The Hurt Locker

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Un film di Kathryn Bigelow. Con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty.
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Drammatico, durata 131 min. - USA 2008. - Videa - CDE uscita venerdì 10 ottobre 2008. MYMONETRO The Hurt Locker * * * 1/2 - valutazione media: 3,55 su 94 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,55/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Ambientato durante la guerra in Iraq, il film racconta la storia di un'unità speciale antimina che ha il compito di prevenire gli attentati dei kamikaze.
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primo piano
Un racconto solido, tra coraggio e alienazione, su quell'immmenso contenitore di alibi che è la guerra
Marianna Cappi     * * * 1/2 -

I 40 giorni al fronte, in Iraq, di una squadra di artificieri e sminatori dell'esercito statunitense, unità speciale con elevatissimo tasso di mortalità. Quando tutto quel che resta del suo predecessore finisce in una "cassetta del dolore", pronta al rimpatrio, a capo della EOD (unità per la dismissione di esplosivi) arriva il biondo William James, un uomo che ha disinnescato un numero incredibile di bombe e sembra non conoscere la paura della morte. Uno che non conta i giorni, un volontario che ha scelto quel lavoro e da esso si è lasciato assorbire fino al punto di non ritorno.
A distanza di sei anni da K-19, Kathryn Bigelow torna a parlare di guerra e di dipendenza, al confine -già più volte esplorato- tra coraggio e alienazione.
Il racconto procede dritto e ansiogeno, come la camminata dell'artificiere dentro la tuta, vera e propria passeggiata sulla luna di un dead man walking; ci sono i crismi del genere - il soldato che ha paura, le scazzottate alcoliche- ma ridotti all'osso; e c'è l'eroe, un Davide che affronta il Golia dell'esplosivo a mani nude, del quale siamo portati a pensare che non abbia più niente da perdere, ma è vero il contrario.
La Bigelow si è mossa, negli anni, fuori e dentro da Hollywood, ma a nulla varrà cercare in The Hurt Locker la denuncia estrema di Redacted, la messa in discussione di ciò che guardiamo, (non) sappiamo, permettiamo. L'immagine che la regista restituisce dell'Iraq non è nuova ed è certamente parziale, ma non è questo il punto. Quel che conta è il deserto dell'anima, il buio della guerra che s'avvicina e attira a sé un uomo intelligente (in grado di capire in pochi secondi il nemico che ha di fronte, il tipo di bomba) come il fuoco attira una falena.
Gestendo il ritmo in modo straordinario, perché del ritmo (delle onde, del cervello, dell'azione) ha fatto da sempre l'oggetto della sua riflessione cinematografica, Kathryn Bigelow ha girato un film potente, che cede solo in qualche interstizio alla tentazione della spiegazione e del cameo inutili. Affidandosi alle cronache del reporter Mark Boal, ha elaborato e raccontato un danno apparentemente collaterale ma in realtà sostanziale, entrando come mai prima nella questione di genere (il maschile).
Chi dice che l'autrice è una donna che fa film da uomini, infatti, non dice tutto. In The Hurt Locker c'è un unico personaggio femminile, che occupa un numero insignificante di fotogrammi e una sola battuta del dialogo, eppure ne intuiamo subito la libertà, compresa la libera scelta di essere fedele ad un uomo che non c'è e non glielo chiede. Lo stesso uomo che ci viene mostrato, al contrario, schiavo del pericolo, dell'emozione forte a tutti i costi, di quell'immenso contenitore di alibi che è la guerra. Perché, per dirla in perfetto stile hollywoodiano, morire è facile, è vivere che è difficile. E questo, impossibile negarlo, è un giudizio chiaro e tondo.

Premi e nomination The Hurt Locker MYmovies
The Hurt Locker recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi The Hurt Locker
Primo Weekend Italia: € 46.000
Incasso Totale* Usa: $ 16.400.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 21 marzo 2010
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Premi e nomination The Hurt Locker

premi
nomination
Premio Oscar
6
8
Golden Globes
0
3
BAFTA
6
6
* * - - -

La routine dell'artificiere

lunedì 6 aprile 2009 di Verbal

Mi aspetto di più, vista la scena iniziale. Poi, mi pare che grossomodo il film ripeta la stessa scena, nelle stesse ambientazioni per quasi due ore, salvo qualche parentesi (caserma, sparatoria nel deserto, ritorno in Usa del protagonista, ecc.). Gli attori non sono male, sebbene non siano delle star. O meglio ci sono anche due star, Guy Pearce e Ralph Fiennes, ma durano solo 5 minuti a testa prima di .... "crepare" . Ho avuto l'impressione che dopo aver letto il copione, le grandi star si siano continua »

* * * * -

Un finale da antologia

sabato 28 marzo 2009 di Mary22

Una storia molto concentrata e concreta ma con un punto di astrazione che rende simboliche le immagini (l'iracheno che chiede di essere "disinnescato"..lo stesso "rito" di dirigersi verso le bombe)Il Finale Superbo(si chiarisce la dicitura iniziale della guerra come droga)introduce il differenziale su cui riflettere.. con la carrellata su un supermercato vuoto e silenzioso, dove il protagonista (artificiere top) non riesce a focalizzare cosa comprare in uno scomparto strapieno dello stesso tipo continua »

* * * * *

Capolavoro assoluto

sabato 30 gennaio 2010 di filippomazz

Questo film è senza dubbio il capolavoro del 2009. L'ultimo film al suo livello fu Il Petroliere di Paul Thomas Anderson. Kathryn Bigelow riesce a dare forma ad una gemma di suspense e thriller, action e dramma..questo film deve essere preso come un esempio, come una lezione accademica per la moltitudine dei modesti registi di action-thriller dei giorni nostri. La trama è ottimamente costruita ed alterna scene adrenaliniche ad episodi di dialogo e sviluppo dei personaggi. Jeremy continua »

* * * * -

Strange kathryn b.

giovedì 9 ottobre 2008 di Claudio Salvati

- di CLAUDIO SALVATI - Il giornalista di cronaca Mark Boal affida nuovamente le sue memorie dal fronte alla fluidità narrativa del grande cinema. Se l’anno scorso La Valle di Elah fu un toccante, eppur retorico, manifesto sul disadattamento dei giovani militari di stanza in Iraq congedati dal fronte, ispirato a Paul Haggis da un articolo dell’inviato, quest’anno è Kathryn Bigelow a dispiegare la sua forza d’urto visionaria al servizio di un racconto che è anche una causa: l’idea che la guerra è continua »

Connie James
Comandante: "Qual è il miglior modo per disinnescare una bomba?"
James: "Quello in cui non si muore".
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DVD | The Hurt Locker

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 25 febbraio 2009

Cover Dvd The Hurt Locker A partire da mercoledì 25 febbraio 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd The Hurt Locker di Kathryn Bigelow con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet The Hurt Locker è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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SOUNDTRACK | The Hurt Locker

La colonna sonora del film * * * * -

Cover CD The Hurt Locker È disponibile in tutti i negozi la colonna sonora del film The Hurt Locker del regista. Kathryn Bigelow

APPROFONDIMENTI | Ricognizione sul cinema bellico contemporaneo e sulle lacerazioni emotive determinate dalla guerra in Iraq nel tessuto sociale americano.

Il mestiere delle bombe

venerdì 10 ottobre 2008 - Marzia Gandolfi

The Hurt Locker: il mestiere delle bombe Prima che il soldato Ryan di Spielberg sbarcasse in Normandia e la rabbia giovane di Malick si spegnesse nell'erba alta, il cinema di guerra statunitense sembrava avere esaurito le proprie potenzialità artistiche e commerciali, rischiando di estinguersi o peggio di trasformarsi in qualcosa d'altro se non addirittura di eccentrico. Con Salvate il soldato Ryan e La sottile linea rossa, ritornava in grande stile il war movie dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. La produzione hollywoodiana riesumava e rilanciava in questo modo il cinema bellico, risarcendo lo spettatore di tanto scadente mainstream e aggiornandolo sui successivi coinvolgimenti militari statunitensi di questo secolo.

APPROFONDIMENTI | La paura chiarificatrice.

Il film

venerdì 3 ottobre 2008 - Pressbook

The Hurt Locker, il film Se la guerra è l'inferno, perché sono in tanti a scegliere di combattere? In un'epoca in cui gli eserciti non sono formati da militari di leva ma da volontari, e gli uomini si lanciano di buon grado nell'azione militare, a volte la guerra corteggia in maniera potente e seducente fin quasi a diventare dipendenza. THE HURT LOCKER è il ritratto intenso di un'unità speciale di soldati con il compito più pericoloso del mondo: disarmare bombe nel mezzo dell'azione. Quando il nuovo sergente, James (Jeremy Renner), assume il comando dell'unità speciale esperta in disarmo delle bombe nel bel mezzo di un violento conflitto, sorprende i due sottoposti, Sanborn ed Eldridge (Anthony Mackie e Brian Geraghty), lanciandosi inesorabilmente in un gioco mortale di guerriglia urbana.

FOCUS | La guerra in Iraq: più propaganda che cinema?

Oscar "politico"

martedì 9 marzo 2010 - Pino Farinotti

The Hurt Locker: Oscar Guerra e cinema politica e cinema: argomenti che mi stanno a cuore, che ho affrontato spesso. The Hurt Locker ha vinto l'Oscar come miglior film e Kathryn Bigelow, che lo ha firmato, ha vinto il premio per la regia. Tutto il movimento del cinema e intorno al cinema ha rilevato che trattasi di riconoscimenti politici. Sono tutti talmente d'accordo che la vicenda, dopo esser diventata evento, ma non è una novità per la notte delle stelle, è diventato assunto. L'assunto è che i grandi riconoscimenti internazionali premiano un'opera non per la sua qualità artistica ma per il cosiddetto "messaggio".

CELEBRITIES | Con Joseph, Ralph compone una coppia di fratelli attori da Oscar.

Il fratello bravo

martedì 7 ottobre 2008 - Stefano Cocci

5x1: Ralph Fiennes, il fratello bravo In un'epoca in cui uomini che hanno costruito la propria carriera intorno all'immagine del padre di famiglia come Kevin Costner e Harrison Ford, lasciano la moglie conosciuta al liceo per mettersi con una donna più bella, più giovane e a volte anche più famosa della consorte (come il caso di Indiana Jones che fa coppia con Calista Flockhart alias Ally McBeal), la storia di Ralph Fiennes che lascia la bella attrice britannica Alex Kingston per mettersi insieme ad una collega di 19 anni più vecchia di lei e soprattutto di lui, è destinata a far notizia.

L'uomo che sussurrava alle bombe

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Quando la bomba comincia a emergere dal terriccio il sergente maggiore James emette una specie di mugolio di piacere. Le dita scavano esperte e quasi avide, scostano il pietrisco, accarezzano il metallo, dipanano i cavi fino a snidare il detonatore, che in pochi secondi finisce a terra. Missione impossibile. Missione compiuta. Il sergente maggiore James, artificiere in Iraq, fa uno dei lavori più pericolosi del mondo e dei più eccitanti. A casa era solo un redneck, un bifolco, una testa calda. "Spazzatura", come sentenzia il suo secondo, stufo di subire le sue pericolose mattane. »

Con Bigelow in Iraq tra i soldati Usa drogati dalla guerra

di Valerio Caprara Il Mattino

Non è banale o retorico «The Hurt Locker», che rilancia alla grande Kathryn Bigelow. E c'è persino qualcuno che l'accusa di tendenze guerrafondaie per come affronta i crudi risvolti della tragedia irachena. Mentre proprio nel mantenersi incollato ai suoi personaggi (soldati di prima linea nell'inferno di Baghdad), la regista ribadisce rigore e carisma. Lo spunto deriva da un reportage sulle compagnie dell'esercito Usa adibite al disinnesco delle bombe: mentre i terroristi perfezionano ogni giorno in maniera più subdola le loro trappole, a fronteggiarli sono chiamati questi specialisti ad altissimo rischio, magari armati di semplici pinze. »

Dalla parte dei marines contro la guerra

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Si può fare un film contro l'aggressione in Iraq stando dalla parte dei soldati Usa? Sì. The Hurt Locker diretto con sapienza visuale insostenibile da Kathryn Bigelow, una militante atletica e adrenalinica della nuova sinistra Usa, ci proietta proprio dentro questo incubo. Essere costretti, per la pace, a fare un film di guerra. Dunque partecipiamo da dentro al lavoro delle unità speciali addette allo sminamento di strade, bombe a orologeria e kamikaze. È la pericolosa guerra dei «pacifisti» armati, un altro tipo di delirio suicida. »

Com'è bella la guerra anche se fa male

di Roberta Ronconi Liberazione

Raffinata, sensuale, tesa, potente. Kathryn Bigelow sa come affascinare lo sguardo senza condurlo troppo lontano. Con The Hurt Locker - storia di un commando di disinnescatori di bombe - riporta Hollywood sul luogo del delitto, ovvero la guerra in Iraq. Una ricognizione formale, più che sostanziale, la regista di Strange Days torna dove già erano stati, tra gli ultimi, De Palma e Haggis, per andare a recuperare qualcosa che, a suo avviso, era stato dimenticato: il senso della guerra come droga dell'anima, le mani nude a contatto con la morte, senza guanti tra i fili delle bombe, il rosso o il blu, forse salto in aria forse vivo fino a domani. »

The Hurt Locker | Indice

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