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Olivier Assayas

Olivier Assayas è un attore francese, regista, produttore, scrittore, sceneggiatore, è nato il 25 gennaio 1955 a Parigi (Francia).
Nel 2016 ha ricevuto il premio come miglior regia al Festival di Cannes per il film Personal Shopper. Dal 2012 al 2016 Olivier Assayas ha vinto 2 premi: Festival di Cannes (2016), Festival di Venezia (2012). Olivier Assayas ha oggi 67 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

Un cinema di note a margine

A cura di Giuseppe Grossi

La vena artistica di Olivier Assayas è molto simile a diversi capillari. Nella sua poetica scorrono parallelamente l'acume della scrittura, la potenza della cinepresa e l'ispirazione del rock come sottofondo costante. Il suo cinema è una continua convivenza di spiriti opposti, di spinte reazionarie al sistema degli obblighi e delle imposizioni. È speranza mista a frustrazione, volontà e realtà, osmosi ad oltranza. Le storie di Assayas vivono sulla soglia tra desiderio e costrizione, con protagonisti spesso molto giovani in cui il contrasto, sociale come interiore, emerge in modo inevitabile. "Fare cinema significa ascoltare le proprie budella", dice. La poetica di Assayas le saprà anche far sentire.

La vita privata
Nato a Parigi il 25 Gennaio 1955, Assayas ha nel sangue la convivenza tra diversità. Di madre ungherese e padre francese (lo sceneggiatore Jacques Rémy), si laurea alla French National School of Fine Arts. Il suo avvicinamento al cinema parte da un'analisi esterna. Infatti dal 1980 al 1985 collabora con la rivista Cahiers du Cinéma, specializzandosi nella critica di film asiatici. Influenza che segnerà parte del suo percorso autoriale. Inizia ad addentrarsi nel grande schermo aiutando il padre malato nella redazione di alcune sceneggiature. La sua gavetta prevede anche l'assistenza sui set di grandi produzioni come Superman (1978). È stato sposato per tre anni con l'attrice cinese Maggie Cheung.

Gli esordi
Il titolo dell'opera prima di Assayas ne segna il percorso e ne sintetizza la morale. Disordre- Disordine (1986) incarna lo spirito tumultuoso dell'adolescenza. Un gruppo di giovani aspiranti musicisti parigini si scontrerà con la fattibilità di aspirazioni troppo grandi. La rappresentazione del disagio giovanile come percorso obbligato continua con Il bambino d'inverno (1989) e Contro il destino (1991). I protagonisti sono esseri erranti, anime vagabonde che sbagliano vie e vedono il proprio percorso intralciato spesso dal cinismo. Parigi fa da sottofondo incolore e silenzioso.

La diga di L'eau froide
Dopo Une nouvelle vie (1993), Assayas torna alle note dolenti con lo struggente L'eau froide (1994). Musica e adolescenza si fondono ancora in un'opera permeata dal tema della fuga. La maturità è un'utopia mentre l'instabilità postmoderna disperde nel mondo le personalità liquide di due giovani. I suoi Gilles e Chiristine busserrano alla porta del Paradiso assieme a Bob Dylan senza avere la minima idea di dove siano le chiavi. L'eco della rabbia e della disperazione infatti accompagna sempre colonne sonore ispirate. Con Irma Vep (1996) lo sguardo cambia e diventa metacinematografico. Il film è una sintesi citazionista di cinema hollywoodiano e asiatico, in perenne equilibrio tra reale e immaginario, tra verità e messa in scena.

Gli anni duemila
In Les Destinées Sentimentales (2001) passa al film in costume. Tratto dall'omonimo romanzo di J. Chardonne, l'opera ritorna sul tema dell'infattibilità. Amori e progetti impossibili calcano il contrasto Io/Mondo. Demonlover (2002) e Clean - Quando il rock ti scorre nelle vene (2004), entrambi in concorso per la Palma D'Oro a Cannes, rappresentano un ritorno deciso alle tematiche del mercato delle speranze. Umane come professionali. Opere imperfette come le loro protagoniste ai margini, contese tra necessità di farsi accettare e quella di accettarsi. La musica rock e il fascino orientale (della Cheung e dei manga) rimangono costanti co-protagonisti. Il morboso e deludente Boarding Gate (2007) vede ancora protagonista una donna problematica (qui Asia Argento) costretta a ripercorre torbidi vissuti del suo passato. Nel 2010 firma la miniserie televisiva Carlos (2010), biopic sulla vita del terrorista marxista Ilich Ramirez Sanchez, che si aggiudica il Golden Globe come miglior miniserie dell'anno. E l'attenzione riesce ad evadere dal mero revisionismo storico e si concentra sull'animo dell'eroe negativo. Il 2012 è l'anno di Qualcosa nell'aria - Après Mai, un ritorno alle origini del malessere adolescenziale, ancora alla prese con il moto di un giovane mare di vivere. Assayas riprende con rinnovata passione l'impegno civile di un liceale (ancora Gilles) alle prese con i fermenti politici e culturali dell'Europa anni '70. Il tocco è lieve e malinconico, sfiorando il tempo delle aspettative ancora vergini.
Nel 2014 dirige Juliette Binoche, Kristen Stewart e Chloë Grace Moretz in Sils Maria, in cui una grande attrice al culmine della carriera dovrà affrontare una importante riflessione su se stessa, e nel 2016 porta a Cannes un altro film in cui dirige Kristen Stewart, Personal Shopper, premiato con la Palma per la miglior regia (ex aequo con Cristian Mungiu).
L'anno successivo dirige la commedia corale Il gioco delle coppie, con Juliette Binoche e Guillaume Canet, in cui racconta un cambiamento d'epoca e di cultura, riformulando relazioni amorose e sentimenti ai tempi dei social media.

Ultimi film

Drammatico, (Francia - 2019), 123 min.
Documentario, (USA - 2015), 79 min.
Drammatico, (Francia - 2014), 124 min.
Drammatico, (Francia - 2012), 122 min.

Focus

INCONTRI
sabato 8 aprile 2017
Paola Casella

"I nostri sogni sono più reali e importanti del lavoro che facciamo tutti i giorni per pagare l'affitto". Olivier Assayas, figlio d'arte (il padre era lo sceneggiatore Jacques Rémy), critico, sceneggiatore e pluripremiato regista, sceglie di raccontare anche in Personal Shopper, che ha presentato a Roma nell'ambito del Festival del nuovo cinema francese Rendez-vous, come una testimonianza del rapporto fra visibile e invisibile

APPROFONDIMENTI
mercoledì 16 gennaio 2013
Mauro Gervasini

Nonostante sia uno dei cineasti europei di maggior talento, Olivier Assayas (classe 1955) resta pressoché sconosciuto al pubblico italiano. Persino il "milieu" cinefilo lo trascura un po', forse perché difficilmente collocabile. Addirittura uno dei suoi titoli principali, forse il più apprezzato in Francia, Les destinées sentimentales (2000), è inedito da noi. Figlio dello sceneggiatore Jacques Rémy eredita dal padre, capace di passare dal copione impegnato di Il bosco degli amanti di Autant-Lara al divertente L'ispettore spara a vista di Lautner, il gusto per la contaminazione non solo dei generi ma dei toni

News

I cast dei film in concorso scatenano i fotografi mentre si aspetta Martin Eden.
Il gioco delle coppie 'mette a fuoco' la parola nell'era tecnologica. Da oggi al cinema.
Un simposio di idee per un soggetto magnifico e arduo. Dal 27 dicembre al cinema.
Presentato al Festival Rendez-Vous, Olivier Assayas racconta il suo nuovo film. Dal 13 aprile al cinema.
Il film di Ken Loach vince a sorpresa il Festival. La Palma per la Miglior Regia va ex aequo a Cristian Mungiu e Olivier...
L'attrice torna protagonista al Festival di Cannes con Personal Shopper di Olivier Assayas. Applausi per Fiore...
Uno dei cineasti europei di maggior talento.
Ieri applausi per Assayas, oggi l'attesa per Kim Ki-Duk.
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