2 giorni a New York

Film 2011 | Commedia rosa 91 min.

Regia di Julie Delpy. Un film con Julie Delpy, Chris Rock, Albert Delpy, Alexia Landeau, Alexandre Nahon, Vincent Gallo. Cast completo Titolo originale: 2 Days in New York. Genere Commedia rosa - Germania, Francia, Belize, 2011, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 9 gennaio 2014 distribuito da Officine Ubu. - MYmonetro 2,00 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il seguito di 2 giorni a Parigi, racconta delle difficoltà dei rapporti di coppia e della complessità dell'essere donna.

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Consigliato no!
2,00/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 1,00
CONSIGLIATO NÌ
Il secondo capitolo nella vita di Marion, allarga il paradigma del film precedente perdendo in forza.
Recensione di Gabriele Niola
martedì 24 dicembre 2013
Recensione di Gabriele Niola
martedì 24 dicembre 2013

Marion e il suo bambino (avuto da una precedente relazione) vivono a New York con Mingus e la sua figlia di primo letto. Quando arrivano i parenti di lei da Parigi la quotidianità dei due viene sconvolta da un trio di personaggi al limite tra l'affettuoso e il grottesco, il dannoso e il divertente. In 2 giorni di disastri, incomprensioni e fastidi la coppia dovrà adattarsi, aggiustarsi e sarà costretta a rivedere molti dei presupposti di quello che credevano essere un rapporto solido.
Dopo un intermezzo nel quale ha diretto e interpretato un film poco convenzionale per lei come The countess, Julie Delpy torna alla regia seguendo strade e storie che appaiono più in linea con la sua carriera. 2 giorni a New York è infatti il proseguio di 2 giorni a Parigi, realizzato come sempre cercando di distanziarsi quanto più è possibile da Prima dell'alba, Prima del tramonto e Before midnight ma di fatto ruotando attorno ad un'idea di cinema che coinvolge una forte spontaneità, una relazione stretta con la propria vita e una sceneggiatura flessibile.
È infatti il padre di Julie, Albert Delpy, anch'egli attore, ad interpretare il padre del personaggio di Marion, con risultati però meno coinvolgenti e con un affiatamento meno potente di quanto non si potesse ipotizzare. E forse questa è uno dei problemi principali che affossano il film. Perchè 2 giorni a New York vorrebbe allargare il paradigma del film precedente, la difficoltà nel mantenere dei rapporti intensi nella vita moderna, coinvolgendo un concetto esteso di famiglia (il secondo marito, la sorella, il padre, vecchie fiamme al pari dei figli) al servizio di un cinema brioso, tutto commedia e improvvisazione su scheletri molto esili (per questo si diceva che alla fine non giriamo lontano dai film realizzati con Richard Linklater).
Rispetto al precedente però la città riveste un ruolo molto meno cruciale. Questa volta sono gli interni e non gli esterni il luogo prediletto per dibattiti e confusione, per quel caos di dialoghi, litigi e conversazioni che nel cinema di Julie Delpy rappresentano la forza vitale. Dunque New York è più intuita che raccontata è più un'idea narrativa, un luogo che definisce i personaggi in opposizione ai visitatori, che un vero e proprio scenario.
Purtroppo a furia di sottrarre rimane poco, meno di tutto e solo un pizzico di novità. 2 giorni a New York corre spesso sul crinale della noia, solo di tanto in tanto scalato con espedienti abbastanza grossolani (l'incontro nel ristorante con un vecchio amico che ora lavora per Obama!), perchè pare non sentirsi a suo agio nel raccontare affetti e idiosincrasie nei rapporti familiari come riusciva a fare con il rapporto di coppia. Quel delicato equilibrio tra l'odio e l'amore, tra la compatibilità e l'incompatibilità è di nuovo presente ma non essendo tanto la coppia il centro della dialettica quanto i parenti (in un film che evita sempre la trappola del diventare "corale"), tutto perde di forza senza conquistare nuove dimensioni.

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2 GIORNI A NEW YORK
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 novembre 2012
donni romani

Commedia esile e survoltata diretta da Julie Delpy, ideale seguito di "2 Giorni a Parigi" ma trapiantato nella Grande Mela dove Marion, separata con un bambino convive con il suo compagno di colore Mingus e la figlia di lui. L'arrivo del padre di Marion da Parigi, accompagnato dalla sorella di lei, psichiatra infantile e dal fidanzato di quest'ultima porterà uno scompiglio esagerato nella famigliola [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 aprile 2014
archipic

Ma come si fa a fare un film così assurdamente ridicolo, così assurdamente presuntuoso, così assurdamente patetico nella sua mediocre comicità??? Pare che la Delpy ci sia riuscita benissimo mettendo insieme un'accozzaglia di situazioni paradossali e di attori mediocri miscelandola in una "sceneggiatura" che sfiora l'arroganza per la sua ostentata voglia [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 gennaio 2014
Moghi

Come dicevo, Dio della noia aiutaci tu. Commedia praticamente inutile che fa il verso al predecessore senza nessun costrutto o novità di sorta. Sconsigliata a quelli facili ad addormentarsi al cinema

domenica 30 agosto 2015
enzo70

Seguito ideale di 2 giorni a Parigi, questo film è davvero molto banale. I francesi le commedie le sanno fare e le sanno fare bene, ma questa volta Julie Delpy fa davvero un passo falso, proponendo un film che non è nè carne né pesce. La trama è molto semplice, il padre e la sorella, francesi, della lei di una coppia vanno a trovare la figlia ed iniziano una serie [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Deludente commedia sentimentale, fiacco seguito di 2 giorni a Parigi, della recidiva, presuntuosa Julie Delpy. Un filmino insopportabilmente logorroico e inutilmente sboccato attorno a una famigliola riunita negli Stati Uniti. Il vertice del ridicolo lo toccano i tre ospiti che, a differenza della protagonista, francese pure lei (!), parlano come l'ispettore Clouseau.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Secondo una regola non scritta, i personaggi delle commedie non devono essere troppo spiritosi. Sono buffi, o comici, che è un'altra faccenda (molte le eccezioni, dai fratelli Marx a Woody Allen, ma sono appunto eccezioni). A casa di Julie Delpy invece fanno tutti gli spiritosi. La Delpy e il suo nuovo compagno Chris Rock ironizzano sul loro rapporto, un'artista parigina bianca e viziata con un giornalista [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Attrice a cavallo fra Francia e Usa, Julie Delpy ha lavorato con maestri europei quali Kieslowski e Godard, ma come regista i suoi modelli di riferimento sono semmai gli americani Richard Linklater e Woody Allen, da cui ha imparato a sublimare in chiave di sofisticato umorismo i contrasti di coppia. Così a sei anni dai fatidici «due giorni a Parigi» che le erano costati la fine della storia d'amore [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ultimo capitolo della guerra culturale tra Francia e Stati Uniti è un articolo uscito qualche giorno fa su Newsweek, a firma Janine di Giovanni. Politica, tasse, prezzo del latte e dei pannolini erano altrettanti segni di declino della presunta grandeur francese. Subito rintuzzati con una campagna stampa che metteva in dubbio la competenza della giornalista e la sua sobrietà (nel senso dello champagne [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

La fotografa parigina Marion convive a Manhattan con un giornalista radiofonico guru dell'hip hop: ciascuno ha un figlio proprio ma una famiglia allargata è l'obiettivo della coppia. In occasione della nuova mostra di lei sbarca a New York la famiglia transalpina, capeggiata dal volgarissimo padre di Marion (l'attore è Albert Delpy, genitore di Julie).

Paolo D'Agostini
La Repubblica

L'attrice, sceneggiatrice e regista Julie Delpy dà un seguito alla storia della sua Marion, personaggio da lei stessa incarnato, inaugurata dalla precedente commedia umoristicoromantica 2 giorni a Parigi. Ora siamo a New York e la fotografa francese Marion si è americanizzata. Vive con il conduttore radiofonico di successo Mingus (Chris Rock), nero e ammiratore sfegatato del presidente Obama, e con [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Leggendo come ne parla il vissuto personale deve essere una fonte di ispirazione inesauribile per Julie Delpy. Figlia di attori protagonisti della scena sperimentale francese negli anni Sessanta, rigorosamente senza un soldo - in un'intervista uscita sul Guardian raccontava che la prima casa con bagno risale ai suoi otto anni, e che da piccolina in tavola per risparmiare c'era sempre tanta pastasciutta [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 19 dicembre 2013
Chiara Renda

Dopo il destabilizzante viaggio a Parigi con Jack (2 giorni a Parigi), Marion (Julie Delpy, protagonista e regista del film) vive a New York con Mingus (Chris Rock), il proprio gatto e due figli da precedenti relazioni.

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