All Is Lost - Tutto è perduto

Film 2013 | Drammatico, +13 106 min.

Titolo originaleAll Is Lost
Anno2013
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata106 minuti
Regia diJ.C. Chandor
AttoriRobert Redford .
Uscitagiovedì 6 febbraio 2014
TagDa vedere 2013
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,03 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di J.C. Chandor. Un film Da vedere 2013 con Robert Redford. Titolo originale: All Is Lost. Genere Drammatico, - USA, 2013, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2014 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,03 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 9 luglio 2020

Nuovo progetto di J.C. Chandor, regista che si è fatto notare con il suo film d'esordio, Margin Call, e che vedrà come protagonista Robert Redford. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office All Is Lost - Tutto è perduto ha incassato 190 mila euro .

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Consigliato sì!
3,03/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO SÌ
Un film 'pragmatico' che restituisce dignità alle cose e alle persone, rivendicando la manualità.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 23 maggio 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 23 maggio 2013

Un uomo naviga a vista sull'Oceano Indiano. Colpito un container alla deriva, ripara la falla e libera lo scafo dall'acqua imbarcata. Accomodato il danno, riprende la navigazione minacciata da lontano da nuvole nere. Abile e previdente, si organizza per affrontare la tempesta che, forte e implacabile, ha la meglio sull'imbarcazione. Rovesciato, precipitato in mare, riemerso, arrampicato, scivolato, ferito, l'uomo getta in acqua un natante gonfiabile, attendendo che il vento e le onde si plachino. L'indomani sotto un sole timido recupera suppellettili, generi alimentari e oggetti di navigazione, guardando mestamente affondare la sua barca a vela. Munito di sestante e di saldo coraggio, si barcamena, calcolando la sua posizione sulla mappa nautica. Invisibile alle navi e ai mercantili che incrociano la sua rotta, non si arrende alla natura e alle incessanti tempeste, rispondendo alla sua collera e rovesciando i suoi rovesci.
All is Lost è una storia di permanenza, la permanenza di un uomo in mare che si scontra con la fiera irriducibilità della natura. Diversamente dal capitano Achab (Moby Dick) e dal capitano Aubrey (Master and Commander), l'uomo senza nome di Robert Redford non ha balene bianche o fregate da inseguire per placare l'ossessione. Altrimenti ancora da Pi, il ragazzo indiano e naufrago di Ang Lee, il protagonista non ha una controparte con cui condividere l'esistenza e pochi metri di spazio. Di lui non sappiamo nulla se non le poche parole affidate al mare e allo spettatore, con cui si scusa giurando di averci provato. Perché a vivere lui ci ha provato davvero, resistendo in un oceano sempre più privo di mondo e delle cose perdute del titolo. Opera seconda di J.C. Chandor, All is Lost dura due ore ed è occupato da Robert Redford, completamento solo e alle prese con la sopravvivenza. Naufragio e lotta, attesa e ricordo, si alternano in un film salato, privo di dialoghi e grondante acqua. Tutto è acqua e tutto è perduto in acqua, elemento liquido da cui nasce la vita e da cui viene inghiottita. L'oceano, indifferente davanti all'impotenza del protagonista, lo lambisce, lo conduce, lo sprofonda e poi lo restituisce al suo affanno e al suo istinto, che gli suggerisce sempre cosa fare. E lui fa, fa tutto dentro un film 'pragmatico' che restituisce dignità alle cose e alle persone, rivendicando la manualità. Robert Redford di fatto è un makers che sfugge le logiche impersonali della produzione di massa, che crea e ripara rivelando allo spettatore l'importanza del 'saper fare'. Fare tutto il possibile per salvare l''investimento' più importante quando i marosi ci travolgono. Come Margin Call, film d'esordio sulla crisi economica, è concentrato sull'istante del crollo piuttosto che sulla ricostruzione storica dell'evento, così All is Lost 'sbatte' contro il personaggio, lasciando lo spettatore senza appiglio se non quello di testimoniarne la resistenza. Chandor non presenta il protagonista, non gli produce un passato ma strumenti nautici per ritrovare la rotta ed evitare i luoghi comuni di una storia, quella del naufrago, letta e vista tante volte. All is Lost si disinteressa della crescita morale del suo personaggio, tuffandolo in una natura che lo eccede e a cui scampa con abilità manuale, rilanciando la vita e la volontà di restarci. La banca affondata di Margin Call è infine il contrario speculare del natante inaffondabile del protagonista, le parole con cui diceva l'astrazione della finanza l'inverso dei silenzi in cui agisce il corpo biondo di Robert Redford, la cui fotogenia è ancora una volta spesa in favore del progresso civile e del 'futuro artigianale' profetizzato da Philip K. Dick.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 9 febbraio 2014
Filippo Catani

Un uomo sta facendo un viaggio con la sua imbarcazione nell'Oceano Indiano. Dopo aver colpito parte di un container alla deriva, l'uomo non riuscirà più a riparare completamente la nave e, complice l'arrivo di una serie di tempeste, si ritroverà presto alla deriva. Per assistere ad un film del genere bisogna partire premuniti e non prevenuti.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

All'inizio ci sono un uomo, una barca e l'Oceano; poi un uomo, un canotto e l'Oceano; poi un uomo e l'Oceano; infine (forse) solo l'Oceano. Sul volto e sul corpo di un grande Robert Redford (unico attore), la terribile avventura di un navigatore solitario, che fa i conti con una sopravvivenza drammatica. Il film mette disagio, paura, apprensione, nonostante l'assenza forzata dei dialoghi.

winner
miglior colonna sonora
Golden Globes
2014
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