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Kathryn Bigelow

Kathryn Bigelow è un'attrice statunitense, regista, produttrice, sceneggiatrice, è nata il 27 novembre 1951 a San Carlos, California (USA).
Nel 2010 ha ricevuto il premio come miglior regia al Critics Choice Award per il film The Hurt Locker. Kathryn Bigelow ha oggi 70 anni ed è del segno zodiacale Sagittario.

Ritratto di una donna contro

A cura di Nicoletta Dose

Rappresenta un caso unico nella storia del cinema "al femminile". Parte pittrice, continua regista, attrice e sceneggiatrice d'avanguardia per diventare un'artista a tutti gli effetti. Bella e intelligente, coraggiosa e temeraria, amata e odiata, ha le doti perfette per trasformarsi in un fenomeno di culto. Kathryn Bigelow è l'artefice di un cinema frammentato, veloce e spezzato nel ritmo, ma lento e complesso nell'approfondimento di temi controversi, dalle implicazioni sessuali ai danni della guerra, argomenti sviscerati con un'innata sensibilità.

Prima pittrice, poi cineasta
Figlia del direttore di una fabbrica di colori e di una libraia, Kathryn Bigelow è fin da giovanissima una pittrice molto dotata. Frequenta per due anni il San Francisco Art Institute, vince un programma di studio al Whitney Museum Indipendent e si trasferisce a New York. Nella Grande Mela incontra personaggi illustri dell'avanguardia artistica degli anni Settanta, da Richard Serra a Susan Sontag, intellettuali colti che influenzano la sua pittura in una direzione più sperimentale. Comincia ad interessarsi al cinema, si iscrive alla Columbia's Film School e diventa un membro del gruppo culturale inglese di avanguardia Art and Language. Dopo l'esperienza di regia del cortometraggio The Set-Up (1978), decide poi di dedicarsi a tempo pieno alla regia cinematografica, un mondo che trova congeniale alle sue esigenze espressive. Si laurea e inizia a scrivere il soggetto per un lungometraggio: nel 1983 dirige The Loveless, film ispirato alla pittura di Edward Hopper, che racconta le avventure di un gruppo di motociclisti violenti sullo sfondo della provincia americana degli anni Cinquanta, con tanta musica rockabilly e una costruzione visiva di grande effetto. Si ritaglia anche una particina come attrice nello sci-fi Born in Flame (1983) diretto da Lizzie Borden.

Il successo dei primi film indipendenti
I circuiti indipendenti in cui si è fatto notare The Loveless gli vanno un po' stretti, così tenta la strada delle grandi produzioni hollywoodiane ma riesce a fatica a trovare il denaro sufficiente per il successivo progetto. Passa qualche anno prima di riuscire a concludere il suo secondo lungometraggio, Il buio s'avvicina (1987), un horror vampiresco, strambo e bizzarro, che con le implicazioni esistenziali che condiscono la narrazione, diventa in poco tempo un cult del genere. L'anno successivo dirige Blue Steel - Bersaglio mortale con Jamie Lee Curtis nei panni di una poliziotta innamorata di un maniaco assassino. Il film esce nelle sale grazie all'interesse di Oliver Stone, ma non riceve il successo sperato; la narrazione, a tratti onirica e surreale, è troppo dispersiva e la critica coglie un'immaturità stilistica che non gioverà alla fortuna commerciale del film. Ai grandi numeri non piace, gli appassionati di cinema indipendente la adorano.

Point Break e Strange Days, le grandi opere
Il 1991 è l'anno della svolta. Con l'adrenalinico Point Break - Punto di rottura, la Bigelow riesce a conciliare la forza visionaria delle immagini con una storia travolgente che vede nei due protagonisti Keanu Reeves e Patrick Swayze i due rovesci della stessa sfida alle difficoltà della vita. Rapine in banca, inseguimenti deliranti e la lotta con l'infinito del mare sono i capisaldi del lungometraggio che le ha dato notorietà al grande pubblico. Nel frattempo sposa e lascia dopo solo due anni il collega cineasta James Cameron, l'unico particolare della sua vita privata uscito allo scoperto. La carriera professionale va a gonfie vele. Su consiglio dell'amico Oliver Stone, dirige un episodio della miniserie televisiva Wild Palms (1993), poi realizza (assieme all'ex marito che collabora alla sceneggiatura e alla produzione) lo sci-fi Strange Days (1995), un viaggio nel mondo del futuro con Juliette Lewis e Ralph Fiennes.

La guerra fredda per riflettere sull'animo umano
Apre poi una parentesi televisiva, girando tre episodi della serie poliziesca Homicide, per ritornare al cinema poco dopo con Il mistero dell'acqua (2001), un thriller ad altissima tensione che intreccia i turbamenti amorosi e le frustrazioni personali di due coppie adulte che rievocano i passi di un omicidio del passato. I meandri della psiche non sembrano bastare alla Bigelow, così la vediamo alle prese con un film storico ambientato durante la guerra fredda, K-19 (2002) dove il racconto verte sul conflitto tra il comandante Liam Neeson e il temerario Harrison Ford, entrambi bloccati in un sottomarino nucleare. Si dedica alla direzione di un episodio di Karen Sisco (2004), spin-off del film Out of Sight di Steven Soderbergh. Qualche tempo dopo l'azienda Pirelli le commissiona il cortometraggio/spot pubblicitario Mission Zero (2007) dove vediamo una seducente Uma Thurman alle prese con un inseguimento all'ultimo respiro per le strade di una Los Angeles soleggiata e indifferente.

The Hurt Locker e la pioggia di premi
Ritorna a riflettere sulle controversie della guerra nel 2008, questa volta in Iraq, con The Hurt Locker, film presentato con successo alla Mostra del cinema di Venezia, attualissimo e coraggioso. La pellicola esce vittoriosa dal Kodak Theatre di Los Angeles, portandosi a casa ben cinque premi Oscar, tra cui quelli per Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura; la Bigelow diventa quindi la prima donna della storia a ricevere il riconoscimento per la regia. Dall'unica regista donna che fa film da uomini, come più volte è stata definita dalla critica cinematografica, ci si aspetta sempre qualcosa di folgorante per gli occhi e per il cuore. E anche con il film successivo (Zero Dark Thirty) accontenta il suo pubblico, raccontando la storia di Maya, giovane ufficiale della CIA (Jessica Chastain, già Golden Globe come miglior attrice protagonista in un film drammatico), armata d'intuito e determinazione per catturare Osama Bin Laden.

Ultimi film

Drammatico, Storico - (USA - 2017), 143 min.
Thriller, (USA - 2012), 157 min.
Drammatico, (USA - 2008), 131 min.
Guerra, (USA - 2002), 137 min.
Fantastico, (USA - 1995), 145 min.
Horror, (USA - 1987), 95 min.

Focus

FOCUS
sabato 2 ottobre 2021
Pedro Armocida
APPROFONDIMENTI
mercoledì 6 febbraio 2013
Mauro Gervasini

Il più superficiale commento possibile nei confronti di Kathryn Bigelow è quello di «regista con gli attributi». Benché fatto spesso da (giornaliste) donne, è il massimo del maschilismo perché presuppone il modello "macho" come unico possibile per un cinema come il suo. Quasi sempre declinato seguendo le regole dell'action e dei generi (dal biker movie dell'esordio, The Loveless, 1981, all'horror e al war movie) e quindi, secondo una definizione comoda, "virile"

APPROFONDIMENTI
lunedì 13 ottobre 2008
Giancarlo Zappoli

L'arte come rilettura della realtà "Ero sempre molto sola. Penso che avesse a che fare con l'essere alta due metri e mezzo. Ci sono nata con quest'altezza! Mi sentivo socialmente esclusa e diventavo timida. Ho imparato a osservare. L'arte è stato uno straordinario modo di crearmi uno spazio tutto mio, in cui non venivo ostracizzata e non ero una voyeur" Kathryn Bigelow "Fuori da questa scuola dovrai avere gli occhi anche dietro la testa" L'istruttore a Megan Turner in Blue Steel È tra questi due interventi (una dichiarazione e una battuta di sceneggiatura) che si può collocare l'universo cinematografico di Kathryn Bigelow

I film più famosi

Drammatico, (USA - 2008), 131 min.
Thriller, (USA - 2012), 157 min.
Drammatico, Storico - (USA - 2017), 143 min.
Fantastico, (USA - 1995), 145 min.
Guerra, (USA - 2002), 137 min.
Horror, (USA - 1987), 95 min.

News

Il cinema 'macho' di una regista con gli attributi.
Bigelow, Boal e la Casa Bianca rispondono.
Per la prima volta una regista donna vince il premio della regia.
Ricognizione sul cinema bellico contemporaneo e sulle lacerazioni emotive determinate dalla guerra in Iraq nel tessuto...
Le immagini dei film presentati in concorso al Festival di Venezia 2008.
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