| Titolo originale | Amsterdam |
| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | David O. Russell |
| Attori | Christian Bale, Margot Robbie, John David Washington, Chris Rock, Anya Taylor-Joy Zoe Saldana, Mike Myers, Michael Shannon (II), Timothy Olyphant, Andrea Riseborough, Taylor Swift, Matthias Schoenaerts, Alessandro Nivola, Rami Malek, Robert De Niro, Leland Orser, Dey Young, Bonnie Hellman, Mel Fair, Adam G. Simon, Susan Gray (II). |
| Uscita | giovedì 27 ottobre 2022 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,71 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 1 marzo 2023
Racconto affascinante e intricato che fonde brillantemente fatti storici e finzione per un'esperienza cinematografica attuale. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, In Italia al Box Office Amsterdam ha incassato 1,3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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New York, 1933. Il dottor Burt Berendsen e l'avvocato Harold Woodman sono amici fraterni e colleghi di lavoro, dal giorno in cui il generale Meekins li ha fatti conoscere, sul fronte europeo, durante la prima guerra mondiale. Ed è proprio al cospetto del cadavere di Meekins, con ogni probabilità dovuto ad avvelenamento, che i due si trovano a dover nuovamente guardarsi le spalle, perché qualcuno li vuole morti, o per lo meno al fresco. Determinati a vendicare il loro superiore, Burt e Harold finiscono nella ricca tenuta dei Voze, dove incontrano Valérie, ex infermiera di guerra e grande amore di Harold, sparita nel nulla dodici anni prima. Ad Amsterdam, a quel tempo, i tre avevano giurato di proteggersi a vicenda, e ora rinnovano la promessa, mentre si addentrano tra le maglie di una cospirazione che minaccia di far saltare le fondamenta della democrazia americana.
Il film di David O. Russell è un profluvio di parole, oggetti di scena, personaggi, che tutto impasta ed esibisce.
Nel film ci sono Jules e Jim e Chinatown, Man Ray e Aldo Raine, la psicofarmacologia e il birdwatching, la commedia e l'antifascismo, a partire da una storia in buona parte vera e dal desiderio di metterci in guardia, in questi tempi senza amore e senza coscienza, sulla pericolosa tendenza della Storia (quella con la maiuscola) a ripetersi nonostante tutto.
Tre amici che promettono di prendersi cura l'uno dell'altro, in qualsiasi situazione, fungono da emblema di ciò che dovrebbe essere e non è, a livello di individui e di nazioni, e di uno stile di vita che crede nella condivisione di avventure e sofferenze (l'amore di Burt per i veterani, quello di Valérie per l'arte) e non mira soltanto all'arricchimento spasmodico e personale.
Tutto giusto, anzi sacrosanto. Non fosse che non c'è scena che non trasudi il suo messaggio. Se il punto d'arrivo del film è il discorso finale di De Niro al mondo libero, perché resti tale e resti vigile, tutto ciò che viene prima e dopo (un lungo e un po' inutile dopo) di fatto dice lo stesso, prendendo un sentiero brillante che ad alcuni potrebbe anche apparire pretestuoso. A noi più che altro pare che David O. Russell non abbia grande fiducia nella capacità di ascolto del suo pubblico, tanto che ci ripete le cose mille volte per essere sicuri che la comunicazione giunga a destinazione.
Il divertimento e la convinzione che Christian Bale mette nel suo personaggio, il magnetismo di Margot Robbie, e in generale il modo in cui tutto il cast si presta a lasciarsi deformare dalla lente del grottesco, confermano che motivi di interesse e di intrattenimento ci sono. Il film pecca di logorrea e di entusiasmo, ma ci sono peccati peggiori.
Un crime romantico originale su tre grandi amici che si trovano al centro di uno dei complotti segreti più scioccanti della storia americana. David O. Russell non si affida questa volta a Jennifer Lawrence bensì ad Anya Taylor-Joy, a Margot Robbie e a una vera e propria pioggia di stelle: Rami Malek, Christian Bale, Robert De Niro, Zoe Saldana, Timothy Olyphant, Michael Shannon, John David Washington, Taylor Swift, Andrea Riseborough, Matthias Schoenaerts, Mike Myers e Chris Rock. Torna anche Alessandro Nivola, che grazie ad American Hustle di Russell era stato scelto da David Chase per I molti santi del New Jersey. Scritto dallo stesso Russell, l'intreccio sembra partire dall'insolita alleanza tra un medico e un avvocato.
Basata su una vicenda realmente accaduta nel 1933, il Business Plot, ossia quando vi fu un tentativo di colpo di stato ad opera di un gruppo di uomini d’affari che provarono a creare un’alleanza tra Stati Uniti e Germania nazista, “Amsterdam” è l’ultima pellicola scritta e diretta da David O. Russell e anche stavolta poggia su una bella storia d'amicizia [...] Vai alla recensione »
Amsterdam - ora disponibile in streaming su CHILI - è “una storia in buona parte vera” come recita il titolo di testa all’inizio del film, e oserei aggiungere ingiustamente dimenticata dalla storia. Il nuovo film dell’amatissimo David O.Russell sfugge ad ogni definizione, riesce ad essere moltissime cose allo stesso tempo e chiama in causa così tante tematiche da renderne difficile perfino l’enucleazione. Dopo i successi planetari de Il lato positivo e del camaleontico American Hustle – L'apparenza inganna, David O. Russell era in silenzio dai tempi di Joy (2015). E in effetti in Amsterdam sono senza ombra di dubbio concentrati anni e anni di riflessioni e di preparazione.
Tutto in quest’opera ha dell’incredibile, a partire dal cast che vede il trio Margot Robbie, John David Washington e Christian Bale come protagonisti assoluti, affiancati da nomi del calibro di Robert De Niro, Rami Malek, Anya Taylor-Joy, Zoe Saldana, Taylor Swift e la lista è ancora lunga. Lo stile di recitazione che David O. Russell impone agli attori, congiuntamente con l’originalità dei dialoghi, riflette tutto l’estro e la capacità di pensare fuori dagli schemi di un artista che oserei definire totale. La capacità nella messa in scena, passando per la costruzione delle ambientazioni e la maniacalità nella realizzazione di un’estetica precisa, che mantiene la sua cifra di originalità senza violare i confini di un contesto storico preciso, beh tutti questi elementi fanno di Amsterdam un vero e proprio tripudio.
Ma Amsterdam non si limita ad essere un film che fa sfoggio dei suoi elementi costitutivi più appariscenti: annodati all’interno dell’intricata, ma al tempo stesso divertente trama, ci sono riflessioni e tematiche di carattere storico-sociale che pesano come macigni. Il tema del razzismo, ad esempio, inserito nel solco di una vicenda storica realmente accaduta, è trattato in Amsterdam in modo disincantato e non ridondante, secondo il tipico pastiche russeliano in bilico tra meta storicismo e ucronia. Ed è proprio su questo nodo intellettuale che David O. Russell si gioca il tutto per tutto: al di là di tutti gli smaglianti elementi profilmici, il senso ultimo del film consiste in un complesso interrogativo, è possibile evitare che la storia si ripeta? La risposta a un interrogativo di questo tipo è di certo complessa, e anzi, forse non è possibile dare una risposta univoca. E a Russell in effetti non interessa trarre conclusioni, nel senso stretto del termine, quanto più portare avanti con atteggiamento esegetico un’analisi che si concentri più che altro sull’uomo, sulle sue tensioni, desideri reconditi e mire di potere ma che non prescinda mai dall’ironia.
E così, in accordo con la teoria dell’anaciclosi polibiania, David O. Russell mette in atto un processo storico e morale a una stagione, il primo dopoguerra, che, nonostante le premesse, porterà inesorabilmente l’umanità dritta nell’orrore della Seconda guerra mondiale. A scapito di tutte le tensioni antibelliciste e a scapito della frustrazione dei reduci, Amsterdam ci mostra come il progresso scientifico e quello morale non vadano ormai più di pari passo e che, in fin dei conti, aveva ragione il buon vecchio Karl Marx quando diceva che la storia si ripete sempre due volte, prima come farsa e poi come tragedia. Intelligente, divertente, spumeggiante, riflessivo e più attuale che mai.
Grande spreco di soldi, mezzi e talento per un film artificioso e inconcludente, incapace di coinvolgere. La confezione lussuosa promette meraviglie: non si sa se elogiare di più la magnifica fotografia, la sontuosa ricostruzione scenografica degli anni '30 o l'abilità del regista nel muovere la macchina da presa. Così come impeccabile risulta l'interpretazione di un cast di stelle, da Christian Bale [...] Vai alla recensione »