No Man's Land - Terra di nessuno

Film 2001 | Drammatico, +16 98 min.

Titolo originaleNo Man's Land
Anno2001
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia, Belgio, Gran Bretagna
Durata98 minuti
Regia diDanis Tanovic
AttoriSimon Callow, Branko Djuric, Rene Bitorajac, Filip Šovagovic, Georges Siatidis Katrin Cartlidge.
Uscitavenerdì 28 settembre 2001
TagDa vedere 2001
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,34 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Danis Tanovic. Un film Da vedere 2001 con Simon Callow, Branko Djuric, Rene Bitorajac, Filip Šovagovic, Georges Siatidis. Cast completo Titolo originale: No Man's Land. Genere Drammatico, - Italia, Belgio, Gran Bretagna, 2001, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 28 settembre 2001 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,34 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 3 settembre 2015

La differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così, il secondo è convinto di sì. La battuta chiave di un film comicamente amaro sulla guerra in ex Jugoslavia Ha vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai Golden Globes, Al Box Office Usa No Man's Land - Terra di nessuno ha incassato 1 milioni di dollari .

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Il ridicolo di una guerra atroce.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

"Qual è la differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così. Il secondo è convinto di sì." È la battuta chiave di un film comicamente amaro sulla guerra in ex Jugoslavia e, per traslato, su tutte le guerre di questi nostri tempi. Ciki e Nino, un bosniaco e un serbo, nel corso della guerra del 1993 si trovanio bloccati in una trincea nella terra di nessuno. Con loro c'è un terzo combattente che è sdraiato su una mina che rischia di esplodere a un suo minimo movimento. Le truppe dell'Onu intervengono per aiutare, ma gli alti livelli creano più problemi che soluzioni in una guerra che è vista dall'esterno o come un terreno per esercitazioni diplomatiche o un grande set 'naturale' da cui far provare al mondo il brivido della morte (altrui). Abbiamo visto altri film che denunciavano le guerre-spettacolo, ma pochi dotati della saldezza di conduzione (opera prima) e dell'ironia affilata di No Man's Land. Dice Tanovic: "La lingua parlata dai Serbi, dai Croati e dai Bosniaci è di fatto la stessa. Oggi i Serbi la chiamano serbo, i Bosniaci bosniaco e i Croati croato. Ma quando parlano si capiscono perfettamente tra loro". È una frase su cui meditare.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Bosnia, 1993. Due soldati, un bosniaco e un serbo, sono bloccati in una trincea nella terra di nessuno con un bosniaco ferito, sdraiato sopra una mina anti-uomo dalla quale non si può rimuoverlo perché scoppierebbe. Arrivano prima i caschi blu dell'ONU, poi i giornalisti avidi di uno scoop. 1° film del bosniaco Tanovic, ottimo sceneggiatore e - per ora - regista solo discreto. È un apologo sull'assurdità della guerra e di quella guerra. La sua efficacia consiste nei continui slittamenti di registro: dal tragico al grottesco, dal realistico al surreale, dall'ironico al sarcastico. È anche una dolente denuncia delle buone intenzioni e dell'informazione ridotta a merce. Premio per la sceneggiatura a Cannes. Il produttore italiano è Marco Müller per Fabrica. Oscar 2002 per il miglior film straniero e altri 21 premi internazionali.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 novembre 2009
Paola Di Giuseppe

Dalla nebbia in cui si sono persi mentre trasferivano un convoglio militare,emergono nella terra di nessuno,fra le linee nemiche,soldati bosniaci(siamo nel ’93,guerra serbo-bosniaca)che una pioggia di fuoco,tanto improvviso quanto inaspettato e sproporzionato,spazza via appena torna la visibilità. Sopravvive Ciki, riparato dentro una trincea da dove vede il cadavere dell’amico Cera.

lunedì 17 ottobre 2011
Francesco2

Quando ancora non realizzava film discussi (Ed in qualche misura discutibili, come "Triage", un piccolo disastro prsentato al Festival di Roma qualche anno fa), questo antipatico regista(Stando alle interviste che ho letto), faceva del cinema cui vanno riconosciuti motivi di interesse; ma senza, secondo chi scrive, "giustificare" l'entusiasmo suscitato a certuni.

mercoledì 21 dicembre 2011
Giulio Dispenza

Durante il conflitto serbo-bosniaco, un soldato serbo Cikì e uno bosniaco Nino, si ritrovano dopo una serie di eventi nella trincea in mezzo ai due eserciti contrapposti: nella terra di nessuno. I due saranno costretti a passare interminabili e drammatiche ore insieme, cercando inizialmente di uccidersi, decidendo poi di risparmiarsi la vita quando troveranno un'altro soldato bosniaco gravemente ferito, [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

È sempre pericoloso guardare negli occhi il nemico: ti puoi accorgere che è uno come te, con i tuoi stessi pensieri e desideri. In guerra, però, al nemico non si guarda più negli occhi. È un punticino lontano, una "cosa" in grado di ridurti a cosa, un oggetto da eliminare prima che lui elimini te. Solo circostanze eccezionali permettono il contatto, e allora tutte le regole vengono ribaltate.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Chi ha cominciato la guerra? Voi, urla il bosniaco Ciki (Branko Djuric) al serbo Nino (Rene Bitorajac). La sua voce non conosce dubbi, come quella del suo nemico. Al pari di Ciki, anche Nino urla: voi, l’avete cominciata. Oltre alle loro non c’è, nel film di Danis Tanovic, una voce "terza", un’istanza superiore, una ragione giuridica o morale che risponda a quella domanda.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Prima metafora dei conflitti balcanici: se il regista debuttante Danis Tanovic, nato in Bosnia Erzegovina, ha doppia nazionalità bosniaca e serba, i personaggi serbi, croati e bosniaci si capiscono benissimo tra loro, parlano la stessa lingua che gli uni chiamano serbo, gli altri croato o bosniaco. Seconda metafora, nel film ambientato nel 1993 della guerra in Bosnia: un soldato ferito è stato crocefisso [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
2002
winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2001
winner
miglior montaggio
Nastri d'Argento
2002
winner
miglior film straniero
Golden Globes
2002
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