La prima serie italiana d'animazione Amazon Original, ambientata nel mondo della stand-up comedy. Espandi ▽
Maurizio è il burbero e disincantato titolare dello storico locale di comici Il Baracchino, che versa in una crisi nerissima ed è pronto a chiudere per essere trasformato in una kebabberia. La giovane Claudia, idealista e coraggiosa, non ci sta e recluta un gruppetto di comici per rilanciare il locale. Tutti improbabili: si va dalla Morte a un piccione tabagista, da Leonardo Da Vinci a un triceratopo punk, passando per la leggenda della comicità Larry Tucano. Tra gli spettatori, un'entusiasta ciambella con tutta la sua famiglia al seguito. Tra battute, fragilità condivise, ricordi e un lutto difficile da elaborare, proveranno a salvare insieme ciò che resta del Baracchino.
Una serie comica irriverente, brillante, disimpegnata e con un tocco di malinconia. È intrattenimento di ottimo livello quello che propone Il Baracchino, la prima serie creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola, tutta di animazione, tutta italiana e in bianco e nero. La scelta delle voci è un plus non da poco, sono tutte conosciute e riconoscibili, oltre che amate dal pubblico. Recensione ❯
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Le rive inesplorate di un fiume italiano. Espandi ▽
Un regista riceve da uno strano comitato l’incarico di celebrare il fiume Reno che, nascendo in provincia di Pistoia, attraversa tutta l’Emilia Romagna per sfociare nell’Adriatico. Quello che in origine dovrebbe essere un documentario si trasforma in un “on the river” carico di storie vecchie e nuove e di strani personaggi. Lo stile è chiaro sin dalla sequenza di apertura con la barca dei melomani wagneriani che cercano un altro Reno. L’oro c’è anche nel fiume tosco-emiliano ma è rappresentato dal desiderio di scovare storie che si collochino tra la sfavillante luce del sole e la nebbia più fitta. Se per il momento la creatività del regista e dei suoi cosceneggiatori sembra ancora un po’ frenata da qualche forma di timore dell’eccesso, la strada e il fiume narrativo sono quelli giusti. È quindi lecito attendersi un’opera seconda ancora più libera da vincoli in cui Pullega possa far procedere la sua barca come quella della promessa sposa nella scena che si fa sintesi di qualità dell’intero percorso. Recensione ❯
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La vera storia di Giulia Spizzichino interpretata da Elena Sofia Ricci. Espandi ▽
Il film ripercorre la storia esemplare di Giulia Spizzichino, ebrea romana segnata dallo sterminio nazista della sua famiglia. Mezzo secolo più tardi, quando Erich Priebke, esecutore materiale della strage delle Fosse Ardeatine, viene rintracciato in Argentina, Giulia si batterà per la sua estradizione e condanna, riaprendo le tante ferite del suo passato. Recensione ❯
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Un thriller adrenalinico firmato dal regista Shane Black. Espandi ▽
Parker è un ladro esperto che mette a segno un colpo spettacolare assieme alla sua banda. Al suo interno c'è però una traditrice, Zen, che per non dividere il bottino con gli altri fa subito fuori tutti i componenti del gruppo; tutti tranne lo stesso Parker il quale si salva miracolosamente. Zen è legata all'associazione criminale The Outfit, e Parker incrocerà di nuovo la sua strada, meditando vendetta. Prima, però, dovrà allearsi di nuovo proprio con lei per rubare una reliquia dal valore miliardario, in uno scenario reso ancor più intricato da doppiogiochismi, boss mafiosi, dittatori sudamericani, e tante uccisioni e sparatorie.
Il ritmo forsennato e l'eccesso di situazioni, scontri, personaggi, finiscono per disperdere la tensione narrativa; e nemmeno la carta dell'ironia riesce a imprimere una direzione chiara e convinta.
In questo scenario così sovraccarico e privo di una direzione chiara, lo stesso Mark Wahlberg nei panni di Parker non dà l'impressione di crederci molto; ci prova leggermente di più Rosa Salazar. Recensione ❯
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Uno sguardo inedito e dietro le quinte sulla vita di uno dei più grandi cantanti al mondo: Andrea Bocelli. Espandi ▽
Con un accesso senza precedenti alla vita del celebre tenore, la regista Cosima Spender ha seguito Andrea Bocelli oltre la ribalta, rivelando un artista rigoroso e un padre di famiglia devoto, con una passione per la vita senza compromessi. Per la prima volta, è Bocelli stesso a raccontare la sua storia con le sue stesse parole. Il film intreccia testimonianze toccanti di amici e familiari e dei più stretti collaboratori, offrendo un ritratto profondamente intimo e ispiratore, da condividere sul grande schermo con i fan di tutto il mondo. Recensione ❯
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Una versione moderna dell'omonimo classico. Espandi ▽
Caitlin è una tipica madre benestante americana, lavora in uno studio d'avvocati, ha una grande casa nei sobborghi, un marito, due figlie. Polly è un po' più giovane, non ha una casa o un lavoro e si rivolge a lei per risolvere un contenzioso col padrone di casa.
Da lì a poco, le due si rincontrano e Caitlin assume Polly come babysitter delle sue figlie. Ciò che inizialmente sembra normale, però, poco alla volta s'incrina e strani eventi che accadono nella casa insospettiscono Caitlin. Chi è la ragazza improvvisamente entrata nella sua vita? O, forse, chi è veramente Caitlin e cosa c'è nel suo passato che potrebbe giustificare l'astio di Polly nei suoi confronti?
Il remake del celebre e omonimo film del 1992 punta tutto sull'interscambiabilità fra le due protagoniste, giocando anche visivamente sull'alternarsi dei concetti di colpa e vendetta, vittima e colpevole. Recensione ❯
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Un film che trasporta gli spettatori nell'energia di Istanbul, nel caos della cucina e nella lotta interiore di uno chef, offrendo un'esperienza cinematografica avvincente. Espandi ▽
Sina Bora, chef e proprietario di un ristorante, vive sfide personali e professionali nella serata più impegnativa del suo locale. Il padre deve essere operato d'urgenza, mancano ingredienti, ci sono tensioni tra lo staff e il suo ex mentore Renzo punta a soffiargli il locale. Tutto ciò costringerà Sina a prendere decisioni difficili. Recensione ❯
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Un attimo che si trasforma nell'incubo di ogni genitore, in un thriller psicologico mozzafiato dal romanzo bestseller di Andrea Mara. Espandi ▽
Marissa Irvine (Sarah Snook) si trova a vivere l'incubo peggiore di qualsiasi genitore: va a prendere il figlio Milo a casa di un compagno di classe, per scoprire che il bambino non è mai stato lì. Nessuno sa dove sia finito. Anche il marito, Peter (Jake Lady), non sa chi l'abbia preso all'uscita da scuola, credendo ci avesse pensato la moglie. Dopo il panico iniziale, la coppia capisce che purtroppo è successo davvero: Milo è stato rapito. A occuparsi delle indagini è il detective Alcaras (Michael Peña), che comincia presto a sospettare diverse persone molto vicine alla famiglia. Marissa vede crollare le sue certezze: chi può essere stato a fare una cosa così terribile? E soprattutto: perché?
Gli amanti del genere crime più esperti potrebbero capire presto la soluzione, nonostante i continui colpi di scena. Resta comunque una visione che spinge ad arrivare fino alla fine, pur senza particolare entusiasmo.
Ennesima variazione sul tema "anche i ricchi piangono", All Her Fault è un mistero da risolvere, in cui, a ogni nuovo pezzo del puzzle rimesso al suo posto, il personaggio di Snook capisce che sa molto poco delle persone che le ruotano attorno. Se fate parte del pubblico più esperto potreste però capire chi è il colpevole già a fine primo episodio. Se invece siete spettatori più generici, che vogliono semplicemente godersi una storia in grado di insinuare continuamente il dubbio, allora potrete arrivare alla fine delle indagini con più gusto. Recensione ❯
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La storia è ambientata in un'antica valle dominata dalla giungla selvaggia, dove la natura regna incontrastata e ogni passo può nascondere un pericolo. Espandi ▽
In una foresta nell’età della pietra, Maracuda è il giovane figlio dell’autorevole capo tribù Rock e avverte il peso di non riuscire a soddisfare le aspettative del padre il quale sogna per lui un futuro di gloria come suo erede. Per mettersi alla prova e dimostrare di valere, Maracuda si avventura da solo nel cuore della giungla selvaggia dove incontra Tink, un uccello extraterrestre con lo strano e ingestibile potere di trasformare tutte le creature in qualcos’altro. Lo stesso Rock, per errore, viene tramutato in un bruco, dando il via a una rocambolesca avventura in cui Tink, Maracuda e sua sorella Spring dovranno trovare un rimedio e insieme un nuovo e migliore equilibrio familiare. In mezzo alla giungla, si ridefiniscono ruoli e legami, ed emerge — in maniera pedagogica ma non didascalica — un’idea di famiglia basata sull’ascolto reciproco e sull’empatia. In maniera leggera ma non banale, pedagogica senza risultare didascalica, emerge un’idea di famiglia nuova, non basata sull’autorità o sull’imposizione ma sull’ascolto reciproco e sul rispetto delle diversità. Il film riesce a parlare ai bambini come agli adulti, offrendo un modello di famiglia non ideale ma fondata su relazioni imperfette; una famiglia che cambia e che per questo forse può funzionare. Recensione ❯
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Il racconto del movimento artistico che, più di cento anni fa, ha ribaltato l'arte, la scrittura, il modo di vivere: il Futurismo. Espandi ▽
Quando esce nel 1909, sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro, il Manifesto del Futurismo appare immediatamente come una rivoluzione, un vigoroso scossone al mondo della cultura e della società, una provocazione estetica che intende ridisegnare ogni aspetto della vita del nuovo secolo.
Per riaffermarne la portata e le intuizioni avverate, Caffeina del mondo, scritto da Giordano Bruno Guerri con Massimiliano Orfei e codiretto con Massimo Spanosi, propone con un approccio laico e non paludato un'introduzione prismatica a una tra le avanguardie più decisive e anche divisive (il tristemente noto inciso "guerra sola igiene del mondo", poi ridimensionato dagli stessi estensori, dopo l'esperienza del primo conflitto mondiale).
Una monografia ancorata con precisione a dichiarazioni e opere degli artisti indagati: Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Antonio Sant'Elia, Luigi Russolo, Gino Severini, Barbara (Olga Biglieri), Giannina Censi. Recensione ❯
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Un giallo strampalato ambientato nei piani alti, in quelli bassi e nei corridoi della Casa Bianca, tra l'eclettico staff della residenza più famosa del mondo. Espandi ▽
Durante una sontuosa cena ufficiale alla Casa Bianca, organizzata per accogliere una delegazione straniera, un collaboratore dello staff presidenziale viene brutalmente assassinato. La scoperta del corpo, in una delle stanze private della residenza, fa esplodere il caos dietro le quinte dell'apparente perfezione cerimoniale. Viene così chiamata a indagare l'agente Cordelia Cupp, profiler dell'FBI nota per i suoi metodi eccentrici ma efficaci.
The Residence è un prodotto molto elegante, anche ambizioso sotto certi punti di vista, e certamente molto riuscito da quello visivo, ma afflitto da una narrazione ipertrofica.
Rispetto ad altri prodotti dello stesso genere o affini, The Residence è poco centrata; non a caso si sbilancia verso l'howdunnit, ma sempre lungi dallo spingersi troppo oltre, verso quel whydunit (se non facendolo solo in calce alla serie), così da evitare di rispondere a una domanda che rimanda ad altre risposte complesse e reali. Ne deriva una serie molto ansiosa di dimostrare il proprio valore e, perciò, meno disposta a fidarsi della semplicità come veicolo di efficacia: un giallo che teme la verità, proprio mentre ne promette la rivelazione. Recensione ❯
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I problemi della genitorialità e del rapporto di coppia in un horror psicologico
caratterizzato da un buon colpo di scena finale. Horror, Gran Bretagna2025. Durata 108 Minuti.
Dopo la morte della madre biologica, due bambini piccoli vengono affidati in prova alle cure dei loro potenziali futuri genitori adottivi. Espandi ▽
La coppia formata da Michelle e Cyrus riceve in adozione, dopo la morte della madre biologica per overdose, due bambini, Mia ed Elijah, ancora traumatizzati per la perdita. L'assistente sociale Sian, attenta alle necessità dei bambini, si rende disponibile per ogni necessità, ma Michelle è sicura ed entusiasta: saranno all'altezza del compito. Solo che Michelle è molto impegnata sul lavoro e quindi tutto il peso delle cure parentali ricade su Cyrus, allenatore di cricket attualmente disoccupato. Cyrus viene ben presto soverchiato dal compito di fare la "mamma" a tempo pieno e comincia ad avere incubi e visioni, arrivando a pensare che ci sia qualcosa che non va nei due bambini.
L'inversione dei ruoli tradizionali all'interno della famiglia è al centro della storia, con il marito che si vede costretto a occuparsi dei bambini e della casa e la moglie, sempre più autoritaria, che non manca di ricordargli, di fronte alle sue deboli proteste, chi è che porta a casa i soldi. Il tratteggio psicologico dei due protagonisti è ben delineato e sostiene l'interesse dello spettatore mostrando via via la deriva distruttiva che prende il loro rapporto. Recensione ❯
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Delbono costruisce un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico in un documentario commovente e intimo. Documentario, Italia2025. Durata 81 Minuti.
Il film racconta la storia straordinaria e reale di Bobò, un uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. Espandi ▽
Omaggio di Pippo Delbono all’amico e collaboratore Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, che fu un artista presente in tanti dei suoi spettacoli teatrali. Dagli albori del loro rapporto, quando Delbono nel 1995 lo incontrò per la prima volta nel manicomio di Aversa dove aveva trascorso decenni, e attraversando poi un numero smisurato di esperienze condivise sul palco preziosamente catturate nei tanti materiali d’archivio, si delinea una comunicazione atipica ma profondamente affettuosa, e un riconoscimento delle qualità uniche di un performer come pochi altri: “sordomuto, microcefalo e analfabeta”, ma capace di incantare tra danza e recitazione. Commovente in modo essenziale, senza fronzoli, il documentario più recente della filmografia di Pippo Delbono va a costituire un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico che è stato parte integrante della prolifica produzione teatrale del regista. Recensione ❯
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Leonardo, cinico autore di necrologi, incontra fantasmi vivaci, incluso il padre giovane. Grazie a loro riscopre la gioia e supera la paura di vivere. Espandi ▽
L’esistenza di Leonardo, solitario e cinico autore di necrologi disilluso dalla vita, è sconvolta dallo straordinario e avventuroso incontro con un eccentrico gruppo di fantasmi, sorprendentemente vitali. Tra questi lo spettro di suo padre, che riappare a Leonardo giovane, estroverso e senza nessuna memoria della sua vita da genitore assente e anaffettivo. È un’insolita ghost story alla romana questo RIP che, nelle sue premesse narrative, costruisce perfettamente il suo mondo di riferimento che parte dal cimitero del Verano della Capitale. I due registi, Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, al loro primo lungometraggio dopo alcuni corti di successo, appaiono già molto solidi e capaci di ricreare dei mondi con un giusto budget a disposizione di 2,2 milioni di euro. La costruzione drammaturgica che, da un registro più spensierato con toni da commedia grottesca, ci conduce via via fino ai drammi esistenziali e filosofici, presupporrebbe però una scrittura più centrata tale da non disperdersi in troppe linee di racconto. Recensione ❯
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