L'ufficiale e la spia

Film 2019 | Drammatico, Storico, Thriller +13 126 min.

Titolo originaleJ'Accuse
Anno2019
GenereDrammatico, Storico, Thriller
ProduzioneUSA
Durata126 minuti
Al cinema123 sale cinematografiche
Regia diRoman Polanski
AttoriJean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre Didier Sandre, Wladimir Yordanoff, Mathieu Amalric, Damien Bonnard, Eric Ruf, Melvil Poupaud, Olivier Gourmet.
Uscitagiovedì 21 novembre 2019
TagDa vedere 2019
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,07 su 70 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roman Polanski. Un film Da vedere 2019 con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre. Cast completo Titolo originale: J'Accuse. Genere Drammatico, Storico, Thriller - USA, 2019, durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2019 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 123 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,07 su 70 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il famoso caso Dreyfus che sconvolse l'opinione pubblica francese alla fine del XIX secolo. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 4 candidature agli European Film Awards, L'ufficiale e la spia è 9° in classifica al Box Office. sabato 14 dicembre ha incassato € 53.941,00 e registrato 7.767 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
4,07/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,45
PUBBLICO 3,76
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'opera dall'impianto classico che trova la via del grande schermo in un momento storicamente giusto.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 30 agosto 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 30 agosto 2019

Gennaio del 1895, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema, nel cortile dell'École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale dell'esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e all'umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus, un capitano ebreo, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi. Al disonore segue l'esilio e la sentenza condanna il traditore ad essere confinato sull'isola del Diavolo, nella Guyana francese. Il caso sembra archiviato. Picquart guadagna la promozione a capo della Sezione di statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato. Da uomo d'onore quale è si pone la giusta domanda: Dreyfus è davvero colpevole?

Roman Polanski mette le sue doti di Maestro del Cinema al servizio di una vicenda che, in tempi come quelli presenti, merita una rivisitazione.

Il cinema se ne era già occupato in passato. Sia con Emilio Zola di William Dieterle nel 1937 (film che colpì il giovanissimo Roman) e, successivamente, con L'affare Dreyfus di José Ferrer del 1957.Il film purtroppo ha innescato diverse polemiche scaturite dall'intervista che il regista ha rilasciato per il pressbook che ha accompagnato il film alla 76.ma Mostra del Cinema di Venezia. In quelle dichiarazioni Polanski dice di aver potuto comprendere meglio la storia che stava portando sullo schermo a causa delle accuse false che gli vengono periodicamente lanciate. Questo ha provocato reazioni di diversa natura che hanno rischiato di offuscare il valore intrinseco del film.

Perché L'Ufficiale e la Spia si colloca nella categoria delle opere di impianto classico che trovano la via del grande schermo nel momento storicamente giusto. È sicuramente vero che il regista e il suo co-sceneggiatore Robert Harris lavorano da anni su questa idea ma è ora che è indispensabile mostrare, con un film capace di arrivare al grande pubblico, come il Potere sia in grado di costruire falsificazioni capaci di resistere a lungo e di sconvolgere vite.
Viviamo in tempi in cui la memoria collettiva è quotidianamente insidiata da una valanga di news tra cui è sempre più difficile distinguere le vere dalle fake. Attraverso la persona di Picquart (magistralmente interpretato da Dujardin) Polanski ci ricorda come siano necessari uomini che siano capaci di andare al di là delle proprie convinzioni (il colonnello non amava gli ebrei) quando si trovano di fronte a un'ingiustizia che diviene tanto più palese quanto più chi la sta perpetrando fa muro perché non ne emergano le falsificazioni.

L'ingresso nella sede dei Servizi Segreti costituisce così la cifra stilistica del film. In spazi così cupi e privi di 'aria' (l'odore della fognatura li pervade) è facile che gli uomini si trasformino in tanti Capitano Henry che gli dichiara: "Voi mi ordinate di uccidere un uomo? Io lo faccio. Mi dite che è stato un errore? Mi dispiace ma non è colpa mia. Questo è l'Esercito" Picquart gli replica: "Questo sarà il suo Esercito. Non il mio".

Polanski ci interroga sulla morale dei nostri tempi (che non riguarda solo uno specifico settore) e ci invita a vigilare. Forse non siamo più in tempi in cui un articolo di giornale può fare riaprire un processo come accadde con il "J'accuse" di Emile Zola pubblicato su "L'Aurore" ma forse proprio per questo è necessario saper reagire a quella sorta di impermeabilizzazione agli scandali che rischia di produrre un appiattimento dell'opinione pubblica che finisce con il lasciare spazio al morbo dell'indifferenza diffusa. Ricordare ciò che accadde allora può trasformarsi in un monito prezioso.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 novembre 2019
carloalberto

 Con il suo J’accuse Roman Polanski ha voluto rendere omaggio al cinema di Alfred Hitchcock, in particolare penso ai film Il Delitto perfetto e Nodo alla gola, ricostruendo la nota storia di Dreyfus in sequenze che intrecciano, sin dall’inizio, le vicissitudini ed il carattere della vittima con le azioni del suo salvatore, il colonnello Picquart, concatenandosi in un contesto già [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
loland10

“L’ufficiale e la spia” (J’accuse, 2019) è il ventitreesimo lungometraggio del regista-sceneggiatore polacco (naturalizzato francese) Roman Polanski. Al ventitreesimo film arriva Il summa polanskiano: inchiesta, processo, falsità, verità, potere e corruzione. In poco più di due ore sono concentrate molte cose che aspetti e oltre delle cose che non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 novembre 2019
Ghisi Grütter

Roman Polanski, a ottantasei anni, si conferma ancora una volta un ottimo regista con quest’ultimo film di impianto classico. Al di là delle polemiche su una presunta identificazione del regista, nell’ingiustamente accusato Dreyfuss, il film, con il titolo in italiano, “L’ufficiale e la spia”, riporta sullo schermo un fatto reale già rappresentato al cinema [...] Vai alla recensione »

martedì 10 dicembre 2019
samanta

Un conto è la storia e un conto è un film che nel caso anche per evidenti motivi sentimentali ovvero per necessità cinematografiche tende a banalizzare una vicenda complessa. Diceva Chesterton "Dreyfus è innocente, forse non lo sono i dreyfusardi". Cominciamo dall'antisemitismo o meglio dell'antiebraismo diffuso In Francia nei settori i più svariati, [...] Vai alla recensione »

domenica 8 dicembre 2019
nadia meden

Ho potuto assistere all' ultimo capolavoro Roman Polanski  " L'ufficiale e la spia ", un film accuratissimo ed elegante con un cast di attori molto, molto bravi tra i quali spiccano sicuramente Louis Garrel nei panni del Capitano Alfred Dreyfus  e Jean Dujardin  nei pani del Colonnello Picquart.  Il film tratta di una storia vera , meglio conosciuta come L' [...] Vai alla recensione »

domenica 8 dicembre 2019
Maramaldo

Un'altra lezione di Storia. Una versione della Belle Epoque secondo Roman. Orgoglio ferito dalla disfatta, miseria di popolo spesso in sommossa non impedivano ricevimenti eleganti, incontri galanti, cancan e champagne. Déshabillé extraconiugali. Se ne occupa Emmanuelle Seigner (Pauline Monnier), ammiccamenti peccaminosi, protofemminismo.

giovedì 5 dicembre 2019
fabriziog

 "L'ufficiale e la spia" del regista (di cui non bisogna dimenticare le condanne ed i procedimenti penali per stupro, anche di minorenni) Roman Polanski ripercorre dal 1894 in poi il prima, il durante e il dopo dell'"Affaire Dreyfus", l'alto in grado francese ebreo ingiustamente coinvolto, arrestato, condannato e condotto nell'Isola del Diavolo per intelligenza [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 dicembre 2019
alesimoni

Bel noir su un fatto storico realmente accaduto, costruito in maniera egregia come solo il maestro Polanski sa fare. La costruzione della tensione è da manuale, così come il montaggio e il gioco a incastri che serve a dipanare la matassa , fino a virare al legal-movie.Chiaro anche che l'afflato con cui il regista americano racconta la storia derivi da un coivolgimento personale, visto che lui stesso [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2019
goldy

Trovo altamente apprezzabile la volontà del regista di puntare la sua attenzione non  sulla  puntuale ricostruzione  dei fatti ma piuttosto al conflitto, il più  delle volte  irrisolvibile,  tra " verità e ragion di stato".    Polanski pensa a   un pubblico adulto, maturo capace di sganciarsi dai "must" [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 dicembre 2019
Nicolo Scialfa

Roman Polanski ci offre un film memorabile e i fatti narrati meritano un’accurata ricostruzione.Dal 1894 al 1906, più o meno negli stessi anni in cui il governo russo fabbricava e metteva in circolazione i falsi Protocolli dei Savi di Sion, la Francia fu sconvolta da un caso giudiziario – il caso Dreyfus – che riuscì a scatenare nella gente violente passioni coinvolgendo grandi temi quali il rapporto [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
AlfioSquillaci

 Visto il film "L'ufficiale e la spia",  titolo sotto il quale è sviluppata la clamorosa vicenda politico-giornalistico-culturale che occupò la scena pubblica francese per un quindicennio dal 1894 al 1909 che va sotto il nome di  "affaire Dreyfus". La pellicola parte dalla scena grandiosa nel cortile settecentesco  dell'École [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
carlosantoni

Il titolo a commento su Mymovies dice che si tratta di un film “dall’impianto classico”, io forse preferirei definirlo un film di genere. Solido, ben recitato (ma Polanski non può proprio farne a meno di rifilarci sempre e comunque Emmanuelle Seigner, nei suoi film?) ben fotografato, ben congegnato attraverso i continui flash back, ma a dire il vero non “buca”. Vai alla recensione »

lunedì 2 settembre 2019
Peer Gynt

Che dire? Non servono lunghi discorsi, questo film parla da solo. Ottima l'ambientazione, perfetta la sceneggiatura, ottima la recitazione. Polanski mostra tutta la sua esperienza costruendo un film preciso, puntuale, scorrevole e che mostra la sfacciata falsità del Potere. Ricostruendo il famoso affare Dreyfus, Polanski non nasconde allusioni (pur se discrete) ad un oggi nel quale le accuse [...] Vai alla recensione »

sabato 7 dicembre 2019
MAURIDAL

                Come non considerare  il fatto che la vecchia guardia sopravvissuta oggi , di registi di cinema, europei e americani,   come Scorsese,   Polanski,  Spielberg, Wenders,  marchi ancora presenza con autorevolezza  e meritata considerazione per ciò che ancora  loro riescono a fare.

domenica 8 settembre 2019
no_data

Ho trovato il film stilisticamente perfetto con una sceneggiatura impeccabile.

domenica 24 novembre 2019
Vincenzo Ambriola

Siamo nel 1894, in Francia. L'ufficiale di artiglieria Alfred Dreyfus viene degradato e mandato alla Guyana francese, nella colonia dell'Isola del Diavolo, a scontare la deportazione perpetua per alto tradimento. Ne uscirà dopo cinque anni per essere processato e condannato di nuovo, questa volta a dieci anni di carcere. Finalmente, nel 1906, sarà riabilitato e reintegrato nell'ese [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
LBavassano

 Era da tempo che non mi capitava di assistere ad un tutto esaurito, e mi fa particolarmente piacere che, ad ottenere un così lusinghiero riscontro, sia un film formalmente impeccabile, narrativamente appassionante (anche se forse, a tratti, il regista si fa prendere un po' troppo la mano), e soprattutto inquietantemente attuale. Tale da farci riflettere.

sabato 23 novembre 2019
Vittoria Epicoco

 Dopo essere stato presentato alla 76esima mostra d’arte cinematografica a Venezia, L’ufficiale e la spia di Roman Polanski è finalmente uscito anche nelle sale italiane.   Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris, il film racconta le indagini dell’ufficiale Georges Picquart (Jean Dujardin) circa l’affare Dreyfus: Alfred Dreyfus [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Adriana Moltedo

La persecuzione, la degradazione, l’obbedienza, la ricerca della verità, sono i temi portanti del film J’accuse di Roman Polaski. La vittima Defrejfus, era innocente ma per dimostrarlo ci vollero 12 anni , incastrato in un gioco più grande di lui. Torna l’incubo, l’horror che abbiamo già visto nei film precedenti, e ora si ripresenta nella storia giudiziari [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
frascop

Il caso Dreyfus del 1895 con l'ufficiale dell'esercito francese Jacques Piquart che scopre per caso come sia falsa l'accusa di tradimento, a favore dei tedeschi, dell'ufficiale ebreo Alfred Dreyfus. Un film senza luce e sole, di attori (Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner) diretti da un grande maestro. Polanski è sempre secco, senza fronzoli, essenziale.

venerdì 6 dicembre 2019
gia6600

ottimo film, ricco, pieno di contenuti

lunedì 2 dicembre 2019
ROSMERSHOLM

Film di grande compostezza cinematografica e attenta filologia che tuttavia crolla sul viso irrigidito dalla chirurgia estetica della Seigner. Ahi Polanski...che nemesi.

lunedì 25 novembre 2019
Ruiz Alessio
venerdì 22 novembre 2019
deadman

non sono un grande fan di Polanski, troppo cerebrale mi annoia, però quando si cimenta in ricostruzioni storiche vedi il pianista o oliver twist riconosco che sa fare anche dei capolavori quindi mi fiondo al cinema appena uscito l'ufficiale e laspia, che delusione totale, un film privo di struttura, senza mordente con un montaggio studiato apposta per sfiancare un toro, praticamente senza [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
mercoledì 27 novembre 2019
Alessandro Castellino, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Che L'ufficiale e la spia (guarda la video recensione) sia un film necessario agli occhi di Polanski si evince già dai primi fotogrammi del film: il rigore formale dell'immagine conferma immediatamente le precise intenzioni di messa a fuoco di una realtà amara e cinica. E il successivo innesto di una costruzione drammaturgica al vetriolo sul tessuto figurativo, pulito e simmetrico, ribadisce l'impronta perentoria della linea autoriale e non esclude il paragone con Kubrick - e, specificatamente, con il suo Orizzonti di gloria, simile per temi e ambientazioni.
La spinta artistico-politica che ha portato Polanski al grande atto d'accusa che èL'ufficiale e la spia non ha un'unica radice e anzi si fa strada l'ipotesi per cui la sua matrice sarebbe di natura dualistica: da una parte la sfera privata del regista, dall'altra la dimensione pubblica e storica di un'epoca, quella attuale.

Ma esiste un minimo comune denominatore, che è l'odio antisemita, il quale ha portato alla morte la madre del regista nel campo di sterminio di Auschwitz, e che continua a vessare le comunità ebraiche di tutto il mondo - e, in particolare, quella francese (non è un caso che la Francia sia Paese co-produttore del film).

Il cinema assume quindi questa volta, per Polanski, connotati di alto rilievo sociologico e si mette al servizio della Storia per raccontare una vicenda delicata ora come allora.
E la responsabilità sulle spalle del regista raddoppia, se si pensa all'impatto devastante, e senz'altro decisivo, che hanno avuto numerosi cineasti di origine ebraica sulla storia del cinema, da Ernst Lubitsch a Billy Wilder fino a Woody AllenL'ufficiale e la spia, guardato da questa prospettiva, si riconfigura anche come un omaggio sotterraneo a queste grandi personalità, che hanno contribuito all'evoluzione del mezzo-cinema, rendendolo quel canale eccezionale che noi tutti oggi conosciamo.

E non manca nemmeno il proposito in Polanski di firmare un urlo di biasimo non casuale, ma strettamente personale oltreché pubblico, viste le accuse che gravano sulla sua persona ormai da qualche tempo. Il "J'accuse!" del titolo originale è la ferma dichiarazione di volontà di un regista che vuole essere chiamato Uomo senza riserve. 

Sul grido iniziale del film che invoca la morte dell'ebreo si eleva quindi il canto funebre e di rivolta, manifesto politico di un artista che invoca giustizia privata e pubblica e lo fa con lo strumento che l'ha maternamente abbracciato per gran parte della sua esistenza, ossia il Cinema, veicolo di potenza schiacciante proprio da quel caliginoso 1895 dell'Affare Dreyfus.

Frasi

Quando una società arriva a tanto cade in decomposizione
Una frase di Marie Georges Picquart (Jean Dujardin)
dal film L'ufficiale e la spia - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 31 agosto 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Con J'accuse di Roman Polanski entriamo fin dalla prima scena nel regno della perfezione: non si tratta certo di essere portati per mano come farebbe il racconto tradizionale di un celebre caso giudiziario, o di un film storico, perché non si avvertirebbero i brividi inquietanti della contemporaneità come in questo film. Siamo nella perfezione dell'universo cinematografico fin da quando percorriamo [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Lungamente atteso, problematizzato a latere al Lido (citofonare Lucrecia Martel), J'accuse arriva e ricorda che Roman Polanski di cinema è maestro. Non discutibile. Tornando sul caso, poggiandosi ancora sullo scrittore Robert Harris (già per L'uomo nell'ombra, qui prendendo da L'ufficiale e la spia), cura quadro, composizione, visi e atmosfera, e cesella un monito su quella e questa Francia, Europa, [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Roberto Silvestri
Film TV

L'atmosfera horror dell'Inquilino del terzo piano e Rosemary's Baby. Il razzismo cieco di Il pianista. La scienza investigativa di L'uomo nell'ombra. Nasconde cultura visiva profonda il nuovo Polanski, i due Renoir, Seurat, Lautrec, Ford, Hawks, i Poirot. Il film schiaccia alla sedia, fa giocare la mente e avrebbe commosso Rossellini per l'appassionata tensione didattica.

sabato 23 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Chi storce il naso, non sa cosa si perde. Non l'avrebbe mai fatto difronte a pianista", Palma d'oro a Cannes nel 2002 e vincitore di tre Oscar. "L'ufficiale e la spia" (ultimo film di Roman Polanski, anni 86) gli americani neanche lo vedranno: potrebbe riattivare la corda puritana che scatenò i roghi per le streghe a Salem. Viene in mente un episodio della serie "Alfred Hitchcock presenta".

giovedì 21 novembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

L'ufficiale e la Spia si ispira al thriller best seller di Robert Harris (Mondadori, 2013) che con estrema accuratezza rievoca il Caso Dreyfus, ovvero l'«Affaire» come lo chiamano i francesi, nella consapevolezza della sua rilevanza storica e simbolica. Perché la condanna per tradimento del capitano ebreo alsaziano, imprigionato nell' Isola del Diavolo sotto l'infondata accusa di aver passato informazioni [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Alessandro Uccelli
Cineforum

«Apollo... è greca?» «No, è una copia romana, l'originale è perduto» «Ah, è un falso, allora» «No, è una copia dell'originale». Questo scambio, dalla conclusione ovvia per un archeologo forse meno per chi non è uno specialista, avviene nello statuario del Louvre, tra il colonnello Picquart (Jean Dujardin) e l'investigatore della sûreté, Desvernine (Damien Bonnard): originale, copia, verità e falsificazione, [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

L'affare Dreyfus come un appassionante thriller ottocentesco zeppo di personaggi e di dettagli che in poco più di due ore resuscita non solo uno dei casi più intricati e rivelatori della storia moderna europea, ma tutta un'epoca. Ovvero una mentalità, una società, un assetto tecnologico e morale sicuramente lontanissimo ma per certi versi incredibilmente vicino a quello attuale.

lunedì 2 dicembre 2019
Gianni Canova
We Love Cinema

I passi marziali dei soldati producono un rumore sordo mentre attraversano il cortile dell'Ècole Militaire di Parigi. Stanno portando Alfred Dreyfus, capitano ebreo accusato di tradimento perché sospettato di aver passato informazioni ai nemici tedeschi, all'umiliante cerimonia della degradazione che prelude al disonore e poi all'esilio nella sperduta Isola del Diavolo, nella Guyana francese.

domenica 1 dicembre 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Mettiamola così: magari Polanski avrebbe dovuto riflettere due minuti prima di intitolare il suo film proprio "J'accuse". Era fin troppo facile infatti associare la vicenda del capitano ebreo a quella del regista, così facile che lui stesso ci è cascato, salvo poi ritrattare fiutando l'autogol. Non bastasse, tra la prima a Venezia e l'uscita in sala, sul (grande) regista polacco è caduta una nuova [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Polverose, puzzolenti, quasi sordide, così sono le stanze della cosiddetta Sezione di statistica, dove il servizio segreto dell'esercito francese falsifica le prove che il 22 dicembre 1894 portano alla condanna del capitano Alfred Dreyfus (Louis Garrel). A quell' affaire lontano nel tempo, a quello scandalo politico e militare a sfondo antisemita torna ora L'ufficiale e la spia (Francia e Italia, 2019, [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

"J'Accuse" riprende il titolo della lettera che Émile Zola scrisse al quotidiano "l'Aurore" nel 1898, contro le alte sfere dell'esercito francese, per "l'affaire Dreyfuss". Pur di non riaprire il caso del capitano, accusato di tradimento, degradato e imprigionato sull'Isola del Diavolo nel 1895, erano state sviate le indagini sul reale traditore che passava i piani dell'artiglieria alla Germania.

sabato 23 novembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

A 86 anni Polanski impartisce sullo schermo la sua master class di storia. "J'accuse" in virtù della struttura ferreamente proporzionata, ordinata e rifinita appartiene, infatti, alla vena classica della propria filmografia ("Tess", "Il pianista", "Oliver Twist") alquanto divergente da quelle a noi più note e care destabilizzanti, psicopatiche, erotiche, noir.

sabato 23 novembre 2019
Beatrice Fiorentino
Il Piccolo

Un film non è solo immagini sullo schermo, un racconto, una storia, ma anche il risultato di un processo produttivo, di una visione, di un complesso intreccio di relazioni con il suo tempo e il contesto che ne ha suggerito l'urgenza. E capita che un film possa persino raccontare "un'altra storia", una storia di sé, come riflesso indipendente dai propositi dell'autore o allegoria inseguita intenzionalmente [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

L'affare Dreyfus è stato uno dei più celebri "falsi" della storia, in cui un ufficiale ebreo dalle vaghe ascendenze tedesche si è trovato per caso al centro di un problema internazionale e di uno dei casi di antisemitismo più feroci. Un caso che venne poi riaperto da Emile Zola, col suo celebre "J'accuse" pubblicato su "L'Aurore", sulla scorta dei dubbi e delle nuove prove che erano state acquisite [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Alessandra De Luca
Avvenire

Durante delle indagini come capo dell'intelligence militare, scopre che il capitano Andrea Dreyfuss, accusato di essere una spia e condannato all'esilio sull'Isola del Diavolo nel gennaio del 1895, è probabilmente innocente. Antisemita per tradizione più che per una reale convinzione, Piquart non accetta che la verità venga messa a tacere e seguendo la propria coscienza decide di rivelare le menzogne [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

«Fu soprattutto il prodromo di Auschwitz» scrisse Montanelli dell'Affare Dreyfuss. Polanski ricostruisce con l'impegno didattico che fa della forma (chiarezza più cultura, Rossellini) un godimento nella conoscenza. Capo dei servizi segreti, il colonnello Piquart mette a repentaglio la propria vita per dimostrare l'errore giudiziario, complotto razzista nella Francia Belle Époque, anello tra '800 e [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

Un film solido, rigoroso, dall'impianto narrativo classico e ugualmente avvincente e tensivo. Gran premio della giuria all'ultima Mostra del cinema di Venezia, esce nelle sale il 21 novembre con 01 Distribution "L'ufficiale e la spia" di Roman Polanski. Un thriller storico e politico perfetto sull'affare Dreyfus, noto in tutto il mondo. Il 5 gennaio 1895 il giovane ufficiale dell'esercito francese [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Andrea Giordano
La Provincia di Como

Dividere l'uomo dall'artista, dal regista, prodigioso, eterno, anche a 86 anni, e giudicarlo solo per questo. Roman Polanski, bandito oramai da più parti per le note accuse di stupro (a cui se ne sarebbero aggiunte, forse, di nuove), fa sempre parlare, è successo pure all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove alla fine ha vinto meritatamente il Gran Premio della giuria.

venerdì 22 novembre 2019
Mathieu Macheret
Le Monde

Nonostante il Leone d'argento vinto a Venezia, al momento della sua uscita in sala l'ultimo film di Roman Pola?ski non manca di provocare qualche mal di pancia. Nell'occhio del ciclone, dopo che la fotografa Valentine Monnier lo ha accusato di stupro, il regista presenta la sua personale variazione sull'affaire Dreyfus, uno dei terremoti politici più celebri della fine dell'ottocento.

venerdì 22 novembre 2019
Marco Longo
Filmidee

Al netto delle molte polemiche che hanno circondato la sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia, per poi accompagnarne l'uscita internazionale in sala, ma che giocoforza afferiscono al discorso intorno al film riuscendo ad esaurire solo parzialmente lo sguardo che l'opera chiama in causa, L'ufficiale e la spia di Roman Polanski ha anzitutto il merito di orientare una grande e paradossale [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Marina Visentin
Cult Week

5 gennaio 1895. In una Parigi gelida, nell'immenso cortile dell'École Militaire, va in scena la pubblica condanna e degradazione del capitano Alfred Dreyfus, accusato di alto tradimento: avrebbe venduto segreti militari ai nemici tedeschi. A Dreyfus, che nel film di Roman Polanski L'ufficiale e la spia ha il volto emaciato di Louis Garrel, irrigidito e livido, immobile al centro della scena, un solerte [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Il confine tra Alfred Dreyfus e Roman Polanski è una sottile linea rossa che non coincide con le comuni origini ebree. Nemmeno con quel cognome di Monnier che compare nel film e nella vita del capitano, condannato per tradimento e poi riabilitato, che fa eco con una delle accusatrici del regista per reati sessuali di oltre mezzo secolo fa. E neppure con l'errore giudiziario, accertato in un caso e [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Un'analogia paradossale accompagna l'uscita dell'Ufficiale e la spia, film derivato dal libro omonimo di Robert Harris (Mondadori), che evoca un caso di ingiustizia militare: vittima era il capitano Alfred Dreyfus (Louis Garrel) nella Parigi del 1894. Essa fu corretta alcuni anni dopo proprio da uno degli accusatori di Dreyfus, il colonnello Marie-Georges Picquart (Jean Dujardin).

mercoledì 20 novembre 2019
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

C'è un'altra parabola, evidente a tutti, dietro a quella raccontata dall'Ufficiale e la spia di Roman Polanski, nelle sale dal 21 novembre. È la storia di Polanski stesso, e dei suoi trascorsi con la giustizia. Lui è stato colpevole (di stupro ai danni dell'allora tredicenne Samantha Geimer: era il 1977, lei oggi lo ha perdonato); il capitano Alfred Dreyfus, protagonista indiretto del film, era invece [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Da una parte un capitano ebreo dell'esercito francese accusato di essere informatore dei nemici tedeschi e condannato al disonore e all'esilio. Dall'altra un ufficiale, un uomo normale, che trovatosi a intuire la falsità delle accuse, decide di battersi contro i suoi vertici in nome della giustizia, a costo di fare cose straordinarie. Con solidità e toni solenni, con L'ufficiale e la spia Roman Polanski [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2019
Valeria Vignale
Tu Style

Lo storico affaire Dreyfus raccontato come un legal thriller. Nel 1985 il capitano ebreo Alfred Dreyfus viene condannato per spionaggio e alto tradimento. L'ufficiale Picquart (interpretato da Jean Dujardin) si accorge però che, proprio nella sezione militare dove erano emersi i sospetti, il flusso di informazioni ai nemici tedeschi non si è affatto fermato.

sabato 2 novembre 2019
Luca Barnabé
Ciak

«Ha la faccia di un sarto ebreo, che piange per l'oro che non ha più», dice un ufficiale quando Alfred Dreyfus viene degradato. «I romani davano i cristiani in pasto ai leoni, noi gli ebrei. È il progresso!», gli viene risposto. Dal romanzo di Robert Harris, la vera storia del capitano Dreyfus (Louis Garrel) - uno dei pochi ufficiali ebrei dell'esercito francese - che nel 1894 fu accusato ingiustamente [...] Vai alla recensione »

domenica 1 settembre 2019
Davide Di Giorgio
Duels.it

Sulla verità ci ha riflettuto per tutta la carriera, la persecuzione invece Roman Polanski la conosce bene, sin dall'infanzia all'ombra del nazismo, tacendo su tutte le altre disavventure di una vita perennemente in bilico fra gli opposti. Sarà anche per questo che da dieci anni inseguiva questa ricostruzione dell'affaire Dreyfus, il più importante conflitto politico-sociale della Terza Repubblica [...] Vai alla recensione »

domenica 1 settembre 2019
Daniela Persico
Filmidee

Non c'è nulla di più spiacevole che fare una dichiarazione che contiene in sé sia il motivo per cui premiare un film sia quello per cui (in maniera pregiudiziale) non annetterlo tra i possibili vincitori. Ancora di più se da una parte c'è una stimata presidentessa della giuria, la regista Lucrecia Martel, e dall'altra si ha un genio del doppiogioco come Roman Polanski, che con J'accuse - in concorso [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

Voulez-vous la lumière? Una domanda che rimbomba spesso nelle sontuose stanze del potere dove si discute il celeberrimo affaire Dreyfus, proprio nel fatidico 1895 che sta scoprendo la "luce" del cinema in quella stessa Parigi. Una domanda che Roman Polanski torna a porsi nel 2019 risucchiandoci pian piano in ambienti sempre più oscuri, tra uffici e tribunali, alberghi e celle di isolamento, sondando [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Anton Giulio Onofri
Close-Up

Raccontare la Storia passando da un totale con centinaia di comparse in costume al dettaglio di una medaglia al valore che cade nella fanghiglia; inquadrando cinque figure adagiate su un prato a far colazione nella stessa postura e soffuse degli stessi colori di un dipinto impressionista; filmando corpi, volti, tube, uniformi, mustacchi, pince-nez, toilettes muliebri, velette, crinoline, vestaglie, [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

J'Accuse è non solo il titolo, ma anche l'incipit della storica lettera pubblica (rivolta al presidente della Repubblica francese) in cui Émile Zola con parole di fuoco inchioda la fellonia e la disonestà dei vertici dell'esercito nazionale, responsabile di aver condannato un innocente, il capitano Alfred Dreyfus, con la più infamante delle accuse: aver passato notizie al nemico per eccellenza, la [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Si poteva immaginare che la vicenda del J'accuse di Roman Polanski adombrasse le vicende giudiziarie del regista, inseguito da un mandato di cattura americano. Ma (a parte che Dreyfus era innocente e Polanski reo confesso) il film non ha nulla di così capzioso. Un colonnello dei servizi segreti (Dujardin) scopre come le accuse contro il capitano Dreyfus (Garrel), condannato per alto tradimento, siano [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

La pietra dello scandalo del Concorso è arrivata solo che non è né un mattone né un film di Martone bensì di un certo Roman Polanski il quale dirige un affresco storico entusiasmante su una faccenda che più marcia non si può. Mentre si sarebbe inventato a dicembre il cinema, nel gennaio 1895 in Francia si perseguitavano gli ebrei come nel caso del capitano Dreyfus, degradato perché accusato di essere [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

E ci voleva un grande Roman Polanski per ricordarci con il suo J accuse, tratto dall'ottimo best seller di Richard Harris, che il caso Dreyfus è nostro contemporaneo. Si esce dalla visione di questo film severo e intenso con la chiara idea che la tragica farsa della condanna dell'ufficiale ebreo sotto falsa accusa di tradimento rappresenti non un qualsiasi episodio storico, ma il manifesto chiave di [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

Il film con cui Roman Polanski è in concorso a Venezia, "J'Accuse - L'ufficiale e la spia", è probabilmente ciò che s'intende per quintessenza del cinema, quello puro e immortale. Dare a quest'opera la meritata attenzione comporta il fatto di glissare su tutte le polemiche che hanno accompagnato la presenza dell'83enne regista francese alla Mostra del Cinema e hanno visto schierarsi su posizioni opposte [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Roman Polanski è tornato. Fisicamente assente al Lido, sgancia una bomba cinematografica che non lascia indifferenti. J'accuse, sul celeberrimo caso Dreyfus, in Concorso a Venezia 76, è il film che ti aspetti da lui nell'evo del #MeToo. Chiaro, il mantra di queste ore in laguna è quello di separare l'artista dall'uomo. Ed è quello che faremo nelle prossime righe recensendo il film.

venerdì 30 agosto 2019
Daria Pomponio
Quinlan

Vi si indaga l'inquietante retaggio del regime di Marcos, documentando le pressioni esercitate da Imelda, vedova del dittatore, nel tentativo di far ottenere la vicepresidenza al figlio Bongbong. Per raggiungere il suo scopo, Imelda riscrive disinvoltamente la storia di corruzione della sua famiglia sostituendola con la narrazione dell'amore stravagante di una matriarca per il proprio Paese.

venerdì 30 agosto 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

L'"Affaire Dreyfus" come "Affaire Polanski"? C'è un corto circuito dichiarato tra il magnifico film in concorso al Lido, "J'accuse - L'ufficiale e la spia" (titolo dalla lettera pubblica di Emile Zola sull'"Aurore") e la persecuzione privata di cui l'ottantaseienne regista da oltre quarant'anni si sente bersaglio. Oggi in sala la Presidente della Giuria Lucrecia Martel - quella che "non separa l'uomo [...] Vai alla recensione »

martedì 1 settembre 1931
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Basterebbe la panoramica iniziale, così geometricamente solenne, a far capire che film sarà "J'accuse". La spogliazione militare del capitano Alfred Dreyfus, avvenuta per alto tradimento con relativo confinamento nell'Isola del Diavolo, non codifica tanto il regolamentare gesto di espulsione di una spia per aver informato i tedeschi, quanto l'atto deliberatamente artefatto di una condanna perseguita [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Jean-Baptiste Morain
Les Inrockuptibles

La presentazione veneziana di J'accuse di Roman Polanski è stata preceduta da molte polemiche legate alla figura del regista. Comunque ci si poteva legittimamente chiedere se un uomo che ha avuto così spesso a che fare con la giustizia fosse la persona adatta per fare un film sulla più celebre ingiustizia della storia di Francia. Il film in qualche modo svicola, mettendo al suo centro non il capitano [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Classico nell'impostazione, magistrale nello svolgimento, impeccabile sul piano estetico: il «J'accuse» di Roman Polanski (86 anni e una vitalità incredibile) sposta in alto l'asticella della qualità di un Concorso già apprezzabile. Il film adombra le personali vicende giudiziarie del regista polacco, ma senza auto-indulgenza, imponendosi come apologo universale contro la «caccia alle streghe» che [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 25 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Anche questa settimana il viaggio nelle cinematografie mondiali non può che iniziare dalla Germania, perché Das perfekte Geheimnis (la versione tedesca di Perfetti Sconosciuti (guarda la video recensione)), sta polverizzando ogni record: altri 6 milioni [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 18 novembre 2019
A cura della redazione

1895. Picquart, ufficiale dell'esercito francese, presenzia alla pubblica condanna di Dreyfus, capitano ebreo accusato di essere stato un informatore dei tedeschi. Picquart guadagna poi la promozione a capo della Sezione di statistica, unità del controspionagg [...]

TRAILER
mercoledì 30 ottobre 2019
 

Regia di Roman Polanski. Un film con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
martedì 15 ottobre 2019
 

Gennaio del 1895, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema, nel cortile dell'École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale dell'esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e [...]

TRAILER
giovedì 10 ottobre 2019
 

Regia di Roman Polanski. Un film con Emmanuelle Seigner, Jean Dujardin, Louis Garrel, Mathieu Amalric. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 25 luglio 2019
Paola Casella

"Quest'anno sono tanti i ritorni al Lido", afferma Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del cinema di Venezia. E in effetti questa 76esima edizione mette in cartellone molte vecchie conoscenze, a cominciare dalla sezione principale, quella [...]

NEWS
martedì 11 giugno 2019
 

Nel dicembre del 1894 il capitano Alfred Dreyfus fu accusato di tradimento dall'esercito francese di cui faceva parte. Condannato dalla corte marziale, fu mandato a scontare la pena nell'Isola del Diavolo: solo il colonnello Georges Picquart, capo del [...]

winner
premio fipresci
Festival di Venezia
2019
winner
gran premio della giuria
Festival di Venezia
2019
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 123 sale cinematografiche
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