TROVASTREAMING Tutti i film disponibili prodotti in Corea del sud
Tutti i film disponibili in streaming e download sulle maggiori piattaforme digitali al miglior prezzo: su Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, iTunes, Google Play, Rakuten TV, Rai Play, TIMVISION, Infinity e NOW TV. Hai selezionato 179 film pronti subito per il noleggio e acquisto.
Ipertrofico e ipercostruito, il cinema di Park Chan-wook è ancora una volta un modo per conoscere il mondo. E cambiarlo. Commedia nera, Drammatico - Corea del sud2025. Durata 139 Minuti.
Un uomo perde il posto di lavoro. Troverà una soluzione estrema per risolvere la situazione. Espandi ▽
Licenziato dopo 25 anni di esperienza, Man-su, specialista nella produzione della carta, vede messe a rischio la sua vita perfetta. Deciso a trovare immediatamente un altro lavoro, si butta a fare colloqui, ma diversi mesi dopo la situazione non si è ancora sbloccata. Per Man-su, allora, la sola possibilità per ricominciare è crearsi da sé il posto vacante perfetto.
Park Chan-wook torna al cinema dopo la serie Il simpatizzante e gira una commedia nerissima che guarda al Cacciatore di teste di Costa-Gavras (a produrre anche la moglie e la figlia del regista greco) e lo aggiorna a una società del lavoro in tragico mutamento.
Il cinema del regista è ancora una volta ipertrofico, iper-parlato e iper-costruito, e per questo rischia la saturazione, ma è innegabile che il regista usi il cinema come Man-su la carta: come un modo, cioè, per conoscere, raccontare, interpretare, anche cambiare il mondo. Recensione ❯
L'incontro, nel cuore gelido della costa coreana, tra Soo-Ha (Bella Kim), una giovane donna franco-coreana, e Yan Kerrand (Roschdy Zem), illustratore francese in cerca d'ispirazione. Espandi ▽
A Sokcho, cittadina di pescatori vicina al confine settentrionale della Corea del Sud, la giovane Soo-ha lavora in una piccola pensione. È franco-coreana, ma non ha mai lasciato il Paese: il mondo le arriva solo attraverso i racconti degli altri. Quando alla pensione arriva Yan Kerrand, illustratore francese alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo graphic novel, tra i due nasce un rapporto sottile, fatto di silenzi, piccoli gesti, attrazioni trattenute.
Tratto dal romanzo pluripremiato di Elisa Shua Dusapin, Un inverno in Corea è il racconto di una relazione che si realizza più nel non detto e nelle sfumature che nell'interazione tra i suoi personaggi.
Il regista Koya Kamura, al suo debutto, gira con mano ferma l'interazione tra i due protagonisti, superando, a tratti, i limiti di un cinema d'autore midcult, pensato chiaramente come prodotto da esportazione: i riferimenti alla zona demilitarizzata e alla guerra di Corea restano didascalici ma sono fragilità perdonabili nel contesto di un coming of age che ha le qualità di un promettente esordio. Recensione ❯
Il peso delle tradizioni e delle aspettative famigliare è trattato in maniera geniale da Hong Sang-soo. Una delle sue opere migliori. Drammatico, Corea del sud2025. Durata 108 Minuti.
Per una giornata, un giovane poeta viene accolto dai genitori della sua ragazza. Espandi ▽
Il poeta Donghwa accompagna in auto la fidanzata Junhee da Seoul fino a Yeoju, dove risiede la sua famiglia. Partito con l’idea di darle soltanto un passaggio, il ragazzo viene prima incuriosito dalla grande abitazione e poi convinto a entrare nel vialetto, dove la coppia incontra il padre di lei. Un invito per un caffè si trasforma poi in una cena e in una giornata intera. La ritualità tradizionale attraverso cui un giovane si reca a incontrare per la prima volta i genitori della fidanzata viene smontata sistematicamente da un cocktail di casualità e imbarazzo nell’ennesima opera della costellazione cinematografica di Hong Sang-soo. È una delle meglio riuscite negli ultimi anni, che pure lo hanno visto protagonista di un periodo florido ricco di sperimentazione.C’è una trattazione geniale delle aspettative familiari, del peso della tradizione e dell’inavvertita brutalità di cui possono tingersi i nuovi incontri. Recensione ❯
Il documentario che racconta l'attesissimo ritorno delle superstar del pop. Espandi ▽
Il film offre uno sguardo senza precedenti, seguendo il grande ritorno dei BTS all'inizio di un nuovo viaggio destinato a essere scolpito nella storia della cultura pop, riflettendo al contempo sul percorso che ha trasformato sette giovani coreani in icone globali. Dal debutto nel 2013, i BTS hanno costruito una delle fanbase più devote al mondo. Dopo aver completato il servizio militare obbligatorio in Corea del Sud, i sette membri si riuniscono a Los Angeles per fare musica insieme, tornando a uno spazio creativo condiviso, modellato dal tempo che hanno trascorso separati e dai loro cambiamenti personali. Recensione ❯
Le indagini su un omicidio svelano un racket di casinò online gestito dalla gang di uno spietato e psicotico criminale. Espandi ▽
È il quarto capitolo della saga di Ma Seok-do, ormai talmente amata e attesa da godere di una prima mondiale alla Berlinale. Ma Dong-seuk, altrimenti detto Don Lee, è un mix di Sylvester Stallone e Bud Spencer, che da Train to Busan in avanti ha conquistato il pubblico con il suo carisma e i suoi cazzotti. In The Roundup: Punishment si alza nettamente il livello di sangue e violenza rispetto ai capitoli precedenti, grazie a un villain senza scrupoli. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole ma il film ha il merito di soddisfare le aspettative del pubblico, che si siede in sala a vedere un film di Don Lee essenzialmente per godere di una catartica scarica di pugni e di buoni sentimenti. Da questo punto di vista, che poco ha a che spartire con i meriti artistici ma molto con la natura più popolare e viscerale del cinema, The Roundup: Punishment rappresenta una garanzia e, con ogni probabilità, l’episodio migliore della saga, in cui i sottogeneri sono meglio bilanciati. Recensione ❯
Un assassino anziano, abile nell'eliminare i peggiori esponenti della società, incontra un giovane protetto desideroso di imparare il mestiere. Mentre instaurano un improbabile legame, la veterana assassina scopre un nuovo scopo nei suoi ultimi anni di violenza e routine. Recensione ❯
Un percorso alla ricerca di intuizioni, storie, note e parole, che ha portato SUGA in giro per il mondo. Espandi ▽
Per la realizzazione del suo nuovo album da solista la star dei BTS SUGA decide di intraprendere un duplice viaggio: da una parte, il cantante si sposta per il mondo, da Las Vegas a Seoul, per incontrare molti artisti con cui confrontarsi; dall'altra, si immerge nella propria interiorità per far emergere i traumi del suo passato e trasformarli in musica. Questo percorso porterà SUGA a far visita a grandi nomi del panorama musicale contemporaneo americano come Steve Aoki, Halsey e Andersoon Paak, ma anche il compositore giapponese Ryuichi Sakamoto, da sempre grande fonte di ispirazione per il cantante sudcoreano. Durante il viaggio, SUGA si confronterà con dubbi e blocchi artistici, che tenterà di superare attraverso la riflessione e il confronto con gli altri.
Ben girato e con un'ottima fotografia, SUGA: Road to D-DAY è un documentario molto convenzionale, che procede lentamente. Completamente focalizzato sul suo protagonista, ne restituisce un ritratto ben delineato.
Il film procede lentamente, alternando alle esibizioni della star K-pop momenti più silenziosi e dialogati: da un certo punto di vista ciò potrebbe rispecchiare la personalità di SUGA, un artista riflessivo, dedito al perfezionismo, al dubbio e all'incertezza. Recensione ❯
Il documentario segue il dietro le quinte che ha portato alla realizzazione del primo album da solista della star dei BTS J-Hope. Espandi ▽
Il documentario racconta la storia della realizzazione dell'album J-Hope In the Box da parte
del noto cantante della celebre band del k-pop sudcoreano BTS. Il documentario mostra il processo
creativo di J-Hope, presentando il concerto di Lollapalooza, il primo in cui l'artista ha performato le
canzoni dell'album dal vivo. Sebbene altri membri dei BTS abbiano già composto e pubblicato
alcuni singoli da solisti, prima di J-Hope In the Box nessuno di loro aveva mai creato un album
completo senza gli storici compagni. In un'intervista, il cantante ha infatti dichiarato la sua
eccitazione mista a nervosismo: essere il primo a "correre" da solo è stressante, ma gli consente di
perseguire per la prima volta obiettivi molto personali. Per questi motivi, J-Hope In the Box è un
progetto molto significativo per la super star dei BTS. Recensione ❯
Un ragazzo deve trasportare il denaro di un riscatto. Un tassista viene coinvolto nella missione. Espandi ▽
Beirut, 1986. Durante la guerra civile tra cristiani e musulmani, un diplomatico sudcoreano viene preso in ostaggio. Due anni dopo, il giovane Min-jun viene a sapere che il diplomatico è ancora vivo e viene inviato in Medio Oriente per recuperarlo. L'incarico si trasforma rapidamente in una corsa contro il tempo, tra trattative fallite, inseguimenti e alleanze precarie, in un territorio ostile dove ogni decisione può risultare fatale. Recensione ❯
Sequel del film d'azione coreano da record The Roundup. Espandi ▽
Sette anni dopo il rastrellamento in Vietnam, Ma Seok-do (Don Lee) si unisce a una nuova squadra per indagare su un caso di omicidio. Ben presto, scopre che questo caso riguarda il furto di una droga sintetica e inizia a scavare più a fondo... Nel frattempo, il tizio dietro a tutto questo, Joo Sung-chul (Lee Jun-hyuk), non smette di cercare guai, e i distributori di droga giapponesi, Ricky (Munetaka Aoki) e la sua banda, vengono in Corea per unirsi al caos. Le cose stanno per sfuggire di mano... Recensione ❯
La storia di due ragazzi fortemente influenzati dai genitori. Espandi ▽
A Seoul, il giovane Youngho fa visita allo studio del padre, un dottore agopunturista con cui non ha grandi rapporti. Il padre però è impegnato con la visita inattesa di un famoso attore, lo stesso attore che in seguito accetterà di incontrare il ragazzo per fare un favore alla madre di Youngho, preoccupata che suo figlio abbia messo da parte il sogno di diventare attore anch’egli. Nel frattempo, la ragazza di Youngho si è trasferita in Germania per gli studi universitari, approfittando dell’ospitalità di una pittrice amica di sua madre. Con una decisione impulsiva, Youngho la raggiunge a Berlino per discutere la possibilità di trasferirsi per starle vicino. Recensione ❯
L'Unità per i crimini gravi della polizia di Geumcheon riceve la missione di rimpatriare un uomo fuggito in Vietnam che ha manifestato volontà di costituirsi. Due agenti si recano lì per capirne di più. Espandi ▽
Tra Vietnam e Corea del Sud, il ritorno dell’agente di polizia interpretato dal corpulento Ma Dong-seok è all’insegna della violenza brutale, ma con una giusta dose di ironia. Cinque anni dopo The Outlaws, la regia è cambiata passando a Sang-Yong Lee, ma la formula base rimane la stessa: action mozzafiato; colluttazioni violente e sanguinose (pistole quasi assenti, ci si ammazza soprattutto con le lame) in un quadro dove i metodi dei buoni non sono poi così distanti da quelli dei cattivi; e la giusta dose di ironia per alleggerire la messa in scena cruenta e strappare qualche risata. Peccato che la caratterizzazione dei personaggi secondari non sia efficace e che la trama risulti a tratti confusionaria, tra gang criminali che si sovrappongono e sviluppi non molto chiari delle indagini, rendendo difficile il pieno coinvolgimento durante le scazzottate e i combattimenti. Consigliato per gli amanti del genere, e in particolare… dei coltelli. Recensione ❯
Il giovane Hee-Joon è posseduto da uno spirito. Una suora e un sacerdote cercano di salvarlo. Espandi ▽
Il giovane Hee-Joon è posseduto da uno spirito maligno. Suora Yunia cerca di salvarlo, assistita da Suora Mikaela. Il sacerdote Paul tenta una cura medica, mentre il sacerdote Andrew esegue un esorcismo per liberare Hee-Joon dallo spirito. Recensione ❯
Una ragazza inizia a vivere nella sua scuola di danza dopo aver perso la mamma. Espandi ▽
Un anno dopo la tragica perdita della madre, In-young si ritrova senza casa. Si rifugia nell'edificio della sua scuola di danza, ma il suo santuario segreto è in pericolo quando il coreografo Seol-ah la scopre. Recensione ❯
Una donna inizia a insegnare francese a Seoul pur non avendo nessuna competenza. Espandi ▽
Nessuno sa da dove provenga la donna. È seduta su una panchina del parco con un registratore per bambini. Dice di venire dalla Francia. Non avendo soldi né mezzi per mantenersi, le è stato consigliato di insegnare il francese. È così che si ritrova ad avere come allieve due donne coreane. Alla donna piace camminare a piedi nudi e sdraiarsi sulle rocce. Prova a vivere la vita nel modo più razionale possibile ma le cose per lei restano difficili, come sempre. Per trovare un po' di conforto, si affida ogni giorno alla bevanda alcolica coreana del makgeolli. Recensione ❯