Mostra del Cinema di Venezia 2026 i film documentari
83. Mostra del Cinema di Venezia, il programma dei 31 film genere documentario. Venezia - 2/12 settembre 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un ritratto di Renzo Rosso, fondatore di Diesel. Espandi ▽
Documentario dedicato a Renzo Rosso, il fondatore di Diesel. Sarà il primo lungometraggio italiano documentario interamente lavorato in intelligenza artificiale. Recensione ❯
Vita ed opere di Nino Rota: ritratto cinematografico che nei modi di un racconto libero cerca di rivelare i nessi, privati e di senso, della vita del grande compositore del secolo scorso. Espandi ▽
Un ritratto di Nino Rota. Fotografie e materiali d'archivio vengono reinventati e messi in relazione con gli interventi degli intervistati, tra cui il regista Park Chan-Wook, il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat e Caterina D'Amico, testimone in prima persona dell'amicizia tra Nino e sua madre Suso, la più grande sceneggiatrice italiana. Recensione ❯
In un cantiere nel Maine, artigiani costruiscono una barca a vela: tra lavoro e natura, il film riflette su attenzione, legami e senso del fare. Espandi ▽
In un complesso di edifici in un remoto porto del Maine, una sessantina di artigiani piega assi di legno attorno a una struttura, esegue tagli perfetti e leviga i bordi fino a ottenere giunture impeccabili: processi che danno vita alle straordinarie imbarcazioni in legno del Brooklin Boat Yard. Questi maestri d'ascia sono tra i migliori al mondo, ma anche amici, padri e mariti nella comunità unita di Brooklin. Nell'arco di quattro stagioni, Lorentzen li segue nella meticolosa costruzione di una barca a vela di 56 piedi. Intrecciando i ritmi del cantiere con quelli della natura circostante, il film riflette sulla natura dell'attenzione e sul significato che nasce dal dedicarsi profondamente a ciò che facciamo, alle persone che ci circondano e ai luoghi che abitiamo. Recensione ❯
Il terzo saggio cinematografico e psicanalitico con Slavoj Zizek. Espandi ▽
È il terzo capitolo della celebre serie di saggi cinematografici e psicoanalitici iniziata con The Pervert's Guide to Cinema (2006) e proseguita con The Pervert's Guide to Ideology (2012) con Slavoj Zizek. Recensione ❯
Seijun Suzuki è noto soprattutto come regista di film crime e d'azione, la cui visione iconoclasta negli anni Sessanta ha dato vita a opere divenute classici, tra cui Tokyo Drifter e il capolavoro Branded to Kill. Non può essere ridotto alla semplice etichetta di autore "cult": Suzuki è un autentico creatore di forme, un visionario e una figura di riferimento spirituale per molti cineasti che rendono omaggio al suo lavoro. Questo documentario esplora il mondo pop, libero e violento di un regista a lungo sottovalutato. Recensione ❯
Tre storie intrecciate a New York: rider e corrieri lottano per salari equi e migliori condizioni di lavoro. Espandi ▽
Tre storie di lavoro, separate ma intrecciate, a New York e dintorni: protagonisti i rider e i corrieri di Amazon, UPS e delle app di food delivery, uniti nella lotta per salari più equi e condizioni di lavoro dignitose. Recensione ❯
Un documentario ibrido che utilizza anche l'AI per immaginare il futuro. Espandi ▽
Salomé rivisita decenni di video di famiglia nel tentativo di comprendere la tristezza
della madre. Durante la sua ricerca, scopre un passato segnato dallo sfruttamento
e dalla violenza nella storia della Colombia e dell'America Latina. Utilizzando
l'intelligenza artificiale per cercare di immaginare un mondo meno terribile, Salomé
si renderà conto di quanto più facile sia concepire la fine del mondo rispetto alla fine
del capitalismo. Recensione ❯
Un racconto inedito del popolo Sahrawi, sospeso da decenni in una condizione di attesa, tra esilio e speranza di tornare nella propria terra. Espandi ▽
Un ritratto storico e politico in cui epoche diverse si confrontano e si richiamano, e con questa sua costruzione quasi fiabesca sa parlare a spettatori di ogni età, raccontando di un potere arrogante che continua a privare un'intera popolazione dei suoi diritti in modo violento, arbitrario, forte del supporto di altre forze politiche, nel silenzio della comunità internazionale. Una dinamica che tristemente sembra dilagare nel nostro mondo, e per questo crediamo che sia un film necessario non solo per i Sahrawi, ma per tutti i popoli che in questo momento sono oppressi e schiacciati. Recensione ❯
Attraverso materiale d'archivio inedito, fotografie e la voce della stessa Lonzi, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato. Espandi ▽
Un progetto che va oltre il racconto biografico della celebre critica d'arte, filosofa e teorica del femminismo italiano, e che mostra accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, punto di riferimento di artisti e pensatori, anche quella privata, più affascinante e contraddittoria, restituendo un ritratto puntuale e allo stesso tempo empatico di una delle donne che più ha influenzato non solo le basi, ma anche il linguaggio del femminismo e dell'autocoscienza delle donne. Recensione ❯
Dopo che un incidente ha causato all'attore Fatsah Bouyahmed una perdita di memoria, filmati d'archivio inediti provenienti da Aubervilliers - il complesso residenziale alla periferia di Parigi dove è cresciuto - iniziano a ricollegarlo sia al suo passato personale sia alla memoria collettiva della sua comunità. Girate negli anni '80 durante un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, le immagini ritraggono un quartiere impegnato a migliorare le proprie condizioni di vita e a immaginare un futuro migliore. Mentre Fatsah rivede quei filmati quarant'anni dopo, riaffiorano i ricordi della famiglia, dell'amicizia, della musica e della vita quotidiana, insieme alle tensioni sociali dell'epoca: l'ascesa del razzismo, la disuguaglianza e l'esclusione. Muovendosi tra passato e presente, «Auber89» rivisita un fugace momento di speranza prima che la disillusione ridisegnasse la periferia parigina, mentre le texture della televisione e delle videocassette VHS radicano la storia nel mondo sensoriale degli anni '80. Recensione ❯
L'una presta servizio allo Sportello d'Ascolto Cittadino Municipale di Roma Capitale. L'altra al Consultorio di
Logopedia Ambulatoriale di Napoli. La prima ascolta, l'altra prova a far parlare. Entrambe lavorano con la
parola. Per entrambe è vicina la pensione, inizio di una lunga Domenica, al posto di giorni feriali, cartellini
timbrati, dentro uffici e stanze chiuse. Cosa è stata nella loro vita la Domenica settimanale? Se non uno
spazio aperto di vero lavoro creativo, libero dall'improduttività impiegatizia? Se non il tempo di un ascolto
attivo, di quartiere, uno stare insieme fuori orario, fuori agenda, campo di ipotesi e possibilità, fuori
dall'addomesticamento e addormentamento a reddito e dai limiti dei suoi obiettivi? In un confronto tra
Domenica attiva, volontaria e Domenica passiva, coatta, tra chi ha vissuto prima e chi dopo la Domenica
della Storia italiana, questo film cerca di parlare tutte le lingue della Domenica. Recensione ❯
Fernanda Wittgens entra a Brera nel 1928 e in pochi anni diventa direttrice della Pinacoteca. Coraggiosa e
visionaria, durante la guerra salva le opere d'arte dai bombardamenti, aiuta perseguitati politici e famiglie
ebree a fuggire dal regime e, per il suo impegno antifascista, viene incarcerata. Dopo la Liberazione
ricostruisce Brera e difende un'idea di museo aperto e accessibile a tutti. Nonostante il valore pionieristico
della sua opera, dopo la morte viene dimenticata. Da questa assenza nasce il dispositivo del film: attraverso
l'attrice Sara Drago, che dà voce e corpo alle sue lettere, e la storica dell'arte Giovanna Ginex, i registi
costruiscono uno spazio collaborativo in cui memoria, interpretazione e presente si intrecciano. Fernanda,
pur invisibile, diventa una presenza viva. Recensione ❯
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