Jumanji: Benvenuti nella giungla

Film 2017 | Avventura +13 119 min.

Titolo originaleJumanji: Welcome To the Jungle
Anno2017
GenereAvventura
ProduzioneUSA
Durata119 minuti
Regia diJake Kasdan
AttoriDwayne Johnson, Kevin Hart, Jack Black, Karen Gillan, Rhys Darby, Bobby Cannavale Nick Jonas, Alex Wolff, Ser'Darius Blain, Madison Iseman, Morgan Turner, Missi Pyle, Maribeth Monroe.
Uscitalunedì 1 gennaio 2018
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Jake Kasdan. Un film con Dwayne Johnson, Kevin Hart, Jack Black, Karen Gillan, Rhys Darby, Bobby Cannavale. Cast completo Titolo originale: Jumanji: Welcome To the Jungle. Genere Avventura - USA, 2017, durata 119 minuti. Uscita cinema lunedì 1 gennaio 2018 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Quattro ragazzi scoprono una vecchia console e si ritrovano catapultati nel videogame ambientato nella giungla, assumendo le sembianze dei rispettivi avatar.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Dal liceo a una giungla videoludica, quattro ragazzi sono costretti ancora una volta a vincere a Jumanji!
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 12 dicembre 2017
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 12 dicembre 2017

1996: la scatola del gioco da tavolo Jumanji viene trovata su una spiaggia, esattamente dove l'avevamo vista al termine del film originale, ma quando il ragazzo che se la porta a casa capisce di cosa si tratta ne è molto deluso, perché gli interessano solo i videogame. Così nella notte il gioco si trasforma in una cartuccia per console. La stessa viene ritrovata oggi da quattro liceali in punizione, che scelgono i quattro personaggi restanti di un gioco per cinque player e commettono l'errore di interrompere la partita, finendo quindi intrappolati nel gioco e nel corpo dei personaggi che avevano scelto. Così il nerd è un fusto, il nero da atleta diventa spalla comica, la ragazza asociale è una sventola che scalcia a ritmo di musica e la reginetta, perennemente in caccia di like sui social, si ritrova per contrappasso nel corpo di un uomo di mezz'età in sovrappeso. Insieme dovranno superare varie sfide e riportare un gioiello incantato in cima a una montagna: solo così potranno ritornare a casa.

Se nel film del 1995 il gioco entrava nel nostro mondo, ora sono i protagonisti a entrare in quello del gioco, mostrandoci l'altra faccia di Jumanji, aggiornata però alle regole dei videogame.

Il primo personaggio che incontrano ripete infatti frasi limitate come un PNG (personaggio non giocante), imprigionato in una programmazione funzionale a spiegare cose ai "giocatori" e a consegnare loro gli oggetti necessari. Addirittura il flashback, all'interno del suo racconto dell'antefatto, viene vissuto dai giocatori come una scena non interattiva, che può solo essere subita, e il cui termine videoludico è cutscene. Senza contare che i protagonisti hanno un numero limitato di "vite" e, finché non le esauriscono, precipitano dal cielo come nuovi quando vengono uccisi. Il ragazzo nerd ovviamente sa riconoscere queste meccaniche di gioco e non manca di spiegarle agli altri personaggi e dunque al pubblico, d'altra parte il didascalismo è una delle cifre del film, che sembra aver paura di essere troppo di nicchia per risultare davvero mainstream.

La cosa più interessante e divertente del nuovo Jumanji non è però l'aspetto metaludico, davvero plateale, bensì il rapporto tra gli attori da action movie sui generis e i personaggi che sono dentro di loro. Così The Rock ha l'abilità di essere super-carismatico ma ha anche paura di un sacco di cose, perché in fondo è pur sempre giocato da un nerd; la ragazza tostissima è in realtà molto insicura; la bella nel corpo di Jack Black veicola poi con leggerezza un messaggio trans positivo, visto che dopo lo shock sembra adattarsi presto al suo corpo e apprezzarne gli organi genitali. Meno felice invece il nero atletico calato nella spalla comica, che continua a lamentarsi delle sue sfortune proprio come farebbe una spalla comica qualunque, e ha pure la stessa voce stridula (per lo meno nel doppiaggio italiano) e la propensione a gridare - come del resto aveva l'agente di polizia nero nel film originale.

Il villain, che si chiama Van Pelt come il cacciatore del primo film, sebbene sia interpretato da un attore ottimo come Bobby Cannavale incide in realtà molto poco e sono più che altro i vari animali e i suoi sgherri in motocicletta a costituire un pericolo. Il film originale è poi omaggiato anche dalla scritta "Alan Parrish Was Here" a ricordarci che il personaggio interpretato da Robin Williams era rimasto intrappolato nel mondo del gioco per circa vent'anni e dunque aveva lasciato un segno. Le regole del sequel sono un po' diverse: il ragazzo rimasto a sua volta intrappolato non ha qui idea che nel mondo esterno siano passati vent'anni ed è convinto di essere lì da pochi mesi, inoltre la vittoria sul gioco non causa la drastica riscrittura della linea temporale del film del 1995.

La differenza principale è però che se là i personaggi erano bambini, oppure adulti traumatizzati e rimasti per certi versi bambini, qui sono invece adolescenti e infatti anche il cast con The Rock e Karen Gillan e Jack Black si rivolge a un pubblico di teenager, oltre che di trentenni nostalgici, e meno a quello delle famiglie. L'avventura e gli effetti speciali ci sono ancora, così come l'ironia, ma all'ingenuità si è sostituito l'ammiccamento più post-moderno e meta-narrativo. Il che fa però di Jumanji un'occasione parzialmente sprecata, visto che lo spirito infantile del film originale oggi è molto più raro di questo compiacimento nel cercare la complicità dello spettatore. Senza contare poi che le due ore di durata sono davvero eccessive e dopo la prima metà gli eventi risultano ripetitivi, come il succedersi di livelli in un videogame medio a cui oltretutto non si può partecipare ma solo assistere.

Sei d'accordo con Andrea Fornasiero?
Non un remake ma un sequel fedele nello spirito.
Overview di Emanuele Sacchi

Dopo aver appreso il sottotitolo di Jumanji - Benvenuti nella giungla, era immediato attendersi il riff di Slash che apre "Welcome to the Jungle" dei Guns N' Roses; e così puntualmente è, in un trailer forse prevedibile ma rassicurante. Ma le prime immagini del film, circolate a giugno, sono servite a chiarire i dubbi residui sull'operazione affidata alla regia di Jake Kasdan e a sciogliere il dubbio principale: remake, più o meno sotto smentite spoglie, oppure sequel del cult anni 90 con Robin Williams?

Era lecito attendersi, o meglio auspicare, un film che non osasse il confronto - sotto forma di remake o reboot - con l'originale, ma accettasse un umile ruolo di sequel. Entrambe le premesse, fortunatamente, sembrano soddisfatte.

A 22 anni di distanza da un film che caratterizzò in maniera inaspettata il cinema mainstream anni Novanta, ecco un sequel del tutto inatteso, che diviene immediatamente un tributo al protagonista dell'originale. È infatti impossibile scindere il ricordo del primo Jumanji da quello di Robin Williams, un talento unico nel mescolare elementi di comicità inarrestabile a un perenne e insopprimibile velo di malinconia. Jumanji arrivò dopo La leggenda del Re Pescatore di Terry Gilliam e il Peter Pan di Hook, in continuità con una valorizzazione di Williams come possibile eroe fantasy, uomo medio con problemi ad accettare le responsabilità dell'età adulta, calato in un contesto che ne esalti la fanciullezza. A Jumanji, concepito attorno alla figura di Williams e fondamentale per l'evoluzione di effetti speciali e narrazione hollywoodiana su fantasy e role playing, seguiranno Una notte al museo e Al di là dei sogni, diversissimi tra loro ma accomunati dalla sovrapposizione di diversi piani di realtà. Senza Jumanji probabilmente non ci sarebbe stato un indimenticabile Teddy Roosevelt di cera. Potrà un sequel che vede protagonisti The Rock e Jack Black rappresentare un degno erede di un cult che ha innovato radicalmente l'elemento ludico e il significato di avatar nell'ambito del cinema hollywoodiano?

Un ricordo indelebile
Impossibile superare la perdita di un attore come Robin Williams e altrettanto arduo concepire un nuovo Jumanji che non menzioni Alan Parrish, una delle sue caratterizzazioni più memorabili. In origine lo script di Jumanji - Benvenuti nella giungla era quello di un remake, un restyling dell'originale adattato all'era digitale. Dopo la morte di Williams, tuttavia, si sono levate alcune critiche sulla natura dell'operazione, che improvvisamente si è ammantata di una luce sinistra, del tutto incompatibile con l'anima ludica della storia. La sceneggiatura è stata così riscritta e la direzione affidata a Jake Kasdan (Sex Tape - Finiti in rete, Bad Teacher - Una cattiva maestra), trasformando il remake in sequel. Jumanji - Benvenuti nella giungla ha così luogo a 22 anni di distanza dal film originale e la giungla in cui vengono proiettati i protagonisti è la medesima in cui Alan Parrish era rimasto imprigionato per 26 lunghi anni. Dwayne Johnson e soci troveranno infatti tracce concrete della permanenza di Parrish nella dimensione parallela di Jumanji.

Teen movie mascherato
Il trailer diffuso a giugno ha rivelato anche la natura duplice del nuovo capitolo. Il contesto iniziale è quello di un classico college movie, con alcuni ragazzi di una high school americana che vengono mandati in punizione a ripulire uno scantinato. Uno spunto che ricorda un altro cult immortale, quel Breakfast Club che negli anni Ottanta ridefinì i confini del cinema adolescenziale. Nello scantinato, però, i ragazzi non trovano un curioso gioco da tavolo, ma una vecchia console per videogame, che in realtà ne contiene solo uno, per l'appunto Jumanji. La voglia di provare il relitto vintage è tanta, ma i quattro non possono certo sapere quanto il gioco li "trascinerà" al proprio interno. Un'esperienza che promette di essere altrettanto immersiva per lo spettatore, almeno a giudicare dalle sequenze in soggettiva, con uso di Go Pro, che si vedono nel trailer.

Da role playing a videogame e inversione di rotta
"ll gioco è cambiato, ma la leggenda continua", recita la tagline di Jumanji - Benvenuti nella giungla. Benché si tratti di un videogioco vintage e decisamente obsoleto per i canoni del terzo millennio, il board game dell'originale non sarebbe più stato credibile per i teenager di oggi. Se la preistoria videoludica è comunque conosciuta o tramandata, difficilmente resta qualcosa dei giorni gloriosi di Dungeons & Dragons, se non nella nostalgia di Stranger Things. Ma le differenze con l'originale non si fermano qui. Se nel 1995 era il mondo della giungla a trasferirsi - in parte - in quello "reale", oggi sono i protagonisti a essere trasportati dentro il gioco, proprio come in Jumanji toccava a Alan Parrish/Robin Williams. Un'inversione di rotta consentita dalle differenti potenzialità offerte oggi dalla tecnologia, benché vada sottolineato il ruolo di innovazione rappresentato dal film originale per l'epoca. I rinoceronti e i leoni digitali del 1995, infatti, totalmente generati al computer, restano credibili anche durante una visione del 2017: una dote tutt'altro che comune per i film con effetti speciali dell'epoca.

Un cast pieno di sorprese
Se Dwayne Johnson è ormai una presenza fissa dei blockbuster hollywoodiani con un elemento di comicità e Jack Black è uno degli eredi più qualificati del talento di Robin Williams, sono meno scontate le scelte di Kevin Hart - comico black in ascesa - e Karen Gillan, nei panni succinti di una giovane e avvenente simil-Lara Croft. Un omaggio che sa di parodia, tanto da autodenunciarsi nel trailer stesso, in cui il personaggio di Gillan, Ruby Roundhouse, sottolinea la scarsa adattabilità alla giungla di un paio di shorts inguinali. "Sì, sto indossando degli abiti taglia BAMBINO" - scherza la Gillan su Twitter - "e c'è un motivo! Vi giuro che ne vale la pena, promesso!". Come a dire che ogni stranezza o apparente controsenso - The Rock "archeologo", il riferimento evidente dei personaggi del videogame ad altri miti cinematografici, ecc. - troverà una spiegazione, per quanto inverosimile, in Jumanji - Benvenuti nella giungla. Si tratta solo di aspettare il periodo natalizio, magari aggiungendo qualche richiesta specifica in calce alla letterina per Babbo Natale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 dicembre 2017
Roberto

Regia: Jake KasdanCast: Dwane Johnson, Karen Gillan, Jack Black, Kevin HartDurata: 119 minGenere: AvventuraGrazie ad un invito, ho potuto partecipare alla visione della mia prima anteprima, anche se provinciale, di questo titolo tanto atteso nelle sale italiane.Cercherò di tralasciare la mia grande emozione da parte, così da affrontare questa recensione in modo assolutamente equo.

Frasi
Mi sa che siamo stati risucchiati nel gioco e siamo diventati l'avatar che abbiamo scelto!
Una frase di Spencer (Dwayne Johnson)
dal film Jumanji: Benvenuti nella giungla - a cura di MYmovies.it
Sono un uomo di mezza età in sovrappeso!
Una frase di Bethany (Jack Black)
dal film Jumanji: Benvenuti nella giungla - a cura di MYmovies.it
Ti avverto: penso di essere uno che mena forte!
Spencer (Dwayne Johnson)
dal film Jumanji: Benvenuti nella giungla - a cura di MYmovies.it
NEWS
POSTER
martedì 7 novembre 2017
 

In Jumanji: Benvenuti nella giungla, quattro ragazzi scoprono una vecchia consolle e si ritrovano catapultati nel videogame ambientato nella giungla, assumendo le sembianze dei rispettivi avatar. Quel che scoprono ben presto è che Jumanji non è semplicemente [...]

TRAILER
giovedì 29 giugno 2017
 

La storia del film racconta del gioco da tavola magico Jumanji, con il quale chi gioca deve affrontare numerosi ostacoli e animali della giungla a seconda della casella che si raggiunge. Il problema è che una volta iniziato a giocare, si deve finire [...]

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