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giovedì 3 dicembre 2020

Dakota Fanning

Made in Dakota

26 anni, 23 Febbraio 1994 (Pesci), Conyers (Georgia - USA)
occhiello
Cale:Farà correre Goliath's Boy nella Classic? Palmer:Certo,Goliath's boy è il favorito e quando vincerà la coppa,sarà il mio quinto cavallo dell'anno... Cale:Goliath's boy si ricorda come sono le chiappe di Sonia?
dal film Dreamer - La strada per la vittoria (2005) Dakota Fanning  Cale
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Dakota Fanning
Critics Choice Award 2009
Nomination miglior giovane interprete per il film La vita segreta delle api di Gina Prince-Bythewood

Critics Choice Award 2007
Nomination miglior giovane attrice per il film La tela di Carlotta di Gary Winick

Critics Choice Award 2006
Nomination miglior giovane attrice per il film La guerra dei mondi di Steven Spielberg

Critics Choice Award 2006
Premio miglior giovane attrice per il film La guerra dei mondi di Steven Spielberg

SAG Awards 2002
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Mi chiamo Sam di Jessie Nelson



Ospiti del See What's Next di Roma, Luke Evans, Dakota Fanning e Daniel Brühl raccontano la miniserie che li vede protagonisti. Ora su Netflix.

L'alienista: «ogni episodio è come un piccolo film»

martedì 24 aprile 2018 - Andrea Fornasiero cinemanews

L'alienista: «ogni episodio è come un piccolo film» Abbiamo incontrato a Roma, dove erano ospiti dell'evento Netflix See What's Next, i tre protagonisti della serie L'alienista, ambientata nella New York di fine Ottocento, dove tra i bassifondi si aggira un inafferrabile e diabolico serial killer. L'affinità tra il gallese Luke Evans, l'americana Dakota Fanning e il tedesco Daniel Brühl è stata evidente fin da come hanno risposto alle domande, passandosi spesso la parola per completare l'uno le affermazioni dell'altro. Parlando della qualità della ricostruzione storica, Evans ha spiegato che la serie «è stata girata a Budapest per tre mesi, dove hanno ricostruito New York in studio, in uno dei set più grandi mai realizzati laggiù. Tutto poteva essere facilmente trasformato e quasi ogni giorno infatti aveva un aspetto diverso, rappresentando vari ambienti e quartieri». Dakota Fanning ha aggiunto: «Le scene da lontano, gli sfondi, erano lasciate in green screen, ma è una cosa che non mi ha impensierito durante le riprese perché tutto quello avevo vicino era reale, del green screen mi accorgevo solo quando dovevamo guardare verso l'orizzonte, per esempio verso la Statua della Libertà» Quindi Evans ha ripreso la parola: «Per dare un'idea di quanto fosse reale il set, per una scena del primo episodio hanno edificato questa incredibile struttura, una parte del ponte dell'East River che allora non era ancora stato ultimato. Si tratta di una costruzione che si poggiava sul primo pilastro, con molte corde e carrucole, ed è lì che viene trovato il primo cadavere. Ovviamente le grandi viste di New York dai tetti, con le gru e via dicendo, sono in green screen. E sono scene che poi è stato bello vedere quando ci hanno mostrato la versione ultimata della serie». ?

Drew Barrymore non dirigerà Eclipse.

New Moon: il cast ufficiale

giovedì 16 aprile 2009 - a cura della redazione cinemanews

New Moon: il cast ufficiale La Summit Entertainment ha diffuso un comunicato con il cast ufficiale di New Moon. Di seguito le new entry: Charlie Bewley (Demetri), Jamie Campbell Bower (Caius), Daniel Cudmore (Felix), Christopher Heyerdahl (Marcus), Dakota Fanning (Jane), Cameron Bright (Alec), Noot Seear (Heidi), Michael Sheen (Aro), Graham Greene (Harry Clearwater), Tinsel Korey (Emily). Sempre di oggi è la notizia che Drew Barrymore non dirigerà Eclipse, il terzo episodio della saga.

Via alle trattative.

New Moon, una chance anche per Dakota Fanning

giovedì 22 gennaio 2009 - Lisa Meacci cinemanews

New Moon, una chance anche per Dakota Fanning Continua l'intricata scelta del cast di New Moon, il sequel del film evento 2008 Twilight. Dopo la smentita partecipazione della stella di HSM3 Vanessa Hudgens, adesso si schiamazza su Dakota Fanning, la piccola (ok, ormai cresciuta) protagonista di Mi chiamo Sam insieme a Sean Penn e Michelle Pfeiffer.
Il suo ruolo in New Moon dovrebbe essere quello di Jane, un membro del clan Volturi, il gruppo di vampiri più pericolosi e più violenti dei libri di Stephenie Meyer.
Non ci sono stati ancora provini a quanto pare, ma solo un'offerta e il conseguente inizio delle trattative. Le capacità recitative della Fanning sono indubbie è chiaro, ma insomma tutta questa storia ci fa pensare che alla produzione abbia preso un po' di fretta, a marzo dovrebbero infatti iniziare le riprese della pellicola.

C'era una volta... a Hollywood

C'era una volta... a Hollywood

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,75)
Un film di Quentin Tarantino. Con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2019. Uscita 18/09/2019.
Ocean's 8

Ocean's 8

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Gary Ross. Con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 26/07/2018.
American Pastoral

American Pastoral

* * * - -
(mymonetro: 3,06)
Un film di Ewan McGregor. Con Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning, David Strathairn, Uzo Aduba.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 20/10/2016.
Franny

Franny

* * - - -
(mymonetro: 2,10)
Un film di Andrew Renzi. Con Theo James, Dakota Fanning, Richard Gere, Clarke Peters, Marko Caka.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 23/12/2015.
The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2

The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,65)
Un film di Bill Condon. Con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Peter Facinelli.
continua»

Genere Fantastico, - USA 2012. Uscita 14/11/2012.
Filmografia di Dakota Fanning »

mercoledì 28 ottobre 2020 - Il film con Tom Holland mette in scena un’interessante spirale di desolazione e fame di giustizia. Disponibile su Netflix. 

Le strade del male, storia di una provincia macchiata di colpe

Lucrezia Ceglie, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Le strade del male, storia di una provincia macchiata di colpe Le storie che Antonio Campos intreccia in Le strade del male, la storia di Willard (alias Bill Skarsgård), di Arvin (Tom Holland), di Leonora e di Sandy, corrono lungo le strade periferiche e i boschi della provincia americana degli anni ‘50 e ‘60, tra la West Virginia, l’Ohio e il Kentucky, lasciano scie di sangue e vengono a formare una croce dove Dio non si fa uomo e non libera l’uomo dal male, o meglio, gli uomini liberati dal male rimangono maligni come dice Mefistofele nel “Faust” di Goethe. Il Dio tanto invocato e pregato è un dio terribile che chiede in cambio sacrifici spietati, un dio che è frutto di una distorsione mentale del bene nel male, della salvezza nella punizione, distorsione dettata da fanatismo e fondamentalismo religioso ma anche dall’opportunismo e dall’ignoranza che si annidano nella provincia. 

La provincia è un labirinto i cui percorsi appaiono tutti somiglianti, quasi indistinti, senza una via d’uscita proprio come il male che assedia Arvin sin da quando è bambino, e ogni percorso conduce allo stesso punto, un punto di non ritorno e cioè la legge del taglione, dell’occhio per occhio dente per dente, alla violenza si risponde con altra cruda violenza per non soccombere. 
 

Al di là delle province declinate al plurale nelle loro caratteristiche geografiche e culturali, c’è la provincia come dimensione assoluta condannata ad un immobilismo fatalistico e macchiata da colpe ataviche in cui non si intravede una possibilità di riscatto sociale e morale. 
Lucrezia Ceglie, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema
Lo dimostra la cronaca nera più recente: Willy, il ragazzo ucciso a botte a Colleferro, provincia di Roma; o la vicenda di Ladispoli dove ci si vendica con le botte per un mancato invito ad una festa. È come un vortice, una spirale in cui si perpetua ingiustizia e violenza generate dalla miseria e dalla solitudine, in cui le scelte individuali lottano senza tregua con il destino o il caso, la scelta di Arvin è quella di non pregare più e farsi giustizia da solo nell’unico modo che conosce. 

Una spirale in cui non resta nulla se non desolazione, stanchezza, come suggerisce il finale sostanzialmente aperto e nichilista. Ma la provincia è anche la custode di una purezza e di una fame di giustizia ancestrale che in Arvin convivono paradossalmente col peccato e si manifestano nella tenace volontà di dare una degna sepoltura al suo cagnolino sacrificato dal padre in nome di un dio sordo e indifferente alle sofferenze umane ma soprattutto offeso e crocifisso ancora dall’uomo stesso perché piegato ai suoi meschini fini. 
Morte e miseria è ciò che lega le storie e le generazioni di questi personaggi perseguitati da un destino oscuro, lo stesso che tormenta la giovane Liz e poi la figlia Joanna in Brimstone (2016), potente rappresentazione del male ad opera di Martin Koolhoven con una prodigiosa Dakota Fanning. Con Le strade del male (The Devil all the time) e Brimstone Campos e il regista olandese ci pongono di fronte al  problema del male nella sua radicalità. Due thriller, due drammi, due romanzi di formazione brutali diversi ma che mostrano in modo soffocante, ora forzato ora veritiero, quanto il male sia insito nel destino di tutti noi che siamo metà vittime metà colpevoli al tempo stesso e destinati ad un solo regno: l’inferno.
   

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