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No Man's Land - Terra di nessuno
Un film di Danis Tanovic.
Con Simon Callow, Branko Djuric, Rene Bitorajac, Filip Šovagovic, Georges Siatidis.
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Titolo originale No Man's Land.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 98 min.
- Italia, Belgio, Gran Bretagna 2001.
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![]() Il ridicolo di una guerra atroce
Giancarlo Zappoli
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premi nomination |
Premio Oscar 1 0 |
Nastri d'Argento 1 0 |
Golden Globes 1 0 |
In guerra si muore soli
mercoledì 20 febbraio 2008
di anna scotton
“No man's land” è un film molto avvincente, che racchiude scene d'azione e allo stesso tempo momenti che aiutano a riflettere sulla stupidità della guerra: infatti raffigura uno scontro in cui i soldati delle due fazioni nemiche non sanno chi abbia iniziato la guerra e per quale motivo. Il film spiega inoltre come in una guerra tutto sia lecito e che anche le persone che dovrebbero aiutarti, possono abbandonarti in una situazione drammatica, come quella in cui l' uomo, finito accidentalmente continua » |
Particolare
martedì 2 aprile 2002
di Anders
Film su cui meditare,certo...però voglio ribadire il mio sdegno per la mancata vittoria de"Il favoloso mondo di Amélie"che,a mio parere,dopo aver subito un ignobile smacco ai Golden Globe da quell'obbrobrio di"Moulin Rouge",meritava di vincere al posto di "No man's land" come miglior film straniero...comunque,a pensarci bene,tralasciando il lato esclusivamente artistico,è abbastanza comprensibile,giustificabile che abbia vinto:visti gli attentati alle Twin Towers era giusto che vincesse un film continua » |
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DVD | No Man's Land - Terra di nessunoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 15 settembre 2004
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Prima metafora dei conflitti balcanici: se il regista debuttante Danis Tanovic, nato in Bosnia Erzegovina, ha doppia nazionalità bosniaca e serba, i personaggi serbi, croati e bosniaci si capiscono benissimo tra loro, parlano la stessa lingua che gli uni chiamano serbo, gli altri croato o bosniaco. Seconda metafora, nel film ambientato nel 1993 della guerra in Bosnia: un soldato ferito è stato crocefisso a una bomba, se appena si muovesse l'ordigno bloccato soltanto dal suo peso esploderebbe facendo saltare in aria lui e tutto il resto nel raggio di cinquanta chilometri. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Chi ha cominciato la guerra? Voi, urla il bosniaco Ciki (Branko Djuric) al serbo Nino (Rene Bitorajac). La sua voce non conosce dubbi, come quella del suo nemico. Al pari di Ciki, anche Nino urla: voi, l’avete cominciata. Oltre alle loro non c’è, nel film di Danis Tanovic, una voce "terza", un’istanza superiore, una ragione giuridica o morale che risponda a quella domanda. C’è solo la voce muta che sta per intero nella canna d’un fucile: chi di volta in volta lo impugna e lo punta contro l’altro, quello ha "ragione". » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
È sempre pericoloso guardare negli occhi il nemico: ti puoi accorgere che è uno come te, con i tuoi stessi pensieri e desideri. In guerra, però, al nemico non si guarda più negli occhi. È un punticino lontano, una "cosa" in grado di ridurti a cosa, un oggetto da eliminare prima che lui elimini te. Solo circostanze eccezionali permettono il contatto, e allora tutte le regole vengono ribaltate. Come accade in No Man’s Land, dell’esordiente bosniaco Danis Tanovic. Uno che è nato a Sarajevo, e che dunque queste perverse dialettiche conosce fin troppo bene. » |
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