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Damien Bonnard

Damien Bonnard è un attore francese, è nato il 22 luglio 1978 ad Alès (Francia). Damien Bonnard ha oggi 43 anni ed è del segno zodiacale Cancro.

Un nuovo volto nel cinema francese

A cura di Fabio Secchi Frau

Ne I miserabili di Ladj Ly, in Concorso al Festival di Cannes del 2019, Damien Bonnard interpreta un poliziotto della BAC, la Brigade anti-criminalité, che arriva nel dipartimento Senna-Saint-Denis e si ritrova al centro di un vortice di clamorosi errori, che porteranno a sanguinose conseguenze.
Fin dal principio, l'attore francese mette le cose in chiaro: ha lavorato molto su se stesso per rimanere in una parte che aveva già vestito l'anno precedente. Le realtà come quelle di Les Bosquets, quartiere di Montfermeil dove il film è girato, non sono luoghi facili e il riuscire a resettare tutto ciò che si sa di esse può essere un procedimento molto complicato. Ma lui si è fatto forza su altre difficili interpretazioni che è riuscito comunque a portare a casa con sorprendenti risultati. Come le tante esperienze nei cortometraggi oppure il suo primo ruolo da protagonista nel film Rester vertical di Alain Guiraudie, che gli è valso una candidatura ai César come migliore speranza maschile.
Alla fine, accompagnato dal regista e dai compagni di set, Djebril Zonga e Alexis Manenti, Bonnard appariva pienamente soddisfatto sul red carpet del celebre festival internazionale del cinema e ha goduto del successo immediato del film, vera e propria espansione dei documentari sociali di Ly, nonché di un omonimo cortometraggio firmato nel 2017 e candidato al César, al quale aveva preso parte.
Malgrado alcune generiche somiglianze con la struttura di certi thriller polizieschi alla Antoine Fuqua, ma impreziosito da importantissimi messaggi socio-politici, I miserabili è stato un trionfo anche grazie al suo ritorno nei panni di Stéphan, un poliziotto moralmente pulito, che vaga per le strade di un quartiere impoverito, in perenne contrasto con i suoi colleghi, di cui uno razzista e l'altro fin troppo accondiscendente per opportunismo, che scoprirà essere persino corrotti. La situazione si complicherà quando uno dei due sparerà accidentalmente a un bambino, colpevole di aver rubato un cucciolo di leone da un circo. Ripresi da un drone, i due coinvolgono Stéphan in un inseguimento nel tentativo di distruggere le prove che, se messe in rete, potrebbero scatenare una guerriglia nel quartiere.
Ben attento a calibrare la dose di drammaticità, Bonnard è una meraviglia della tecnica. È ricco di energia. Snervante. E attraverso la sua paura, la sua vergogna, ha il potere di tenere il pubblico in schiavitù. Anche se alcuni critici americani hanno avuto da obiettare proprio sull'esistenza del suo personaggio, perché partire dalla prospettiva "di un bianco" renderebbe più arduo un possibile transfert con gli abitanti del quartiere, giudicando, inoltre, il suo personaggio troppo convenzionale, troppo "poliziotto bravo". Così moralmente immacolato, ligio al dovere e attento alla legge e ai diritti, da renderlo identico ad altri simili rappresentanti della legge visti in altri film hollywoodiani.
Stéphan a parte, Bonnard ha dimostrato ampiamente di sapersela cavare anche in altri registi. Come è successo quando ha preso parte a un altro grande titolo molto amato dal pubblico di Cannes (dove era stato presentato nella sezione Quinzaine des réalisateurs): Pallottole in libertà. Una frizzante commedia di Pierre Salvadori, nella quale Bonnard era senza dubbio uno dei più efficaci motori comici.

Nato ad Alès, ma cresciuto in Borgogna, lascia il liceo all'età di 16 anni e ha lavorato in giro per l'Europa come pizzaiolo e muratore. Iscrittosi all'École des Beaux-Arts di Nîmes, una volta terminati gli studi ha continuato a viaggiare, spostandosi dal Belgio al Canada, dall'Algeria all'asia e tornando a Parigi per lavorare in una società di produzione cinematografica. Decide di diventare attore a 28 anni, quando si presenta per alcuni provini cinematografici e televisivi.

Gli inizi

La sua carriera inizia nel 2009, dopo il debutto nel corto La mort de Philippe Sella, cui seguirà una breve apparizione nel lungometraggio Uomini senza legge. Dopo essere apparso in Le Bruit des glaçons (2010) del maestro Bertrand Blier, fa una gavetta lunghissima, principalmente composta da comparsate e ruoli minori, che lo porterà in sei anni al suo primo protagonista. In Rester vertical (2016) è Léo, un filmaker che si ritroverà improvvisamente solo a crescere il suo unico figlio. La sua performance, come suddetto, è degna di una candidatura ai César.

Polanski e Dunkirk
Nel frattempo, dopo aver lavorato a Voir du pays, entra nel nutrito cast di Dunkirk (2017) di Christopher Nolan. Due, invece, i film in cui è diretto da Roman Polanski: Quello che non so di lei (2017) e L'ufficiale e la spia (2019). Nel mezzo, Thirst Street di Nathan Silver e Blanche comme neige di Anne Fontaine, ma soprattutto il già citato Pallottole in libertà, che gli vale la sua seconda candidatura ai César, stavolta come miglior attore non protagonista.

Ultimi film

Drammatico, (Francia - 2019), 100 min.
Drammatico, (Francia - 2017), 99 min.

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venerdì 31 gennaio 2020
Fabio Secchi Frau

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