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mercoledì 25 maggio 2016

Benedict Cumberbatch

Uno Sherlock Holmes in abiti moderni

Nome: Benedict Timothy Carlton Cumberbatch
39 anni, 19 Luglio 1976 (Cancro), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
"Anche un orologio fermo, segna l'ora esatta due volte al giorno"
dal film The Imitation Game (2014) Benedict Cumberbatch è Alan Turing
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Benedict Cumberbatch
Golden Globes 2015
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

BAFTA 2015
Nomination miglior attore per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

Premio Oscar 2015
Nomination miglior attore per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

CCTA 2012
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Sherlock di Paul McGuigan

Emmy Awards 2012
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Sherlock di Paul McGuigan



Ne L'abominevole sposa Cumberbatch e Freeman abbandonano pc e sms per indossare i caratteristici abiti vittoriani.

Sherlock, il mito tra tradizione e modernità

martedì 12 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

Sherlock, il mito tra tradizione e modernità L'ennesimo capitolo, l'ennesima contaminazione dell'opera di Conan Doyle è questo Sherlock: L'abominevole sposa che presenta come modello Benedict Cumberbatch, un tipo forte. Si può partire da lui: nell'era recente si è fatto notare con due ruoli che hanno lasciato il segno: in Il quinto potere dove dava corpo e volto a Julian Assange il fondatore di WikiLeaks, l'uomo che sconvolse la comunicazione web; e in The Imitation Game nel ruolo di Alan Turing, il matematico che decriptò l'"Enigma", la macchina che conteneva i codici segreti nazisti. A posteriori emerse che Turing aveva abbreviato la guerra di almeno un anno, salvando milioni di persone. Ruoli "informatici" decisivi ed eclatanti dunque. Tutta acqua al mulino della popolarità. Ma c'è molto di più: c'è l'Holmes al quale l'attore ha dato vita nella serie televisiva Sherlock. Una rivisitazione interessante, non c'è dubbio. Ma mi concedo prima una digressione.

   

Benedict Cumberbatch, con Il quinto potere una popolarità meritata.

Lo sguardo ostinato

martedì 22 ottobre 2013 - Dario Zonta cinemanews

Lo sguardo ostinato Giusto qualche ora fa, eravamo all'anteprima milanese del Il quinto potere, che non è il sequel del capolavoro che fu di Orson Welles ma lo spudorato tentativo di sfruttare quel discorso che dalla carta stampata si è andato evolvendo all'informazione ai tempi di wikileaks. Non senza fatica stavamo cercando di districarci nell'intrigo informativo e informatico scatenato dalle impalpabili "gole profonde" della rete, certo meno affascinanti di quella primigenia che fu in Tutti gli uomini del presidente, quando salta la luce in sala, anzi in tutto il cinema. Eravamo nel mezzo di una scena topica, quella in cui Assange litiga con Schmidt il suo braccio destro, unico compagno di strada nell'avventurosa creazione del sito, mostrando una volta di più il volto schizoide della sua presunta genialità. Il buio in sala, rotto dalle luci di emergenza al neon, è sembrato, ma non lo era, un'ottima trovata di marketing per dare un po' di suspense a un film il cui dinamismo proveniva solamente dai continui sobbalzi della macchina da presa, ingiustificatamente nevrotica. Guadagnata l'uscita, di ritorno a casa, una figura resisteva all'imminente oblio: capelli lunghi grassi e bianchi, occhi sempre gonfi di chi non li stacca mai dallo schermo di un computer, abbigliamento trasandato di chi si veste per caso sempre con le stesse cose, atteggiamento "egotico" tipico di micro-megalomani: Assange in tutte le sue contraddizioni, così come lo descrive il suo amico-nemico Daniel Domscheit-Berg, autore del libro "Inside Wikileaks". Ma più che il personaggio è l'attore che lo interpreta a ergersi sopra tutto: Benedict Cumberbatch, quasi irriconoscibile nel suo essersi messo dentro le scarpe scomode di una delle personalità più ambigue del nostro tempo. Il suo trasformismo, però, non è solo banalmente mimetico, come sarebbe per un attore di scuola americana. Lui, inglese, ci mette ben altro e colora con la sua recitazione sfaccettata tutte le ombre che attraversano il volto di questo uomo in fuga, mosso dal sogno di contrastare il potere occulto in giro per il mondo.

   

Con La Talpa arrivano al Lido gli 007 di Alfredson.

Dalla Svezia con furore

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Dalla Svezia con furore Gli 007 svedesi piacciono, eccome, alla Mostra di Venezia. Accolto da un lungo applauso in sala stampa, il regista di Stoccolma Tomas Alfredson e il produttore Tim Bevan hanno portato oggi in concorso Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia a gennaio con il titolo La Talpa), che lo sceneggiatore Peter Straughan ha tratto dal romanzo capolavoro sul mondo delle spie di John Le Carré. Già adattato per il piccolo schermo nel 1979 in una miniserie in 7 puntate, La Talpa ha portato al Lido anche un cast di altissimo livello: Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, Mark Strong e Gary Oldman, che nel film di Alfredson veste i panni del personaggio interpretato trent’anni fa da Alec Guinness nella miniserie tv. «Se Guinness potesse vedere la prova d’attore di Oldman – ha detto il regista – sarebbe il primo a fargli una standing ovation». Continua »

National Theatre Live - Amleto

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Lyndsey Turner. Con Barry Aird, Eddie Arnold, Leo Bill, Sian Brooke, Nigel Carrington.
continua»

Genere Documentario, - Gran Bretagna 2016. Uscita 19/04/2016.

Zoolander N°2

* * - - -
(mymonetro: 2,11)
Un film di Ben Stiller. Con Ben Stiller, Owen Wilson, Penelope Cruz, Benedict Cumberbatch, Will Ferrell.
continua»

Genere Commedia, - USA 2016. Uscita 11/02/2016.

Sherlock - L'abominevole sposa

* * * - -
(mymonetro: 3,33)
Un film di Douglas Mackinnon. Con Benedict Cumberbatch, Martin Freeman, Amanda Abbington, Rupert Graves, Louise Brealey.
continua»

Genere Thriller, - Gran Bretagna 2015. Uscita 12/01/2016.

Black Mass - L'ultimo gangster

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,54)
Un film di Scott Cooper. Con Johnny Depp, Joel Edgerton, Dakota Johnson, Juno Temple, Rory Cochrane.
continua»

Genere Thriller, - USA 2015. Uscita 08/10/2015.

Cristiano Ronaldo - Il mondo ai suoi piedi

Un film di Tara Pirnia. Con Benedict Cumberbatch
Genere Documentario, - USA 2015. Uscita 06/10/2015.
Filmografia di Benedict Cumberbatch »

domenica 24 aprile 2016 - Sono centinaia i film tratti da opere shakespeariane. Di questi giorni l'Amleto di Lyndsey Turner con Benedict Cumberbatch.

E Shakespeare inventò il cinema

Pino Farinotti cinemanews

E Shakespeare inventò il cinema William Shakespeare nacque il 23 aprile del 1564 e morì il 23 aprile del 1616. Quattrocento anni fa. È doveroso, anzi sacrosanto ricordarlo. E infatti viene ricordato. Eventi, rassegne, master e molto altro. Il "Bardo" è stato un fenomeno di energia e creatività. Ha scritto tutto, le sue opere sono delle vere sacre scritture laiche e insieme chanson de geste, dunque portatrici di potenza e di sogno, perfette per inserirsi nella memoria e nella coscienza di chi le ha frequentate. Se si dovesse scegliere un'immagine, una sola, per la copertina di un testo sulla letteratura credo che la figura di Shakespeare non avrebbe competitori. Insomma, nessuno come lui.
E poi il cinema: Shakespeare è l'autore più invaso e contaminato dal cinema e a volte, va detto, il cinema, in chiave di rilettura, ha espresso qualità. La ragione è doppia, è un fatto di causa e di effetto e il paradosso che sto per fare ha una sua forza e una sua logica: il cinema si è ispirato a Shakespeare perché Shakespeare si era ispirato al cinema. Sono centinaia i film tratti da opere shakespeariane e si parte da molto lontano, per arrivare ... a oggi. Il Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender, è di qualche mese fa, l'Amleto di Lyndsey Turner con Benedict Cumberbatch è di questi giorni.
Il filo d'oro continua, ininterrotto. Il cinema partiva da un robusto vantaggio, perché le opere dell'inglese sono sceneggiature già pronte. Shakespeare non lo sapeva, o ... magari lo sapeva: insomma, il Bardo ha inventato il cinema trecento anni prima. Tutto incredibilmente perfetto: il ritmo del racconto, gli artifici, il sangue (soprattutto quello blu), gli amori e le guerre, i tradimenti, il potere e le perversioni, persino momenti di horror. Il cinema ci ha messo le sue licenze, proponendo un Amleto in costumi da corte viennese, Riccardo III fra i nazisti, Romeo e Giulietta a Los Angeles e Titus nel palazzo dell'Eur. E poi le derivazioni, infinite. Due citazioni anomale ma di qualità, divertenti: West Side Story, di Wise, coperto di Oscar e poi Kiss me Kate: il primo deriva da Romeo e Giulietta, il secondo dalla "Bisbetica domata", e sono due capolavori del musical. Come sempre lo spazio costringe alle sintesi. E per Shakespeare l'esercizio è davvero improbo. Ma subito si segnalano i titoli più invasi dal cinema, Amleto e Romeo e Giulietta. Laurence Olivier che declama il monologo in prospettiva soffre un po' per enfasi e accademia, ma è un momento non prescindibile dell'incanto generale nelle epoche. Anche qui, un promemoria è doveroso, breve: «Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile soffrire i colpi di fionda e i dardi dell'oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire... nient'altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire...» Ricordabile la contaminazione estrema di Romeo+Giulietta di Luhrmann, con DiCaprio e Claire Danes, coi due innamorati che declamano il testo originale a ritmo di rock metropolitano. Grande licenza, collasso provocato ai puristi, ma anche grande qualità cinematografica. Ma se devo indicare il momento apicale, opera&film, il mio titolo è il Giulio Cesare di Joseph L. Mankiewicz del 1953. E dal volume estraggo il monologo di Antonio. La produzione aveva assunto alcuni grandi attori di "registro" shakespeariano, come John Gielgud, un altro profeta alla Olivier. Ma per il ruolo di Antonio il regista volle Marlon Brando, il talento che stava cambiando il cinema. Brando, 29enne, non aveva mai toccato Shakespeare, le sue performance erano state su testi di contemporanei come Tennesse Williams. Ma quando cominciò il monologo davanti al corpo di Cesare assassinato, nello studio scese il silenzio. Alla fine esplose l'applauso. Marlon aveva ridotto Shakespeare a propria immagine e somiglianza. Anche Gielgud si inchinò. Quel monologo è uno dei momenti più studiati - modello di retorica e di capacità di condizionamento degli animi- nella giurisprudenza e nella comunicazione. Anche qui vale un promemoria: «Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia di Cesare. Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Cesare ne ha pagato il fio. Qui, col permesso di Bruto e degli altri - ché Bruto è uomo d'onore; così come sono tutti, uomini d'onore - io vengo a parlare al funerale di Cesare.» Il Bardo ha inventato il cinema trecento anni prima. Tutto incredibilmente perfetto: il ritmo del racconto, gli artifici, il sangue (soprattutto quello blu), gli amori e le guerre, i tradimenti, il potere e le perversioni, persino momenti di horror.

   

mercoledì 20 aprile 2016 - Più di 100mila euro d'incasso per una delle migliori release limitate dell'anno, mentre Il Libro della Giungla continua a dominare il box office italiano.

Benedict Cumberbatch è Amleto

Andrea Chirichelli cinemanews

Benedict Cumberbatch è Amleto Il Libro della Giungla domina il boxoffice italiano con ben 226mila euro di martedì, ma la grande sorpresa (anzi, a pensarci bene, vista la popolarità dell'attore nemmeno poi tanto) è l'exploit dell'Amleto con Benedict Cumberbatch, andato in scena presso il National Theater di Londra e proposto in sala ieri e oggi: più di 100mila euro d'incasso per una delle migliori release limitate dell'anno. Poche novità nel resto della top ten: regge bene Nonno Scatenato, con quasi 70mila euro e si mantiene su medie nobili Veloce come il Vento.
Sarà interessante vedere quanto riuscirà a portare a casa Lo Chiamavano Jeeg Robot dopo il boom ai David di Donatello: torna in sala da domani e riparte da 3,4 milioni di euro con l'obiettivo di arrivare a 4 milioni. In America Il Libro della Giungla continua a volare alto: lunedì ha incassato altri 14 milioni e a livello mondiale ha già passato quota 300 milioni. Altro mercato fondamentale per Il Libro della Giungla è quello indiano, dove il film ha incassato oltre 23 milioni di dollari, un dato importante per un film americano, uno dei pochi capace di insidiare il predominio delle pellicole di Bollywood. Entro domenica sera Disney avrà in catalogo l'ennesimo film capace di superare quota mezzo miliardo worldwide. Il film ha fatto il botto in Cina, dove ha incassato ben 49 milioni, stravincendo lo scorso weekend. Sul mercato cinese, il secondo al mondo, continua ad andare bene Attacco al Potere 2, che è arrivato a quota 45 milioni mentre Batman V Superman: Dawn of Justice ha chiuso a 95 milioni. Fenomenale la performance di Zootropolis che incassato 236 milioni di dollari, polverizzando ogni record precedente per quanto riguarda i film animati.
Ad oggi la classifica mondiale vede in testa Zootropolis con 884 milioni che ha rintuzzato l'attacco di Batman V Superman: Dawn of Justice, fermo a 830. Deadpool è terzo (senza la Cina) con 758 milioni davanti a The Mermaid con 552 milioni e Kung Fu Panda 3 con 497 milioni.


Box Office Italia del 19/04/2016
1. Il libro della giungla: Euro 226.608
2. Amleto: Euro 102.203
3. Nonno scatenato: Euro 69.435
4. Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio: Euro 43.510
5. Veloce come il vento: Euro 41.830
6. Criminal: Euro 38.248
7. Nemiche per la pelle: Euro 33.835
8. Hardcore!: Euro 24.855
9. Troppo napoletano: Euro 17.615
10. Batman V Superman: Dawn of Justice: Euro 15.057

mercoledì 13 aprile 2016 - Il teaser trailer italiano dell'atteso film Marvel con Benedict Cumberbatch. Dal 26 ottobre al cinema.

Doctor Strange, cosa vedi nel tuo futuro?

a cura della redazione cinemanews

Doctor Strange, cosa vedi nel tuo futuro? Il film, diretto da Scott Derrickson (conosciuto per aver diretto The Exorcism of Emily Rose, Sinister) e sceneggiato da Jon Spaihts, segue la storia del neurochirurgo Stephen Strange che, dopo un orribile incidente d'auto, scopre il mondo nascosto della magia e delle dimensioni alternative. Il dottor Strange è interpretato da Benedict Cumberbatch, popolare attore britannico divenuto popolare grazie a 12 anni schiavo, il pluripremiato The Imitation Game e la serie tv Sherlock. Del cast fanno parte anche Mads Mikkelsen, Rachel McAdams, Tilda Swinton e Chiwetel Ejiofor che sarà il Barone Mordo, l'antagonista del dottor Strange. Le riprese del film sono state realizzate a Londra.
Doctor Strange, di cui vediamo il teaser trailer italiano, sarà al cinema nelle sale italiane dal 6 ottobre 2016.

   

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