Un thriller dell'anima che si interroga tra la materia oscura e l'essere umano. Drammatico, Thriller - Italia2023. Durata 114 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una riflessione sulla complessità delle relazioni umane e familiari. Espandi ▽
L’autorevole fisico Antonio Brissoni è impegnato in un importante progetto di ricerca sulla materia oscura. Il lavoro sembra assorbirlo al punto tale da fargli trascurare la famiglia. La sua vita viene stravolta quando suo figlio Thomas scompare all’improvviso, seguendo una donna misteriosa. La ricerca del figlio spingerà Antonio a cercare anche sé stesso, e a interrogarsi sulle relazioni familiari e sull’ignoto quale elemento irremovibile dell’esistenza. Attraverso una luce fredda che all’apparenza rende tutto chiaro ma dietro cui affiora un senso di mistero, Odoardi mette in relazione l’uomo e l’universo, scegliendo un approccio metafisico non molto coinvolgente). Come nel suo lungometraggio d’esordio Una ballata bianca e nei primi due capitoli della sua trilogia Mancanza (Mancanza-Inferno e Mancanza-Purgatorio), il regista adotta un approccio metafisico, seppur qui meno marcato, e il risultato è un thriller psicologico che tenta di sondare l’insondabile animo umano nello stesso modo in cui Antonio cerca di ‘catturare’ le particelle di materia oscura nel suo laboratorio sotterraneo. Recensione ❯
Una salutare lezione di vita e di naturalezza. E una risposta a colpi di minimalismo alle inutili grandeur del mondo rock. Documentario, Italia2023. Durata 52 Minuti.
Il film segue la rock band Verdena nella loro vita privata e nella preparazione del tour di Volevo Magia, disco che segna il loro rientro sulle scene dopo sette anni di silenzio. Espandi ▽
Prima del tour 2022 di Volevo Magia, che segna il ritorno sul palco dopo sette anni, assistiamo a uno stralcio di vita privata dei Verdena, tra tradizioni famigliari, genitorialità e riflessioni su passato e presente.
Su un punto sia i fan che i detrattori dei Verdena non possono che trovarsi d'accordo: per il trio rock non è mai stato concepibile assumere un atteggiamento impostato, nemmeno con il sopravvento dei social. I Verdena sono rimasti quelli di sempre, nel bene e nel male: spigolosi, taciturni, pragmatici, disinteressati a tutto ciò che non sia suonare o comporre musica. Chiunque abbia intervistato i fratelli Ferrari si è scontrato con la loro ritrosia a concedere interviste e a parlare di sé. E il breve film di Francesco Fei spiega tutto senza ricorrere a molte parole, immortalando la band nella sua quotidianità.
Che siate fan o che non lo siate, i 50 minuti di X sempre assenti possono assomigliare molto a una salutare lezione di vita e di naturalezza, in tempi che virano in direzione opposta. Recensione ❯
Una psichiatra americana è chiamata a risolvere il caso di un bambino disturbato e forse posseduto sul finire del 1800 in Colombia. Espandi ▽
Grace è una psichiatra americana che giunge in Colombia, nel 1890, in seguito a una richiesta d'aiuto inviatale da una madre in difficoltà nel relazionarsi al figlio. Quando arriva alla tenuta dei Marquez scopre però che la donna è morta, in un incidente di equitazione. Martin, il compagno, viene considerato un figlio del demonio, legandone la presenza a varie sventure locali come l'arrivo di una biblica piaga di locuste. Martin stesso non rende le cose facili, da una parte perché sembra mancare di empatia come un vero sociopatico, e dall'altra perché pare quasi credere alle dicerie che girano sul suo conto.
Girato nel bel mezzo dei processi che hanno travolto la carriera di Amber Heard (e Johnny Depp) il film arriva come un tentativo di rilancio per l'attrice: un progetto indipendente, però troppo convenzionale per guadagnarle meriti artistici.
Difficilmente però In the Fire sfonderà con il pubblico o critica: se da una parte si apprezza il minutaggio ridotto, una rarità di questi tempi, dall'altra i soli ottanta minuti (più titoli di coda) denunciano subito scarse ambizioni, confermate immediatamente da una ricostruzione del periodo limitata a pochi ambienti e soprattutto da una scrittura e da una regia banali. Recensione ❯
Un thriller dal ritmo incalzante che tiene lo spettatore incollato alla sedia fino alla fine. Espandi ▽
Helena ha un marito amorevole, una bellissima figlia e un'attività che le riempie la giornata. Ma ha anche un segreto: sua madre venne rapita da adolescente e segregata in una baita tra le montagne e foreste più remote del Canada .
Più di 20 anni dopo, il suo segreto viene a galla quando il padre evade dal carcere in cui era detenuto, l'unica persona che potrà fermarlo e colei che lo conosce meglio di chiunque altro: sua figlia. Recensione ❯
Omaggio al pioniere Sergio Bernardini, ideatore dello storico locale. Molti cimeli in una rievocazione di famiglia. Documentario, Italia2023. Durata 75 Minuti.
La storia di un locale e del suo proprietario che ha ospitato il meglio dello spettacolo italiano. Espandi ▽
Simbolo dell’euforia e della rinascita economica postbellica italiana, La Bussola di Sergio Bernardini, a Focette, frazione di Marina di Pietrasanta, nel cuore della Versilia, ha avuto il primato di ospitare tantissime star nazionali e straniere e cambiato il gusto di diverse generazioni di frequentatori. Trent’anni dopo la morte del suo fondatore, scomparso nel 1993 in un incidente automobilistico, familiari, amici e collaboratori dell’impresario ne ricordano l’impresa ineguagliata. Nato da un’idea di Mario Bernardini e Andrea Soldani - rispettivamente uno dei due figli dell’impresario e l’autore della regia televisiva del primo premio a lui dedicato - il documentario si stabilizza fin dai primi minuti su un tono celebrativo, appoggiandosi a un coro di svelti estratti di interviste, in una frammentazione estrema, una raffica di dichiarazioni enfatiche. La volontà di ricordo e di tributo resta bidimensionale, inerte, come nell’immagine-cornice del grande tavolo ricoperto di locandine e palinsesti e circondato da riflettori. Recensione ❯
Un viaggio attraverso l'Italia alla scoperta dei grandi capolavori del Perugino, dagli affreschi della Cappella Sistina alle due sale a lui interamente dedicate alla Galleria Nazionale dell'Umbria. Espandi ▽
Armonia e Bellezza. Con queste due parole, pronunciate dalla voce narrante di Marco Bocci, si chiude il documentario su Perugino. Il regista Giovanni Piscaglia racconta la lunga vita del pittore umbro con l'equilibrio giusto per accompagnare e analizzare la sua produzione artistica densa e, appunto, armoniosa. Il Perugino è stato infatti l'artista dell'equilibrio e del racconto contemporaneo basato sul colore e sulla perfezione degli sguardi dei suoi soggetti e dei paesaggi naturali e avvolgenti.
Mai drammatico, per nulla estremo o fazioso, antipolitico e uomo schivo, Perugino ha dipinto fino all'ultimo giorno come un talentuoso professionista e imprenditore che è stato al passo coi suoi tempi.
Architettura, natura, geografia, storia, religione, ritratto... alcune delle parole chiave che aprono e chiudono il cerchio di questa vita lunga che termina con una malattia cattiva, la peste, che fa morire Perugino con il pennello in mano nella piccola chiesa di Fontignano, a Città della Pieve, la città di origine del pittore. Recensione ❯
Un dramma sociale al contempo malinconico e pieno di speranza che esalta le piccole cose e dà voce agli "esclusi" di una società basata sulla competitività. Espandi ▽
La storia di un amore che una gravidanza inaspettata mette in crisi ma che poi, 'miracolosamente', ricompone. È l'amore tra Giorgio (Fabio Troiano) e Maria (Iazua Larios), persone semplici e genuine, ed entra in crisi perché uno e l'altra si sentono sopraffatti dai desideri, dai bisogni e dalle paure dell'altro, in un contesto marcato da un ordine sociale che genera confusione, paura, marginalità, difficoltà di sentirsi a pieno titolo parte della comunità. In questa situazione ciascuno dei due protagonisti è spinto a cercare altrove la tenerezza e l'ascolto che non trova più nel coniuge, e si dischiude quindi a relazioni con nuovi confidenti: Maria nel conforto di padre Salvatore (Alessio Lapice), giovane sacerdote affascinato dal suo candore e dalla "miracolosa" gravidanza; e Giorgio, dopo un'iniziale ostilità, nell'affetto di Arlette (Christina Rosamilia), sex worker transessuale. Nell'ambiguità che si apre in questo gioco di relazioni, la futura nascita è l'ancoraggio che si offre loro, è la possibilità di cambiamento e rinnovamento, una potenzialità insita in ogni nascita e il segno della possibilità di dare un futuro alle cose. Recensione ❯
Marc e Anna scambiano casa con Hans e Olga, coppia tedesca di pensionati che hanno conosciuto tramite una app. Il soggiorno nella nuova casa si trasforma in un vero e proprio incubo. Recensione ❯
Un thriller incentrato su una coppia in crisi. Scritto da Seth W. Owen. Espandi ▽
Kaley Cuoco interpreta Emma Brackett, una sicaria e madre di due figli che è stanca della sua doppia vita. L'adorante marito di Emma, Dave (David Oyelowo), non è a conoscenza della professione da lei scelta, pensando che sia costantemente in viaggio per incontri di lavoro. I due coniugi tentano di aggiungere un po' di calore alla loro storia d'amore come regalo di anniversario, un appuntamento in hotel in cui assumono false identità, ma la copertura saltata di Emma mette Dave in pericolo. Inizia così la missione di Emma per sfuggire a un'agenzia invisibile nota come "Sovereign" prima che Dave e i suoi figli scoprano cosa fa la mamma per lavoro nel modo più duro.
La regia poco ispirata di Thomas Vincent fa sembrare il film molto più lungo dei suoi 100 minuti, mentre la sceneggiatura formulaica di Seth Owen ha pochissimi momenti davvero spassosi.
Role Play ha l'impressione di essere un gioco di ruolo come i suoi migliori ispiratori di genere. È competente in superficie, ma poco lungimirante quando si tratta di mettere sullo schermo uno scenario potenzialmente fatale. Vincent offre esattamente ciò che ci si aspetta, e questo è tutto. Cuoco sfoggia mosse appariscenti e un'attitudine da spy-games, ma il film è un'opera sbilenca, in cui i colpi d'azione mediocri superano qualsiasi impegno romantico. Recensione ❯
Un film ambientato in un universo immaginario ma dedicato a un soldato ungherese realmente esistito che si chiamava Peter Pan. Espandi ▽
1918, Altopiano di Asiago, pochi giorni prima della fine della Grande Guerra. Il giovane soldato austro-ungarico Peter Pan oltrepassa le linee nemiche. Solo, spaventato, in fuga, durante il suo percorso non incontra nessuno tranne una pattuglia di soldati italiani di cui fa parte il Capitano Don Chisciotte che però lo nota a malapena. Il paesaggio del territorio straniero gli fa tornare in mente alcuni nitidi ricordi d'infanzia dove ci sono la madre e il suo amico Maty morto in guerra. Sono i rari momenti di serenità. Poi Peter riprende il cammino. Il desiderio è quello di ritrovare un'isola in mezzo al mare che non esiste nel mondo reale.
Ci sono gli echi del cinema di Ermanno Olmi ma anche le tracce del documentarismo familiare di Alina Marazzi (di cui Pedote è produttore) nei ricordi d'infanzia che sono tra i momenti più coinvolgenti del film per il modo in cui dà forma al diario privato del protagonista.
Una lunga soggettiva, un viaggio prima della fine dove davanti agli occhi del protagonista, interpretato da Ondina Quadri, compaiono immagini del passato, visioni di un mondo incontaminato con echi che richiamano il cinema di Malick, in particolare The Tree of Life, proprio nello scarto tra il dramma che sta vivendo il soldato e la sua percezione individuale. Recensione ❯
Una serie che si snoda tra le dinamiche criminali, le scommesse rischiose e le innovative pratiche mediche di Jack Dawkins, il tutto immerso nel contesto della corsa all'oro in Australia. Espandi ▽
Ambientata in Australia negli anni '50 del XIX secolo, The Artful Dodger segue le avventure di Jack Dawkins, personaggio tratto dal romanzo "Oliver Twist" di Charles Dickens. Dopo essere stato condannato ed espatriato nelle colonie penali australiane per aver rubato una scatola di tabacco, Jack riesce a reinventarsi come rispettato chirurgo nel nuovo mondo. La trama si complica quando il suo oscuro passato ritorna, ritrovando per caso il vecchio Norbert Fagin, suo ex-mentore criminale, che lo coinvolge in un'ultima missione e rischia di mettere a repentaglio il suo nuovo status e un giovane amore: quello con l'anticonformista Lady Belle.
Elemento decisamente stuzzicante sono le operazioni chirurgiche, messe in scena come veri spettacoli splatter d'epoca. L'energia di Dodger viene rimediata nelle sue spettacolari operazioni, mescolando la chirurgia primitiva con le antiche abitudini criminali del personaggio. Utile, in questo processo di rimediazione del personaggio, anche l'ottima scelta di Thomas Brodie-Sangster.
La serie si distingue per il suo approccio originale al contesto storico della gold fever australiana, intrecciando gioco, relazioni umane e il contesto decisamente selvaggio di un'Australia governata dall'impero britannico. Questo riadattamento dickensiano è un'operazione efficace e da godersi tutta d'un fiato. Recensione ❯
Una donna diventa il capo di un grande impero mafioso. Espandi ▽
Una donna americana eredita l'impero mafioso di suo nonno. Sotto una buona guida e spinta dalla fiducia che le è stata data, sfida le aspettative di tutti, compresa la sua, e diventa il nuovo capo dell'azienda di famiglia. Recensione ❯
Durante un'imboscata, ex paramilitare irlandese in pensione, Michael (Colin Morgan), è testimone dell'assassinio della moglie incinta da parte dell'ufficiale delle forze speciali britanniche Tempest (Aml Ameen). Ferito e creduto morto, l'irlandese riesce a fuggire, cercando vendetta per le strade buie e paranoiche della Londra degli anni '70. Crudo e pieno di suspense, Dead Shot è un thriller adrenalinico che lascerà il pubblico a riflettere sul vero costo della vendetta. Recensione ❯
Un thriller politico ispirato a varie storie accadute in Argentina dopo la dittatura e al libro "El salto de papá" di Martín Sivak. Espandi ▽
Buenos Aires negli anni '80. Julio Levy torna dall'esilio politico per assumere un incarico nella grande azienda di famiglia quando il fratello maggiore, come altri argentini, viene rapito. Incaricato di organizzare il salvataggio e con il peso della sua famiglia sulle spalle, Julio scopre le forze che ancora operano dietro la democrazia argentina appena recuperata, e inizia così una lotta a suo svantaggio contro il sistema dominante. Recensione ❯