Lo spin-off animato della serie iconica Stranger Things. Espandi ▽
Gennaio 1985, tra la fine della seconda stagione di Stranger Things e l'inizio della terza. Eleven ha chiuso il portale verso il Sottosopra; i ragazzi cercano una normalità che Hawkins non sa offrire. Un agente in tuta anticontaminazione abbatte una creatura sconosciuta, liberando spore nell'aria: una nuova minaccia si diffonde silenziosamente. Dustin fonda l'Hawkins Investigators Club e il gruppo torna a investigare mostri, con una new entry, Nikki Baxter, ad affiancarlo. Dieci episodi animati da circa venticinque minuti per raccontare un'avventura che si svolge in uno spazio temporale già mappato.
Il problema non è che Tales from '85 sia animata. Il problema è che è animata così. Il vero inciampo strutturale è anche narrativo, e risiede in una contraddizione che il formato porta con sé per necessità: la serie è ambientata in un interstizio già risolto.
Funziona il design dei nuovi mostri, con un paio di scelte musicali, ma non con la costanza sufficiente a rendere la serie qualcosa di più di un ritorno gradito in un posto già conosciuto. Recensione ❯
Una famiglia felice a modo suo. Stramba agli occhi esterni, piena d'amore vista da vicino. È quella formata da Armony, un camionista di 55 anni a suo agio solo in compagnia della sua solitudine che, dopo la scomparsa della sorella, è costretto a prendersi cura della nipotina di 6 anni, Carlotta. E delle sue amiche, Pamela, un'anziana transgender, e Jenny, la giovane vicina di casa incinta. Una famiglia felice a modo suo fino a quando i servizi sociali minacciano di portare via Carlotta, e Armony è costretto ad affrontare un difficile percorso per ottenerne la tutela legale. Recensione ❯
Il film evento catturato dal vivo su pellicola 16mm nel corso di due sold-out al Palacio de los Deportes di Città del Messico. Espandi ▽
GHOST: 2 BIG TO RIG si concentra esclusivamente sul rituale live dei GHOST. Dagli intermezzi dietro le quinte che mettono in luce i membri della crew (che traducono ogni sera in realtà la visione teatrale della band) sino alle riprese professionali e uniche del carismatico frontman Papa V Perpetua e dei suoi Nameless Ghouls sull'intero tour senza cellulari, GHOST: 2 BIG TO RIG è il documento definitivo dell'indimenticabile SKELETOUR WORLD TOUR dei GHOST. Il titolo fa riferimento alla decisione dei GHOST di concludere lo SKELETOUR nel febbraio 2026, dopo 70 show tra Nord America, Europa e Messico. Da qui l'idea di condividere l'esperienza del tour con i fan di tutto il mondo: GHOST: 2 BIG TO RIG è una lettera d'amore a tutti coloro che hanno condiviso il rituale GHOST. Il film concerto è pensato sia per chi vuole rivivere i ricordi dello SKELETOUR sia per chi assiste allo spettacolo per la prima volta. Il carismatico Papa V e la sua truppa di Ghoul scintillanti non sono mai stati così belli da vedere né così potenti da ascoltare, mentre attraversano il repertorio dei sei album dei GHOST - tra cui SKELETÁ, #1 globale del 2025 - e singoli amatissimi come "Mary On A Cross", "Kiss the Go-Goat" e "The Future is a Foreign Land". Recensione ❯
Il film racconta l'amicizia tra due ragazzi in un pacifico paesino di campagna durante l'era Heisei. Espandi ▽
Il film racconta l'amicizia tra due ragazzi in un pacifico paesino di campagna durante l'era Heisei. Tsubasa si sente "troppo normale", quasi invisibile. Kyotaro, al contrario, viene percepito come "speciale". Un evento improvviso finirà per modificare per sempre il loro legame.
Kohei Kadowaki, già noto per il videoclip "Comet" degli Yoasobi, firma regia, sceneggiatura e montaggio. Recensione ❯
Emiliano, settantenne, vive in Francia da 40 anni, dove trovò rifugio per evitare il carcere in Italia dopo aver fatto parte di un'organizzazione sovversiva. Recensione ❯
Nel '76 Adriano Panatta e i suoi compagni di squadra tentano di compiere un'impresa che non ha precedenti nella storia del tennis italiano: vincere la Coppa Davis. Ma nell'anno d'oro di Adriano, il primo azzurro a trionfare agli internazionali di Roma e al Rolland Garros di Parigi consecutivamente, vincere non basta, perché nell'Italia degli anni di piombo anche una finale può diventare la scintilla di uno scontro politico.
In un Paese diviso tra agonismo sportivo e ideologia, Adriano e gli altri potranno contare solo sull'aiuto di un uomo che rischierà il tutto per tutto, compresa la vita, per trattare i termini di una finale che vedrà scendere in campo, oltre ai giocatori, anche un dittatore fascista cileno, il partito comunista italiano e l'opinione pubblica divisa.
Questa è la storia di quell'incredibile avventura. Recensione ❯
La serie prequel di La rivincita delle bionde aggiorna i temi e si apre alla multietnicità, alle riflessioni sul genere e a quelle ambientaliste. Commedia, USA2026.
Il prequel de La rivincita delle bionde. Espandi ▽
Los Angeles, 1995. Elle Woods compie 16 anni con una festa in rosa, godendosi tutti i privilegi della vita comoda a Beverly Hills e del suo villone con piscina. Ma il padre ha sbagliato una rinoplastica ed Elle e i genitori sono costretti a trasferirsi a Seattle per (almeno) due anni, finché lo "scandalo" non sarà dimenticato. Per Elle è una tragedia: lontana dalle amiche, nella capitale grunge in cui tutti si vestono di 50 sfumature di nero, i suoi outfit rosa sono un pugno in un occhio, e il suo atteggiamento da Pollyanna è solo irritante.
Inoltre, fin dai primi giorni nel nuovo liceo, Elle combina una serie di guai partendo da buone intenzioni che le si ritorcono inevitabilmente contro. Il liceo è come al solito diviso in gruppetti - i nerd, gli atleti, i fattoni, gli sfigati, e naturalmente l'olimpo delle ragazze più popolari, capitanate dall'acida Kimberly: quell'olimpo a cui Elle apparteneva in California, ma dal quale qui è immediatamente esclusa. Meno male che compaiono accanto a lei due possibili alleati: lo skateboarder Dustin e la femminista Shannon, che difende "i diritti e i rovesci" delle donne.
Forse l'aspetto più contemporaneo di una serie per molti versi apertamente retrò è la volontà costante di Elle di relazionarsi con chiunque: in un'epoca polarizzante divisa costantemente in fazioni rivali, questo tentativo di trovare un terreno comune nel rispetto delle reciproche differenze e dell'appartenenza a fazioni contrapposte può essere un messaggio utile, soprattutto per i più giovani. Recensione ❯
Un mercante d'arte viaggia dal Quebec alla Bulgaria, che ha abbandonato anni prima, per vedere i dipinti di una bambina prodigio. Espandi ▽
Il sessantenne Mihail è curatore di un'affermata galleria d'arte contemporanea di Montreal. Una gallerista di Roma, Giulia Mancini, gli manda il video di una bambina di otto anni, Nina, che a Karlievo, paesino sperduto della campagna bulgara, dipinge in modo meraviglioso. Mihail ha lasciato la Bulgaria trent'anni prima ed è riluttante ad intraprendere il viaggio. Ma il dovere, e forse anche un desiderio nascosto, lo chiamano verso quel mondo lontano. L'incontro con Nina risveglierà in lui una serie di emozioni che riguardano non solo se stesso.
Nina Roza è il secondo lungometraggio di finzione della giovane sceneggiatrice e regista franco-canadese Geneviève Dulude-De Celles, e si addentra a fondo nella nostalgia che un uomo adulto può provare verso un passato accuratamente rimosso.
Il film è imbevuto di malinconia e di "saudade", ma non è né cupo né privo di speranza, anzi, traccia un percorso verso la consapevolezza e la riappropriazione del proprio passato di cui potrà beneficiare anche il futuro. Recensione ❯
Una una commedia neorealista che osserva la loro quotidianità senza filtri, muovendosi tra cliché e momenti di verità, e trasformando l'esistenza quotidiana in un ritratto collettivo. Espandi ▽
Nella Cuba notturna, illuminata solo dalle piccole luci dei cocuyos, CUBA - COOCUYO REMIX attraversa la quotidianità di DJ e producer cubani, tra cliché e momenti di verità, dove la musica lascia spazio alla realtà. Recensione ❯
Il viaggio emotivo di una sedicenne, tra sfide scolastiche e il calore del deserto, sullo sfondo di un'America traumatizzata dagli eventi dell'11 settembre. Espandi ▽
Franny, una studentessa tedesca di 16 anni, è alle prese con la vita in una città del New Mexico durante l'America post-11 settembre, dove trova un inaspettato legame emotivo con un coetaneo. Recensione ❯
Victor Hugo dovrebbe essere considerato un "grande genio" o, "come tutti", un essere umano talentuoso ma imperfetto? Espandi ▽
Dall'inizio del movimento #MeToo, il cinema francese è stato scosso da numerosi scandali di abusi sessuali. È emerso un tema: la venerazione esclusiva del "genio maschile" in qualsiasi forma d'arte crea una cultura intrinsecamente abusiva. Cosa significa questo per un artista popolare come Robert Zucchini - ispirato a Fabrice Luchini che lo interpreta - il cui numero teatrale esalta la "genialità" di Victor Hugo? L'attore si scontra non solo con una compagnia teatrale femminista, ma anche con la figlia adulta dalla cui vita è stato in gran parte assente. Come conciliare l'arte con la politica e, cosa ancora più importante, con le relazioni nella vita reale? Recensione ❯
In un'ambientazione remota e mitologica una riflessione sulla condizione umana e i dilemmi della leadership. Espandi ▽
In un villaggio remoto un clan esiliato ritorna, riaccendendo una faida terrestre vecchia di decenni. Preso da visioni divine, Mesut sfida la leadership del fratello per salvare il suo popolo. Questa nuova strada porterà salvezza o tragedia? Recensione ❯
Tratto dall'omonimo romanzo bestseller di Tomi Adeyemi. Un kolossal ambientato in un regno africano ricco di magia Espandi ▽
Nel leggendario regno di Orïsha, dove la magia un tempo scorreva potente, una giovane eroina intraprende un viaggio destinato a cambiare il destino del suo popolo. Determinata a riportare in vita l'antico potere che è stato brutalmente strappato alla sua gente, unirà le forze con il fratello e con il principe e la principessa del regno, sfidando il tirannico sovrano che ha imposto il suo dominio con il ferro e il sangue. Recensione ❯
L'incredibile storia di un tentativo, avvenuto nel 1942, di salvare oltre 100 bambini ebrei da un campo di deportazione alla periferia di Lione. Espandi ▽
Lione, agosto 1942. I tedeschi stanno per entrare nella zona franca francese. Il direttore dei servizi sociali per stranieri Gilbert Lesage si offre per presiedere la commissione che dovrà decidere chi potrà restare in Francia, della quale fanno parte, agli estremi opposti, un ebreo convertito e diventato prete, Alexandre Glasberg, e il sovrintendente della polizia Lucien Marchais, che intende mettere un veto alle autorizzazioni. Ciò che conta, dirà il sovrintendente, è "svolgere il compito nella maniera più efficiente possibile". E nel corso di tre notti si deciderà il destino dei rifugiati ebrei e di chi sta cercando di salvarli dalla deportazione.
Auteuil è un regista rigoroso e diretto, non si perde in facili virtuosismi ma cerca modi avvincenti per raccontare un momento di grande eroismo personale, da parte di chi ha rischiato in prima persona per aiutare in particolar modo i bambini coinvolti nella deportazione, e di grande viltà politica da parte del governo collaborazionista.
Ci auguriamo che questo episodio infame funzioni da deterrente a chi crede oggi di essere nel giusto anche quando commette azioni inqualificabili e millanta una ragione di Stato moralmente indifendibile. Recensione ❯