All Is Lost - Tutto è perduto

Film 2013 | Drammatico +13 106 min.

Titolo originaleAll Is Lost
Anno2013
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata106 minuti
Regia diJ.C. Chandor
AttoriRobert Redford .
Uscitagiovedì 6 febbraio 2014
TagDa vedere 2013
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,05 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di J.C. Chandor. Un film Da vedere 2013 con Robert Redford. Titolo originale: All Is Lost. Genere Drammatico - USA, 2013, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2014 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,05 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nuovo progetto di J.C. Chandor, regista che si è fatto notare con il suo film d'esordio, Margin Call, e che vedrà come protagonista Robert Redford. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes e 5 candidature a BAFTA. In Italia al Box Office All Is Lost - Tutto è perduto ha incassato 131 mila euro .

Passaggio in TV
giovedì 21 giugno 2018 ore 23,06 su PREMIUMCINEMAEMOTION

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Consigliato sì!
3,05/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,16
CONSIGLIATO SÌ
Un film 'pragmatico' che restituisce dignità alle cose e alle persone, rivendicando la manualità.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 23 maggio 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 23 maggio 2013

Un uomo naviga a vista sull'Oceano Indiano. Colpito un container alla deriva, ripara la falla e libera lo scafo dall'acqua imbarcata. Accomodato il danno, riprende la navigazione minacciata da lontano da nuvole nere. Abile e previdente, si organizza per affrontare la tempesta che, forte e implacabile, ha la meglio sull'imbarcazione. Rovesciato, precipitato in mare, riemerso, arrampicato, scivolato, ferito, l'uomo getta in acqua un natante gonfiabile, attendendo che il vento e le onde si plachino. L'indomani sotto un sole timido recupera suppellettili, generi alimentari e oggetti di navigazione, guardando mestamente affondare la sua barca a vela. Munito di sestante e di saldo coraggio, si barcamena, calcolando la sua posizione sulla mappa nautica. Invisibile alle navi e ai mercantili che incrociano la sua rotta, non si arrende alla natura e alle incessanti tempeste, rispondendo alla sua collera e rovesciando i suoi rovesci.
All is Lost è una storia di permanenza, la permanenza di un uomo in mare che si scontra con la fiera irriducibilità della natura. Diversamente dal capitano Achab (Moby Dick) e dal capitano Aubrey (Master and Commander), l'uomo senza nome di Robert Redford non ha balene bianche o fregate da inseguire per placare l'ossessione. Altrimenti ancora da Pi, il ragazzo indiano e naufrago di Ang Lee, il protagonista non ha una controparte con cui condividere l'esistenza e pochi metri di spazio. Di lui non sappiamo nulla se non le poche parole affidate al mare e allo spettatore, con cui si scusa giurando di averci provato. Perché a vivere lui ci ha provato davvero, resistendo in un oceano sempre più privo di mondo e delle cose perdute del titolo. Opera seconda di J.C. Chandor, All is Lost dura due ore ed è occupato da Robert Redford, completamento solo e alle prese con la sopravvivenza. Naufragio e lotta, attesa e ricordo, si alternano in un film salato, privo di dialoghi e grondante acqua. Tutto è acqua e tutto è perduto in acqua, elemento liquido da cui nasce la vita e da cui viene inghiottita. L'oceano, indifferente davanti all'impotenza del protagonista, lo lambisce, lo conduce, lo sprofonda e poi lo restituisce al suo affanno e al suo istinto, che gli suggerisce sempre cosa fare. E lui fa, fa tutto dentro un film 'pragmatico' che restituisce dignità alle cose e alle persone, rivendicando la manualità. Robert Redford di fatto è un makers che sfugge le logiche impersonali della produzione di massa, che crea e ripara rivelando allo spettatore l'importanza del 'saper fare'. Fare tutto il possibile per salvare l''investimento' più importante quando i marosi ci travolgono. Come Margin Call, film d'esordio sulla crisi economica, è concentrato sull'istante del crollo piuttosto che sulla ricostruzione storica dell'evento, così All is Lost 'sbatte' contro il personaggio, lasciando lo spettatore senza appiglio se non quello di testimoniarne la resistenza. Chandor non presenta il protagonista, non gli produce un passato ma strumenti nautici per ritrovare la rotta ed evitare i luoghi comuni di una storia, quella del naufrago, letta e vista tante volte. All is Lost si disinteressa della crescita morale del suo personaggio, tuffandolo in una natura che lo eccede e a cui scampa con abilità manuale, rilanciando la vita e la volontà di restarci. La banca affondata di Margin Call è infine il contrario speculare del natante inaffondabile del protagonista, le parole con cui diceva l'astrazione della finanza l'inverso dei silenzi in cui agisce il corpo biondo di Robert Redford, la cui fotogenia è ancora una volta spesa in favore del progresso civile e del 'futuro artigianale' profetizzato da Philip K. Dick.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 9 febbraio 2014
Filippo Catani

Un uomo sta facendo un viaggio con la sua imbarcazione nell'Oceano Indiano. Dopo aver colpito parte di un container alla deriva, l'uomo non riuscirà più a riparare completamente la nave e, complice l'arrivo di una serie di tempeste, si ritroverà presto alla deriva. Per assistere ad un film del genere bisogna partire premuniti e non prevenuti.

martedì 31 gennaio 2017
laurence316

Il secondo lungometraggio di Chandor dopo l'esordio con Margin Call, è un film-scommessa. Praticamente privo di dialoghi (ad eccezione del monologo iniziale e di una rapida raffica di esclamazioni da parte dell’uomo senza nome) e ambientato interamente in pieno Oceano Indiano (in realtà girato in un enorme cisterna d’acqua da centinaia di migliaia di galloni, la stessa [...] Vai alla recensione »

sabato 4 gennaio 2014
Fedson

Un uomo si fa strada navigando pacamente sull'Oceano dal quale è circondato. Non sappiamo il suo nome. Non sappiamo dove sta andando. Non sappiamo chi sia. Sappiamo solo che è con la sua nave che può continuare a vivere. Una bufera minaccia il suo silenzioso viaggio di cui non conosciamo la meta. Viene investito in pieno dalla tempesta.

domenica 5 gennaio 2014
Fabio Cappelli

Il vecchio velista, senza nome e storia, discendente evidente della nostra società, è al tramonto della vita, e fa quello che tutti siamo tentati di fare, sfuggirla per scoprire se stessi, la propria individualità e il rapporto con la natura, non facile ma entusiasmante e primordiale. Il velista è pratico abbastanza da affrontare il mare, ma si trova alla deriva per una serie di sfortunati eventi. [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 settembre 2014
cinebura

Uno dei miglior thriller di soppravvivenza!!  Un film quasi muto cullato dalle fantastiche colonne sonore e dalla scenografia dell' oceano immenso e dispersivo, insieme a questi  fattori si unisce angoscia e molta suspance che rendono il film unico. Una trama semplice ma forte ricca di significati che si celano dietro le onde di quell' oceano.

sabato 8 febbraio 2014
muttley72

Film dedicato ad una storia di "sopravvivenza in mare", dopo un naufragio in mare aperto. Come è stato detto in altre recensioni esistono già molti film sul tema (es. la tempesta perfetta , Cast Away, ecc.), tema che non per questo deve cessare di essere trattato da nuovi film...ma viene spontaneo il paragone con gli altri (precedenti) film. Ho visto il film "All is lost" oggi e ho notato subito che [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 giugno 2014
BiLlyJo3

Durante una traversata in pieno oceano, lo scafo di una barca viene perforato da un container mobile alla deriva. L'acqua che entra all'interno dell'imbarcazione provoca danni considerevoli: la radio e i dispositivi elettronici di localizzazione sono fuori uso. Per l'unico uomo a bordo (Robert Redford) inizia un vorticoso viaggio contro le forze della natura, in cui è necessario tirare fuori tutte [...] Vai alla recensione »

martedì 29 aprile 2014
Alexander 1986

Navigatore solitario (Robert Redford) di eco hemingwayano si sveglia una mattina scoprendo che la sua imbarcazione prende acqua in seguito allo scontro con un container abbandonato nel bel mezzo dell'Oceano indiano. Riesce a cavarsela. Di lì a poco dovrà affrontare, in un parossistico crescendo di intensità, tutti i pericoli messi a disposizione dal mare.

sabato 5 aprile 2014
ultimoboyscout

Alla bella età di 77 anni, Redford resta (e lascia) senza parole, sfoderando la sua prova attoriale migliore. Si tratta di un film totalmente privo di dialoghi in cui il protagonista combatte come un leone contro la furia dell'oceano e della natura per salvarsi la vita. E' la cronaca di un naufragio: Redford è sulla sua barca, naviga in solitaria nell'Oceano Indiano, non parla [...] Vai alla recensione »

martedì 5 agosto 2014
paolo patrone

All is lost Tutto è perduto la descrizione ed il luogo della tragedia, senza rimbazi di alcuna presenza.umana, ti muove e ti suscita delle note nascoste Due soli protagonisti, Robert Redford e il Mare. Anche lo spettatore più smaliziato, arrivato a metà film, non può non ammettere che quella del personaggio è una parte oltremodo impegnativa da assumersi e recitare per un attore.

martedì 11 febbraio 2014
Flyanto

 Film in cui un uomo (Robert Redford), che si trova in alto mare con la propria barca, incappa in un incidente venendo speronato da un container galleggiante. Da questo momento egli si adopererà in ogni modo al fine di rimediare al danno subito e soprattutto a tutte le conseguenti avversità prodottesi, nonchè ad una possibile e drammatica fine.

domenica 9 febbraio 2014
P.Curtiss

Innanzitutto, occorre dire che il personaggio interpretato da Redford è assolutamente alieno al gusto italiano. Noi non abbiamo tradizione, almeno ufficialmente, di un percorso simile, di un simile eroismo umano minimale e solitario a meno di casi isolati che non interessano i nostri riflettori ben più attirati dalle spiegazioni e soluzioni ridanciane.

martedì 26 aprile 2016
Giorpost

Un uomo è intento alla navigazione in solitaria dell'Oceano Indiano a bordo di uno yacht a vela; una mattina, appena sveglio, si accorge che sta imbarcano acqua a causa di un impatto fortuito con un container alla deriva. Attraverso una serie di escamotage riesce prima a disincagliare i due corpi venuti a contatto, dunque a riparare la falla creatasi sullo scafo; siamo a cospetto [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 febbraio 2014
gianleo67

Navigatore solitario su una barca a vela nell'Oceano Indiano viene costretto da una serie di infortuni e calamità che gli danneggiano e affondano irreparabilmente l'imbarcazione a trasbordare sul gommone di salvataggio alla deriva ed in balia di una incerta  e perigliosa fortuna. Dopo giorni di navigazione e quando anche l'ultima speranza di sopravvivenza sembra svanire affida [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 giugno 2014
sulphur60

Questo film può essere giudicato drammatico e avvincente solo da uno spettatore totalmente privo di esperienza nautica (la maggioranza, suppongo). Per un velista con un minimo di pratica, invece, la quantità di incongruenze, inesattezze e assurdità lo colloca in bilico tra la noia e la comicità involontaria. SPOILER ALERT – Il testo che segue svela parte della trama [...] Vai alla recensione »

domenica 28 settembre 2014
samar

Di incongruenze questo film ne ha molte, ma una prevale da subito su tutte quelle che seguono: cosa ci fa un anziano signore, palesemente marinaio dilettante, apparentemente nemmeno appassionato del mare, tutto solo in mezzo all'oceano?  Confesso di aver pensato che volesse uccidersi, che essendo prossimo alla fine avesse deciso di affidare al mare il suo destino.

domenica 9 febbraio 2014
jblpower_85

Le immagini più belle sono le riprese subacquee che inquadrano i pesci al di sotto della zattera autogonfiabile. Da marinaio, sono rimasto infastidito dalle incongruenze fisiche riprese dal regista, forse per dovere di scena, del comportamento del mare e della barca. Durante l'affondamento della barca l'acqua all'interno del pozzetto è allo stesso livello della superficie [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2013
Alex2044

Fare un film di 106 minuti con un unico personaggio ,senza dialoghi e non annoiare è un'impresa ma il regista J.C. Chandor e Robert  Redford ce l'hanno fatta : bravi !

sabato 28 dicembre 2013
Pierluigipatriarca

Ho avuto il piacere di vedere in anteprima questo fil al tff di quest'anno ritengo che la valutazione data sia un po' scarsa, se la storia è scontata l'interpretazione è da oscar,riesce a farti stare teso fino alla fine pronunciando una sola parola; se al festival di Roma sono riusciti a dare un premio come miglior attrice a una che ha prestato solo la voce, come non premiare un attore dove senza parlare [...] Vai alla recensione »

martedì 11 febbraio 2014
the thin red line

Un anziano velista si incaglia in mezzo all'oceano e comincia ad imbarcare acqua.... sembra il prologo di un cast away solo che stavolta non ci sono isole a salvare il buon Robert Redford il che rende assai difficile tenere attaccati agli schermi gli spettatori senza che la noia o un colpo di sonno possano sopraggiungere... Francamente pur essendo un grande ammiratore del protagonista ho fatto [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 febbraio 2014
Babis

Tutto è perduto...Ovviamente non svelo il finale di un film che è un vero piccolo capolavoro cinematografico, in cui non servono le parole: è tutto comunicato dal volto di Robert Redord, che a 77 anni, appare in questo film come "il vecchio e il mare".

lunedì 10 febbraio 2014
Babis

" Sono un uomo solo e sto navigando nell'Oceano Indiano...ad un tratto un rumore metallico...oddio!Un container alla deriva ha colpito la mia imbarcazione e ha aperto una falla. Ecco, con pazienza sono riuscito a ripararla, è tutto a posto. Ed ora, dall'alto della vela vedo avvicinarsi una tempesta: è arrivata, le onde sono altissime, la barca si rovescia, sono sottosopra, [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 febbraio 2015
epassp

Con poche parole mette in risalto la solitudine e le crescenti difficoltà che deve affrontare un uomo solo nell'oceano, alle prese con problemi, alla fine, insormontabili. Il lieto fine arriva solo negli ultimi minuti. Grande interpretazione del protagonista, ma dalla trama non eccessivamente coinvolgente.

sabato 6 settembre 2014
maggie69

Il protagonista è ammirabile. profondo conoscitore del mare e della sua barca. cosa non da poco. l'unica cosa che non capisco è perchè non rientra al primo incidente, ma è andata così e via. Avrei preferito un finale diverso. il film però è davvero sorprendente. mai vista una persona così.

mercoledì 19 febbraio 2014
pier delmonte

che dire, ogni tanto mi appisolavo, poi, credo di aver iniziato a russare

lunedì 10 febbraio 2014
Alex2044

Avevo dimenticato le stelle . Quattro mi sembrano giuste .

giovedì 9 gennaio 2014
Eugenio

C’e’ del marcio in mezzo all’Oceano. Parafrasando Amlet, un elogio alla solitudine e all’incertezza umana è il tema di una nuova pellicola avente come protagonista assoluto un Robert Redford più in forma che mai. Si intitola Tutto è perduto  e già queste tre semplici parole contribuiscono ad avvertire lo spettatore di un pericolo imminente, di [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 aprile 2016
no_data

non ho ben compreso se si è salvato oppure no

lunedì 18 aprile 2016
g_andrini

E' una pellicola piuttosto originale, con l'attore protagonista che restituisce un buon pathos. Bello l'ambiente marino, che restituisce una buona fotografia. Sicuramente consigliato a chi vuole meditare un po'.

venerdì 18 aprile 2014
Andrelibero

Film emozionante per chi ama il mare, mi pare normale che alla maggior parte delle persone parva noioso. Non servono le parole per fare un buon film, basta il sentimento e l'espressione della forza di un uomo. Se avete il sale nelle vene guardate questo film, non ve ne pentirete, se invece preferite vedere le commediole stupide all'italiana o i filmettoni da box office all'americana con poca sostanza [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 febbraio 2014
astromelia

tutto eccessivo,esasperato quanto improbabile che un'uomo anziano sebbene esperto catapultato in acqua una decina di volte ce la faccia a sopravvivere senza graffi ne botte,insomma oltre l'umana parvenza ragionevole il film esagera,ma poi :quanta roba aveva dentro quel canotto di salvataggio? pure il cappello gli occhiali e il cambio d'abiti? mah mi pare quasi ridicolo! comunque troppo lungo, alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 febbraio 2014
Liuk

Un film di due ore con un personaggio solo, senza dialoghi, in mezzo al mare. Troppo, decisamente. Nel complesso non è pessimo come sembra, ci sono degli spunti interessanti e si soffre il dramma assieme all'unico attore: il vero problema è la noia che attanaglia lo spettatore fin dalle prime scene. La stessa cosa vista in un lungometraggio di un'ora poteva bastare e rendeva meglio.

lunedì 17 febbraio 2014
Il Passatore

Pare che il sogno di ogni attore sia di avere la scena tutta per sé, per l’intera durata dello spettacolo. Ebbene, qui il grande Robert Redford ha questo privilegio: nessuno appare in questo film all’infuori di lui! Non solo, praticamente non pronuncia una parola durante tutto il film. La particolarità della vicenda spiega come questo sia possibile: il nostro protagonista [...] Vai alla recensione »

martedì 11 febbraio 2014
brian77

Be' insomma, film un po' noiosetto... Molte pretese simboliche, poco spessore narrativo. Più che altro, resta l'idea di un film.

domenica 9 febbraio 2014
alexcross

interessante esperimento a mio avviso poco riuscito. non basta un buona interpretazione e il fascino del mare in burrasca a destare l'attenzione dell spettatore che inevitabilmente non può che sonnecchiare a tratti nell'attesa che compaia un pescecane affamato o  vascello di pirati a rianimarlo.

giovedì 15 gennaio 2015
no_data

Trovate la trama completa dappertutto in rete. Trovate commenti sull'unico attore e su cosa vuol rappresentare, lo stesso. Nessuno però si sorprende che per UN ATTORE siano sate necessarie tante competenze e RISORSE UMANE. Trovate l'elenco completo nei titoli di coda insieme alla commemorazione tenerissima per le TRE barche che sono state sacrificate in oceano.

mercoledì 26 novembre 2014
rampante

Film durissimo inizia con un uomo, una  barca   e  l'Oceano;  segue  con un uomo, un canotto e l'Oceano; poi un uomo e l'Oceano; ed infine solo l'Oceano Il regista e sceneggiatore americano Chandor ci proietta brutalmente in una situazione estrema    e ci racconta la terribile avventura di un navitatore solitario che, a bordo di uno [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

All'inizio ci sono un uomo, una barca e l'Oceano; poi un uomo, un canotto e l'Oceano; poi un uomo e l'Oceano; infine (forse) solo l'Oceano. Sul volto e sul corpo di un grande Robert Redford (unico attore), la terribile avventura di un navigatore solitario, che fa i conti con una sopravvivenza drammatica. Il film mette disagio, paura, apprensione, nonostante l'assenza forzata dei dialoghi.

Valerio Caprara
Il Mattino

«All is lost - Tutto è perduto», nonostante le apparenze, è un film durissimo e pressoché sperimentale. Niente a che vedere, infatti, col recente «In solitario», buon film d'azione che ricostruisce con qualche surplus accattivante le documentate peripezie di un navigatore solitario: nella sua opera seconda, infatti, il regista e sceneggiatore americano Chandor ci proietta brutalmente dall'inizio in [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Un navigatore solitario veleggia nell'Oceano Indiano, tra Indonesia e Madagascar. Non ci è dato saperne il nome; quanto ai particolari della sua vita e del suo carattere, possiamo appena intuirli: è sposato (porta la fede al dito), benestante (si permette il "Virginia Jean", un elegante yacht di 14 metri), presumibilmente ha una famiglia, cui indirizza in voice-over un'accorata lettera nella scena [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Dopo un'opera d'esordio, Margin Call, fitta di dialoghi e ambientata negli algidi interni di una finanziaria di Wall Street sul punto di crollare, il cineasta J.C. Chandor salta con il secondo film a un opposto scenario di naufragio: l'odissea di un navigatore solitario che, a bordo di uno yacht gravemente danneggiato, tenta di sopravvivere come un Pi anziano e senza la tigre fra i flutti nell'Oceano [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il vecchio e il mare. Il vecchio ha il volto glorioso e ormai segnato dal tempo (dal cinema) di Robert Redford, protagonista unico e per lo più muto. Il mare che minaccia il naufrago, impegnato in una traversata in solitario, è tutto ciò che volete. La vita, l'età che incalza, il corpo che ci abbandona e diventa nostro nemico, la civiltà al tramonto.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Chissà se il temerario Robert Redford vincerà la sfida al botteghmno Quella contro la noia sembra perduta. Per oltre novanta minuti in mezzo all'Oceano Indiano, tutto solo su uno yacht in avaria. Con la radio fuori uso. Lasciando così il film senza dialoghi. Il maturo navigatore, settantasei aani, si fa la barba, pesca, cucina, ripara una falla, s'arrampica sull'albero maestro come un ragazzino.

winner
miglior colonna sonora
Golden Globes
2014
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