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John Madden

John Madden (John Philip Madden) è un regista, produttore esecutivo, è nato il 8 aprile 1949 a Portsmouth (Gran Bretagna). Oggi al cinema con il film L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat distribuito in 323 sale cinematografiche. John Madden ha oggi 73 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Madden in Love

A cura di Marco Chiani

Laureato in Letteratura all'Università di Cambridge, l'inglese John Philip Madden, nato a Portsmouth (Hampshire) nel 1949, ha prestato il suo lavoro di regista per il teatro, la televisione, la radio e infine il cinema.
Nome celebre, ma poco amato dalla critica, per tutti gli anni Ottanta dirige episodi televisivi per serie come BBC2 Playhouse, Screen Two, Great Performances, The Return of Sherlock Holmes, The Case - Book of Sherlock Holmes, After the War e The Storyteller: Greek Myths. I lungometraggi, sempre di destinazione televisiva, A Wreath of Roses (1987) e Un assassino come me (1989), ispirato ad un celebre fatto di cronaca, sono la prova generale per l'esordio sul grande schermo del riuscito Ethan Frome - La storia di un amore proibito (1993), di produzione americana. Ispirata ad un racconto di Edith Wahrton, l'autrice di L'età dell'innocenza, questa cronaca di amore e dolore ben interpretata da Liam Neeson, Joan Allen e Patrica Arquette mostra la buona capacità del cineasta di muoversi in un affresco storico affascinante ma a lungo andare eccessivamente melodrammatico. La stessa accensione di toni tarpa le ali di Golden Gate (1994), in cui una recluta dell'FBI fa condannare, durante la "caccia alle streghe", un sindacalista sino-americano innocente, fino ad una tardiva ammenda.

Per la Regina e per il Bardo
La regia per alcune puntate della serie Ispettore Morse, dal '90 al '95, e per i film televisivi Meat(1994), Truth or Dare (1996) e Prime Suspect: the Lost Child (1995), uno dei capitoli più vispi del ciclo dedicato alla detective col volto di Helen Mirren, preparano Madden al titolo della svolta, La mia regina (1997). L'eccellente Judi Dench interpreta la regina Vittoria, legata da un rapporto particolare alla guardia del corpo John Brown, in un lavoro dal rassicurante tocco "british", tra bei costumi, scene curate e un'attenzione particolare alla psicologia dei personaggi, dietro alla cui figura passano gli eventi politico-sociali degli anni in cui ebbe luogo la vicenda. Ancora corsetti per il successivo Shakespeare in Love (1998) che, pur avendo i suoi fermi detrattori, risulta un'opera godibile, svelta, appassionata e interpretata da una squadra di eccezionali interpreti; la stessa Judi Dench torna - per pochi minuti, ma aggiudicandosi un Oscar come miglior attrice non protagonista - nel ruolo di un'altra regina, Elisabetta I, accanto a Tom Wilkinson, Geoffrey Rush e ai due protagonisti Joseph Fiennes e Gwyneth Paltrow. Scritto da Marc Norman e dal grande Tom Stoppard, il film verte sulla vita del giovane William Shakespeare, alle prese con una crisi creativa e con la scrittura del dramma di Romeo e Giulietta, con scene di indiscutibile bellezza scenografica, innegabile passione di racconto e ribaltamenti tra finzione e realtà non così banali come vorrebbero in molti.

Mandolini scordati e thriller di culto
Dopo l'exploit di Shakespeare in Love, vincitore di ben sette Oscar, Madden dirige poi l'indifendibile Il mandolino del capitano Corelli (2001), pellicola colma di stereotipi, scene strappalacrime e gravi imprecisioni sull'eccidio di Cefalonia dell'8 settembre 1943, con Nicolas Cage e Penelope Cruz. Recupera in parte credibilità con Proof - La prova, tornando a dirigere Gwyneth Paltrow nel ruolo della figlia di un geniale matematico che deve far quadrare diversi calcoli tra presente e passato. Intricata eppure funzionale, metaforica e in parte appagante, la pellicola segue pedissequamente la sceneggiatura di David Auburn, che adatta una sua pièce vincitrice del premio Pulitzer, già messa in scena a Londra dallo stesso regista con la Paltrow nel medesimo ruolo che ha al cinema. Sulla carta poco confacente alle corde del cineasta, il romanzo "Il corvo" dello scrittore di culto Elmore Leonard è la base del successivo Killshot (2008), thriller alla buona con Mickey Rourke, Diane Lane e Rosario Dawson. Le regole dello stesso genere, virate però nel sottogenere spionistico, sono quelle seguite anche da Il debito (2011), convenzionale pellicola sulla caccia ad un criminale nazista, riscattata in parte da un cast di cui fanno parte Sam Worthington, Tom Wilkinson, Helen Mirren e Jessica Chastain. Nel 2012 torna al genere della commedia sentimentale e drammatica firmando la regia Marigold Hotel, che vanta un cast di stellare all british composto da Judi Dench, Billy Nighy, Tom Wilkinson e Maggie Smith. Il film è un successo inaspettato, tanto da spingere regista (e attori) a girare un sequel nel 2015, Ritorno al Marigold Hotel. Nel 2016 dirige Jessica Chastain in Miss Sloane - Giochi di Potere e nel 2022 torna al cinema con il film L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat.

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2012), 123 min.
Drammatico, (USA - 2010), 114 min.
Azione, (USA - 2009), 84 min.
Drammatico, (USA - 2005), 100 min.

News

Le foto della commedia british diretta da John Madden.
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