House of Gucci

Film 2021 | Drammatico, +13 158 min.

Regia di Ridley Scott. Un film con Lady GaGa, Adam Driver, Jared Leto, Jeremy Irons, Al Pacino. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 2021, durata 158 minuti. Uscita cinema giovedì 16 dicembre 2021 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,73 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 dicembre 2021

Il fatto di sangue che ha colpito la nota famiglia italiana della moda con l'assassinio del pioniere Maurizio Gucci il 27 marzo 1995. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 3 candidature a BAFTA, 2 candidature a Satellite Awards, 4 candidature a Critics Choice Award, 3 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a CDG Awards, In Italia al Box Office House of Gucci ha incassato 5,4 milioni di euro .

Consigliato sì!
2,73/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,47
PUBBLICO 2,71
CONSIGLIATO SÌ
Una vera e propria soap che mette in scena in maniera libera e contemporanea una discesa agli inferi.
Recensione di Pedro Armocida
lunedì 11 novembre 2019
Recensione di Pedro Armocida
lunedì 11 novembre 2019

Anni '70. Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci, rampollo della dinastia Gucci, una tra le piu` celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d'amore, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia, Rodolfo Gucci, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci, la porterà a tessere spericolate strategie, come quelle con lo zio del marito, Aldo Gucci, che incrineranno i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, decadenza, vendette. Fino a un tragico epilogo che è cronaca nera, e vera, del nostro paese.

La nuova parabola sul potere di Ridley Scott è un fiammeggiante melodramma su una famiglia che implode. Una discesa agli inferi sostenuta da eccellenti prove attoriali, in primis quella di Lady Gaga.

House Of Gucci è la telenovela della dinastia Gucci oppure la dinastia Gucci è la telenovela di House Of Gucci? Insomma sì, naturalmente, tutt'e due le cose perché il film di Ridley Scott è una vera e propria soap su una realtà che ne aveva tutti i caratteri. In questo senso il regista britannico, che ha appena compiuto 84 anni, firma un film libero e molto contemporaneo che dialoga con il suo recentissimo The Last Duel per il discorso sul potere in cui, a prescindere evidentemente dal capitalismo finanziario comunque vivisezionato nel precedente Tutti i soldi del mondo, il pesce piccolo è mangiato dal più grande anche, soprattutto?, in ambito familiare (ogni accenno a Il Padrino è voluto).

Ed è proprio su questo aspetto, sulla trinità "nel nome del padre, del figlio e della famiglia Gucci", che il film si concentra. I meccanismi messi in moto da una grande azienda, ma a carattere familiare, vengono minuziosamente smontati da Ridley Scott che si abbandona completamente, essendone però l'artefice, al lavoro degli attori.

La macchina da presa segue Lady Gaga, lacca in testa, diventare Patrizia Reggiani e prendersi così tutto il film, ogni sequenza, ogni primo piano con quei fulminanti lampi negli occhi. È l'attrice perfetta che abbiamo conosciuto in A Star Is Born e che dimostra enormi potenzialità se solo lasciasse perdere la musica.

In questo straordinario lavoro attoriale, Adam Driver, pur nella sua ricercata impassibilità, dà spazio e apertura al personaggio di Maurizio Gucci e alla sua parabola trasformista. Anche l'interpretazione più 'pazza', quella parodistica e autofarsesca di Jared Leto che, invece di parlare, quasi canta come se stesse in un'opera buffa (peraltro la musica nel film è un vero e proprio personaggio), ha il suo motivo d'essere perché, nel ruolo tragico del figlio idiota - "ma è il mio idiota" dice di lui il padre Aldo Gucci interpretato da un gigantesco Al Pacino che duetta con Leto come se stessero al Saturday Night Live -, sta raccontando i discendenti di seconda e terza generazione che non sono mai al livello dell'avo, capitano d'industria.

Ma lo sguardo di Scott sui Gucci è ancora più profondo, perché ci mostra un'intera famiglia immobilizzata, congelata, legata a un passato glorioso ma irrimediabilmente superato. Complice anche l'assenza di un vero e proprio leader: Aldo Gucci è alle prese con il piccolo cabotaggio di controllo del commercio delle imitazioni e prepara lo sbarco nei centri commerciali, mentre il fratello Rodolfo Gucci, interpretato sottilmente da Jeremy Irons, vive la sua distanza finto aristocratica da tutto e da tutti: «Gucci è da museo non da centro commerciale». E infatti «nessuno oggi vorrebbe lavorare da loro» si sente dire Maurizio Gucci a una sfilata. Per questo è uscito, proprio come il genio dalla lampada, come direttore creativo lo sconosciuto texano Tom Ford che, appena esordisce con successo sulle passerelle, la prima cosa che fa è telefonare alla mamma a Austin.

Prende così sempre più forma, nella sceneggiatura di Becky Johnston e Roberto Bentivegna dal libro di Sara Gay "Forden House of Gucci. Una storia vera di moda, avidità, crimine" (Garzanti), il personaggio di Domenico De Sole, l'avvocato di famiglia che sfilerà ai Gucci l'impero attraverso gli investitori iracheni. Tutto, a questo punto, in House Of Gucci si fa fiammeggiante melodramma imploso, i colori della fotografia di Dariusz Wolski, per la verità mai sgargianti, si ingrigiscono. Le vite ingabbiate, per via dei ruoli sociali, lo diventano realmente: Aldo Gucci finisce in carcere per evasione fiscale, Maurizio Gucci entra e esce dalle porte girevoli della sua stessa azienda in due sequenze speculari mirabilmente ritmate dal montaggio di Claire Simpson e Patrizia Reggiani prenderà la decisione finale che qualsiasi soap se la sogna.

Un viaggio, dalla seduzione all'odio, in meno di 30 anni, una discesa agli inferi rispecchiata con ironica tragicità nelle due ore e trentotto di questo film che è tutto una sorpresa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 6 gennaio 2022
Luca Scialo

Ridley Scott ci propone la storia dei Gucci, famiglia fiorentina ideatrice di un omonimo marchio di moda famoso in tutto il Mondo.Alla loro grande capacità imprenditoriale e stilistica non ha però fatto seguito una linearità nella vita privata. Fratelli contro, cugini invidiosi. Ma soprattutto, una figura femminile che accelererà lo sfacelo dell'intera famiglia: Patrizia Reggiani.

FOCUS
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mercoledì 23 marzo 2022
Ilaria Ravarino

La famiglia, diciamolo subito, non l’ha presa benissimo. Se c’è qualcuno cui House of Gucci di Ridley Scott è andato di traverso sono proprio gli eredi: «Penoso sotto il profilo umano - ha detto attraverso un comunicato, subito dopo l’uscita del film, Aldo Gucci - e un insulto all’eredità su cui il marchio è costruito». Troppo «impreciso». Troppo fantasioso. Ma è davvero così? Qual è la verità sulle vicende che hanno portato il 27 marzo 1995 alla morte dell’imprenditore Maurizio Gucci, assassinato da un killer davanti al portone di casa?

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Secondo la giornalista americana Sara Gay Forden, per 22 anni corrispondente di moda in Italia per alcune testate americane, il racconto del film si avvicinerebbe molto alla realtà dei fatti, facendo dell’ex moglie di Gucci Patrizia Reggiani - condannata come mandante del delitto, e interpretata nel film dalla cantante e attrice Lady Gaga - la “villain” della storia. Del resto è proprio dalle 450 pagine del suo romanzo, “House of Gucci. Una storia di moda, avidità, crimine” (Garzanti) che Ridley Scott ha tratto l’ispirazione per il lungometraggio, coinvolgendo Forden nella scrittura del copione insieme a Roberto Bentivegna. Approccio giornalistico, stile da best seller, Forden scrive «una storia di sfarzo, glamour e intrighi: il quasi fallimento e la rinascita di una dinastia nel mondo della moda» (così la sinossi ufficiale del libro) in cui diventa fondamentale, nel bene e nel male, la figura di Patrizia Reggiani Martinelli, soprannominata la “vedova nera” dalla stampa.

Per ascoltare un’opinione molto diversa sui fatti, e dare una lettura decisamente alternativa alla vicenda, in libreria è arrivato da poco “Fine dei giochi” (Piemme) un memoir di 208 pagine scritto da Allegra Gucci, figlia di Gucci e Reggiani, 14enne all’epoca dell’assassinio. Laureata in Giurisprudenza a Milano, e oggi residente in Svizzera, Gucci ha dedicato gran parte della sua vita alla difesa della madre Patrizia, travolta dalla morbosità dei media, ritenendola a lungo innocente. «Ho scritto questo libro perché ho due figli piccoli. Vedendo il clamore suscitato dal film House of Gucci, non volevo crescessero senza sapere la verità – ha detto, in una lunga intervista concessa a Vanity Fair - Ho ricostruito i ricordi pezzo per pezzo. A volte ho provato dolore, altre un senso di liberazione. È la mia lettera a mio padre Maurizio. Perché mio padre Maurizio è sempre qui».

Molto diverso dal film («Una pessima caricatura», secondo la donna), il libro ripercorre il suo rapporto con la madre, oggi 73enne, prima, durante e dopo la carcerazione durata 17 anni. E attribuisce il ruolo della “villain” a un’altra persona, Paola Franchi, la compagna del padre all'epoca del delitto: «Quando nel 1998 mia madre è stata giudicata colpevole, Franchi si è rivolta al Tribunale per i Minorenni indicando che io e il mio patrimonio eravamo “allo sbando” e che lei si offriva per tutelare me e i miei interessi. Non ci ha dato tregua».

Un terzo approccio, figlio della cronaca del tempo, è infine quello dei giornalisti Maurizio Tortorella e Angelo Pergolini ne "L'ultimo dei Gucci" (BUR Rizzoli), un libro inchiesta - frutto di numerosi anni di lavoro – che ricostruisce scendendo nel dettagli tutti i particolari del caso di cronaca. Il perno della storia, il “villain”, qui non è una persona precisa – per quanto sia comunque centrale la figura di Reggiani, descritta come figlia di un imprenditore dei trasporti tenuta ai margini dell'alta società – ma il background antropologico e sociale, quella “Milano da bere” degli anni Ottanta, popolata da  stilisti, imprenditori e finanzieri immersi in un lusso inaccessibile.

A queste tre versioni della storia vanno aggiunti, rispettivamente in preparazione e pre-produzione, altri due progetti: una serie tv e una serie documentaria sui Gucci, entrambi realizzati per Sky da Leone Film Group, con la collaborazione di Alessandro Gucci, Guccio Gucci Jr. e Giorgio Gucci come executive producer. Al centro di entrambi i racconti non ci sarà il delitto ma «l’epica di una famiglia fondata da un gentiluomo – spiega Niels Hartmann, dirigente di Sky Studios - che inventò delle borse con il manico in bamboo che fecero la storia, proiettando il brand negli Stati Uniti».

FOCUS
venerdì 18 febbraio 2022
Mathilde Narros

Ci sono voluti ben quattordici anni per concretizzare il progetto di House of Gucci - da oggi disponibile in streaming su CHILI -, legato all’assassinio del presidente della nota casa di moda italiana Gucci. L’idea nasce nel 2006 quando Ridley Scott propone una sceneggiatura che prevede niente di meno che Angelina Jolie e Leonardo DiCaprio come personaggi principali. Si tratta di una storia alquanto controversa e la famiglia Gucci dichiara apertamente di non condividere la natura del film e di non essere mai stata interpellata a riguardo. Dopo numerose peripezie, tra cui la scelta di registi diversi e cambiamenti nel cast, nel 2019 Ridley Scott riprende i lavori appena terminata la post produzione del suo ultimo film The Last Duel.

Il ruolo di Patrizia Reggiani, moglie di Maurizio Gucci, viene attribuito a Lady Gaga. Con la sua forza di carattere, l’attrice si è rivelata perfetta per interpretare questo personaggio femminile così misterioso e tagliente. Una vera conferma delle sue doti attoriali in seguito al suo primo debutto nel mondo del cinema con A Star Is Born (guarda la video recensione) di Bradley Cooper. Tutto il film ruota attorno alla sua presenza e alle sue azioni. Lady Gaga è spalleggiata da un cast stellare tra i quali Adam Driver, Jared Leto, Al Pacino… personaggi che le ruotano attorno più discretamente ma sfoggiando comunque interpretazioni di grande qualità.

Dopo la straordinaria scelta degli interpreti, rimaniamo altrettanto estasiati dai costumi di scena. La produzione ha avuto libero accesso agli archivi storici della casa di moda e anche qui ritroviamo lo zampino della cantante pop. Oltre ad aver perfezionato il suo accento italiano e imparato qualche frase nella nostra lingua, ha contribuito alla scelta dei costumi e accessori con i propri capi Gucci, aggiungendo un tocco personale al progetto. La scenografia è ricca di particolari che ci immergono negli anni settanta, l’epoca è rappresentata minuziosamente da uno stile caratteristico, dalle automobili e dagli interni delle abitazioni che ci riconducono ad una classe sociale precisa in un periodo storico preciso. Anche la colonna sonora, che varia da pezzi di Pino Donaggio a canzoni di Caterina Caselli, si armonizza a meraviglia con lo spirito vintage del film.

Si tratta di un film che vuole valorizzare il lavoro della celebre casa di moda italiana ma risaltare anche lo spirito italiano in senso più largo. Gli sforzi per ricreare una verità italiana sono molteplici; ripercorriamo le strade di Roma, panorami alpini, passando poi per Firenze e arrivando al Lago di Como… scenari sicuramente molto seducenti per gli spettatori di tutto il mondo. Il film è l’adattamento cinematografico del romanzo di Sara Gay Forden ed è interessante interrogarsi sullo sguardo degli stranieri su questo accaduto.

House of Gucci - di cui è possibile vedere gratuitamente i primi cinque minuti del film su CHILI - , però, non tenta di svelare nessuna verità riguardante l’omicidio di Maurizio Gucci. Innanzitutto, non cerca di scusare Patrizia Reggiani per i suoi crimini. Se il personaggio femminile è particolarmente dettagliato e, in alcune scene, addirittura toccante è per renderci partecipi dei suoi potenziali pensieri e motivazioni. È importante tenere a mente che nonostante il film voglia raccontare una storia realmente accaduta, rimane a grandi linee un film di finzione.

Ed è forse questo, uno dei caratteri più intriganti dell'opera: la difficoltà di appropriarsi di una storia italiana, lontana nella storia, rendendola credibile e soprattutto piacevole al pubblico. Perché il film non vuole scatenare polemiche o giudicare le dinamiche interne della famiglia Gucci ma raccontarci una storia forte ed enigmatica che forse non tutti conoscono. Per allontanarsi ancora di più da una vicenda fedele alla realtà, il film non assume mai caratteri documentari e grazie alle interpretazioni degli straordinati attori finiamo anche noi per compiere un passo indietro nel tempo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 10 gennaio 2022
Gianluca Pelleschi
Gli Spietati

"Ridley Scott ha questa strana capacità di far convivere la produzione tripla A e lo scivolone da B Movie deteriore, tendente al trash. Può essere una caratterizzazione macchiettistica, uno stereotipo irricevibile o una improvvisa impennata splatter, il marchio di fabbrica scottiano salta (quasi) sempre fuori". Iniziavo così la mia recensione di Tutti i soldi del mondo, dalla quale ripartirei.

NEWS
TRAILER
domenica 5 dicembre 2021
 

Regia di Ridley Scott. Un film con Lady GaGa, Jared Leto, Al Pacino, Adam Driver, Camille Cottin. Da giovedì 16 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
domenica 7 novembre 2021
 

Regia di Ridley Scott. Un film con Lady GaGa, Jared Leto, Al Pacino, Adam Driver, Camille Cottin. Da giovedì 16 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 30 luglio 2021
 

La sconvolgente storia vera della famiglia che ha fondato Gucci diretta da Ridley Scott. Da dicembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 10 marzo 2021
 

Lady Gaga è la protagonista di House of Gucci dramma diretto da Ridley Scott sul fatto di sangue che ha colpito la nota famiglia italiana della moda con l'assassinio del pioniere Maurizio Gucci il 27 marzo 1995.

NEWS
giovedì 9 aprile 2020
 

Lady Gaga sarà protagonista di Gucci dramma che sarà diretto da Ridley Scott sul fatto di sangue che ha colpito la nota famiglia italiana della moda con l'assassinio del pioniere Maurizio Gucci il 27 marzo 1995.

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