Una serie che si distingue per uno stile ispirato al cinéma vérité. Prodotta dal leggendario Dick Wolf. Espandi ▽
A Long Beach l'agente di pattuglia Delgado viene uccisa per strada, morendo dissanguata per un colpo di pistola alla gola. Alla sua mentore Traci Harmon, in cerca di giustizia, viene affidata una nuova recluta: Alex Diaz. Il giovane è volenteroso ma spericolato. Nel corso delle loro settimane insieme, tra continue emergenze e il complesso rapporto con la gang locale, i due agenti scopriranno di avere diversi punti in comune, in particolare una problematica sorella per lei e un fratello in carcere per lui.
Serie poliziesca dalla forte continuità narrativa, con episodi di breve durata, On Call è senz'altro diversa da altri titoli prodotti da Dick Wolf, ma rimane purtroppo nel filone "copaganda".
On Call ha uno stile nervoso di messa in scena, ma ha allo stesso tempo una fotografia pulita, fermandosi così esteticamente a un passo dall'abisso in cui spesso saltava The Shield (guarda la video recensione). Inoltre ha il dono della sintesi e del ritmo, perché con episodi quasi sempre sotto la mezz'ora di minutaggio, le situazioni vanno risolte in fretta, portate rapidamente al punto di ebollizione. Recensione ❯
Un racconto d'infanzia ipercinetico con un'estetica viva, originale e salutare per il nostro cinema. Drammatico, Italia, Svizzera, Francia2025. Durata 105 Minuti.
Una bambina fa amicizia con due coetanee che le insegneranno cosa significa veramente l'infanzia. Espandi ▽
1997, estate in una soporifera e residenziale Ferrara. La piccola Linda, di otto anni, si trasferisce al seguito della madre Eva. Qui incontra Azzurra e Marta, due sorelle spesso lasciate a loro stesse dalla madre, divisa tra il ruolo di infermiera e la passione per la fabbricazione di bambole, e da un padre distante. Finora hanno potuto contare sul fedele cane e su Carlino, il babysitter queer che si occupa di loro, ma con l’aggiunta di Linda formano una banda di ragazzine che in movimento perpetuo esplorano il quartiere, il mondo, e la possibilità di diventare grandi. Racconto d’infanzia che preme verso il suo limite estremo, il primo film a quattro mani delle sorelle Bertani è un trattato ipercinetico su un’età di passaggio. L’impianto estetico è vivo, originale e – armato di tutte le sue idiosincrasie – salutare per un cinema nazionale che ha bisogno di prospettive del genere. Il fatto che le autrici vengano dal mondo della pubblicità spiega forse perché lo stile sia già curatissimo e pienamente formato mentre la scrittura funzioni più come prova d’intento che come indagine davvero approfondita. Recensione ❯
Un documentario pensato come omaggio corale alla manifestazione: un progetto con protagonisti i 300.000 partecipanti della fiera. Espandi ▽
Un gruppo di visitatori alla ricerca di qualcosa o di qualcuno, come in un gioco da tavolo; sciami di persone bardate nei costumi più impensabili, come in un film d’epoca; una cinta muraria che avvolge la città, come in un’illustrazione medievale. Anzi, no, non semplici spettatori ma VisitAutori, capaci di scrivere da soli la propria storia; non riduttive comparse ma Cosplayer, portatori di una lore più grande di loro; e non un qualsiasi centro storico ma una location degna dell’immaginario fantasy. Insieme, sono tutte parti di quel grande affresco corale, orizzontale e passionale, forse irripetibile, che è Lucca Comics & Games. I numeri della passata edizione: 275 mila paganti, 900 ospiti, 600 espositori. E più di 140 treni aggiunti. Il film di Castagna non tenta minimamente di andare oltre la sfera emotivo-relazionale: si tratta di un manifesto più che di un pamphlet, denunciato già in quel “I love” iniziale, e che sembra collocare ancora di più Castagna nel mazzo dei narratori puri tutti dentro al lore, al mito, alla fabula del racconto. O in questo caso, nel racconto dei racconti che è Lucca Comics & Games. Recensione ❯
Una serie che intende dare voce agli "eroi silenziosi" della sanità. Espandi ▽
Un unico turno di pronto soccorso, quindici ore filate, raccontate in tempo reale al Trauma Medical Center di Pittsburgh, dove gli afflussi ordinari di pazienti spinge i medici a parcheggiarli per mancanza di posti, affrontando procedure che slittano, conflitti con l'amministrazione, dilemmi clinici ed etici. Il tutto gestito da Michael "Robby" Robinavitch e dal suo team, composto dall'infermiera responsabile Dana Evans e da un gruppo di medici in formazione - fra cui Heather, Frank, Samira, Mel, Trinity, Dennis, Victoria e Cassie - su cui il pronto soccorso agisce come una camera di pressione.
Totalmente meritati i 3 premi vinti alla 77° edizione degli Emmy: Miglior serie drammatica, Miglior attore protagonista a Noah Wyle e Miglior attrice non protagonista a Katherine LaNasa.
Il successo della serie dipende tanto dalla verosimiglianza, quanto dall'equilibrio tra urgenza e attenzione al dettaglio. The Pitt prende la lezione di E.R. e la concentra, guarda all'ospedale con la lucidità caustica di Scrubs ma senza scherzare, e costruisce un'estetica che mette in primo piano corpi, tempi e decisioni per parlare d'altro: di Stati Uniti e quindi, oggi, di caos. Recensione ❯
A Kabul un comandante decide di collaborare con i talebani per salvare una giovane umanitaria franco-afghana. Espandi ▽
Kabul, 15 agosto 2021. Mentre le truppe americane si preparano a lasciare il territorio, i Talebani prendono d'assalto la capitale e si impadroniscono del potere. In mezzo al caos, il comandante Mohamed Bida e i suoi uomini garantiscono la sicurezza dell'ambasciata di Francia, ancora aperta. Intrappolato, il comandante Bida decide di negoziare con i Talebani per organizzare un convoglio della disperazione con l'aiuto di Eva, una giovane umanitaria franco-afghana. Ha così inizio una corsa contro il tempo per portare gli evacuati all'aeroporto e fuggire dall'inferno di Kabul prima che sia troppo tardi. Recensione ❯
Tre coppie. Quattro vacanze. Tante questioni da affrontare. Espandi ▽
Nel corso di un anno, tre coppie di amici, legate dai tempi dell'università, si ritrovano per trascorrere insieme quattro vacanze, una per ogni stagione. Kate, la figura più organizzata del gruppo, è sposata con Jack, un uomo accomodante e rassicurante; Danny e Claude formano una coppia molto affiatata, ma segnata dai primi segnali di fragilità fisica; Nick e Anne, che appaiono come la coppia più solida, vedono invece il loro matrimonio sgretolarsi quando Nick annuncia l'intenzione di divorziare e presenta al gruppo la sua nuova, giovane compagna: Ginny. Nel susseguirsi delle stagioni, i rapporti tra i sei amici si trasformano, messi alla prova dal tempo che passa, nonostante la loro ostinata volontà di restare uniti.
Con The Four Seasons, Netflix propone una miniserie matura e sottile.
La serie cattura con precisione quell'attimo fragile in cui la vita non è più fatta di sogni da realizzare, ma di equilibri da mantenere. Lo fa con un'estetica elegante, un montaggio che scandisce le stagioni con ritmo musicale - Vivaldi, non a caso, aleggia nel titolo e per tutta la serie - e con un cast affiatato, consapevole di ciò che sta costruendo: raccontare, senza eccessi, il passare del tempo. Recensione ❯
Eva, arrestata per aver incendiato un campo di girasoli, sostiene di farlo per proteggere i bambini. Il suo gesto si lega a misteriose sparizioni e a una madre in Cina. Espandi ▽
Eva è una creatura boschiva che attira a sé i bambini degli altri, figli di genitori assenti e incuranti, e li conduce verso un destino che lei ritiene migliore. Nicola, inconsolabile per la perdita della madre, è immediatamente attratto da Eva, quasi stregato dalla sua apparente armonia con la natura e la sua totale mancanza di ipocrisia adulta. Giacomo invece ha verso di lei un atteggiamento ambivalente: da un lato la desidera, dall'altro la teme.
La fotografia di Luca Bigazzi regala spessore e profondità alle immagini, e Emanuela Rossi riesce a creare un'atmosfera misteriosa e magica intorno a una vicenda oscura e piena di incognite, sollevando temi perturbanti come la maternità conflittuale, la malattia fisica e mentale e l'assenza di attenzione e di cura del mondo contemporaneo, in particolare verso i più fragili e i più esposti, nonché verso la Madre Terra. Ma la sceneggiatura è confusa e a tratti retorica. Recensione ❯
Una favola contemporanea che, a partire dallo scambio d'identità, dà vita a situazioni esilaranti e inaspettate. Espandi ▽
Friuli Venezia Giulia. Massimo Mancuso è un operaio nella fabbrica di dolciumi Sangiorgi, specializzata in panettoni natalizi. Da quattro anni è vedovo di una moglie molto amata. Quando però i medici dicono a Massimo che Pietro soffre della stessa malformazione cardiaca della madre e che ha bisogno di un'operazione salvavita, l'uomo chiede al suo datore di lavoro, il cavalier Sangiorgi, un anticipo sul TFR. Ma l'azienda è in crisi e il datore di lavoro subisce un infarto: al suo posto subentra la figlia Valentina, fino a quel momento responsabile marketing dell'azienda. Al cimitero per commemorare i rispettivi defunti Massimo e Valentina chiedono al cielo che l'altro si metta nei propri panni, e il cielo li accontenta.
La visione scorre veloce, senza grandi risate o istrionismi recitativi, ma con una sua piacevolezza e un'attenzione non scontata a due temi importanti: l'incapacità dei dirigenti di capire la situazione di vita degli operai e la difficoltà delle donne nel farsi prendere sul serio sul lavoro, anche dai padri. Il tutto gestito a pelo d'acqua, ma senza sgradevolezze fuori luogo o eccessive implausibilità. Recensione ❯
Miniserie dai toni drammatici che riesce a mettere insieme suggestioni e stilemi del thriller, del giallo e della storia familiare. Espandi ▽
Mikolaj è costretto a lasciare Varsavia e tornare nella cittadina natale inseguito dai debiti. Accompagnato dalla moglie, Justyna, una abile giornalista investigativa per una serie di omicidi e sfortunati incidenti finisce nel mezzo di un complesso intrigo che si riallaccia ad una tragica notte di molti anni fa. Recensione ❯
Una vicenda ambientata a Los Angeles nel mondo della critica cinematografica. A firma Quentin Tarantino. Espandi ▽
Non sono stati svelati i dettagli sulla trama ma sappiamo che la vicenda sarà ambientata a Los Angeles verso la fine degli anni '70 e dovrebbe avere una protagonista femminile (forse Pauline Kael, uno delle critiche cinematografiche più importanti ed influenti di tutti i tempi). Recensione ❯
La serie restituisce l'universo giudiziario con un realismo inedito e un protagonista che è insieme eroe e uomo comune, intriso di dubbi e contraddizioni. Espandi ▽
Guido Guerrieri (Alessandro Gassmann) è un avvocato brillante e anticonvenzionale che, tra i
riverberi assolati e le ombre notturne della città, affronta cause disperate senza mai perdere il suo
sguardo ironico. Dopo un matrimonio naufragato e una crisi personale, tra nuovi amori e sessioni di boxe,
si ritrova coinvolto in indagini che riaprono ferite del passato, scomparse misteriose e il caso di un
vecchio amico magistrato accusato di corruzione. Al suo fianco, una squadra di collaboratori tanto
singolare quanto indimenticabile, pronta a sfidare insieme a lui le contraddizioni della vita e della
giustizia. Recensione ❯
Questa è una storia "quasi vera", basata su una bugia, che racconta l'ascesa e la caduta di un impero del benessere: la cultura che l'ha fondato e le persone che l'hanno distrutto. Espandi ▽
Belle Gibson costruisce un impero mediatico ingannando il pubblico con la falsa narrazione della sua lotta contro un tumore inesistente. Partendo come anonima blogger, Belle diventa una figura influente nel mondo del benessere, promettendo guarigioni miracolose attraverso diete e rimedi alternativi. Le sue bugie, però, vengono smascherate, portando alla luce la sua manipolazione delle speranze altrui.
Apple Cider Vinegar si ispira alla vicenda reale di Belle Gibson, un'influencer australiana che affermò falsamente di avere un tumore al cervello terminale, sostenendo di averlo curato con diete e rimedi alternativi.
La serie riesce comunque a stimolare una riflessione più ampia sulla nostra epoca, in cui il confine tra verità e menzogna si fa sempre più sfumato e il successo mediatico può essere ottenuto anche attraverso la manipolazione e l'inganno. Recensione ❯
In un mondo devastato da una pandemia misteriosa e letale, un gruppo di cinque sopravvissuti cerca disperatamente un rifugio sicuro. Espandi ▽
In un mondo devastato da una pandemia misteriosa e mortale, cinque sopravvissuti cercano disperatamente un rifugio sicuro. Trovano rifugio in una villa lussuosa e isolata. Ma presto si rendono conto di non essere soli. Esseri misteriosi chiamati "OMBRA" minacciano le loro vite e la loro salute mentale. La villa diventa una prigione dove paranoia e tensione si insinuano in ogni angolo. Mentre cercano di preservare la loro umanità e sfuggire a morte certa, vengono alla luce inquietanti rivelazioni sulla pandemia e sul destino dei sopravvissuti. La speranza si scontra con l'oscurità in una lotta disperata per la sopravvivenza. Recensione ❯
Due ex amanti si ritrovano dopo anni, affrontano rimorsi e dolori del passato, si dicono addio e infine si abbracciano, trovando conforto nel pianto. Espandi ▽
Meiyun vive nella città di Guangzhou, dove possiede un negozio di abbigliamento che gestisce con feroce determinazione. La donna, che ha una relazione con un uomo sposato e che deve far fronte a una gravidanza inaspettata, si trova anche a fare i conti con il proprio passato a causa della presenza di Baozhu, un tempo suo compagno e ora in terapia in seguito alla scoperta di un tumore. Meiyun e Baozhu condividono un segreto legato ai molti anni di assenza dell'uomo.
Sull'impianto di un mélo contemporaneo che non risparmia le sferzate, il regista Shangjun Cai innesta un severo trattato morale sulla Cina odierna e sulla colpa sommersa, in una storia che procede per accumulo doloroso verso una conclusione inesorabile.
C'è un carattere liminale profondo e perturbante nella vicenda, che spesso porta i personaggi a rimarcare quanto la vita sia dura e quanto il destino sia un creditore da cui non si può scappare. Recensione ❯
La vera storia della Spaghetti Funk, storica crew milanese che all'inizio degli anni '90 ha dato il via in Italia alla nascita del genere hip hop in Italia. Espandi ▽
Un gruppo di amici si riunisce per realizzare un sogno impossibile: fare rap all'italiana. Nasce così la Spaghetti Funk, storica crew milanese che all'inizio degli anni Novanta, partendo da zero, ha dato il via alla nascita del genere hip hop in Italia, tra successi e allontanamenti. Non è l'ennesimo documentario musicale di taglio biografico. Quello firmato e prodotto da Carla Mori e Gabriele “Pacio” Pacitto è piuttosto la testimonianza di un'impresa sulla carta impossibile, che un gruppo di ragazzi sconosciuti realizzasse insieme il sogno di fare musica. La forza del documentario non sta solo nella scelta delle musiche (di Articolo 31, Gemelli Diversi, Space One e Dj Jad), ma nel proporre un efficace mix tra repertorio, live, backstage e archivi privati con immagini inedite gustose girate direttamente dai protagonisti, capaci di cogliere e restituire sullo schermo l'intimità di un gruppo di amici, ma anche sottolineare la potenza dirompente di una generazione decisa a rompere con il passato e usare la musica come strumento di emancipazione. Recensione ❯