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venerdì 7 maggio 2021

Greta Scarano

34 anni, 27 Agosto 1986 (Vergine), Roma (Italia)
occhiello
Si ma vista così, che prospettive c'abbiamo? ...che un giorno lui può cercasse un'altra solo perché io rompo troppo?
dal film Qualche nuvola (2011) Greta Scarano  Cinzia
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Greta Scarano
Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attrice per il film La verità sta in cielo di Roberto Faenza

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attrice per il film Smetto quando voglio - Masterclass di Sydney Sibilia

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Suburra di Stefano Sollima

Nastri d'Argento 2016
Premio miglior attrice non protagonista per il film Suburra di Stefano Sollima



Diva!

Diva!

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Francesco Patierno. Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D'Amico, Isabella Ferrari.
continua»

Genere Documentario, - Italia 2017. Uscita 07/06/2018.
Smetto quando voglio - Ad Honorem

Smetto quando voglio - Ad Honorem

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,66)
Un film di Sydney Sibilia. Con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 30/11/2017.
Smetto quando voglio - Masterclass

Smetto quando voglio - Masterclass

* * * - -
(mymonetro: 3,26)
Un film di Sydney Sibilia. Con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 02/02/2017.
La verità sta in cielo

La verità sta in cielo

* * - - -
(mymonetro: 2,34)
Un film di Roberto Faenza. Con Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini, Shel Shapiro.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2016. Uscita 06/10/2016.
Suburra

Suburra

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,52)
Un film di Stefano Sollima. Con Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 14/10/2015.
Filmografia di Greta Scarano »

lunedì 3 maggio 2021 - «Sono una una mamma, una moglie, una lavoratrice: una persona normale in un momento tormentato della sua esistenza». L'attrice romana racconta a MYmovies il suo personaggio - Anna - in Chiamami ancora amore, miniserie in 6 episodi scritta da Giacomo Bendotti e diretta da Gianluca Maria Tavarelli. I primi due episodi stasera su Rai1.

Greta Scarano, l'importanza di non essere perfette

Ilaria Ravarino cinemanews

Greta Scarano, l'importanza di non essere perfette «Anna è una donna in crisi che sta mettendo in discussione la sua vita. È una mamma, una moglie, una lavoratrice: una persona normale che raccontiamo in un momento particolarmente tormentato della sua esistenza». Così Greta Scarano – romana, 34 anni, una carriera solida sbocciata quest’anno con Speravo de morì prima su Sky e un’incisiva apparizione nell’ultimo episodio de Il commissario Montalbano su Rai1 - descrive il suo ruolo in Chiamami ancora amore, la miniserie Rai in 6 puntate che segna la sua seconda collaborazione (dopo la miniserie Mediaset Non Mentire) con il regista torinese Gianluca Maria Tavarelli.

Da stasera su Rai1 con i primi 2 episodi (già disponibili in streaming su Rai Play), Chiamami ancora amore racconta la storia di una “guerra dei Roses” combattuta da due ex coniugi – Anna ed Enrico, interpretato dal romano Simone Liberati – sulla pelle del proprio bambino.  

Lei e Liberati siete estremamente affiatati: come vi siete preparati?
È successo tutto in maniera molto spontanea. Tavarelli non ci ha chiesto di frequentarci prima: io e Simone ci conoscevamo già. Abbiamo fatto delle letture del copione, ci siamo confrontati su alcune dinamiche. Siamo affini. Simone è molto generoso, non è narciso né vanitoso, non si mette mai in competizione. Cosa che con gli attori maschi, devo dire, capita spesso.

Interpretare la maternità senza essere madre è stato difficile?
Io mi sento una persona molto materna, e pur non essendo madre riconosco quel sentimento perché prima di tutto sono figlia. Ho osservato mia sorella, che ha un bambino di un anno e mezzo che ho visto nascere. È il mio primo nipote. Io e lei abbiamo solo 14 mesi di differenza, siamo molto legate. Ho vissuto intensamente la sua gravidanza.

Avete fatto molte prove prima di girare?
No, non tantissime. Siamo partiti con le riprese appena si è potuto. Non avevamo molto tempo. Ma io ero preparata sul testo, perché questo progetto l’ho visto nascere da quando era solo un’idea. Quando sono arrivata sul set mi era già tutto chiaro.
 

sabato 24 aprile 2021 - Il Kramer contro Kramer italiano, una storia d'amore e rabbia diretta da Gianluca Maria Tavarelli e interpretata da Greta Scarano e Simone Liberati.

Chiamami ancora amore, family crime in piena regola

Ilaria Ravarino cinemanews

Chiamami ancora amore, family crime in piena regola È il Kramer contro Kramer italiano, una storia d'amore e di rabbia raccontata pedinando i protagonisti - Anna ed Enrico - nei dodici anni in cui la loro relazione si è di volta in volta ferita e saldata, con una nota di mistero che tinge il dramma di nero. È un family crime in piena regola Chiamami ancora amore di Gianluca Maria Tavarelli, miniserie in tre puntate dal 3 maggio su Rai 1 e dal 26 aprile su Rai Play, prodotta da Indigo in collaborazione con Rai Fiction (in associazione con About Premium Content): «Raccontiamo quel momento nella vita delle coppie in cui gli amanti diventano genitori e devono ricostruire da capo la loro esistenza - racconta Giacomo Bendotti, scrittore e fumettista, autore del soggetto di serie - Dall'amore dolce di due ventenni alle difficoltà che nascono con l'arrivo dei figli, quando due storie familiari diverse convergono su un terzo elemento: il bambino. È la storia di un'alleanza, l'amore, che si salda di fronte alle prime difficoltà e continuamente viene messa alla prova dalla vita, rifondandosi e ripartendo ogni volta».

La storia
Anna Santi ed Enrico Tagliaferri si sono conosciuti a vent'anni, sulle sponde del Lago di Bracciano, e non si sono più lasciati. Lei è un aspirante medico ed è la figlia di un primario, lui gestisce un bar in provincia. Si sono incontrati per caso - un colpo di fulmine - e si sono innamorati, hanno avuto un figlio, Pietro (interpretato dal giovane Federico Ielapi) e si sono sposati. Ma la relazione non ha funzionato, trasformando l'amore in una guerra combattuta con avvocati e assistenti sociali (Claudia Pandolfi). «Mi sono avvicinata al personaggio di Anna in punta di piedi, perché raccontavo la maternità ma non sono madre - spiega Greta Scarano, attrice romana, vista recentemente nella serie Sky Speravo de morì prima - Volevo essere credibile e realistica. È come se Tavarelli avesse messo una lente d'ingrandimento su una coppia che nasconde dei segreti. Anna ha rinunciato a fare quello che voleva, il medico, per laurearsi velocemente e prendersi cura di suo figlio. Una scelta che io, personalmente, non ho fatto. Un figlio non rientrava nei miei piani». Per Simone Liberati, anche lui romano e trentenne come Scarano (al cinema nel 2019 con L'amore a domicilio di Emiliano Corapi), «quella di Anna ed Enrico è una storia che insegna ad accettare l'inevitabilità degli errori, a considerarli parte integrante del cammino».

Il regista
Ma a rendere speciale la storia, a regalarle quell'intimità e autenticità dei migliori film d'autore, è la mano sensibile di Gianluca Maria Tavarelli, già alle prese due anni fa in tv con il materiale emotivamente incandescente di Non mentire (sempre insieme a Greta Scarano).
Nelle sue mani la storia d'amore perde qualsiasi sbavatura retorica o artificio spettacolare, svolgendosi davanti agli occhi dello spettatore come se la si stesse osservando dal buco di una serratura. O meglio «dallo schermo del cellulare dei nostri figli. Movimenti di macchina, dolly, angolazioni spettacolari non erano adatti a questa storia - spiega il regista - Bisognava stare addosso agli attori con macchina a mano e fare un racconto che fosse quasi di strada. E per farlo bisognava spogliare la regia dello spettacolo dei grandi movimenti cui siamo abituati, limitandoli al minimo. Tra il racconto e la messa in scena non doveva esserci nulla». Ispirato al Kramer contro Kramer di Robert Benton, cui la serie tributa un omaggio nell'incipit, e figlio del racconto in bilico tra profondità e leggerezza del newyorkese Noah Baumbach («Il suo Storia di un matrimonio (guarda la video recensione) tratta, in modo diverso, la stessa materia del nostro film» ammette Bendotti), per Tavarelli «Chiamami ancora amore non è una storia di separazione, ma una storia sul mestiere di vivere. Volevamo un racconto che sfuggisse alla tv classica, quella dei poliziotti e dei carabinieri, e che si concentrasse su un amore con tutte le sue rotture, liti, complessità e sofferenze reali. Chiunque si può specchiare in Anna ed Enrico, perché i loro errori li abbiamo commessi anche noi. Volevo che per lo spettatore fosse chiaro cosa sarebbe andato a vedere: una storia d'amore complicata. Ed è la prima serie, credo, ad affrontare la maternità dal punto di vista di una donna. Un'esperienza molto difficile, soprattutto per chi si trova sola con i figli». Un tema delicato, quello della maternità, che nella serie va di pari passo con un altro argomento: il rifiuto della gravidanza. «Sapevo di maneggiare un tema sensibile, quello dell'aborto - dice Bendotti - Mentre scrivevo sui giornali si parlava del cimitero dei feti scoperto a Roma. E questo mi ha fatto capire quanto fosse necessario raccontare che, anche in un paese civile come il nostro, le donne che vogliono abortire si trovano di fronte a un percorso tortuoso e pieno di ostacoli. Reso complicatissimo per un solo motivo: impedire l'autodeterminazione femminile».
Escludendo fin da subito la possibilità di una seconda stagione, «è nata così, l'ho pensata cosi, non ho mai immaginato di farne altro», per Tavarelli «Chiamami ancora amore intercetta un cambiamento in tv. Oggi si possono raccontare cose complesse in maniera complessa anche sulla tv generalista, con sentimenti profondi ma intensi. Si va nella direzione di una tv che consideri lo spettatore capace di seguire anche storie in cui i protagonisti non sono sempre belli e benvestiti, magari ingrassano e si lasciano andare. Esattamente come accade nella vita».

   

venerdì 23 aprile 2021 - La serie diretta da Gianluca Maria Tavarelli e ideata da Giacomo Bendotti racconta la storia di un amore complice e appassionato. Un sentimento grande che, dopo undici anni, sfocia in odio cieco. In prima visione su Rai 1 da lunedì 3 maggio.

Chiamami ancora amore, il trailer della serie tv con Greta Scarano e Simone Liberati

a cura della redazione cinemanews

Chiamami ancora amore, il trailer della serie tv con Greta Scarano e Simone Liberati Un amore grande nato da un'equazione: "più è casuale l'incontro, meno è casuale la coppia!". Così definiscono loro stessi i due protagonisti di Chiamami ancora amore: Anna (Greta Scarano) e Enrico (Simone Liberati). La serie tv in 3 serate diretta da Gianluca Maria Tavarelli - di cui vediamo il trailer in esclusiva - andrà in onda in prima visione su Rai 1 da lunedì 3 maggio (i primi due episodi saranno disponibili in anteprima su RaiPlay dal 26 aprile).
 

Io e la mia compagna eravamo maldestramente alle prese con una complessità nata insieme a nostra figlia nell’istante stesso in cui le forbici stondate dell’ostetrica aveva reciso il suo cordone ombelicale. Quelle forbici a forma di scimitarra non avevano separato la madre e la neonata, che continuarono per mesi a essere un unico corpo. Separavano invece gli amanti. Noi due dovevamo fare spazio, nel mezzo, a una terza persona, che ci avrebbe definito per sempre come genitori e che ci avrebbe costretto a ridisegnare il nostro rapporto.
La serie, ideata da Giacomo Bendotti, cerca di rispondere a questa domanda: come si fa ad amare così tanto e a sbagliare tutto lo stesso? Solo chi ami può distruggerti. Solo la persona a cui hai rivelato le tue debolezze e i tuoi errori, a cui hai chiesto aiuto e ne hai dato, solo quella persona può davvero rovinare la tua vita.

Anna ed Enrico si sono molto amati. E poi si sono molto odiati. Dopo undici anni di matrimonio e un figlio, si separano. La loro separazione diventa ben presto una guerra distruttiva, col risultato che i servizi sociali sono costretti a intervenire per valutare la loro capacità genitoriale. Com’è possibile che una coppia che è stata così complice e affiatata non riesca a risparmiarsi umiliazioni e vendette? Come può un amore così grande sfociare in un odio tanto cieco? Toccherà a un assistente sociale (Claudia Pandolfi) andare in fondo alla loro storia, ripercorrendola dall'inizio fino a scoprire il vero motivo dello scontro.

La serie è diretta da Gianluca Maria Tavarelli, che spera che "dalla visione di questa serie" il pubblico tragga "la sensazione di essere immersi “nelle vite degli altri”, vite, che per molti versi, sono identiche alle nostre".

Chiamami ancora amore è una produzione Indigo Film, in collaborazione con Rai Fiction in associazione con About Premium Content.
   

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