Tra le novità si segnala il primo attore nero gay candidato come miglior protagonista in una serie drammatica: Billy Porter per Pose di Ryan Murphy, che già era stato nominato anche ai Golden Globe. Per la prima volta arriva poi alle nomination degli Emmy anche la comedy canadese giunta alla quinta stagione Schitt's Creek e se poi Black Mirror candidato tra i tv-movie non è una novità, lo è sicuramente il fatto che Bandersnatch sia un audiovisivo interattivo. L'episodio però ha diviso critica e pubblico e se la dovrà vedere contro Brexit con Cumberbatch, contro King Lear con Anthony Hopkins e forse soprattutto contro il film conclusivo della serie Deadwood, che potrebbe essere il canto del cigno di uno dei più grandi autori della Tv americana, David Milch, che recentemente ha rivelato di essere vittima del morbo di Alzheimer.
Nell'improba impresa di arginare l'apoteosi del Il Trono di Spade come miglior serie drammatica, la categoria tradizionalmente più prestigiosa, troviamo Better Call Saul, Killing Eve (guarda la video recensione), Bodyguard, Ozark, Pose, This Is Us e Succession. Tutti titoli infinitamente meno popolari e che già in passato hanno perso contro il Trono, con l'eccezione delle new entry Pose, Bodyguard e Succession, dove quest'ultima è quella più credibile dal punto di vista critico ma manterrebbe il premio in famiglia, visto che si tratta sempre di una serie HBO. Molto più difficile fare pronostici sulle altre categorie, dove per altro rispunta True Detective che ha avuto 9 nomination e in particolare quella per Mahershala Ali come attore protagonista.
Si sono ritrovati invece senza nomination i premi Oscar Julia Roberts per Homecoming e George Clooney per Catch-22, entrambe serie senza alcuna candidatura, e sono rimasti a bocca asciutta anche la conclusione di Big Bang Theory e Ricky Gervais, in anni passati molto spesso candidato ma con in mano un pugno di mosche per la sua After Life.
Se nel 2019 HBO ha (ri)conquistato il primato, rimane da vedere come se la caverà l'anno prossimo senza più cavalli da battaglia come Il trono di spade e Veep, oltre che contro avversari sempre più agguerriti anche negli investimenti pubblicitari. Lo scontro per gli Emmy è ormai durissimo e quest'anno ai circa 24mila giurati era stato chiesto di scegliere tra ben 270 titoli: inevitabile che a guidarli siano state anche le campagne promozionali dei network, sebbene va riconosciuto che il tasso di novità sia più alto che in passato, a riprova che anche una macchina elefantiaca come gli Emmy si fa più reattiva al vulcanico momento che vivono le serie Tv.