Festival internazionale del cinema di Berlino 2026
76 Festival internazionale del cinema di Berlino, il programma dei 140 film. Berlino - 12/22 febbraio 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Nel febbraio del 1993 Herzog è in Siberia per indagare la spiritualità del popolo russo. In un film diviso in capitoli, vediamo forme diverse di sciamanesimo, credenze popolari e superstizioni, ascoltiamo le parole di un predicatore dell'energia cosmica, di un guaritore con acque sacre, assistiamo alle cerimonie religiose nelle chiese e alle prediche di un giovane che dice di essere il nuovo Gesù. Infine, un personaggio poetico e senza tempo fa risuonare le "sue" campane come fossero uno strumento. Si racconta anche della leggenda della città di Kither, sistematicamente rasa al suolo dai Tartari e dagli Unni: i suoi abitanti invocarono la protezione di Dio e questi inviò un arcangelo che spostò la città in fondo a un lago, dove la gente ha trovato finalmente la pace, cantando inni e suonando le campane della cattedrale. Il documentario fa parte di una serie di sei film diretti da Godard, Wertmuller, Bogdanovich, Obayashi e Russell. Recensione ❯
Un giorno nella vita di Austin, in Texas, mentre la telecamera si sposta da un posto all'altro e offre un breve sguardo sugli istruiti, gli emarginati, gli stravaganti e gli eccentrici. Recensione ❯
Ben, alcolizzato quasi terminale, giustamente licenziato, va a Las Vegas per suicidarsi con l'alcol. Incontra Sara, prostituta disperata e masochista.... Espandi ▽
Ben, alcolizzato quasi terminale, giustamente licenziato, va a Las Vegas per suicidarsi con l'alcol. Incontra Sara, prostituta disperata e masochista. Le loro miserie sono un ottimo collante. Si frequentano, si sostengono, stanno male insieme. Recensione ❯
Tre esperti guerrieri, per ragioni diverse, indagano su una misteriosa epidemia che sta sterminando gli abitanti del villaggio di Shimoda e sull'eccidio di un gruppo di valorosi ninja. Alla base potrebbe esserci un complotto per rovesciare i Tokugawa. Un turbinio di duelli, inseguimenti, sospetti, morte e passioni che coinvolgono guerrieri dai poteri straordinari. Recensione ❯
Un film sulla psicanalisi. Un professore di chimica si mette sotto analisi dopo aver sognato di uccidere la moglie. Espandi ▽
Un film sulla psicanalisi. Un professore di chimica si mette sotto analisi dopo aver sognato di uccidere la moglie. Ciò che lo ha spinto è la gelosia per l'arrivo di un cugino dall'India. Verrà guarito. Recensione ❯
Uno degli esempi più sorprendenti e bizzarri di commistione tra thriller, fantascienza e psichedelia prodotto dal cinema sovietico degli anni '70. Espandi ▽
Quando l'ufficiale di polizia Glebsky si prepara a passare una notte tranquilla in un hotel tra le montagne innevate, non sa che incontrerà alcuni ospiti decisamente stravaganti. Alcuni di loro si comportano in modo molto sospetto e una paura angosciosa sembra nascondersi dietro la loro apparente vivacità. Cosa c'è che non va in loro? E quali segreti nasconde il direttore dell'albergo? Basato sul romanzo omonimo di Arkady and Boris Strugatsky, è considerato un film di culto. uno degli esempi più sorprendenti e bizzarri di commistione tra thriller, fantascienza e psichedelia prodotto dal cinema sovietico degli anni '70. Recensione ❯
Catak si insinua nella coscienza dei suoi personaggi, rivelandone ambiguità morali e passi falsi comportamentali. Drammatico, Germania, Turchia, Francia2026. Durata 127 Minuti.
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale. Recensione ❯
Una famiglia alle prese con malattie genetiche vive in una tenuta di campagna. Il dramma personale si sviluppa tra loro in questo ritratto intimo. Espandi ▽
Una ricchissima ma disfunzionale famiglia americana si trasferisce in Spagna, non lontano da Barcellona, in una villa isolata immersa nella natura. I quattro figli adulti, Jack, Ed, Anna e Robert, portano le cicatrici di un contesto familiare manipolativo, torbido e pieno di segreti, eppure non fanno nulla per lasciarlo, assuefatti al denaro e ai vestiti firmati in un paradiso di sterile opulenza, mentre il padre cieco ha da poco perso sua moglie. Quando il primogenito Jack presenta agli altri la sua fidanzata, Martha, con la quale sta progettando di andare a convivere, gli equilibri fraterni vengono alterati in modo irreversibile.
Il film è una rivisitazione dell'esordio sferzante e iper-specifico con cui Marco Bellocchio si presentò sulle scene ormai cinquant'anni fa.
Se il capolavoro del 1965 di Bellocchio colpiva dal basso e centrava bersagli grossi (la sacralità della famiglia italiana, il conflitto generazionale, il tumulto politico all'orizzonte) qui non c'è distanza alcuna tra il milieu perverso del privilegio e la brand ambassadorship di se stesso che gli torna riflessa dallo specchio. Recensione ❯
La diva Sandra Hüller incontra il cinema brutale di Markus Schleinzer in uno studio antropologico senza compromessi. Drammatico, Austria, Germania2026. Durata 94 Minuti.
All'inizio del XVII secolo, una donna, travestita da soldato, arriva in un villaggio in Germania sostenendo di essere l'erede di una fattoria abbandonata. Espandi ▽
Nella Germania del diciassettesimo secolo, una donna si spaccia per uomo e combatte come soldato nella guerra dei trent'anni. Deposte le armi si presenta in un villaggio protestante per riscuotere un titolo che la rende proprietaria di una fattoria. Ignare di non avere di fronte un uomo, le autorità locali integrano la nuova arrivata nei rigidi costumi e leggi del posto. Non nuova alla reinvenzione di se stessa, Rose si adatta al ruolo di contadina e cerca anche di espandersi, arrivando a prendere in moglie la figlia di un vicino in cambio dello sfruttamento di un terreno. Ma l'inganno precario della donna non può reggere allo scrutinio insistito da parte della comunità.
Sandra Huller, ormai diva poliedrica che sa attraversare ogni genere e latitudine, incontra il cinema linearmente brutale di Markus Schleinzer in uno studio antropologico senza fronzoli e senza compromessi.
Se Angelo era basato su un personaggio realmente vissuto, Rose fa riferimento a casi autentici e documentati di donne che attraverso la storia si fanno passare per uomini, e mescola brillantemente le specificità di genere con un discorso più ampio sull'identità umana e quanto sia malleabile. Recensione ❯
Tremendamente efficace, una potente esplorazione del trauma infantile. Che ci fa immedesimare nella piccola protagonista. Drammatico, Thriller - USA2026. Durata 114 Minuti.
Il film esplora il trauma infantile e le dinamiche familiari sotto pressione. Espandi ▽
Durante una corsa mattutina nel parco, una bambina di otto anni sfugge all'attenzione del padre Damien quel tanto che basta per ritrovarsi da sola di fronte a dei bagni pubblici, dove assiste a una violenta scena di stupro. Nei giorni successivi la bambina inizia a mostrare segni di disagio e paura, oltre ad avere visioni dell'uomo che la accompagna ovunque vada. Mentre i genitori, ognuno a suo modo, cercano di aiutarla a processare quanto accaduto, diventa chiaro che Josephine è l'unica testimone che può identificare il responsabile e dovrà apparire in tribunale.
Potente e dettagliata esplorazione del trauma infantile, la seconda regia della statunitense Beth de Araújo segue un percorso lineare nell'analizzare il rapporto tra una bambina e i suoi genitori in seguito a un evento sconvolgente.
Sempre in bilico tra lucido naturalismo e una stilizzazione elegante, la macchina da presa lavora fluidamente e costruisce una tensione autentica, con uno sbocco in aula di tribunale che ingigantisce le familiari convenzioni da legal drama e le fa vivere allo spettatore come se lui stesso avesse otto anni e fosse costretto alla sbarra. Recensione ❯
Dopo la riabilitazione, una donna torna alla casa sulla spiaggia della sua famiglia, riadattandosi alla sua vecchia vita senza la carriera che le ha dato l'identità. Affronta il prossimo capitolo, costretta a voltare pagina. Espandi ▽
Figlia di un famoso ballerino ed erede della sua compagnia di danza, Laura fatica a elaborare gli abusi ricevuti dal padre e a mantenere un rapporto equilibrato con la sua famiglia, composta dal marito Martin, dalla figlia adolescente Josie e dal piccolo Felix. Laura, che negli anni ha sviluppato un problema di alcolismo, si decide a provare la strada del rehab in seguito a un incidente d'auto da lei causato in cui ha rischiato la vita anche Felix. Dopo sei mesi la donna fa ritorno nella grande villa appartenuta al padre, nel meraviglioso contesto marino di Cape Cod, ma oltre al suo trauma c'è da ricostruire un rapporto con l'intera famiglia e decidere finalmente le sorti di un business in pericolo.
Ritratto intimista al femminile che scava nel privilegio materiale per indagare i traumi personali e familiari di una donna al bivio, At the sea è la seconda opera in lingua inglese del regista ungherese Kornél Mundruczó dopo Pieces of a woman. Recensione ❯
Un musicista blues che vive in un mondo fatto di dischi, libri e vecchi video, simboli di una vita passata. Espandi ▽
Al Cook è un musicista blues avanti con gli anni che vive da solo a Vienna in un appartamento pieno di libri, dischi e videocassette, eppure irrimediabilmente vuoto, anche sotto le feste. Dopo aver perso sua moglie e molti dei suoi amici, adesso minacciano di demolirgli casa. Lui ci è cresciuto, non intende abbandonarla, rifiuta di andarsene anche quando gli tolgono energia elettrica e acqua. A un certo punto però dovrà confrontarsi con la realtà, fare i conti con il passato e con gli oggetti che lo ricordano e iniziare a vivere il presente, recuperando magari quel sogno abbandonato di partire per l'America.
È il ritratto della solitudine di chi vive ancorato al passato e ai suoi ricordi, The Loneliest Man in Town.
Lo sguardo che i registi hanno sul loro protagonista è amorevole, ne raccontano le (dis)avventure seguendo un filo di ironia tragicomica sul reale funzionale ad alleggerire un'opera incentrata sul rapporto tra memoria e cambiamento. Un umorismo sottile, tra il buffo e il disperato, che ricorda a tratti il cinema di Kaurismäki. Recensione ❯
Un dramma familiare sulla difficoltà di scegliere per la sorte di chi amiamo. Potente, disarmante e con attori straordinari. Drammatico, 2026. Durata 121 Minuti.
La demenza compromette la capacità di un'anziana donna di comunicare la sua vita interiore. Sua figlia farà ritorno a Londra per assisterla. Espandi ▽
Amanda torna a casa e sorprende sua madre e suo patrigno a fare sesso. Si indigna, perché sua madre soffre di demenza, e decide di denunciare il suo patrigno. Scattano le indagini, nel frattempo Amanda riesce a ottenere che sua madre sia accolta in una casa di riposo. Lì si accorgerà che è sua madre a cercare in ogni modo il marito e quest'ultimo, con una tenerezza indicibile, si prende pazientemente cura di lei ogni giorno, assecondando ogni suo desiderio fino alla fine. Intanto Sara, la figlia di Amanda, scopre il suo primo amore.
È un toccante dramma familiare sulle scelte più difficili da prendere nei confronti di chi amiamo, Queen at Sea. Lance Hammer torna alla regia dopo 18 anni non per firmare un compassionevole film a tesi, ma un'opera profonda e commovente attraversata da inquieti interrogativi con al centro una figlia che non sa come gestire la demenza di sua madre.
Juliette Binoche, che firma una performance magistrale, porta sullo schermo il tormento di chi per troppo amore rischia di sbagliare. Recensione ❯