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Non mentire: «vi spieghiamo cosa si prova a non essere creduti»

La sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, apprezzata autrice di Sulla mia pelle, racconta la serie di Gianluca Maria Tavarelli, adattamento della britannica Liar. Dal 17 febbraio su Canale 5.
di Ilaria Ravarino

Non mentire

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Greta Scarano (33 anni) 27 agosto 1986, Roma (Italia) - Vergine. Interpreta Laura nel film di Gianluca Maria Tavarelli Non mentire.
venerdì 15 febbraio 2019 - Incontri

C'era anche una serie italiana, Non mentire, al panel sulla scrittura televisiva organizzato durante il Festival del Cinema di Berlino. Adattamento della britannica Liar, prodotto da Indigo Film e girato da Gianluca Maria Tavarelli, Non Mentire mette in scena l'incontro, e poi lo scontro, tra due verità inconciliabili: quella di Laura, convinta di essere stata stuprata (Greta Scarano) e quella del suo presunto aggressore Andrea (Alessandro Preziosi), sicuro di essere innocente. Sei episodi trasmessi su Canale5 in 3 appuntamenti (2 episodi a serata) a partire da questa domenica, capaci di sostenere solidamente un gioco di specchi e sospetti destinato a sciogliersi solo nel finale.

Alla sceneggiatura c'è Lisa Nur Sultan, già autrice di Sulla Mia Pelle, scelta da Tavarelli prima dell'exploit veneziano: "Gianluca ha letto un mio copione teatrale, 'Fuori Gioco'. Era una pièce con molti dialoghi e a lui serviva proprio un autore che avesse una sensibilità particolare per il linguaggio".
Ilaria Ravarino

Cosa è rimasto di Liar in Non mentire?
Eravamo d'accordo sul fatto che la storia dovesse rimanere uguale, e che avremmo adattato le sfumature caratteriali dei personaggi. L'adattamento ha riguardato naturalmente anche i luoghi: qui ci troviamo nella provincia italiana, nello specifico a Torino. Sui protagonisti abbiamo fatto un lavoro di profilo psicologico, per renderli credibili: in questa serie è fondamentale che lo spettatore si fidi della versione di entrambi.

Come è cambiata Laura rispetto all'originale?
La nostra Laura è meno rabbiosa, o meglio la sua rabbia è più dolente. Non ha quella furia "dritta" dell'omologa inglese. Non è bello da dire, ma gli italiani sono disabituati a sentire urlare le donne senza infastidirsi: quel tipo di reazione violenta avrebbe distaccato il pubblico dal personaggio. E poi, nell'atto di raccontare un (eventuale) stupro, mi interessava mettere in scena il senso di colpa di Laura. Il nostro personaggio si mette più in discussione di quanto non faccia quello inglese: abbiamo un dna culturale diverso. Perciò, per quanto convinta della sua versione, Laura tende a chiedersi dove abbia sbagliato, se farlo salire in casa sia stato un errore, cosa avrebbe dovuto fare per evitare di finire in quella situazione.


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In foto una scena della serie Non mentire.
In foto una scena della serie Non mentire.
In foto una scena della serie Non mentire.

E lui?
Andrea lo abbiamo reso più ironico, sicuro di sé e guascone. Se fosse stato troppo serio non avrebbe funzionato, e poi volevamo approfittare dell'ironia di Preziosi.

Violenza o calunnia: in ogni caso, argomenti scivolosi...
La sfida era quella di provare a spiegare sia cosa provi una donna che non viene creduta, sia cosa si provi ad essere accusati ingiustamente. Uno dei due sta mentendo, ma noi vogliamo raccontare entrambi i punti di vista. Sono posizioni dolorosissime, soprattutto per le ricadute familiari. Quando la macchina del fango si attiva, travolge tutto e tutti. Diciamo che in Italia lo abbiamo visto chiaramente.

Gli autori di Liar che dicono?
Gli è piaciuto moltissimo. Sono entusiasti, Non mentire è il primo adattamento mondiale. Adesso Liar è sul set per la seconda stagione: non vediamo l'ora di sapere come finisca per cominciare a scriverne l'adattamento.

C'è un legame tra questo progetto e Sulla mia pelle, il film che ha scritto su Stefano Cucchi?
Entrambi raccontano dilemmi morali in chiave contemporanea, senza pretendere di dare una risposta priva di sfumature. Poi certo, in entrambi i casi la risposta è molto chiara e le colpe anche. Ma per arrivarci bisogna mettersi nei panni di tante altre persone. E porsi delle domande.

Sta già lavorando ad altro?
Sì, un film drammatico storico e una serie su un caso di cronaca.


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