Si accettano miracoli

Film 2015 | Commedia, +13 110 min.

Regia di Alessandro Siani. Un film con Alessandro Siani, Fabio De Luigi, Ana Caterina Morariu, Serena Autieri, Giovanni Esposito. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2015, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 1 gennaio 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,02 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 12 dicembre 2019

Il comico napoletano, qui al suo secondo lungometraggio da regista, è inoltre sceneggiatore e attore protagonista del film. In Italia al Box Office Si accettano miracoli ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 15,4 milioni di euro e 7,1 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato no!
2,02/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,25
PUBBLICO 2,30
CONSIGLIATO NÌ
Ambientazione fiabesca per una commedia dove Siani illumina ogni gag con la sua presenza.
Recensione di Gabriele Niola
Recensione di Gabriele Niola

Fulvio è l'unico dei tre fratelli Canfora ad aver lasciato il paese d'origine per andare a lavorare in città. Vicecapo del personale in una grande azienda licenzia senza rimorsi fino a che non è lui stesso ad essere licenziato e, dopo essere finito in carcere per aver picchiato il proprio superiore, viene affidato al fratello, da anni parroco del paese in cui sono cresciuti. Costretto in un luogo lontano da ogni modernità Fulvio decide di aiutare la chiesa locale in crisi di fondi inventandosi un miracolo: fa credere a tutti che la statua del santo piange. Accorrono così turisti e pellegrini riempiendo le tasche degli esercizi locali fino a che il Vaticano non decide di mandare qualcuno a certificare l'evento, momento in cui Fulvio dovrà confessare la truffa e tutto il paese si armerà per convincere gli inviati della Santa Sede della veridicità del miracolo inventato.
C'è di nuovo un piccolo paesino in cui rifugiarsi dall'orrore della metropoli in questa commedia italiana, un luogo in cui il tempo sembra fermo, in cui la modernità è bandita e quindi un'altra vita è possibile, più autentica e più sincera, regolata dai ritmi della parrocchia e dalla buona parola di un prete invece che dalle logiche del business e del consumismo. Ancora una volta l'Italia migliore, il luogo ideale in cui vivere, è quello che coincide con il passato, con ciò che eravamo o meglio che ci piace pensare di essere stati. Si accettano miracoli non nega, in nessun momento, la sua natura favolistica, lo stesso appare perfettamente in linea con il rifiuto della modernità e la sua identificazione con il male assoluto che regge le commedie di buoni sentimenti nostrane, quel pensiero per il quale la provincia (possibilmente meridionale) è un anfratto che comicamente resiste alla tecnologia e all'organizzazione di massa e che di conseguenza, nonostante le divertenti assurdità derivate da quest'emarginazione, custodisce i veri valori.
Dopo Il principe abusivo ancora una volta Alessandro Siani scrive, recita, dirige e cura tutti i comparti del film (in questo caso molta attenzione è andata ai costumi). Come nelle produzioni live action anni '60, '70 e '80 della Disney, Siani prende l'ambientazione delle fiabe (questa volta è il tipico borgo e la comunità adorabile pronta a prendersi da sè il tanto atteso riscatto) e ne piega i confini per farci entrare un po' di modernità e plausibilità, eliminando la magia. In più inietta il presenzialismo del comico tipico delle commedie para-televisive italiane (un vero e proprio sole attorno a cui tutto gira e che illumina ogni gag con la sua presenza o anche solo con i suoi piani d'ascolto). Ciò che manca, rispetto al modello originale, è però la fattura, ovvero la capacità di narrare una storia per immagini montate tra loro con la fluidità necessaria a rendere piacevole anche una trama semplice.
Come ne Il principe abusivo, Alessandro Siani punta in basso, non cerca molti livelli di lettura e usa la tenerezza dei bambini e la dolcezza dei sorrisi; mancano però le caratteristiche fondamentali del genere ovvero il ritmo, la fluidità del racconto, il meccanismo ad incastro della sceneggiatura e una certa agilità nel maneggiare toni e situazioni. Siani propone il dolce amore tra uno spietato tagliatore di teste di città convertito in simpatico truffatore di paese e una chapliniana fioraia cieca senza la delicatezza che simili abusati stereotipi richiederebbero. Fa sbocciare il sentimento in un paio di scene ma poi non si prende la briga di cercare di convincere lo spettatore che esiste qualcosa di reale tra questi due esseri umani.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 3 gennaio 2015
vindelahoya

Sono uscito dalla sala chiedendomi una cosa sola: perché? Penso che Alessandro Siani sia uno dei comici del momento e non a caso. Fabio De Luigi è un attore ottimo in numerosi ruoli. Riesce addirittura a "nobilitare" un cinepanettone. E allora, mi domando, perché prendere questi due che potrebbero essere protagonisti di film di alto livello e fargli recitare una sceneggiatura che definire da dilettanti [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 31 dicembre 2014
Gabriele Niola

È a Napoli che Alessandro Siani convoca la stampa per presentare il suo nuovo film Si accettano miracoli, in uscita il 1 gennaio nella cifra mostruosa di 650 copie, è il campo da gioco del suo cinema (la città e i comuni della Campania) e lì ne vuole parlare. Dopo il trionfo dei 14 milioni incassati con Il principe abusivo, Cattleya stavolta ha stanziato 6 milioni di budget per la nuova "fantasy-comedy", come la definisce Siani stesso, alzando il tiro in ogni comparto ("Non è un film difficile da fare questo", dice il produttore Riccardo Tozzi, "è difficile farlo al livello a cui l'abbiamo fatto"). [...]

Frasi
Ogni sentimento non è mai
Fulvio (Alessandro Siani)
dal film Si accettano miracoli
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Francesco Alò
Il Messaggero

Il cinico tagliatore di teste Fulvio (Siani) viene costretto ad andare sotto la tutela del fratello parroco di paese (De Luigi) dopo un colpo, letterale, di testa. Forse si redimerà, troverà l'amore e un nuovo affiatamento anche con la sorella (Autieri) in crisi di coppia. La seconda regia di Siani recupera la commedia all'Italia di paese giocando con Benvenuti al Sud (film che fece di lui una star) [...] Vai alla recensione »

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