Spericolate evoluzioni aeree, tramonti sul mare, ferrea disciplina e russi cattivissimi in un film d'azione campione d'incassi. Espandi ▽
Pilota di aerei da combattimento ma noto per la sua spericolatezza Pete 'Maverick' Mitchell viene ammesso al Top Gun, l'istituzione di massimo livello per la specializzazione di piloti della Marina aeronavale. La sua mancanza di rispetto delle regole gli attira da subito la sorveglianza da parte dei superiori e l'ostilità di alcuni colleghi. Il legame con Goose, suo copilota, costituisce un punto di forza ma diverrà anche elemento di svolta professionale e umana. A ciò si aggiunge una storia d'amore con una persona che fa parte della struttura militare.
Tony Scott firma il film che lo farà ricordare da un'intera generazione. Scott offre i ruoli principali non proprio a due esordienti e neppure a due star: Tom Cruise e Kelly McGillis. Come accade talvolta nel cinema la miscela però è quella giusta e il bersaglio (visto che si parla di aerei da caccia) è perfettamente centrato.
La sceneggiatura pone quasi in equilibrio il rapporto tra il valore di un'amicizia virile e quello di una storia d'amore, senza abusare dei toni macho ma finendo con il dare il giusto rilievo ad entrambe. Se poi ci si aggiungono i Berlin con "Take my breath away", cioè 'Toglimi il fiato', il gioco è fatto. C'erano il titolo e la melodia. Anche i non anglofoni apprezzarono. Recensione ❯
Due uomini per sfuggire ad una retata si travestano da donna. L'incontro con la bella Sugar Kane li metterà però in difficoltà. Espandi ▽
Chicago, 1929. Joe e Jerry suonano in un'orchestrina che si esibisce nella sala nascosta di un'agenzia di pompe funebri. Il proibizionismo impera e i gangster escogitano tutti gli stratagemmi per poter spacciare l'alcol. I due, sfuggiti a una retata e in cerca di una scrittura, si ritrovano ad essere testimoni del massacro della notte di San Valentino. Costretti a fuggire perché scoperti dalla gang del temibile Ghette, ai due non resta altro che travestirsi da donne per far parte di una band al femminile che sta partendo per esibirsi in Florida. Da quel momento saranno Dafne e Josephine. Non sanno che si troveranno davanti l'affascinante Sugar Kane e che entrambi ne verranno attratti. Recensione ❯
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero. Recensione ❯
Un milionario vuole evitare che il proprio figlio sposi una bella bionda terribilmente interessata e spedisce la ragazza in Francia mettendole alle co... Espandi ▽
Un milionario vuole evitare che il proprio figlio sposi una bella bionda terribilmente interessata e spedisce la ragazza in Francia mettendole alle costole un detective. Ma le nozze avverranno lo stesso e il detective sposerà un'amica della ragazza. Recensione ❯
Un impiegato rimasto solo in città, perché la famiglia se ne è andata in villeggiatura, prova un'attrazione sempre maggiore per la vicina di casa bionda e sexy. Alla fine però si spaventa per le possibili conseguenze e fugge a raggiungere la moglie. Espandi ▽
Richard Sherman, che lavora presso una piccola casa editrice a NewYork, rimane solo in città mentre moglie e figlio partono per le vacanze estive. Tornato a casa dopo averli accompagnati al treno, scopre che al piano di sopra è venuta ad abitare un'attrice di spot pubblicitari. Ne viene immediatamente colpito e la situazione si complica quando legge le bozze di un libro in cui uno psicologo tratta della crisi del settimo anno di matrimonio. Da quel momento Richard inizia a fantasticare sul proprio potere di seduzione e, quando una piantina di pomodori cade dal piano di sopra, si annuncia per lui un nuovo incontro con la vicina che gli ha appena detto che conserva la biancheria intima in frigo a causa del gran caldo.
Il Codice Hays impera a Hollywood imponendo assurde censure. Non è facile quindi per Billy Wilder e George Axelrod adattare per lo schermo una commedia che ha tenuto il cartellone a Broadway per tre anni. I sottintesi sessuali sono vietati e qualsiasi, seppur vago, riferimento all'adulterio non viene neppure preso in considerazione. Wilder dirà in seguito che il film avrebbe dovuto essere girato senza censure e che era stato imbarazzante realizzarlo.
Ma forse proprio a causa di quelle censure ancora oggi si può apprezzare la sottigliezza di uno script che sa come aggirarle conservando una libertà di pensiero e di espressione vivace nonostante tutti gli ostacoli. Recensione ❯
Un viaggio emotivo e di grande impatto visivo al cuore dell'intreccio tra creatività e relazioni. Espandi ▽
Mother Mary è una cantante pop che, dopo una lunga assenza conseguente a un avvenimento tragico, sta per tornare sulle scene. Nell'imminenza dello show avverte che nessuno degli abiti che le sono stati proposti aderisce alla sua più intima essenza. Quindi si precipita dalla fashion designer Sam Anselm che un tempo fu la persona che le era più vicina. Il legame tra le due ha subìto una lunga interruzione ed ora l'una ha bisogno dell'altra. Ma l'altra, non sa quanto possa essere disposta ad aiutarla.
David Lowery, con un budget decisamente più consistente rispetto al passato, non rinuncia alla propria indipendenza. Si diverte a mescolare le carte affrontando contemporaneamente temi legati alla religione, all'esoterismo, allo show business, alla moda, al tempo e alla morte.
Le due attrici Anne Hathaway e Michaela Coel offrono un livello interpretativo decisamente alto. Lowery scruta il lato oscuro dell'animo umano che si riveste di tessuti per coprire quella nudità interiore atavica la cui percezione la Bibbia attribuisce ad Adamo ed Eva. Recensione ❯
L'ultimo film della star americana Marilyn Monroe, un western crepuscolare e paradossalmente proiettato nel futuro. Drammatico, USA1961. Durata 124 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
È l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Espandi ▽
Reno, Nevada. Mentre attende il divorzio, Roslyn Taber, ospite dell'anziana amica Isabelle, viene corteggiata dal meccanico Guido e s'innamora di un amico di questi, il cacciatore di mustang Gay Langland, uomo maturo dal modo di fare rude ma romantico. Roslyn e Gay iniziano a convivere, ma la loro relazione è ostacolata proprio da Guido, che propone all'amico un'ultima battuta di caccia ai cavalli selvaggi. A loro si unisce anche il giovane nevrotico Perce, ferito in una precedente battuta. L'intenzione dei tre è procurare carne da destinare al macello, ma Roslyn farà di tutto per ostacolare il suo uomo.
Ultimo film di Marilyn Monroe e Clark Gable, scritto da Arthur Miller (allora marito della Monroe) e interpretato da un altro attore maledetto della Hollywood di allora, Montgomery Clift, Gli spostati è da sempre un cult: il canto del cigno di un genere (il western, naturalmente) e di almeno due generazioni d'attori americani. Recensione ❯
Un action thriller adrenalinico e imprevedibile che riflette lo stile inconfondibile di Guy Ritchie. Espandi ▽
Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophie, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale. Il personale Mission: Impossible di Guy Ritchie dalla partenza troppo faticosa ma che poi riesce a decollare e trova il piacere del gioco come Soderbergh nella saga degli Ocean’s. In più ha in Eiza González il suo asso nella manica. Recensione ❯
Achille e Stella, trentenni di Civitella, affrontano la crisi del loro amore. Dopo una fuga a Roma e un tradimento, nascono due gemelli: uno bianco e uno nero. Espandi ▽
Achille e Stella hanno trent’anni e stanno insieme da 15. Stella è infelice, non ce la fa più, e un bel giorno prende la corriera per Roma dove ha un’avventura di una notte con Gil, un cuoco-star di origine africana. Tornata a casa, ritrova l’intimità perduta con Achille, spaventato dalla sua fuga improvvisa. E nove mesi dopo partorisce due gemelli: uno bianco come Achille e uno nero come Gil. Achille diventa “lo zimbello del litorale”, e Stella il bersaglio delle malelingue del paese. Stella gemella è una parabola sulla necessità di accettare la nostra fallibilità e accogliere la realtà così come viene e come occasione di crescita, lasciandoci ogni tanto andare alla deriva senza porci troppi paletti socioculturali, e senza permettere che altri ci dicano come dobbiamo vivere. La battaglia fra consuocere (e il binomio Morante-Buy, per la prima volta insieme sul grande schermo) resta la parte più divertente di questa commedia romantica che può contare sulla mano di regia di Lucini, ma non su una sceneggiatura sufficientemente solida. Recensione ❯
A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato. Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo. Se i film della maturità avrebbero privilegiato il movimento interno ai nuclei familiari e un’osservazione più morbida dei rapporti umani, qui Kore-eda costruisce invece un’opera ieratica e silenziosa, quasi astratta nella sua rarefazione, in cui ogni inquadratura sembra caricata di un significato ulteriore. L’impressione è che Kore-eda stia filmando non tanto gli eventi quanto il loro residuo emotivo, ciò che resta nei corpi e negli spazi dopo un trauma. Un film di fantasmi senza fantasmi, dove ciò che continua a perseguitare i vivi è semplicemente l’impossibilità di capire perché qualcuno, a un certo punto, scelga di allontanarsi per sempre. Recensione ❯
La storia di due adolescenti della Francia orientale. Espandi ▽
Da qualche parte nell'est della Francia, tra laghi balneabili e altiforni ormai spenti, il quattordicenne Anthony trascorre l'estate del 1992 in compagnia del cugino, del richiamo della trasgressione e di una noia fagocitante. Poi l'incontro con Steph, più grande, bellissima, per rivedere la quale Anthony porta di nascosto fuori dal garage la moto che suo padre conserva come una reliquia. A fine serata scopre con terrore che la moto non c'è più. La sua vita, da questo momento, s'intreccia, per anni, con quelle di Steph e di Hacine, in un ricorrere di desideri frustati e crescente violenza.
I fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma, appassionati di genere, dopo un horror licantropico e una shark-comedy, si cimentano con l'adattamento del romanzo di Nicolas Mathieu, "E i figli dopo di loro", vincitore del premio Goncourt nel 2018, e con il registro del realismo, nella sua accezione più cruda.
Resta valida la descrizione di un mondo paesaggisticamente rigoglioso e socialmente riarso, di cui si percepiscono con vividezza gli umori e gli odori; una certa tendenza del cinema francese a raccontare luci e ombre dell'integrazione attraverso l'evento nazionalpopolare per eccellenza, e cioè la finale di una partita di calcio; e quel determinismo sociale senza scampo che è la cifra più netta del racconto. Recensione ❯
Tra noir e grottesco, la storia di una famiglia segnata dalla malattia e dall'orrore a cui la società l'ha condannata. Thriller, Italia2025. Durata 90 Minuti.
Tassista scopre una televendita inquietante e si immerge in un noir grottesco, tra thriller psicologico e allegoria sociale urbana. Espandi ▽
Durante il turno notturno, un tassista in solitaria carica in auto un travestito fuggito dal night club in cui si esibisce e lo accompagna a casa. Durante una pausa in un bar, l’uomo assiste a una grottesca televendita in cui un presentatore folle offre al pubblico la propria famiglia. Chi sono queste persone? E cosa le spinge a esporsi in modo così violento e autodistruttivo alla derisione e alla compassione degli altri? Nel loro passato, forse, la risposta a queste domande, e anche la sola via di salvezza. Il nuovo lavoro di Dario D’Ambrosi, creatore del Teatro Patologico, regista sulla scena e al cinema, da sempre impegnato nella rappresentazione di pensieri e comportamenti di persone affette da malattia mentale.
C’è da parte del suo autore il coraggio di raccontare in chiave distorta un’esclusione sociale di cui è vittima ogni famiglia che conosce la disabilità. Eppure qualcosa stona in Il principe della follia. Qualcosa che ne mina alla base ogni assunto. Recensione ❯
Un ragazzo è in vacanza con la famiglia della fidanzata. Scoppierà un caos quando si ritroveranno a litigare con i custodi della casa. Espandi ▽
Nel sud della Francia, in una grande villa, la ricca famiglia Trousselard sta passando le vacanze estive: il padre Philippe è un noto avvocato parigino, la madre Laurence un'ex diva del cinema, la figlia Garance anche lei attrice, ma alle prime armi, ed insieme al fidanzato Mendi, ambizioso avvocato d'origine maghrebina. Un banale incidente domestico capitato a Tony, il custode della villa, genera una faida familiare che coinvolge anche la moglie dell'uomo, Nadine, e la figlia Marylou.
Scene di lotta e di classe nel contesto idilliaco della campagna francese: Cordier traduce in chiave grottesca la tendenza della società francese a mantenere chiare le distanze sociali fra le persone.
Cordier non ha ovviamente risposte alle domande sollevate dal conflitto socio-culturale del suo film (se non che, banalmente, come dice il titolo siamo tutti parti di un'indistinta "classe media"), ma nel finale ci tiene comunque a offrire una possibile via d'uscita che non ha come presupposto la distinzione sociale. Recensione ❯
Grazia Deledda raccontata in tre momenti della vita in un film che spinge sulle radici sarde della grande scrittrice. Drammatico, Italia2025. Durata 80 Minuti.
Grazia Deledda affronta il difficile rapporto con la madre mentre prepara il discorso per il Nobel; nella malattia, la scrittura resta la sua forza e il suo lascito. Espandi ▽
La scrittrice Grazia Deledda ha un rapporto complicato e conflittuale con sua madre. Non l’ha mai incoraggiata, non ha mai appoggiato la sua passione per la scrittura, e non l’ha mai valorizzata come avrebbe dovuto. Se lo ricorda “da grande”, non solo quando viene a trovarla a Roma da Nuoro, ma anche quando le appare in visione mentre cerca di concentrarsi per il discorso al premio Nobel per la letteratura. La scrittura permea tutta la sua vita, anche quando saprà di avere una malattia terminale non smetterà di pensare alle sue storie e ai suoi personaggi. Una vita intera racchiusa in tre momenti per raccontare la prima e a oggi unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura. C’era tanto, tantissimo di raccontare di Deledda, tanto anche della sua vita privata e familiare, Marcias spinge sull’evidenziare le radici sarde della scrittrice, sia da un punto di vista visivo, attraverso l’inserto di filmati tematici sulla Sardegna tradizionale, sia narrativo, con una serie di battute anche polemiche al riguardo. Recensione ❯
Nel sud della Romania un diciassettenne scopre che il diritto a manifestare la propria sessualità non è affatto garantito. Espandi ▽
Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse. Emanuel Pàrvu ferma la sua macchina presa un tempo molto mobile proprio quasi per fotografare lo stato delle cose. Il suo non è un j’accuse manicheo che separa i buoni dai cattivi. È, molto più produttivamente, uno sguardo che è sempre più attonito di fronte a sacche di ignoranza inconsapevole che hanno trovato una loro collocazione a partire dal nucleo familiare. Recensione ❯
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