Una commedia che osserva da vicino le trasformazioni sociali e culturali degli ultimi anni. Espandi ▽
Torino, oggi. Giuliano e Laura si trovano in un momento delicato della loro vita: lui ha lasciato il lavoro d'ufficio per dedicarsi allo smart working da casa, lei aspetta il secondo figlio, ed entrambi cercano di vendere un monolocale per comprare un appartamento più grande.Una coppia di amici, Ilaria e Federico, frequenta la loro casa e Ilaria, che lavora presso una casa editrice, fa leggere a Laura un romanzo di cui ha appena acquistato i diritti, che racconta in prima persona una gravidanza.
Smart Working è il secondo film da regista e autore di Svevo Moltrasio, laureato al DAMS ma diventato celebre come youtuber, con i suoi resoconti comici della vita da espatriato a Parigi nella web serie Ritals.
Non c'è niente di particolarmente innovativo in questa storia, ma c'è un lavoro di fino in scrittura e tutto sommato anche in regia: una serie di incastri narrativi interessanti che tiene bene il ritmo di un racconto dai temi attuali, dal furto di identità creativa al lavoro da remoto, con conseguente perdita dello spirito di comunità. Recensione ❯
Divertimento puro. Horror, action e commedia nerissima in un film che mette in scena la violenza stilizzata. Horror, Azione, Commedia - Sudafrica, USA2026. Durata 94 Minuti.
Un horror-action-comedy ad alto tasso di adrenalina e intriso di sangue. Espandi ▽
Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi.
Sarebbe ingiusto sminuire il lavoro del regista russo Kirill Sokolov che dirige un film capace di liberare lo spettatore da dilemmi etici o morali e trascinandolo nel divertimento più puro di una messa in scena della violenza stilizzata e grottesca tra horror, action e la commedia più nera.
Un'opera cinematografica che ha il gusto istintivo del gioco più sfrenato con le sue derive splatter e grottesche, financo demenziali. Recensione ❯
Una ragazza di 15 anni scopre di essere incinta. Dovrà affrontare l'ipocrisia del suo villaggio. Espandi ▽
Emma è una ragazza volenterosa che cresce nella Svizzera degli anni Quaranta. Il mondo è in guerra, la Svizzera resta neutrale, ma Emma respira ugualmente quell'atmosfera repressiva e discriminatoria. Un giorno incontra un giovane borghese della città e quella che doveva essere una gita spensierata nella natura si tramuta nell'incubo di uno stupro. Rimasta incinta non sa cosa fare.
È un coming of age e una dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione, Lo sguardo di Emma, opera prima di Marie-Elsa Sgualdo.
Il racconto di questa sua rivolta ricorda molto da vicino, a livello contenutistico ma anche formale, quello di Vermiglio, altro film firmato da una regista, ambientato in un paesino di montagna e fortemente caratterizzato dal suo contesto storico.
Attraverso questo film la regista si domanda, e chiede a sua volta a chi guarda, che cosa sia la libertà per una giovane donna e soprattutto quanto sia costata alle giovani donne di ieri, costrette ad obbedire a imposizioni di altri. Recensione ❯
Una storia liberamente ispirata a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche che vede come protagonisti un cocchiere, sua figlia e il loro cavallo. Espandi ▽
Liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un'atmosfera di grande povertà che anticipa la fine del mondo. Recensione ❯
Dopo che gli incendi hanno devastato il suo ranch, un cowboy di nome Dusty finisce in un campo, trovando comunità con altre persone che hanno perso la casa, tra cui sua figlia e l'ex moglie. Espandi ▽
Un incendio ha appena distrutto il suo ranch familiare di duecento settanta acri. Il giovane Dusty, strappato al suo amato allevamento, vive come un reduce di sé stesso, arrangiandosi con lavoretti a giornata. Cowboy malinconico e solitario, dorme in una piccola roulotte allestita in un campo emergenze dove, giorno dopo giorno, combattendo l’iniziale ritrosia, inizia a solidarizzare con le altre persone sfollate. Nel frattempo, intanto, è chiamato a ricucire i rapporti con la piccola Callie-Rose avuta dall’ex compagna Ruby. Dai cataclismi che hanno flagellato e flagelleranno l’America occidentale, il regista e sceneggiatore deriva un dramma sommesso e sussurrato, un canto di resilienza individuale e rigenerazione comunitaria. Rebuilding canta un’America aspra e rurale, matrigna e materna, acre e incommensurabile che conserva intatto il suo fascino, la residenza in un certo cinema controculturale a stelle e strisce che per brevità non almanacchiamo. E nel farlo, esalta la prova in levare del nuovo Angelo dalla faccia sporca del cinema britannico: Josh O’Connor. Recensione ❯
Nel cantiere notturno di un quartiere futuristico, operai iniziano a sparire. Vincent sospetta un insabbiamento, ma il mistero si fa più oscuro. Espandi ▽
Vincent lavora in un cantiere dove stanno costruendo un quartiere futuristico, "Grand Ciel", un progetto all'avanguardia che si presenta come rivoluzionario, sicuro, ecologicamente responsabile e in grado di offrire tra i 5000 e i 10000 posti di lavoro. È stato assunto da poco, è precario ed è disposto a lavorare anche di notte; cerca infatti di dare una svolta alla sua vita e cerca di guadagnare abbastanza per poter permettersi un appartamento dove andare a vivere con la compagna Nour e Ilyès, il figlio di lei. Un giorno improvvisamente scompare un operaio, Ousmane. Con gli altri compagni di lavoro Vincent si mette alla sua ricerca. Tra loro il più combattivo è soprattutto Saïd che cerca risposte chiare dai vertici dirigenziali. Vincent invece non assume una posizione chiara; non vuole perdere il lavoro e, incoraggiato dalla possibilità di una promozione, ha un comportamento sempre più ambiguo. Nel frattempo, si perdono le tracce di un altro operaio.
C'è l'ombra del cinema di Laurent Cantet in questo debutto nel lungometraggio di Akihiro Hata, in particolare nel modo in cui mostra il mondo del lavoro e soprattutto quanto condiziona la vita dei protagonisti, elementi già presenti in Risorse umane e A tempo pieno. Recensione ❯
L'indagine sull'uomo di Kore-eda sconfina nell'aldilà, in una riflessione originale sul significato dell'esistenza. Drammatico, Giappone1998. Durata 118 Minuti.
Una riflessione sul ruolo della memoria e sulla potenza dell'immaginazione. Espandi ▽
C'è un luogo di passaggio tra la vita e l'eternità, simile a un anonimo edificio amministrativo del Giappone del dopoguerra. Qui, le anime appena defunte vengono accolte da un gruppo di impiegati, anch'essi morti, con un compito molto particolare: scegliere un solo ricordo da portare con sé per sempre. Una settimana di tempo per decidere quale istante della propria esistenza meriti di diventare eterno. Una volta individuato, quel momento viene ricostruito come un set cinematografico e filmato. Sarà proprio quell'immagine a costituire il paradiso individuale di ciascuno.
Realizzato nel 1998, tra il folgorante esordio di Maborosi e il successo internazionale di Nobody Knows, After Life occupa una posizione centrale nella filmografia di Hirokazu Kore-eda. È il film in cui il regista giapponese definisce con maggiore chiarezza i temi che attraverseranno tutta la sua opera: il rapporto tra memoria e identità, la fragilità dei legami umani, il confine sempre permeabile tra documentario e finzione. Ma soprattutto è il film in cui Kore-eda formula una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: cosa resta davvero di una vita? Rivisto oggi, After Life appare come uno dei vertici del cinema di Kore-eda e uno dei più originali film sulla morte mai realizzati. Dove molta cinematografia occidentale tende a spettacolarizzare il passaggio tra i mondi o a trasformarlo in occasione di melodramma, il regista giapponese sceglie la sottrazione, la delicatezza, il silenzio. Non interessa immaginare cosa ci attenda dopo la fine, ma comprendere cosa renda degna una vita prima che finisca. Recensione ❯
Una giovane donna, in seguito ad un incidente stradale, viene aiutata ed accolta da una famiglia che cela un segreto. Espandi ▽
Durante un fine settimana in campagna, Laura, una studentessa di Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente d'auto. Fisicamente risparmiata ma profondamente scossa, viene accolta da Betty, che aveva assistito all'incidente e si era presa cura di lei con affetto. A poco a poco, il marito e il figlio di Betty superano la loro riluttanza e si instaura una tranquillità quasi familiare. Ma presto non possono più ignorare il loro passato e Laura deve affrontare la sua vita. Recensione ❯
Una madre single scopre di più sul donatore di sperma che ha scelto per suo figlio. Espandi ▽
Edith vive in un angolo della Norvegia con la madre, che soffre di una malattia degenerativa, e il suo bambino, figlio di un donatore anonimo che diventa presto un'ossessione. L'istinto da giornalista la mette sulle tracce di Inuus, pseudonimo del misterioso donatore, che ha una moglie, una figliastra e un vecchio scandalo alle spalle. Contro ogni previsione, Edith si innamora, ricambiata, e le cose si complicano.
Alla sua seconda prova, Janicke Askevold interroga le nozioni di monoparentalità e di 'accesso alle origini', attraverso il percorso di una quarantenne che è ricorsa a una banca del seme per concepire suo figlio. Un'indagine avvincente su un aspetto raramente trattato della maternità, che rivela presto faglie e dubbi.
Il film sfida i pregiudizi sulla procreazione assistita e supera addirittura la linea rossa mettendo sotto i riflettori i donatori condannati all'anonimato perpetuo. Recensione ❯
Il punto più alto di un cinema che ha sempre cercato di raccontare i legami invisibili che uniscono le persone. Drammatico, Giappone2008. Durata 114 Minuti.
L'amore per la vita, i dolori della vita in una fotografia sincera e suggestiva delle relazioni familiari. Espandi ▽
A distanza di anni dalla morte del figlio maggiore Junpei, i membri della famiglia Yokoyama si riuniscono nella casa dei genitori per la consueta commemorazione. Tra pranzi preparati con cura, conversazioni apparentemente innocue e ricordi che riaffiorano, emergono tensioni mai sopite, sensi di colpa e rancori nascosti. In una sola giornata, Hirokazu Kore-eda compone un intenso ritratto familiare sul peso della memoria, sull'assenza e sulla difficoltà di comunicare i propri sentimenti alle persone che si amano di più. Still Walking occupa un posto particolare nella filmografia di Hirokazu Kore-eda. Recensione ❯
Basato sulla storia vera di Aranzazu Berradre Marín, pseudonimo utilizzato da un'agente della Polizia Nazionale che si infiltrò nell'organizzazione terroristica ETA per otto anni. Espandi ▽
Dopo aver trascorso diversi anni infiltrata negli ambienti della "izquierda abertzale" ("sinistra patriottica") come simpatizzante dell'organizzazione terroristica Eta, una giovane agente di polizia ottiene ciò che voleva: essere contattata dai terroristi. Hanno bisogno che lei ospiti, nel suo appartamento a San Sebastián, due membri dell'organizzazione che hanno l'obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo momento inizia la missione più difficile della sua vita, informare i suoi superiori della polizia nazionale, mentre convive con due terroristi che non si fidano, del tutto, di lei.
Thriller intimo e claustrofobico della regista basca Arantxa Echevarría, L'infiltrata racconta il punto di vista, anche di genere, di una donna nell'organizzazione terroristica dell'Eta speculare a quello della collega che lavora in una squadra di polizia tutta al maschile.
La regista e sceneggiatrice raddoppia il discorso delle donne in ambienti 'lavorativi' maschili, mostrando come anche nel reparto di polizia addetto a sorvegliare ciò che accade nell'appartamento dell'infiltrata, l'unica agente donna è oggetto di un trattamento diverso rispetto a quello degli altri colleghi. Recensione ❯
Un uomo dal futuro arriva in una caffetteria di Los Angeles, e cerca di salvare il mondo dalla minaccia della maligna intelligenza artificiale. Espandi ▽
«Questa non è una rapina». Inizia così il discorso di un bizzarro sconosciuto che irrompe in un diner e sostiene di venire dal futuro per avvertire che bisogna assolutamente salvare l'umanità. Sono 117 volte che ci prova senza successo, non può farcela da solo, devono aiutarlo gli ignari e scioccati clienti del diner, per impedire a un genio di nove anni di creare l'AI che distruggerà tutto. Una squadra improvvisata accetterà di seguirlo nell'impresa e partirà una (dis)avventura che definire rocambolesca è poco, in cui fino alla fine proveranno a portare a termine l'ardua e letale missione.
È una satira sci-fi sui pericoli della tecnologia, un delirante disaster movie apocalittico su l'AI, il nuovo film firmato da Gore Verbinski.
Il film è una denuncia che non si limita alla sola tecnologia e alla dipendenza da essa, ma affronta anche temi come clonazione e stragi di bambini nelle scuole americane, con un umorismo graffiante e spesso scorretto che salva gran parte del film. Recensione ❯
Un racconto d'infanzia ipercinetico con un'estetica viva, originale e salutare per il nostro cinema. Drammatico, Italia, Svizzera, Francia2025. Durata 105 Minuti.
Una bambina fa amicizia con due coetanee che le insegneranno cosa significa veramente l'infanzia. Espandi ▽
1997, estate in una soporifera e residenziale Ferrara. La piccola Linda, di otto anni, si trasferisce al seguito della madre Eva. Qui incontra Azzurra e Marta, due sorelle spesso lasciate a loro stesse dalla madre, divisa tra il ruolo di infermiera e la passione per la fabbricazione di bambole, e da un padre distante. Finora hanno potuto contare sul fedele cane e su Carlino, il babysitter queer che si occupa di loro, ma con l’aggiunta di Linda formano una banda di ragazzine che in movimento perpetuo esplorano il quartiere, il mondo, e la possibilità di diventare grandi. Racconto d’infanzia che preme verso il suo limite estremo, il primo film a quattro mani delle sorelle Bertani è un trattato ipercinetico su un’età di passaggio. L’impianto estetico è vivo, originale e – armato di tutte le sue idiosincrasie – salutare per un cinema nazionale che ha bisogno di prospettive del genere. Il fatto che le autrici vengano dal mondo della pubblicità spiega forse perché lo stile sia già curatissimo e pienamente formato mentre la scrittura funzioni più come prova d’intento che come indagine davvero approfondita. Recensione ❯
Damian McCarthy conferma il suo talento, firmando un folk horror che intreccia soprannaturale, trauma e redenzione. Horror, Thriller - Irlanda, Emirati Arabi Uniti2026. Durata 107 Minuti.
Un'esperienza horror fondata sulla tensione psicologica, sull'atmosfera e sulla forza delle immagini. Espandi ▽
In un profondo stato di depressione, Ohm Bauman, cinico scrittore di discreto successo, sceglie di recarsi nel luogo visitato dai genitori poco prima che morissero: un remoto villaggio dell'Irlanda carico di aneddoti su magia nera e stregoneria. Il proprietario del Bilberry Woods Hotel, dove Ohm alloggia, sostiene di aver intrappolato un Cailleach, una potente strega, nella suite matrimoniale. Dopo la scomparsa di Fiona, una ragazza conosciuta in albergo, Ohm decide di indagare a fondo su quanto accaduto.
Già ammantato da un'aura da regista horror indipendente con una poetica riconoscibile, con Hokum Damian McCarthy alza l'asticella, affidandosi a un cast e a una produzione più ambiziosi.
Per il protagonista Ohm Bauman (un nome che fa curiosamente pensare all'unità di misura della resistenza elettrica) sceglie Adam Scott, divenuto un volto familiare grazie all'exploit televisivo di Scissione, una delle migliori serie di Apple Tv. Recensione ❯
Una donna sta aspettando un figlio ma a essere incinta è la sua compagna. Cerca il suo posto in questa famiglia. Espandi ▽
Francia, 2014. Nadia e Céline sono una coppia gay che ha potuto sposarsi grazie alla nuova legge Taubira che ha sancito il matrimonio omosessuale, e ora che Nadia è incinta tramite fecondazione eterologa avvenuta in Danimarca si preparano all'adozione, che potrà avvenire solo dopo la nascita. È stato deciso che la madre biologica fosse Nadia che ha 37 anni, mentre la più giovane Céline forse potrà vivere personalmente quell'esperienza più avanti. Ma non è facile calarsi nei rispettivi ruoli: la madre biologica che soffre tutte le difficoltà della gestazione e del parto, e quella di adozione che - esattamente come succede ai neopapà - si sente messa in secondo piano e si domanda se il suo attaccamento al neonato sarà un istinto naturale, come sembra esserlo per le neomamme.
In realtà il punto della storia di Love Letters, opera prima della regista Alice Douard che ha vissuto in prima persona l'esperienza che racconta, niente è necessariamente naturale nella genitorialità, anche perché sia Nadia che soprattutto Céline hanno avuto modelli per certi versi discutibili: la prima ha una madre delegittimante e un po' bigotta che ha fatto fatica ad accettare l'omosessualità della figlia, la seconda ha per mamma una celebre pianista che è andata per concerti delegando il ruolo genitoriale al marito, che però è morto per infarto quando la figlia era ancora piccola. Recensione ❯
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