Diva Futura

Film 2024 | Drammatico, V.M. 14 120 min.

Anno2024
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata120 minuti
Regia diGiulia Steigerwalt
AttoriPietro Castellitto, Barbara Ronchi, Denise Capezza, Davide Iachini, Marco Iermanò Tesa Litvan, Beatrice Puccilli, Paolo Ricci (II), Fulvio Calderoni.
Uscitagiovedì 6 febbraio 2025
TagDa vedere 2024
DistribuzionePiperFilm
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,93 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giulia Steigerwalt. Un film Da vedere 2024 con Pietro Castellitto, Barbara Ronchi, Denise Capezza, Davide Iachini, Marco Iermanò. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2024, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2025 distribuito da PiperFilm. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,93 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 10 febbraio 2025

Ambientato negli anni '80 -'90 il film racconta la storia dell'agenzia di casting e produzione "Diva Futura" fondata nel 1983 da Riccardo Schicchi e Ilona Staller. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Diva Futura ha incassato 170 mila euro .

Consigliato sì!
2,93/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,63
PUBBLICO 2,65
CONSIGLIATO SÌ
Colori sgargianti e fotografia luminosa per un'opera che racconta la misoginia attraverso un'icona di seduzione.
Recensione di Paola Casella
lunedì 20 gennaio 2025
Recensione di Paola Casella
lunedì 20 gennaio 2025

Dopo la presentazione del film in Concorso alla 81esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, l'opera è stata interamente rimontata. Di seguito la recensione della nuova versione del film, in sala dal 6 febbraio 2025.

1994: Nasce Diva Futura, "la prima agenzia italiana di talenti destinati al porno" fondata da Riccardo Schicchi, della quale avrebbero fatto parte le prime pornodive italiane Ilona Staller, Moana Pozzi ed Eva Henger, legate anche sentimentalmente a Schicchi. Il film che porta il nome della pornofactory racconta questi personaggi più la segretaria Debora Attanasio, autrice del libro "Non dite alla mamma che faccio la segretaria" sul quale si basa la sceneggiatura del film scritto e diretto da Giulia Steigerwalt.

Diva Futura si innesta in un sottofilone cinematografico dedicato all'industria del porno della quale fanno parte capolavori come Larry Flynt - Oltre lo scandalo e Boogie Nights, la serie Supersex e la cinematografia di Sean Baker.

Ma aggiunge un twist profondamente italiano nel raccontare l'ipocrisia di una società maschilista senza la quale la pornografia non esisterebbe, come dirà Eva Henger, guardando in camera, cioè parlando a tutti noi.

Diva Futura non affonda la lama nella dark side dell'industria come ha fatto il recente Pleasure di Ninja Thyberg, ma è attraversato da una corrente malinconica che sembra essere la cifra stilistica della Steigerwalt, già ben presente nel suo film d'esordio Settembre.

Ma emerge anche una linea narrativa più fortemente identitaria, che mette a confronto la tenerezza (di alcuni) con la crudeltà (di molti), e che separa gli uomini che amano le donne (anche quando ne sfruttano l'avvenenza a fini commerciali) da quelli che le denigrano. Fra questi ultimi ci sono non solo produttori senza scrupoli e registi col pelo sullo stomaco (in un contesto in cui le battute "spiritose" sui peli femminili si sprecano) ma anche intellettuali, giornalisti e assortita "brava gente".

Il parente più stretto di Diva Futura potrebbe essere Blonde nella volontà di raccontare un sottomondo misogino attraverso un'icona cinematografica simbolo di seduzione. Questa linea narrativa è più facilmente estendibile all'intero genere umano di quella che mette a confronto la "libertà" di Schicchi con l'ipocrisia italiana a livello governativo, di cui la folkloristica Cicciolina in Parlamento e Moana Pozzi, intenzionata invece a fare politica sul serio e dunque accolta da ripetute sconfitte elettorali, sono cartine di tornasole.

Diva Futura fa surfing fra i generi, come consuetudine della casa di produzione Groenlandia, passando dal camp al melodramma, dal burlesque al politico. Le figure che emergono, anche grazie ai loro interpreti, sono Riccardo Schicchi ed Eva Henger (Pietro Castellitto e la bravissima attrice croata Tesa Litvan, già vista in Settembre), che incarnano un senso-base di umana decenza all'interno di un ambiente strutturalmente impuro. "Noi siamo amorali, non immorali", dice Schicchi, il che è una chiave di lettura anche del film di Steigerwalt, che non dà giudizi nel raccontare il modo in cui in Italia si possa diventare agenti reagenti del moralismo dominante semplicemente scostandosi dalle aspettative sociali. Forse proprio per questo funziona meno il personaggio di Debora (Barbara Ronchi), che dovrebbe rappresentare "la moralità catapultata in un mondo di eccessi", e invece risulta irritante nella sua ostinata inconsapevolezza.

Steigerwalt non rinuncia alle contraddizioni all'interno dei suoi protagonisti, accennando anche al dubbio di Henger di "aver creato quella roba là", ovvero le devastanti ricadute del porno sull'immaginario maschile a rischio di derive inarginabili. Ma il punto di vista della regista diventa soprattutto evidente nelle inquadrature dei corpi femminili prive di malizia, contrapposte allo sguardo lascivo dei frequentatori degli strip club e dei cinema porno: triste umanità sformata e furtiva, pronta a salire sullo scranno del comune senso del pudore. Quella "umanità" che ha impedito alle porno star di "fare altro", perché l'aver usato il corpo per solleticare "le turbe reali dei maschi peggiori" rischiava di portare allo scoperto perversioni da lasciare segrete. E la tenerezza per questi "uomini malandati" è esattamente ciò che impedirà alle "peccatrici" di ricambiare a dovere la loro crudeltà.

Le protagoniste di Diva Futura non vogliono essere sottovalutate, insistono per farsi prendere seriamente in quanto teste pensanti, non solo corpi seducenti. Ed evidenziano il cuore delle questioni, laddove gli uomini intorno a loro guardano al dito (accusatore) invece che alla luna. Allo stesso modo Giulia Steigerwalt si pone come un'autrice con cui fare i conti perché mette in "bella" mostra lo squallore di quell'humus che "fa sempre vincere gli istinti peggiori", e ne sottolinea la pochezza più ancora che l'iniquità. Poco importa se lo fa con i colori sgargianti e la fotografia luminosa di Vladan Radovic, o l'accompagnamento delle musiche ispirate di Michele Braga, perché la sporcizia che sta sotto al tappeto, quando emerge, fa ribrezzo, e costringe a riflettere.

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Le grandi doti della regista e l'ottimo cast si perdono in un'opera poco coesa per il grande schermo.
Paola Casella
mercoledì 4 settembre 2024

Recensione della versione del film presentata in Concorso alla 81esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Anni '80-'90. Chi era veramente Riccardo Schicchi, il leggendario produttore, regista e fotografo del porno fondatore dell'agenzia Diva Futura? E chi erano i pianeti, rigorosamente femminili, nella sua galassia, da Ilona Staller a Moana Pozzi a Eva Henger, fino alla fedele segretaria factotum Debora Attanasio?

È la domanda cui vuole dare risposta Diva Futura, opera seconda della regista e sceneggiatrice Giulia Steigerwalt.

Il film vede Pietro Castellitto nei panni di Schicchi e Tesa Litvan in quelli della moglie Eva Henger, Barbara Ronchi nel ruolo di Debora Attanasio, sul cui libro "Non dite alla mamma che faccio la segretaria. Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell'hard", è basata la sceneggiatura di Steigerwalt, e infine Denise Capezza come Moana e Lidija Kordic come Cicciolina.

Il mondo del porno è stato di ispirazione per alcuni film d'autore internazionali, da Larry Flynt - Oltre lo scandalo a Boogie Nights fino ai recenti Red Rocket e Pleasure, nonché per la serie Netflix Supersex codiretta da Matteo Rovere, che con la sua Groenlandia produce anche Diva Futura, e quest'ultima forse costituisce parte del problema che riguarda il film di Steigerwalt.

Per scansione drammaturgica Diva Futura appare infatti più come una serie da piattaforma divisa in puntate, ognuna dedicata a uno dei personaggi della storia, che come un'opera coesa per il grande schermo, è non diventa mai né corale né multifocale.

Il punto di vista, teoricamente quello di Attanasio, cambia continuamente e i ritratti dei vari personaggi proseguono su binari paralleli invece di integrarsi in una narrazione compatta e nell'individuazione di un filo rosso comune che vada al di là di alcuni temi più enunciati che approfonditi, come l'ipocrisia della società italiana nei confronti dell'industria del porno e il tentativo di Schicchi di "rivoluzionare il costume alla luce del sole".

È un vero peccato perché con Settembre, la sua opera prima da regista, Giulia Steigerwalt aveva rivelato una voce autoriale davvero personale e interessante per sottrazione, malinconia e delicatezza di quello sguardo che avrebbe potuto essere applicato anche a questo mondo in modo davvero originale, al netto del look sopra le righe della messinscena, imprescindibile dato il contesto che racconta.

Invece in Diva Futura le sfumature e le connessioni più sottili si perdono in una messinscena rimarcata, spezzettata e a volte strillata che non sembra corrispondere alla cifra autoriale della regista e sceneggiatrice, cifra che emerge solo qua e là, ad esempio nei dialoghi sovrapposti fra Riccardo ed Eva. Peccato, perché uno sguardo femminile sull'industria del porno, già molto apprezzabile in Pleasure di Ninja Thyberg, sarebbe utile e necessario.

Peccato infine anche perché Steigerwalt ha scelto gli attori perfetti per almeno due ruoli, quello di Riccardo Scicchi, interpretato da Pietro Castellitto con la giusta dose di ingenuità, goffaggine e insopprimibile buonumore, e quello di Eva Henger, grazie al quale l'attrice croata Tesa Litvan, già vista in Settembre, emerge come una vera star, evidentemente ben guidata dalla regista che ha a sua volta un background recitativo.

Aspettiamo di rivedere le grandi doti di Steigerwalt in un'opera terza che le metta a frutto in maniera più coerente e meno improntata allo stile di una factory come Groenlandia, geniale nel rivoluzionare il cinema e la televisione italiani, ma a rischio di diventare un marchio di fabbrica a scapito dell'individualità dei suoi autori.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 27 maggio 2025
JonnyLogan

Dopo SuperSex(id.; 2024), serie che fece parzialmente storcere alcune bocche benpensanti, per via del tema trattato, anche solo in termini meramente biografici, si torna nuovamente sul terreno scivoloso del mondo dell’hard, ma questa volta senza particolari licenze letterarie, ma ancorando la sceneggiatura al romanzo autobiografico: Non dite alla mamma che faccio la segretaria.

Frasi
"Noi siamo amorali, non immorali"
Riccardo Schicchi (Pietro Castellitto)
dal film Diva Futura - a cura di Gi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 14 febbraio 2025
Pietro Diomede
ItaliaOggi

Dopo «Diva Futura», sua opera seconda, possiamo tranquillamente dire che il cinema italiano ha quella regista donna, quello sguardo femminile che tanto mancava. Giulia Louise Steigerwalt, sceneggiatrice di ferro, adesso dimostra mano saldissima anche dietro la macchina da presa, e racconta la storia della famosa agenzia fondata da Riccardo Schicchi, diventato il simbolo del cinema porno italiano degli [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 14 gennaio 2025
 

Il film di Giulia Steigerwalt sull'agenzia "Diva Futura" fondata nel 1983 da Riccardo Schicchi e Ilona Staller. Dal 6 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

GALLERY
giovedì 5 settembre 2024
 

Accompagnata da Joaquin Phoenix, la star ha presentato con successo Joker: folie à deux. Sul red carpet anche Pietro Castellitto per Diva Futura. Oggi arriva IdduVai alla gallery » 

TRAILER
mercoledì 4 settembre 2024
 

Regia di Giulia Steigerwalt. Un film con Pietro Castellitto, Denise Capezza, Barbara Ronchi, Tesa Litvan, Beatrice Puccilli. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
mercoledì 4 settembre 2024
Paola Casella

Le grandi doti della regista e le ottime scelte di cast si perdono in un'opera poco coesa per il grande schermo. In concorso. Vai all'articolo »

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