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zhanco
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martedì 18 novembre 2014
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rasenta la perfezione
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Interstellar non è un film. E' IL FILM.
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davidgiovanelli
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martedì 18 novembre 2014
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salto emozionale ancor prima che interstellare
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Interstellar è un film a mi avviso molto bello...soprattutto se si riesce a leggere tra le righe di un incedere della storia a volte un pò claudicante a livello logico (e qui il lavoro poteva essere fatto effettivamente un pò meglio dando un pò di ragione ai principali detrattori del film, che ho letto non essere pochi, anche se a questi ultimi obbietto che non si trattava di un documentario sui warm hole e i buchi neri ma pur sempre di un film di fantascienza dove lo svolgimento della narrazione a volte prevale sulla mera ragione scientifica)...la sua bellezza sta nelle emozioni che riesce a generare e sugli interrogativi (umani e non scientifici sia chiaro) che tende a sollevare (politiche ambientali discutibilissime, solitudine, la dicotomia egoismo/altruismo, la speranza in un genere umano che per molte cose possa redimersi in alcuni suoi atteggiamenti decisamente autolesionistici).
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Interstellar è un film a mi avviso molto bello...soprattutto se si riesce a leggere tra le righe di un incedere della storia a volte un pò claudicante a livello logico (e qui il lavoro poteva essere fatto effettivamente un pò meglio dando un pò di ragione ai principali detrattori del film, che ho letto non essere pochi, anche se a questi ultimi obbietto che non si trattava di un documentario sui warm hole e i buchi neri ma pur sempre di un film di fantascienza dove lo svolgimento della narrazione a volte prevale sulla mera ragione scientifica)...la sua bellezza sta nelle emozioni che riesce a generare e sugli interrogativi (umani e non scientifici sia chiaro) che tende a sollevare (politiche ambientali discutibilissime, solitudine, la dicotomia egoismo/altruismo, la speranza in un genere umano che per molte cose possa redimersi in alcuni suoi atteggiamenti decisamente autolesionistici).
Quello che mi è rimasto più di ogni cosa (non so se sia stata voluta dal regista o viceversa sia una mia personalissima interpretazione) è la trasfigurazione del concetto di “tempo” come lo intendiamo ogni giorno...la dilatazione del concetto stesso di questa dimensione fino ad arrivare ad una sublimazione della stessa da mera variabile scientifico-fisica ad uno stato d’ animo umano introspettivo di una potenza emotiva assoluta. Ecco...quest’ ultima interpretazione è stata completamente ignorata dalla critica...ripeto...magari è una mia esclusiva visione ma non credo che il sottoscritto sia stato l’ unico ad avere un moto d’ animo quando per un’ inconveniente (miscroscopico alla fine) la missione abbia subito un “ritardo” di 23 anni!...li a mio avviso c’ è stato un salto emozionale nel film che ha relegato tutta la dottrina o la logica di cui dicevo all’ inizio a pura accademia narrativa...da li è iniziato un’ altro film avvolto da un significato completamente diverso...la missione da scientifica è diventata umana...l’ inquietudine e alla fine pure il concetto stesso di “speranza” a quel punto sono mutate...hanno assunto sfaccettature notevolmente più complesse e che necessariamente avrebbero dovuto sempre a mio parere far scattare qualcosa di più agli occhi (ma soprattutto alle corde del cuore) dei critici cinematografici in merito alla bontà o alla detrazione della pellicola stessa.
Quando McConaughey realizza che comunque vada, anche girassero in quel momento il lander e tornassero sulla terra, sua figlia che aveva lasciato a 7 anni la ritroverà che ne avrà 30, avendola in qualche maniera umanamente già “persa”, beh…sfido chiunque a non provare un’ emozione decisamente forte…a quel punto, obtorto collo per carità, anche il concetto “altruistico” del salvataggio della specie umana subisce un’ evoluzione…uno scatto in avanti.
Per questo do un voto peri a 8 al film...2 punti interi guadagnati sull’ altare del concetto appena espresso perchè a farne un’ analisi più “tecnica” effettivamente molte cose potevano essere strutturate meglio...soprattutto come montaggio e sceneggiatura...(molti particolari e lo stesso finale non mi hanno fatto strappare le proverbiali vesti)... poi la fotografia e le musiche sono stellari ( )...gli effetti speciali pure...le interpretazioni dei protagonisti direi buone...anche se, alla fine, McConaughey e la Hataway non credo rivinceranno i recenti oscar...soprattutto la seconda.
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[+] warm hole, eh? astrofisica da sballo, direi!
(di maramaldo)
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deniserost
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lunedì 17 novembre 2014
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geniale
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Un film che fino a metà è da considerarsi bello, ma normale. Da metà in poi la definizione è geniale!! Un susseguirsi di sorprese e scoperte che stravolgono lo svolgimento della storia e fanno apprezzare il film tanto da lodarlo. Lungo ma ne vale la pena, davvero.
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giulioct
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lunedì 17 novembre 2014
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interstellar: il cinema oltre se stesso
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"L'umanità è nata sulla terra, ma non è destinata a morirci": è questa la premessa che viene posta alla base del tanto atteso Interstellar, nono lavoro del tanto amato ed odiato Christopher Nolan. Il regista britannico cerca di farsi largo fra le centinaia di produzioni Hollywoodiane, con un progetto tanto ambizioso e spettacolare, quanto intimo ed emozionale. Il film punta a stuzzicare nella coscienza di tutti, una domanda fondamentale che si riflette poi sul cinema e sull'autore stesso: "Chi siamo?".
Interstellar apre la mente e spiana strade verso nuove fantasie. Christopher Nolan non smette di sognare e di prestigiare con i suoi film e dopo averci offerto un cinema caratterizzato da ambientazioni e personaggi profondamente dark, prosegue la strada da dove eravamo rimasti con l'ultimo Cavaliere Oscuro, che ci aveva lasciato con quel barlume di luce in alto a quel pozzo che teneva prigioniero Bruce Wayne.
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"L'umanità è nata sulla terra, ma non è destinata a morirci": è questa la premessa che viene posta alla base del tanto atteso Interstellar, nono lavoro del tanto amato ed odiato Christopher Nolan. Il regista britannico cerca di farsi largo fra le centinaia di produzioni Hollywoodiane, con un progetto tanto ambizioso e spettacolare, quanto intimo ed emozionale. Il film punta a stuzzicare nella coscienza di tutti, una domanda fondamentale che si riflette poi sul cinema e sull'autore stesso: "Chi siamo?".
Interstellar apre la mente e spiana strade verso nuove fantasie. Christopher Nolan non smette di sognare e di prestigiare con i suoi film e dopo averci offerto un cinema caratterizzato da ambientazioni e personaggi profondamente dark, prosegue la strada da dove eravamo rimasti con l'ultimo Cavaliere Oscuro, che ci aveva lasciato con quel barlume di luce in alto a quel pozzo che teneva prigioniero Bruce Wayne. I protagonisti di The Dark Knight Rises e quelli di Interstellar si incontrano anche loro quindi, come tutti noi, nel momento in cui si ritrovano a guardare il cielo sognando e -sentendosi parte del firmamento- come recita l'eccellente Matthew McConaughey, nei panni del protagonista Cooper. Con Interstellar il regista britannico inizia un viaggio all'insegna della riscoperta delle potenzialità che abbiamo come uomini, una vera e proria Odissea che ci (ri)porta nello spazio alla ricerca della luce e di quei sentimenti che ci hanno formato come esploratori, pionieri, grandi appassionati, esseri viventi bramosi di conoscenza al pari dell'Ulisse Omerico. La filmografia di Nolan prende così forma attingendo dai grandi maestri del cinema e, come un'unica grande opera, giunge il punto di svolta della sua carriera in cui lui stesso ci dice "non è tutto male ciò che rappresenta l'umanità".
Da parte dell'autore, c'è voglia di riscoprire il cinema come un potente mezzo di rappresentazione di mondi fisici o illusori, immergendoci in quelle realtà che forse non arriveremo mai a vedere in prima persona. Imitando il proprio protagonista, Nolan cerca di superare il limite cinematografico sfiorando delle soluzioni visive innovative dal sapore nostalgico, lasciando intendere l'idea che il cinema, per essere definito tale, deve ripartire da ciò che era. La filosofia di Nolan viene in qualche modo seguita da tutto il cast e dagli addetti ai lavori, primo della lista il mitico Hans Zimmer che realizza finalmente una colonna sonora degna del suo nome, che va oltre le trite sonorità che hanno contraddistinto quest'ultima fase della sua carriera.
Questi aspetti si riallacciano perfettamente alla soluzione che ci viene presentata narrativamente nel film: la passione ed il sentimento che nutriamo per il nostro lavoro, per la nostra famiglia e la voglia di riscoprire noi stessi per ciò che siamo, sono la chiave che porterà la specie alla sopravvivenza. Nolan abbandona definitivamente quella freddezza che lo ha contraddistinto all'inizio della sua carriera e si lascia andare trasportandoci con lui nelle immagini e nei sentimenti di questo Interstellar, che spesso ci commuove per la carica emotiva dei personaggi e ci stupisce per la potenza di rappresentazione. La pellicola ci proietta in momenti del passato e li relaziona al futuro, mettendo in primo piano non tanto le capacità del singolo come il classico film Hollywoodiano, quanto il legame che che abbiamo tra di noi come forma di vita dotata di intelligenza e soprattutto di sentimenti.
Nel film numero nove di Christopher Nolan l'uomo ne esce finalmente vincitore e questo aspetto dà inizio ad una nuova fase della sua carriera, che pone le basi non solo sul miglior film del 2014, ma su un lavoro degno di essere discusso, criticato ed elaborato in tutte le sue chiavi.
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jules verne
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lunedì 17 novembre 2014
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sopravvalutato
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
Mi siace ma i Batman sono lontani anni luce, così come The Prestige.
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
Mi siace ma i Batman sono lontani anni luce, così come The Prestige. Memento bè, lasciamo stare...
Christopher, è solo una piccola caduta, resti comunque il n.1.
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[+] uffaaaaaaaaa
(di paulife)
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jules verne
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lunedì 17 novembre 2014
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sopravvalutato
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
Mi siace ma i Batman sono lontani anni luce, così come The Prestige.
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
Mi siace ma i Batman sono lontani anni luce, così come The Prestige. Memento bè, lasciamo stare...
Christopher, è solo una piccola caduta, resti comunque il n.1.
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myddr
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lunedì 17 novembre 2014
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sì, è sopravvalutato
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Recitazione degli attori? Ottima.
Musiche? Perfette, Hans Zimmer si conferma un genio.
Fotografia? Mhmmm. Normale, a volte non ha incontrato il mio gusto, ma accettabile.
Le tanto decantate meravigliose scene nello spazio, i campi lunghi... deludenti, ho visto di molto meglio. Era un film sullo spazio che non è riuscito a trasmettere la spettacolarità dell'ambientazione. I mondi visitati sono stati carini, ma nulla di innovativo. Il primo, il pianeta d'acqua, è molto simile a Solaris. Citazione? Sì, d'accordo, la cosa più interessante in Interstellar ad un certo punto è stata la caccia alle citazioni... tanto di tempo ce ne era da buttare, visto che le scene sono esageratamente lunghe. Capisco il volerle dilatare un po' per dare l'esasperazione dello spazio.
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Recitazione degli attori? Ottima.
Musiche? Perfette, Hans Zimmer si conferma un genio.
Fotografia? Mhmmm. Normale, a volte non ha incontrato il mio gusto, ma accettabile.
Le tanto decantate meravigliose scene nello spazio, i campi lunghi... deludenti, ho visto di molto meglio. Era un film sullo spazio che non è riuscito a trasmettere la spettacolarità dell'ambientazione. I mondi visitati sono stati carini, ma nulla di innovativo. Il primo, il pianeta d'acqua, è molto simile a Solaris. Citazione? Sì, d'accordo, la cosa più interessante in Interstellar ad un certo punto è stata la caccia alle citazioni... tanto di tempo ce ne era da buttare, visto che le scene sono esageratamente lunghe. Capisco il volerle dilatare un po' per dare l'esasperazione dello spazio... ma non è stato fatto in modo soddisfacente. Interstellar voleva essere uno sci-fi drammatico, perfetto, tuttavia il pathos si perde completamente proprio a causa del ritmo del tutto mancante. E non è che se il ritmo è "strano", allora è geniale o innovativo: tutto sta a come viene percepito. Mentre Nolan si dilunga in scene prive di dialoghi, il tuo cervello elabora cosa potrebbe succedere dopo... e nella miriade di possibilità che si pensano, una è sicuramente giusta.
Non è una pellicola che riesce nell'intento di appassionare e di catturare l'attenzione, anzi... raramente ho visto una sala così distratta e infastidita. L'ultima volta che ho visto gente uscire di sala è stato durante la proiezione di La Casa... ma lì era per il genere, il troppo sangue può infastidire.
Interstellar, invece, è risultato fastidioso perché noioso.
Riguardo alla sceneggiatura, oltretutto, c'è da dire che è lacunosa, in alcuni punti senza senso e non sfrutta appieno le potenzialità dei personaggi.
In sostanza, quasi tre ore di film sprecate. Aggiungiamoci che la fantascienza, proprio a causa della lunghezza, risulta annacquata... e si capisce perfettamente come, se fosse stato solo di due ore, sarebbe stato frenetico, ricco e appassionante. E tanto più drammatico. A quel punto avrei potuto accettarlo come "il film che ha riportato in auge la sci-fi nel 2014", frase sventolata da molti, ma che non ha il minimo riscontro. Tutto già scritto, tutto già visto: normale, il cinema, la letteratura, il videogioco (etc) vivono di cliché e rimandi, ma in questo caso non sono stati usati in modo degno o interessante. E avere la sensazione che Nolan citi continuamente Clarke... beh, magari all'inizio ti fa pure piacere, poi però inizi a farti qualche domanda e se la risposta circa l'uso degno o meno e il senso che ha tutto ciò è negativa, automanticamente diventa negativo anche l'impatto emotivo.
Mi spiace che per Nolan sia il secondo film un po' così, mi chiedo sinceramente cosa abbia intenzione di fare questo regista, che ai tempi di Inception e The Prestige era un ottimo artista.
Oltretutto, gli incassi parlano chiaro: enormi nella prima settimana, buoni in seguito. Il che significa che spentosi l'interesse iniziale, il passaparola non è stato granché positivo. Per un film così tanto pubblicizzato e osannato si sarebbe sperato molto di più, sia sul frangente tecnico, che su quello di riscontro economico.
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manum.93
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lunedì 17 novembre 2014
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mcconaughey non si smentisce... un film stellare!
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Un film come non se ne vedevano da anni.. Intraprendente , coraggioso, inaspettato! Nolan ha fatto un'altro capolavoro. Apprezzo il coraggio di aver lanciato un film sullo spazio dopo il successo di Gravity dell'anno precedente. Ma qui siamo ad altri livelli, la narrazione è intrecciata misteriosa ed avvincente! Un film imperdibile che farà strage di oscar!
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jules verne
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lunedì 17 novembre 2014
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sopravvalutato
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
Mi siace ma i Batman sono lontani anni luce, così come The Prestige.
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Premetto che adoro Nolan e che Memento è il film che preferisco in assoluto. Quindi è veramente a malincuore che dico, come detto anche da altri, che per me questo film è fortemente sopravvalutato.
Non critico la lentezza del film visto che preferisco concentrarmi sul messaggio che un film sa darmi e su come può anche stupirmi nel modo in cui riesce a trasmetterlo. Purtroppo in questo caso è proprio il messaggio di fondo che sembra mancare e il modo, seppur comunque elaborato e a tratti piacevole, sembra anch'esso alla fine zoppicare. Il risultato è chiaramente un film tutt'altro che memorabile.
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tatiana micaela truffa
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lunedì 17 novembre 2014
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trattenendo il respiro
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Intrstellar coinvolge lo spettatore dall'inizio alla fine, in un turbinio di viaggi spaziali, sentimenti ed interrogativi esistenziali.
Effetti speciali impeccabli, recitazione sublime, ma è la storia in sé a non deludere neppure per un istante, con continui colpi di scena.
L'ingeniere vedovo Cooper, mente brillante col sogno dello spazio, ma costretto a ripiegare la sua vita nell'ambito dell'agricoltura, in un pianeta che sta giorno dopo giorno morendo, verrà un giorno - grazie all'intuito della figlia - posto di fronte ad un bivio: stare accanto ai suoi figli, per combattere la fine del mondo, oppure partire per un viaggio rischiosissimo nello spazio, col fine di salvare l'intera umanità.
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Intrstellar coinvolge lo spettatore dall'inizio alla fine, in un turbinio di viaggi spaziali, sentimenti ed interrogativi esistenziali.
Effetti speciali impeccabli, recitazione sublime, ma è la storia in sé a non deludere neppure per un istante, con continui colpi di scena.
L'ingeniere vedovo Cooper, mente brillante col sogno dello spazio, ma costretto a ripiegare la sua vita nell'ambito dell'agricoltura, in un pianeta che sta giorno dopo giorno morendo, verrà un giorno - grazie all'intuito della figlia - posto di fronte ad un bivio: stare accanto ai suoi figli, per combattere la fine del mondo, oppure partire per un viaggio rischiosissimo nello spazio, col fine di salvare l'intera umanità.
Ma fuori dalla nostra Galassia tutto cambia, a partire dal Tempo: risorsa così preziosa che troppo spesso sottovalutiamo.
Fra formule scientifiche gravitazionali, teoria della relatività... Sorge un altro quesito: l'amore, è una forza quantificabile, in grado di travalicare le barriere del tempo e dello spazio?
Assolutamente da vedere. Più di due ore e mezza ad agitarsi sulla poltrona, in pena per la sorte dei protagonisti e dell'Umanità (conta più l'individuo, o l'Umanità?) per assaporare un futuro totalmente diverso da quelli che sin qui la cinematografia ci ha proposto.
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