La storia vera di un gruppo che ha creduto fino in fondo che il lavoro potesse essere un atto creativo, affettivo, di necessario cambiamento. Espandi ▽
Nel cuore di una provincia che sembra troppo stretta per contenere certi sogni, un manipolo di giovani fonda un'agenzia diversa da tutte le altre.
Un luogo vivo, pieno di energia e di visione, dove si lavora con passione, si cresce per legami. Si sbaglia. Si cambia.
Ci si rialza.
In poco tempo, questa squadra supera i 150 dipendenti, diventando un esempio nazionale di un nuovo modo di fare impresa, abbattendo gerarchie, costruendo un modello fondato su una sola, radicale convinzione: prima vengono le persone. Recensione ❯
Una commedia con tanto black humor e un pizzico di grottesco. Espandi ▽
Saoirse, Robyn e Dara erano inseparabili durante le superiori, ma la vita le ha portate in direzioni completamente diverse. Mentre la prima a Londra è diventata la showrunner di una serie poliziesca di successo, le altre due sono rimaste a Belfast, rispettivamente per mettere su famiglia e per prendersi cura dell'anziana madre. Vent'anni dopo, è la morte di Greta, quarta amica del gruppetto, a farle riunire. Ma qualcosa sembrerebbe non andare nella tragica dipartita della giovane donna: e se fosse stata uccisa a causa di un inconfessabile segreto che si portano dentro sin dal periodo della scuola? Toccherà alle tre indagare.
I toni della serie creata da Lisa McGee sono leggeri, visto che le protagoniste sono essenzialmente la versione adulta delle sue Derry Girls, spassosa sitcom dell'autrice irlandese, già diventata un piccolo culto in patria.
Personaggi femminili che si allontanano dalle solite convenzioni, a cui è concesso di essere imbranate e sguaiate tanto quanto i maschietti protagonisti di una buddy comedy. Recensione ❯
Daredevil cerca di impedire l'arrivo nel porto di New York della nave "Northern Star" e del suo carico di armi ma, piuttosto che vederla consegnata alla giustizia, gli uomini di Kingpin la affondano. Il sindaco di New York si trova così in una posizione difficile, per via della mancata consegna, però il rinsaldato rapporto con la moglie Vanessa lo guida nel navigare le correnti della politica e della criminalità, stringendo la città nel suo pugno di ferro repressivo. Di fronte a squadre di agenti armati pesantemente né Daredevil, né gli altri rivoltosi - tra cui Karen Page - sembrano potersi opporre in modo efficace. A scombinare le carte c'è però il sociopatico Pointdexter, detto Bullseye, assassino micidiale con uno squilibrato codice morale.
La seconda stagione del rilancio Daredevil: Born Again continua a sfoggiare ottime scene d'azione e, forse suo malgrado, assume una forte connotazione politica, rispecchiando le violente retate della ICE di Trump.
Pur con i suoi limiti, la stagione è un successo, ma desta perplessità il suo proseguimento per una terza annata dopo un finale anche amaro ma a suo modo compiuto. Recensione ❯
La seconda stagione vede Zoë Boehm (Thompson) e Sarah Trafford (Wilson) alle prese con un altro mistero contorto. Dopo che una donna cade sotto un treno, Zoë viene chiamata a indagare, ma questo caso apparentemente semplice sconvolge presto la sua vita quando lei e Sarah si ritrovano a navigare nel mondo affascinante ma spietato del mercato nero dei reperti antichi. La situazione prende una piega fatale quando si imbattono in un brutale serial killer che non si fermerà davanti a nulla per coprire i suoi crimini. Recensione ❯
Dalla mente di Steve Conrad, un triangolo amoroso che porta alla morte di uno di loro. Espandi ▽
Floyd è un interprete per sordomuti possente ma dolce, amico e collega di Clark, metereologo solare seppur introverso e insicuro. Floyd è sposato con Carol, una donna intraprendente in crisi, il cui figlio con un altro padre, Richard, ha difficoltà a socializzare. Anche Clark è sposato e ha due figli; tutti conducono una vita poco entusiasmante e con alcuni desideri repressi. Il tentativo di riaccenderli porterà a gravi complicazioni relazionali tra i tre protagonisti, arrivando ad una misteriosa tragica morte.
La serie targata HBO dimostra da subito di avere una buonissima qualità di regia e fotografia e qualcosa da dire. Il ritmo è abbastanza lento per ben sette episodi, ma le battute sono davvero brillanti e la stranezza dei protagonisti, interpretati da un grande cast (Jason Bateman, Linda Cardellini, David Harbour), trasferiscono la voglia di empatizzare con loro.
Un vero viaggio, con archi narrativi densi, e un utilizzo di flash-back su più livelli alternati per una storia universale. Recensione ❯
Il ritorno di Zero e dell'Armadillo, la sua coscienza. Espandi ▽
Zero si ritrova socio in un piccolo bar di Rebibbia insieme all'amico Cinghiale, che ora ha una famiglia e non può permettersi di fallire. Quando un personaggio pericoloso si presenta a riscuotere un debito, la situazione precipita rapidamente. Nel frattempo, Sarah chiede a Zero di ospitare Smeralda, un'amica che deve sfuggire a una relazione violenta. Intorno a questi due fili - la minaccia esterna e l'irruzione del passato - si annodano le vite di una generazione che ha smesso di aspettarsi che le cose si sistemino da sé.
Zerocalcare ha costruito buona parte della sua fortuna narrativa sul calore un po' difensivo dei legami stretti come rifugio contro l'instabilità del mondo adulto. In questa terza serie per Netflix questo rifugio esiste ancora, ma non è più in grado di proteggere e deve farsi invece punto di partenza, aprirsi a qualcosa di più oscuro e meno risolutivo. La sperimentazione produttiva riflette anche un'ironia più pungente e meno protettiva.
Il coraggio del finale e la qualità complessiva della realizzazione bastano a chiudere il cerchio e a regalarci, nel complesso, una trilogia fondamentale. Recensione ❯
Una serie drammatica/thriller australiana di genere "Tropic Noir". Espandi ▽
La serie segue la Detective Tig Pollard (interpretata da Anna Torv), che torna nella sua città natale costiera, North Gap, sperando in un nuovo inizio dopo anni trascorsi in città. La pace dura poco: una giovane di 18 anni, Maeve, viene trovata drogata e aggredita in un campo di canna da zucchero. Indagando, Tig scopre un inquietante schema di aggressioni e casi di drink spiking (bevande adulterate), spesso ignorati o sottovalutati, che coinvolgono giovani donne prese di mira da uomini insospettabili. Il caso prende una svolta drammatica quando uno dei principali sospettati viene trovato morto, alzando la pressione su Tig. Nel frattempo, il passato di Tig riemerge, costringendola a fare i conti con vecchi tradimenti e segreti adolescenziali. Recensione ❯
Una serie sia sequel che spin-off di Yellowstone. Espandi ▽
Ritroviamo nel Montana un pezzo della famiglia Dutton, con Beth, Rip e il giovane Carter che si godono il ranch, la natura e le lunghe cavalcate. Troppo bello per durare, perché una catastrofe incombe e la famiglia deve ricominciare da capo in Texas, dove gli equilibri di potere sono ben diversi e la felicità è tutta da conquistare, tra una rivalità e l'altra.
La serie composta da nove episodi in onda su Paramount+ è il prodotto più vicino allo spirito della storia originale, il cui successo di pubblico e critica è stato ampiamente celebrato. La serie è proprio un degno sequel di Yellowstone, che ha le linee narrative, le tematiche e i tempi giusti per trasportare lo spettatore in una dimensione unica, affascinante, controversa e inaspettatamente ancora interessante. Recensione ❯
La serie prequel di La rivincita delle bionde aggiorna i temi e si apre alla multietnicità, alle riflessioni sul genere e a quelle ambientaliste. Commedia, USA2026.
Il prequel de La rivincita delle bionde. Espandi ▽
Los Angeles, 1995. Elle Woods compie 16 anni con una festa in rosa, godendosi tutti i privilegi della vita comoda a Beverly Hills e del suo villone con piscina. Ma il padre ha sbagliato una rinoplastica ed Elle e i genitori sono costretti a trasferirsi a Seattle per (almeno) due anni, finché lo "scandalo" non sarà dimenticato. Per Elle è una tragedia: lontana dalle amiche, nella capitale grunge in cui tutti si vestono di 50 sfumature di nero, i suoi outfit rosa sono un pugno in un occhio, e il suo atteggiamento da Pollyanna è solo irritante.
Inoltre, fin dai primi giorni nel nuovo liceo, Elle combina una serie di guai partendo da buone intenzioni che le si ritorcono inevitabilmente contro. Il liceo è come al solito diviso in gruppetti - i nerd, gli atleti, i fattoni, gli sfigati, e naturalmente l'olimpo delle ragazze più popolari, capitanate dall'acida Kimberly: quell'olimpo a cui Elle apparteneva in California, ma dal quale qui è immediatamente esclusa. Meno male che compaiono accanto a lei due possibili alleati: lo skateboarder Dustin e la femminista Shannon, che difende "i diritti e i rovesci" delle donne.
Forse l'aspetto più contemporaneo di una serie per molti versi apertamente retrò è la volontà costante di Elle di relazionarsi con chiunque: in un'epoca polarizzante divisa costantemente in fazioni rivali, questo tentativo di trovare un terreno comune nel rispetto delle reciproche differenze e dell'appartenenza a fazioni contrapposte può essere un messaggio utile, soprattutto per i più giovani. Recensione ❯
Una miniserie che funziona nell'archivio e nei racconti ma che si perde nelle ricostruzioni e in qualche intervista poco interessante. Documentario, Italia2026.
Una docu-serie che non vuole essere la biografia del "Re dei Paparazzi", ma l'affresco di un Paese che, dagli anni '90 a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality. Espandi ▽
Fabrizio Corona tra pubblico e privato. Nato a Catania nel 1974 e figlio del giornalista Vittorio, autore tra gli altri di “Moda” e tra i creatori di “Studio Aperto”, ha iniziato a lavorare giovanissimo a fianco di Lele Mora. Dagli anni Duemila costruisce la sua fortuna e viene definito il “re dei paparazzi” anche se non ha mai scattato una foto in vita sua. Sempre a caccia di notizie, arriva quasi sempre prima degli altri e “altera la realtà a seconda delle sue esigenze”. Tra le mani ha materiali compromettenti che riguardano celebrità, tra cui popolari personaggi televisivi e calciatori. Nel 2007 viene arrestato in seguito all’inchiesta Vallettopoli con l’accusa di estorsione. Considerato come una specie di ‘nemico pubblico’ da quel momento entra ed esce dal carcere, accumula altre pene per procedimenti legate all’inchiesta di altre vicende. Nasce così il suo personaggio; “ha dovuto uccidere Fabrizio per far nascere Corona”. Proprio alla fine della miniserie, composta da 5 episodi, Fabrizio Corona, spesso sulla sedia a raccontare alcuni dei momenti più importanti della sua vita, si alza in piedi e si sfoga: “Se mi censurate, me ne vado”. Il suo spettacolo, andato in scena in Fabrizio Corona: io sono notizia. Forse non gli è piaciuto oppure non lo ritiene completo. È l’improvviso colpo di scena. È vero? È recitato per spiazzare ancora una volta lo spettatore? La miniserie, attraverso il suo personaggio, apre più link. Qualcuno più efficace (Lapo Elkann, Lele Mora, l’avvocato Delfino), qualche altro invece non messo abbastanza a fuoco (Costantino Vitagliano). In più Fabrizio Corona: io sono notizia funziona molto meglio proprio con i suoi materiali (gli appunti) e l’archivio. Decisamente più forzate le ricostruzioni fiction come gli effetti della rissa in carcere o la fuga in Francia in mezzo al gelo. Recensione ❯
Alfonso Bremer ha temporaneamente smesso di fare il gigolò come suo padre Giacomo, ma sua moglie Margherita lo ha lasciato perché "vuole sperimentare" un po' di tutto, sesso compreso, e Alfonso torna a vivere con papà. Giacomo allora cerca di reclutare di nuovo il figlio per "il mestiere più antico del mondo" (qui al maschile) e si procura le clienti attraverso il concierge Paolino, che lo aiuta in cambio di un training da gigolò. Ma nell'albergo in cui Paolino lavora sta per avere luogo un seminario "femminista" tenuto dalla guru Rossana Astri, il cui motto è "il piacere è tutto mio". Recensione ❯
Un'avvincente esplorazione del trauma, della resilienza, della sorellanza e dell'alto prezzo da pagare per riappropriarsi della propria vita. Espandi ▽
La serie segue la storia delle sorelle gemelle Lily e Abby, le cui vite vengono distrutte quando Lily viene rapita dalla loro tranquilla cittadina inglese dall'insegnante Rick Hansen. Dopo anni di abusi in prigionia, Lily riesce a fuggire e scopre che la libertà porta con sé le proprie sfide. Il mondo a cui desiderava tornare è andato avanti senza di lei. Mentre Abby, Lily e la loro madre Eve lottano per ricostruire la loro famiglia, devono affrontare i danni permanenti e la terrificante realtà: Rick è ancora là fuori, determinato a controllare la situazione e a sfuggire alla giustizia. Recensione ❯
Una nuova serie in sei episodi che racconterà l'ascesa criminale del giovane Pietro Savastano. Espandi ▽
Nel 1977, prima dell'inaugurazione delle "Vele", Secondigliano è un quartiere poverissimo, dove manca tutto. Qui vive il giovane Pietro Savastano, futuro boss della camorra, che cresce nella famiglia dei suoi amici, lontano dalla vita di sua madre prostituta verso la quale nutre rancore. La donna in realtà dice che fa quello che fa solo per lui e rivelerà di essere estremamente protettiva nei suoi riguardi. Il fulcro della vita di Pietro è la sua amicizia con Angelo detto 'a Sirena, un criminale in ascesa che lavora per i Villa ma sogna l'indipendenza.
Quando la sua bisca viene rapinata, sarà Pietro a metterlo sulla strada giusta per recuperare il bottino, grazie a un'informazione ottenuta proprio tramite la madre. Da questo momento Pietro, con la sua banda di amici, diventa il braccio destro di Angelo, ma il ragazzo ha anche un sogno, una ragazza di buona famiglia che vuole studiare canto in America: Imma, la sua futura moglie. Infine, a fomentare l'aria di guerra che tira tra i clan, c'è Domenico Nunziante detto 'o Paisano, un carismatico malavitoso che ama parafrasare la Bibbia e, tramite la sorella, opera dal carcere di Poggioreale.
Torna la saga criminale italiana di maggior successo internazionale, ma Gomorra - Le origini, nonostante i soli sei episodi, non riesce a restare convincente nel racconto né a ritrovare il tono infernale dei primi capitoli della serie. Recensione ❯
Serie drammatica incentrata su due protagonisti molto diversi ma strettamente legati. Una riflessione sul mondo maschile. Espandi ▽
Half Man segue per trent'anni due fratellastri non di sangue, Niall (Jamie Bell) e Ruben (Richard Gadd), cresciuti insieme da quando le loro madri decidono di formare una coppia stabile e omogenitoriale nella provincia britannica di fine anni Ottanta. Niall, costretto al silenzio, subisce il bullismo scolastico; Ruben lo difende e nello stesso gesto lo soggioga. Il racconto si apre sul matrimonio di Niall, dove il ritorno improvviso del fratellastro scatena un'esplosione di violenza che riavvolge la storia fino alle origini.
Sei episodi creati da Richard Gadd - reduce del successo di Baby Reindeer - per HBO Max, in cui un legame fraterno diventa possesso, tradimento e prigione condivisa. Il modello tradizionale del maschile costituisce una gabbia che limita non solo l'autonomia delle donne ma anche, in modo meno evidente, la piena autorealizzazione degli uomini.
Nel potere e nel privilegio maschile si annida anche una miseria, quella del dover indossare di continuo una maschera e separarsi dalle proprie emozioni. In Half Man Gadd dà corpo esattamente a questa miseria, e lo fa muovendo la minaccia da fuori a dentro. Recensione ❯