Terapia di coppia per amanti

Film 2017 | Commedia +13 97 min.

Regia di Alessio Maria Federici. Un film con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2017, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 26 ottobre 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Dall'omonimo romanzo di Diego De Silva, un film su una passione incontrollabile e un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un crescendo di situazioni via via più implausibili, a fronte di dialoghi spesso divertenti e in qualche misura riconoscibili.
Recensione di Paola Casella
martedì 17 ottobre 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 17 ottobre 2017

Viviana e Modesto sono amanti, entrambi sposati e con un figlio a testa. Il loro rapporto è talmente tormentato che decidono di sottoporsi ad una terapia di coppia: o meglio, Modesto si adegua alle richieste di Viviana, ma mantiene un laconico distacco nei confronti del terapista, il professor Malavolta (star di una trasmissione televisiva che si chiama, ahimé, Jung-le Fever), soprattutto quando scopre che il terapista ha a sua volta problemi di relazione. Riusciranno Viviana e Modesto a vivere la loro storia d'amore senza soffocare nella conflittualità?

Basato sull'omonimo romanzo di Diego De Silva, Terapia di coppia per amanti parte da un assunto assai poco credibile: che due amanti restino insieme pur giudicando pesante e insopportabile il loro rapporto.

Risulta anche improbabile che i due, con figli grandi e rapporti coniugali inesistenti, non scelgano semplicemente di separarsi dai rispettivi coniugi non tanto per vivere liberamente la loro passione, quanto per porre fine a una farsa quotidiana, e invece dedichino il loro tempo libero a inscenare fra di loro le più trite dinamiche coniugali.
Il problema di Terapia di coppia per amanti, diretto da Alessio Maria Federici e sceneggiato dallo stesso Federici insieme a De Silva, è proprio nel crescendo di situazioni via via più implausibili, a fronte invece di dialoghi spesso divertenti e in qualche misura riconoscibili, per chiunque si sia trovato in uno dei ruoli rappresentati - amante, amico, coniuge, genitore o figlio.

Le linee narrative sono così tante e così affastellate, le relazioni così inutilmente complicate (invece che umanamente complesse), che il film diventa un'accozzaglia confusa e ripetitiva, con una soluzione catartica "buttata via" in due mezze scene senza dialogo, a riprova che la sceneggiatura non aveva una storia centrale forte da raccontare. Anche l'uso delle musiche è scomposto e ridondante: perché mettere in scena ripetutamente le performance dei Daiana Lou e di Alan Sorrenti, dato che non hanno peso nella storia? Viceversa il film perde l'occasione di mostrare l'importanza che ha la musica per Modesto e Ferdinando, relegandola a "rumore di fondo" invece che a mezzo espressivo per uomini dalla comunicazione impedita.

C'è un altro problema narrativo, ed è quello dell'"asse di genere". La trama di Terapia di coppia per amanti si sforza di dare spazio ai personaggi femminili, ma è profondamente impostata sul maschile, il che sarebbe assolutamente legittimo, se si avesse il coraggio di sviluppare l'aspetto fragile e contraddittorio che emerge chiaro nelle conversazioni fra Modesto e suo padre, Modesto e suo figlio, Modesto e il professor Malavolta: sono quelle conversazioni fra uomini gli unici momenti in cui il film decolla, è lì la linfa vitale della storia, mentre i dialoghi uomo-donna, e perfino quelli fra Viviana e la sua amica Nelide appaiono forzati e innaturali.
Parimenti la recitazione migliore è quella degli interpreti maschili: Pietro Sermonti fa intuire come, con una sceneggiatura più a fuoco e un regista meno impreciso, sarebbe efficacissimo nel ruolo del cazzone di buon cuore ma di pessime abitudini, e Sergio Rubini usa al meglio la sua fisicità malinconica e "pulcinellesca" per dare al suo psicologo quella sponda comica di cui la commedia ha bisogno. Quanto a recitazione però la palma va a due grandi attori, non a caso cresciuti sui palcoscenici teatrali: Franco Branciaroli nei panni di Ferdinando, il padre di Modesto, e Fulvio Falzarano in quelli di Augusto, lo psicologo che ha insegnato il mestiere al professor Malavolta.

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