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Danis Tanovic

Danis Tanovic. Data di nascita 20 febbraio 1969 a Zonica (Bosnia-Herzegovina).
Nel 2001 ha ricevuto il premio come miglior sceneggiatura al Festival di Cannes per il film No Man's Land - Terra di nessuno. Danis Tanovic ha oggi 53 anni ed è del segno zodiacale Pesci.

Il regista delle guerre slave

A cura di Fabio Secchi Frau

Regista molto acuto e interessante, a metà strada fra i grandi cineasti statunitensi di pellicole belliche e Kieslowski, riesce a trasporre con passione i tormenti della psiche umana attraverso una tecnica registica che contempla immagini sublimi, chiari simboli di destini inevitabili, doveri della responsabilità, contraddittorietà dei sentimenti e lo svelamento di verità sconosciute e imprevedibili... Ma non sempre riuscendoci perfettamente.

Documentarista di guerra
Danis Tanovic nasce a Zenica, città della Bosnia. Successivamente, si sposta a Sarajevo, dove inizia la sua istruzione che continuerà fra l'Università di Sarajevo e il Conservatorio, nel quale approfondirà lo studio del pianoforte.
Terminata questa parentesi si iscrive all'Accademia d'arte teatrale di Sarajevo, ma dovrà interrompere tutto con l'assedio di Sarajevo nel 1992. Immediatamente dopo, Tanovic ne approfitta per seguire l'esercito bosniaco in pericolose missioni, usando il materiale che ha ripreso per creare numerosi documentari sulla guerra in Yugoslavia.
Nel 1994, Tanovic lascia per due anni l'attività cinematografica e si trasferisce a Bruxelles, in Belgio, dove ultima i suoi studi. Nel 1997, si distingue enormemente per la sua attività di documentarista, nella quale spiccano lavori come L'aube (1996) e Beudenje (1999).

La sua opera prima
Nel 2001, debutta sul grande schermo con il film drammatico No Man's Land - Terra di nessuno con Simon Callow, Branko Djuric, Rene Bitorajac e Georges Siatidis, raccontando la storia di Ciki e Nino, un bosniaco e un serbo che nel corso della guerra yugoslava del 1993, si ritrovano bloccati in una trincea nella terra di nessuno.
Il film è così saldo da meritarsi la Palma d'Oro per la migliore sceneggiatura, il César come migliore opera prima (nonché una candidatura per la migliore sceneggiatura originale), una candidatura ai David di Donatello come miglior film straniero e l'European Film Award per la migliore sceneggiatura.
L'anno successivo parla ancora di guerra nel film corale (fra i tanti registi cui partecipano ci sono anche Youssef Chahine, Amos Gitai, Sean Penn, Ken Loach, Alejandro Gonzalez Inarritu e Claude Lelouch) 11 settembre 2001, che poi otterrà una candidatura al César come miglior film dell'Unione Europea e l'Unesco Award.

Il ritorno ai temi bellici
Sposato con una donna belga, padre di quattro figli, membro della Giuria di Cannes Film Festival nel 2003, nel 2005 dirige il più intimistico L'enfer, basato su una sceneggiatura del mai troppo compianto Kieslowski (senza però fare un lavoro che sia all'altezza del grande autore polacco), mentre nel 2009 dirige Triage con Christopher Lee, ritornando a parlare di temi delle atrocità belliche con onestà e senza sfoderare l'espediente lacrimoso. Dopo Cirkus Columbia, un film tra dramma e commedia del 2010, presenta alla 63a Berlinale nel 2013 An Episode in the Life of an Iron Picker, film di denuncia sui problemi sanitari della Bosnia-Herzegovina, paese del regista.
Asciutto, quasi algido, privo di retorica e di guizzi creativi, Tanovic è un regista elegante, seppur ridondante.

Ultimi film

Drammatico, (Irlanda, Belgio - 2009), 99 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
mercoledì 13 febbraio 2013
Marzia Gandolfi

Enfant prodige del cinema balcanico, Danis Tanovi fu travolto al suo debutto da ovazioni e premi dopo il folgorante No Man's Land, storia di due uomini sul confine del nulla che 'devono' odiarsi ma faticano a ricordarsi perché. Dodici anni e tre film dopo, presenta alla Berlinale An Episode in the Life of an Iron Picker, ricostruzione di una vicenda realmente accaduta in un comune bosniaco, dove una donna Rom è oggetto di discriminazione e abbandonata al suo destino perché sprovvista di denaro e assicurazione sanitaria

INCONTRI
mercoledì 25 maggio 2011
Marianna Cappi

Se si pensa al cinema della ex Jugoslavia, subito dopo Kusturica, non si può non pensare a Danis Tanovic, regista di quel No Man’s Land che raccolse consensi in tutto il mondo, fino all’ottenimento del più prestigioso: l’Oscar. Dopo i meno fortunati L’Enfer e Triage, Tanovic torna con un film maggiormente nelle sue corde, con attori della sua terra e un libro Cirkus Columbia, che gli è servito a ritrovare il coraggio e la memoria per raccontare la sua guerra

INCONTRI
martedì 7 settembre 2010
Luisa Ceretto

Il ritorno in Bosnia Autore pluripremiato, noto per il suo folgorante esordio, No Man's Land, vincitore dell'Oscar per il miglior film straniero, Danis Tanovic è presente al festival di Venezia col suo quarto lungometraggio, Cirkus Columbia, in programma nella sezione, "Giornate degli Autori". Dopo aver girato Triage, un film sulla guerra in Kurdistan, Tanovic fa ritorno in Bosnia, riavvolgendo il nastro della Storia, agli inizi degli anni novanta… In occasione della sua presenza alla Mostra, gli abbiamo rivolto alcune domande

News

In programma dal 23 al 26 febbraio presso il nuovo Cinema La Compagnia di Firenze, il festival di cinema dai Balcani...
Dark Blood sarà presentato a vent'anni dalla morte dell'attore.
L'enfant prodige del cinema balcanico è in concorso alla 63a Berlinale.
Il regista bosniaco Danis Tanovic presenta il suo Cirkus Columbia.
Se Fellini fosse stato vivo, probabilmente avrebbe girato lui Cirkus Columbia.
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