Minuti.
Le dinamiche dell'affido familiare e il racconto dell'incontro tra due solitudini. Espandi ▽
Niccolò, paroliere musicale di successo con una bella casa e ampie possibilità economiche, voleva accogliere in affido un bambino in difficoltà: un progetto condiviso con la sua campagna Nadia, che purtroppo è venuta a mancare. I servizi sociali gli propongono di accogliere un 18enne rifiutato dalla precedente famiglia affidataria.
Il film è onesto come solo una storia vera sa essere, e non cede mai alla tentazione di intervenire sul dato reale per rendere la narrazione più "cinematografica". La forza della storia è proprio il suo procedere in modo naturale e conseguente, senza indugiare in scene madri.
Se Alessandro Tedeschi è una conferma, e regala la sua pacatezza e la sua apertura mentale ad un ruolo complesso e trattenuto, Isnaba Na Montche è una rivelazione. Recensione ❯
Oltre il classico amore nato sui banchi di scuola. Un film che parla con intelligenza di salute mentale e ansia sociale. Animazione, Giappone2026. Durata 101 Minuti.
Il fenomeno romance che ha conquistato il pubblico anime di tutto il mondo. Espandi ▽
Il cupo e solitario Kyotaro Ichikawa, appassionato di true crime e delle vite dei serial killer, rimane sconvolto dallo scoprire che la più bella della scuola, Anna Yamada, modella e aspirante attrice, provi simpatia per lui. Inizialmente il ragazzo cerca di trovare dei motivi per odiarla, perché gli sembra inconcepibile che una persona come lei possa essere attratta da lui. Poi invece la spontaneità e la simpatia di Yamada lo portano ad aprirsi al mondo, aiutandolo a trovare fiducia in se stesso. Sarà cruciale per l'avvicinamento tra i due un manga che piace a entrambi e la gita scolastica a Nara.
Un film che condensa i 25 episodi del popolare anime ispirato al manga di Norio Sakurai in 102 minuti. Oltre a essere una delicata storia di sentimenti adolescenziali, vissuti con il dramma che quell'età comporta, The Dangers in My Heart - The Movie parla in modo intelligente di salute mentale e ansia sociale, temi sempre più presenti e cruciali per le nuove generazioni, ormai abituate fin da piccolissime al costante confronto sui social. Recensione ❯
il biopic straniante sul "quinto Beatles", più concentrato sulla vita dell'uomo che sul rapporto con i Fab Four. Biografico, Drammatico - Gran Bretagna2024. Durata 112 Minuti.
La vita di Brian Epstein, l'iconico manager musicale chiamato 'il quinto Beatles'. Espandi ▽
Il film ripercorre la vita dell’impresario discografico Brian Epstein, dalla formazione al successo strepitoso con i Beatles, descrivendo la sua ricerca dell'amore e il caos che ha seguito la sua rapida ascesa, esplorando anche il suo impatto sulla cultura pop.
Il biopic sul “quinto Beatles”, come ha avuto modo di definirlo lo stesso Paul McCartney, ossia il manager che li ha scoperti e lanciati, si sofferma di più sugli aspetti dell’uomo, soprattutto sulla sua omosessualità, e meno sul rapporto con i Fab Four, perdendo dunque di vista l’interesse principale della sua storia
Midas Man infatti rischia di non soddisfare i fan dei Beatles che già conoscono i primi passi dei loro beniamini e dunque la figura di questa specie di ‘lord inglese’ dai modi affettati che porta il nome di Brian Epstein a cui l’attore Jacob Fortune-Lloyd si sforza di dare una degna interpretazione, riuscendoci egregiamente. Recensione ❯
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia. Drammatico, USA2025. Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto. Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto. Recensione ❯
Gioia, insegnante di francese solitaria, incontra Alessio, studente cinico. Nasce un legame proibito che la trasforma, ma lui ha altri piani. Espandi ▽
Gioia è un'insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l'amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c'è Alessio, un ragazzo, che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l'unica persona che lo abbia mai amato. Recensione ❯
Una commedia universale che riesce nell'impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda. Commedia drammatica, Giappone, USA2025. Durata 103 Minuti.
Philip, attore americano in Giappone, lavora per "Rental Family", offrendo affetto a pagamento. Scoprirà però che separarsi dai clienti è la parte più difficile. Espandi ▽
Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro. Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani. È Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di The Whale. Nell’era dell’individualismo sfrenato, Hikari riesce a firmare un film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo e sul bisogno di relazioni umane autentiche. Un film originale, mainstream e universale che sfida la retorica del buonismo senza mai rinunciare all’ironia, riuscendo nell’impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda, ricordando che in ogni parte del mondo e a ogni età non ci si salva mai da soli. Recensione ❯
Dopo il successo di Cortina Express Christian De Sica e Lillo tornano sulla neve. Espandi ▽
Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d'Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar e Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco in scatola, il Crime Castle, best seller dell'azienda. Lo spot sarà girato in Val d'Aosta, e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l'improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell'edificio. Il detective Agata dovrà risolvere il mistero.
Le assurdità non si contano e siamo ben lontani da capolavori come Crimen, ma la collezione incessante di battute surreali riesce a creare un mini effetto valanga che strappa più di una risata e potrebbe trasformare il film in un piccolo cult.
Sembra che gli attori - a partire da Christian De Sica e Lillo - si siano divertiti a prestarsi a questo festival del nonsense, e se ci si abbandona allo swing delirante, anche il pubblico - forse - gradirà. Recensione ❯
Una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole per la sesta regia di Antonio Albanese. Espandi ▽
Umberto ha dilapidato i soldi del padre. Beppe fa l'idraulico e abita con una mamma asfissiante. Gigi contava sull'eredità di una zia facoltosa, ma lei gli ha lasciato solo parrucche e trucchi. Una notte, mentre trasportano Gigi in stato semicomatoso, Umberto, Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell'ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via ad una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione.
Le buone intenzioni di Albanese e il suo desiderio di tornare ad una comicità semplice ambientata in una provincia popolata da personaggi ingenui sono evidenti, ma c'è poca realtà sia nella costruzione di quei personaggi che nelle azioni insensate che compiono.
Antonio Albanese ha spesso interpretato personaggi amabilmente strampalati e la sua cifra lunare è di solito accattivante, sia come attore che come regista, anche perché spesso propone un commentario sulla nostra società e la nostra epoca. Lavoreremo da grandi invece sembra semplicemente girare a vuoto, all'interno di un vuoto di senso e di credibilità, e purtroppo ottiene l'effetto deludente di un colpo sparato a salve. Recensione ❯
Nonostante ambizione e cast eccellente, il film di Assayas resta intrappolato in uno sguardo datato e poco incisivo sul potere russo. Drammatico, Thriller - Francia2025. Durata 159 Minuti.
Russia, anni '90: Vadim Baranov, ex artista, diventa lo spin doctor dello "Zar" Putin. Ma Ksenia, donna libera, rappresenta la sua possibile via di fuga. Espandi ▽
Russia, primi anni '90. L'URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane uomo dalla mente brillante sta per trovare la propria strada. Prima artista d'avanguardia, poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come "lo Zar", Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia, modellandone discorsi, fantasie e percezioni. Ma c'è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga - lontano dall'influenza del potere e dal dominio politico. Recensione ❯