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venerdì 24 gennaio 2020

Anna Ferzetti

Vita da "mamma imperfetta"

, Roma (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd CD
Anna Ferzetti
Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Domani è un altro Giorno di Simone Spada



Domani è un altro Giorno

Domani è un altro Giorno

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(mymonetro: 3,44)
Un film di Simone Spada. Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Anna Ferzetti, Andrea Arcangeli, Jessica Cressy.
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Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 28/02/2019.
Terapia di coppia per amanti

Terapia di coppia per amanti

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(mymonetro: 2,28)
Un film di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti.
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Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 26/10/2017.
Il colore nascosto delle cose

Il colore nascosto delle cose

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(mymonetro: 3,13)
Un film di Silvio Soldini. Con Valeria Golino, Adriano Giannini, Arianna Scommegna, Laura Adriani, Anna Ferzetti.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Svizzera 2017. Uscita 08/09/2017.
Short Skin

Short Skin

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(mymonetro: 3,12)
Un film di Duccio Chiarini. Con Matteo Creatini, Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà, Bianca Ceravolo.
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Genere Commedia, - Italia, Iran, Gran Bretagna 2014. Uscita 23/04/2015.
St@lker

St@lker

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Luca Tornatore. Con Ignazio Oliva, Anna Foglietta, Francesco Salvi, Anna Ferzetti, Alessio Vassallo.
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Genere Drammatico, - Italia 2014. Uscita 15/05/2014.
Filmografia di Anna Ferzetti »

mercoledì 8 gennaio 2020 - L'attore racconta a MYmovies.it la straordinaria esperienza sul set, il rapporto con il suo Craxi e quanto è stato difficile calarsi nei suoi panni. Dal 9 gennaio al cinema.

Hammamet, Favino: «È una profonda riflessione sulla caducità. E sulla paura di perdere tutto»

Paola Casella cinemanews

Hammamet, Favino: «È una profonda riflessione sulla caducità. E sulla paura di perdere tutto» Ci sono momenti, guardando Hammamet, il film che Gianni Amelio ha dedicato all’ultimo periodo della vita di Bettino Craxi, in cui abbiamo l’illusione che il politico socialista si rivolga direttamente a noi per valutare la sua parabola. In quei momenti dimentichiamo che dietro al trucco sapiente c’è Pierfrancesco Favino nel ruolo di una vita: ma al di là della metamorfosi fisica la sua è un’interpretazione indimenticabile, quella “metamorfosi emotiva”, come la chiama l’attore, che va molto oltre l’esteriorità. “Altrimenti sarebbe solo un principio imitativo. Se lo spettatore passasse il tempo a pensare: ‘Oddio, com’è uguale a Craxi’ si distrarrebbe, concentrandosi sul virtuosismo invece che sulla storia. La memoria di Craxi è un ricordo molto personale di tanti che hanno vissuto in quel periodo. Ognuno di loro ha dunque già un’immagine di Craxi dentro di sé, e se da una parte non la devi tradire, dall’altra devi illuminare gli aspetti sconosciuti dell’uomo: quelli che il film di Amelio indaga”.

Come è entrato nel corpo di Craxi?
Osservandolo a lungo, leggendo molto su di lui. Dal punto di vista fisico la prima caratteristica notevole è l’altezza, perché Craxi superava il metro e 90, in una generazione di politici che raramente andava oltre il metro e 70. Era un uomo imponente, più di me, e ho cercato di restituire quel tratto che era parte della sua leadership. Anche il suo incedere era particolare: ci vedevi il suo passato da ex cestista, con quelle gambe lanciate.

Il lavoro che ha fatto sulla voce è straordinario.
Ho studiato a lungo per portare la mia voce ai risuonatori della sua, più squillante, ma capace di profondità inattese. Inoltre nella fase storica in cui lo vediamo nel film la voce di Craxi non era più quella di prima, pativa già a causa dei malanni fisici. Ciò che ho volutamente evitato infine sono state le sue celeberrime pause, perché cinematograficamente sarebbero state un po’ punitive per il pubblico.

Anche il trucco ha avuto la sua parte…
Andrea Leanza e Federica Castelli, con cui per un anno abbiamo lavorato per arrivare al trucco definitivo, sono stati per me un enorme aiuto. Quando siamo riusciti a trovare il punto di equilibro fra me e Craxi, quelle cinque ore e mezza di trucco al giorno sono diventate una fase di trasformazione anche interiore, un rituale che si ricreava ogni giorno.

Dunque è stata cercata una mediazione fra la sua fisionomia e quella di Craxi.
Non poteva essere altrimenti. La mia conformazione, la mia ossatura, le geometrie del mio volto e della mia testa sono estremamente diverse da quelle di Craxi. Faccio esempi volutamente alti: lo stesso ragionamento è stato fatto per Meryl Streep quando ha interpretato la Thatcher in The Iron Lady e per Gary Oldman quando ha interpretato Churchill ne L’ora più buia. Alla fine il trucco realizzato da Andrea e Federica, cui va riconosciuto un vero e proprio lavoro di design, pesava più o meno sette etti.

Quali aspetti della vita di Craxi ha voluto esplorare?
Una delle domande centrali nel film è: che cosa non ti puoi più permettere quando diventi un leader? Mi ha ricordato il momento della serie The Crown in cui la protagonista diventa regina e deve chiudere la porta a tutta una serie di possibilità. Chi assume un ruolo di quella responsabilità, e sente un così forte desiderio di ricoprirlo, finisce per avere un rapporto di estrema solitudine con la propria intimità. Nel caso di Craxi bisogna anche tenere conto di una serie di fattori biografici: l’essere cresciuto in collegio, l’aver avuto un rapporto piuttosto freddo con i suoi genitori - una madre severa, un padre distante. Non voglio fare della psicologia spicciola, ma se ci si domanda come mai avesse un certo tipo di relazioni nel privato, qualche risposta può essere trovata anche lì.

martedì 7 gennaio 2020 - Con Pierfrancesco Favino sul set del film. Dalla lettura della sceneggiatura alle prove di dizione, fino alle interminabili ore di trucco. Dal 9 gennaio al cinema

Il diario di Hammamet - Le prove, la lontananza, il set

a cura della redazione cinemanews

Il diario di Hammamet - Le prove, la lontananza, il set La trasformazione, a cominciare dalla voce: quella di Craxi così riconoscibile, e così diversa da quella naturale di Pierfrancesco Favino. E poi il trucco, che magicamente altera le fattezze dell’attore e le trasforma in quelle di Bettino Craxi. Una metamorfosi inquietante, tanto che Anna Ferzetti, moglie di Favino, non sa più con chi ha a che fare… Quando la metamorfosi è completa il risultato lascia a bocca aperta: a guardare in camera, rivolgendosi a noi, sembra essere Craxi in persona.Hammamet sarà al cinema da giovedì 9 gennaio, distribuito da 01.

   

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