Marina, 18 anni, cerca una firma dai nonni mai conosciuti e scopre segreti di famiglia che la aiutano a ricostruire il ricordo dei suoi genitori. Espandi ▽
(Video)camera a mano e diario della madre in tasca, Marina parte alla volta della Galizia e della famiglia di suo padre, morto di AIDS molti anni prima. Adottata 'altrove', ha bisogno di un certificato anagrafico per ottenere una borsa di studio. Ma dietro alla ragione officiale, si nasconde il desiderio ardente di ricostruire la vita dei suoi genitori, su cui la famiglia mantiene un rigoroso riserbo. Negli stessi luoghi in cui sua madre e suo padre sono stati innamorati e felici, disperati e sconfitti, Marina troverà il suo posto e lo slancio per il futuro.
Il terzo film di Carla Simón è un poema di sole e iodio. Ambientato sulle coste galiziane, Romería esplora le ferite biografiche dell'autrice, che reclama costantemente le immagini mancanti.
Siamo di fronte ad un film riparatore che si allontana progressivamente dai toni realistici, perché la verità della memoria non si trova mai nella ricerca erudita, documentaristica, ma nella fuga romanzesca dell'inconscio, per mediazione della fiction. Recensione ❯
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo. Documentario, Drammatico - Svizzera2024. Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale. Recensione ❯
Tra reboot, remake e "sequel spirituale", un film dal cuore autentico che dichiara un amore sfrenato per il cinema. Azione, Avventura, Commedia - USA2025. Durata 99 Minuti.
Un gruppo di amici sta attraversando una crisi di mezza età. Decidono di rifare un film della loro giovinezza, ma si imbattono in eventi inaspettati quando entrano nella giungla. Espandi ▽
Doug e Griff sono migliori amici fin dall'infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il "classico" cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell'impresa, partono per le profondità dell'Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in una trappola mortale. Il film che muoiono dalla voglia di girare? Potrebbe letteralmente ucciderli.
È un'operazione nostalgia, tra reboot, remake o, come viene ironicamente detto nel film, "sequel spirituale" che, nonostante le criticità, nasconde un cuore autentico e tenero e un amore sfrenato per il cinema.
Siamo di fronte ad un'intelligente rivisitazione, in chiave ironica e demenziale, di stilemi della produzione cinematografica tipica degli high concept movie, dove si respira un'aria di autentico amore per il cinema che fu, gli anni '80, i B movie, lo stupore, l'ingenuità, i sogni, le nostre orme bambine. Recensione ❯
Clémence, dopo la separazione e l'amore per una donna, affronta la manipolazione dell'ex marito che le impedisce di vedere il figlio liberamente. Espandi ▽
La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione. Vicky Krieps è una delle certezze nel panorama del cinema indipendente europeo contemporaneo, e in Love Me Tender trova il tipo di progetto che meglio la rappresenta. In cambio riceve la possibilità di aggiungere un’ennesima ottima interpretazione al suo catalogo, in uno sfaccettato dramma francese che parla di una donna a tutto tondo e non solo di una madre in lotta per la custodia del figlio. Recensione ❯
Inconsueto psycho-thriller dai risvolti inquietanti. Una nuova conferma del talento multiforme di Osgood Perkins. Horror, USA, Canada2025. Durata 99 Minuti.
In una baita isolata, Liz e Malcolm si godono il loro weekend fuori porta. Ma presenze inquietanti e un legame oscuro con la foresta iniziano a emergere. Espandi ▽
Liz ha accettato di buon grado di trascorrere un tranquillo weekend con il nuovo fidanzato, Malcolm, di professione dottore, nel suo isolato chalet tra i boschi. La prospettiva è quella di un romantico tête-à-tête, ma le cose sono ben presto scombinate dall'improvvida irruzione del cugino Darren. Dopo una notte agitata, il giorno successivo Malcolm deve lasciare da sola Liz nello chalet. Liz prende di buon grado l'assenza di Malcolm, ma, rimasta sola, si trova a fronteggiare presenze inaspettate e minacciose.
Dopo aver adottato i toni della vivace commedia macabra per lui piuttosto inconsueti con The Monkey, Osgood Perkins torna a tematiche più rarefatte e intimistiche pur restando fermamente all'interno dei confini del genere horror.
Perkins si conferma autore interessante nel panorama dell'horror contemporaneo: qui, lavorando per sottrazione e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi principali, gestisce con stile raffinato ed elegante un racconto lineare e scorrevole dando adeguato risalto, grazie anche alla buona qualità degli effetti speciali, ai risvolti visuali dell'inquietante finale. Recensione ❯
Felix è un giovane giornalista e fotografo tedesco che, deluso dall'America, decide di tornare in Germania. All'aeroporto una donna lo prega di portare con sé sua figlia di nove anni in Olanda: lei li raggiungerà il giorno dopo. Espandi ▽
Felix è un giovane giornalista e fotografo tedesco che, deluso dall'America, decide di tornare in Germania. All'aeroporto una donna lo prega di portare con sé sua figlia di nove anni in Olanda: lei li raggiungerà il giorno dopo. Felix e Alice arrivano ad Amsterdam, ma la madre della bambina non si fa viva e allora partono alla sua ricerca. Prima di trovarla, Felix e Alice stringono un profondo rapporto di amicizia portatore di fiducia nella vita. Recensione ❯
In un'America distopica di un futuro prossimo, cento ragazzi partecipano ad una competizione estrema conosciuta come The Long Walk. Espandi ▽
In un futuro alternativo, gli Stati Uniti sono una dittatura autoritaria e soffrono di una gravissima depressione economica. Per molti cittadini il solo modo di guadagnare è partecipare all'annuale "lunga marcia" organizzata dal Maggiore. La regola è una sola: si cammina per 300 miglia senza mai fermarsi. Chi rallenta, si ferma o si attarda viene semplicemente ucciso sul posto. E solo uno resterà vivo. Tra i cento giovani partecipanti c'è Ray, che ha visto il padre ucciso dal Maggiore.
A rendere The Long Walk meno intenso di quello che potrebbe essere, dopo una prima introduttiva serrata e convincente (non a caso chiusa dalla comparsa del titolo del film al ventesimo minuto), è proprio l'inevitabile povertà di possibili soluzioni di messinscena.
La violenza delle esecuzioni dovrebbe essere immediata e secca, ma l'effetto digitale è troppo piatto ed evidente da suscitare autentico terrore. E alla lunga è inevitabile che, come i camminatori della lunga marcia, anche lo spettatore sia anestetizzato dalla fatica, sperando in una rapida fine del cammino. Recensione ❯
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Espandi ▽
Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche. Recensione ❯
Una biofiction libera e coraggiosa dedicata a Miguel de Cervantes. E al potere delle storie di sottrarci alla sottomissione. Drammatico, Spagna, Italia2024. Durata 134 Minuti.
Le avventure del giovane Miguel de Cervantes. Espandi ▽
Algeri, 1575. Islam e il Cristianesimo sono in lotta per il dominio del Mediterraneo, e i corsari arabi catturano le navi cristiane, vendendo i passeggeri come schiavi o ostaggi. I prigionieri d'alto rango vengono trattenuti dal temuto Hasan Bajà, il Signore d'Algeri detto il Veneziano, in quanto nato a Venezia e convertito in Turchia dopo la cattura da parte dei mori. Fra i suoi prigionieri c'è Miguel de Cervantes, che diventerà l'autore del Don Chisciotte, ma al momento è solo un giovane in fuga dal sospetto di aver intrattenuto una relazione omosessuale con il suo maestro di lettere Juan López de Hoyos. Miguel si fa benvolere dai compagni di sventura e dal Bajà raccontando storie che attinge dalla biblioteca di Padre Antonio de Sosa.
Il regista, sceneggiatore e compositore musicale spagnolo-cileno Alejandro Amenábar fa leva sulle scarse informazioni storiche della vita di Miguel de Cervantes per creare una biofiction libera e coraggiosa e per approfondire un aspetto non confermato, ma spesso sottolineato dalla comunità LGTBQ+, ovvero la possibile omosessualità dell'autore.
Il rapporto fra lui e il Bajà, interpretato con un'alternanza di minaccia e seduzione da un ottimo Alessandro Borghi (la produzione del film è italo-spagnola), cammina sempre sul filo del rasoio. Recensione ❯
Dopo l'universo creato da Danny Boyle e Alex Garland in 28 Anni Dopo, Nia DaCosta dirige 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa. Espandi ▽
Il dottor Kelson (Ralph Fiennes) si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l'incontro di Spike (Alfie Williams) con Jimmy Crystal (Jack O'Connell) si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l'aspetto più inquietante e terrificante.
Quarto film della saga e sequel diretto di 28 anni dopo di appena sei mesi fa, questo nuovo episodio diretto da Nia DaCosta appare come un riuscito intermezzo che riprende alcuni aspetti visionari del film precedente (diretto da Danny Boyle) e prepara con cura il capitolo finale e definitivo. Recensione ❯
Una coppia di poveri taglialegna e un dono prezioso. Una neonata sfuggita all'olocausto. Espandi ▽
Il Povero Taglialegna e la Povera Taglialegna avevano perso un figlio e non potevano più averne. Fino al giorno in cui la donna, pregando il Dio del treno che passava attraverso i campi, trovò nella neve una neonata avvolta in un telo intessuto anche con fili d’oro. Era la più preziosa delle merci di quel convoglio: gettata fuori dal padre affinché si salvasse. Il film di Hazanavicius (nato in una famiglia ebraica ashkenazita di origini polacche e lituane) grazie a una grafica molto delicata, su cui volutamente contrastano le figure degli esseri umani tutte contornate con evidenza, viene proposto al Festival di Cannes in un momento estremamente delicato della storia del popolo d’Israele ma proprio per questo assume più valore. Ci ricorda cioè come ognuno possa finire con l’essere assalito dal tarlo del razzismo e come nessuno possa pensarsene totalmente esente. Recensione ❯
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita. Drammatico, Svezia, Francia2025. Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome. Recensione ❯
Un film che porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura e il consueto gusto per l'assurdo. Commedia, Romania2025. Durata 109 Minuti.
Una donna è costretta a sfrattare un senzatetto. Questa azione le causerà una crisi. Espandi ▽
A Cluj, in Romania, si intrecciano le storie di un senzatetto che vaga per la città e di Orsolya, una donna di origini ungheresi che si è trasferita in Transilvania e qui ha messo su famiglia. Ora lavora per il comune come ufficiale giudiziario, e sarà lei a costringere il senzatetto a sgomberare l'alloggio che occupava irregolarmente. Per la donna sarà l'occasione di confrontarsi con il suo senso di colpa e di responsabilità, un processo grottesco, buffo e amaro al tempo stesso che la spingerà a cercare supporto nelle persone attorno a sé.
Pur meno caleidoscopico dei suoi capolavori recenti, Kontinental '25 porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura bipartita e il consueto gusto per l'assurdo che lascia nella memoria immagini tanto ridicole quanto risonanti, capaci di far collassare le nozioni di alto e basso.
Ma è soprattutto attraverso la conversazione - motore instancabile che però gira a vuoto - che Jude mette in scena l'insoddisfazione e la frustrazione, confermandosi come l'autore del cinema europeo più rilevante della nostra epoca. Recensione ❯
Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. Espandi ▽
Nagasaki, anni '60. Kikuo, dal viso efebico, recita come onnagata (attore maschile in un ruolo femminile) in una rappresentazione kabuki di fronte al grande attore Hanjiro, quando il padre - uno yakuza - viene trucidato davanti ai suoi occhi. Hanjiro sceglie di prendere Kikuo sotto la sua protezione e di avvicinarlo al figlio Shunsuke, anche lui aspirante attore.
Il film rifiuta ogni semplificazione. Kokuho non tenta di "spiegare" il kabuki né di renderlo accessibile a tutti i costi: ne preserva l'opacità, la complessità, persino una certa distanza.
Più che un racconto sul mondo del kabuki, Kokuho è una riflessione sul vedere e sull'essere visti, sulla costruzione dell'identità come performance continua. E, soprattutto, sul prezzo da pagare per trasformarsi in immagine, per diventare - e restare - un'icona. Recensione ❯
Un gruppo di poliziotti di Miami scopre un tesoro nascosto di milioni di dollari in contanti, generando sfiducia quando gli estranei vengono a conoscenza dell'enorme sequestro, e si chiedono su chi fare affidamento. Espandi ▽
Quando una detective della polizia di Miami viene brutalmente uccisa da due aggressori, il suo reparto, specializzato in operazioni di sequestro di denaro illecito, viene messo sotto pressione dai federali. Questa porta immediatamente a uno scontro tra un agente FBI e suo fratello maggiore, il sergente JD Byrne, che è invece uno dei poliziotti interrogati sul caso. La detective caduta in azione ha però mandato un messaggio al tenente Dane Dumars, un uomo rimasto solo dopo la morte del figlio di soli dieci anni per un tumore.
Dane subito mette insieme una squadra, che comprende anche Byrne e gli altri agenti interrogati, e la notte stessa si reca nella casa indicata, in un quartiere pressoché deserto. Qui vive una ragazza che dice di avere ereditato la casa dalla nonna. Il cane addestrato a fiutare i soldi diventa molto agitato nei pressi dell'abitazione e presto anche tra gli agenti monteranno adrenalina e sospetto.
Sceneggiato e diretto da Joe Carnahan, The Rip - Soldi sporchi è un teso crime thriller, sabotato però dal casting dei due bravi ragazzi Affleck e Damon. Recensione ❯
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