Una ragazza ribelle è scambiata per un maschio. Lei decide di prendere questa come una possibilità. Espandi ▽
Orfana di madre, la quindicenne Sasha vive sola col nonno. Quando un malore costringe quest’ultimo al ricovero in ospedale, la ragazza si trova obbligata ad andare a vivere col padre poliziotto, un uomo burbero e distaccato che per lei è come un estraneo. Insofferente per la situazione, una sera, mentre vagabonda senza meta, incontra i coetanei Maksim e Mysh, che la scambiano per un maschio. Forse per assecondare un sopito istinto di ribellione o forse solamente per gioco, decide allora di tagliarsi i capelli, fasciarsi il petto e fingere di appartenere a un sesso che non è il suo. La situazione, però, finisce presto per metterla in crisi, vuoi perché l’ingresso nell’ultima fase della pubertà coincide con la definitiva formazione della sua identità sessuale, vuoi perché la frequentazione con Maksim diventa sempre più intima.
Al terzo lungometraggio, Vladimir Bek, regista russo da tempo trasferitosi in Germania, continua a raccontare i cambiamenti fisici, emotivi e sentimentali che accompagnano l’infanzia e l’adolescenza, tra sorprese, conflitti e turbamenti. Bek segue i suoi personaggi adottando un linguaggio scarno ed essenziale come le scenografie minimali e desolate in cui si muovono i protagonisti: macchina a mano, long take, prossimità ai loro corpi. Recensione ❯
Un documentario attualissimo (e inquietante) che indaga su una parte sempre più potente della destra americana. Documentario, Norvegia2023. Durata 97 Minuti.
Un thriller politico che indaga le pericolose conseguenze della fusione tra cristianesimo evangelico e politica statunitense Espandi ▽
Un'indagine sul fondamentalismo religioso negli Stati Uniti, e in particolare dei movimenti evangelici, che tra pittoreschi gruppi di motociclisti predicatori, figure para-sacerdotali pericolosamente influenti presso politici d'estrema destra, fondatori di movimenti cristiano-sionisti e santoni televisivi in giacca e cravatta hanno come obiettivo quello di velocizzare l'arrivo dell'Apocalisse e così, secondo loro, favorire il ritorno di Gesù Cristo. Primo obiettivo: difendere a ogni costo Israele e generare il caos in Medio Oriente. Ovviamente con l'approvazione del Presidente Donald Trump.
L'inquietante documentario della regista norvegese Tonje Hessen Schei e del giornalista americana Michael Rowley indaga la messianica visione del mondo di una parte sempre più potente di destra americana.
Un'umanità arrogante, superficiale e incredibilmente banale (con la fortuna, però, di credere fermamente alle cose arroganti, superficiali e incredibilmente banali che dice e che fa), sfila nel corso del film facendo bella mostra del proprio potere e del proprio inconsapevole orrore. Recensione ❯
Divine G, imprigionato a Sing Sing per un crimine che non ha commesso, trova uno scopo recitando in un gruppo teatrale insieme ad altri uomini incarcerati in questa storia di resilienza, umanità e potere di trasformazione dell'arte. Recensione ❯
Le esilaranti avventure di Puffins Impossible prendono vita in un lungometraggio animato di circa 80 minuti, ambientato nelle suggestive terre artiche. Espandi ▽
Quattro puffins molto speciali: Tic, Tac, Didi e Pie, proteggono la cittadina di Taigasville dal malvagio tricheco ingegnere: Otto von Walrus. Quando i Puffins toccano avventatamente la superficie di un misterioso meteorite, la loro vita gioiosa a Taigasville cambia per sempre. I quattro amici si ritrovano, infatti, a possedere poteri eccezionali e a diventare supereroi. Recensione ❯
I bambini diventano la misura di tutto in quest'opera che racconta di un'infanzia all'ombra della fabbrica. Documentario, Italia2023. Durata 75 Minuti.
Osservando i gesti e ascoltando le emozioni dei bambini di Taranto, entriamo nel mondo dell'infanzia e allo stesso tempo ci immergiamo nel presente di questo territorio. Espandi ▽
Prodotto dalla Zen Movies dello stesso regista e di Virginia Gherardini, Bangarang ha vinto il premio speciale della giuria ad Alice nella città 2023.
Mastromauro voleva acconciare un affresco etnografico dell’infanzia tarantina, e quello ha raggiunto – perché come si può fare etnografia in quella città senza sputare fuori la posa dell’ILVA? Quello che però fa strizzare gli occhi è il modo con il quale Bangarang è tenuto insieme: ad una prima riflessione sembrerebbe che la macchina da presa si sia limitata a scontornare la presenza dei bambini all’interno del profilo ferroso della Fabbrica – così, con la maiuscola –, e invece pian piano emerge quanto l’operazione sia di segno inverso, cioè sono i più giovani a cercare una rappresentazione diversa che li stacchi da quel fondale. Così i più piccoli divengono la misura di tutto, la loro storia è la storia di tutto, non c’è nessun adulto. Taranto è la città necessaria della lotta in Italia, ma Taranto dovrebbe essere solo quello dice il piccolo Gianni: “Il mare. Il pesce. Le cozze”. Recensione ❯
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Espandi ▽
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Recensione ❯
Un doc che non si tira indietro e racconta la città israeliana, immersa nel presente e proiettata verso il futuro. Documentario, Italia2023. Durata 91 Minuti.
Strutturato come un racconto visivo che si snoda in 24 ore, il film racconta Tel Aviv, città che non dorme mai. Espandi ▽
Tel Aviv è la città che non dorme mai, la città del divertimento e dell'intraprendenza imprenditoriale. È la capitale della cultura gay, la metropoli con il maggior numero di start up per abitanti, un terreno di sperimentazione per l'architettura contemporanea, un luogo di cultura, di scambio e conoscenza. Nel documentario di Giovanna Gagliardo, prodotto da Cinecittà Luce, Tel Aviv è osservata, attraversata, raccontata da chi la rende una delle città più innovative e movimentate al mondo: politici, artisti, intellettuali, cittadini comuni. Restano le domande su cosa vive ancora dello spirito originario di Israele, su quale sia il peso del passato, su quale sia il futuro oltre le notti senza fine di Tel Aviv.
Giovanna Gagliardo dirige il suo documentario, un viaggio di scoperta, di osservazione e ascolto che investiga la città e la interroga il più possibile. Le parole dei suoi protagonisti - artisti, intellettuali, politici, professionisti, gente comune, amanti della notte - ne raccontano la natura, ne spiegano il cammino, ne illustrano l'origine e provano a tracciarne la direzione.
Va riconosciuto al film, nonostante il tono didascalico e compilativo, di non tirarsi indietro, riconoscendo che il racconto delle glorie di una città va di pari passo con i problemi di un Paese, con le sue origini e le sue colpe. Recensione ❯
Il rapporto tra Seneca e Nerone. Uno mentore dell'altro fino al noto epilogo. Espandi ▽
Robert Schwentke costruisce Seneca sulla voce e sul corpo di John Malkovich. Quasi un one-man show, con l’istrionico mattatore che trasforma il filosofo morale della tradizione in un logorroico e contraddittorio solone. Seneca diviene una voce, narcisistica e disillusa, dell’etica in un mondo che della cultura non sa più che farsene: una landa selvaggia e desolata, dove la brutalità e la corruzione sono all’ordine del giorno. Schwentke parla della Roma imperiale per raccontarci il presente e i corsi e i ricorsi di una storia che finisce per indulgere nei medesimi errori. Il film resta un piacere per pochi, inclini a seguire l’andamento altalenante di una narrazione meta-teatrale, ma la forza dissacrante della sceneggiatura e dell’interpretazione di Malkovich mantengono un fascino indubbiamente contagioso. Recensione ❯
Un ottimo lavoro di ricerca che si fonde alle riprese amatoriali per indagare sull'essenza della Corsa degli Zingari. Documentario, Italia2023. Durata 56 Minuti.
In un piccolo paesino dell'Abruzzo sopravvive un rito crudele al limite della sopportabilità, la Corsa degli Zingari. Espandi ▽
A Pacentro, un comune dell'Abruzzo, ogni anno alla prima domenica di settembre si rinnova la tradizione della Corsa degli Zingari, una competizione che vede i partecipanti scendere da una montagna a piedi nudi su percorsi di terra e sassi per raggiungere la Chiesa dedicata alla Madonna di Loreto. Alcuni vi partecipano da decenni. Altri la affrontano per la prima volta. Ognuno con una propria motivazione.
Un documentario che approfondisce il senso di una tradizione che unisce sacro e profano. Zazzara riesce, con un ottimo lavoro di fusione tra riprese amatoriali anche datate e uno sguardo che sa come cogliere le motivazioni profonde di ogni partecipante, ad offrircene un'immagine che ce ne restituisce l'essenza.
Le testimonianze che Zazzara ha raccolto (utilizzando la tecnica del posizionare tutti in uno spazio neutro e nella stessa collocazione) offrono un'amplissima varietà di motivazioni. Recensione ❯
Il debutto alla regia della sceneggiatrice Lindsey Beer. Espandi ▽
Il film narra del giovane Jud Crandall che sogna di lasciarsi alle spalle la sua città natale di Ludlow, nel Maine, ma che ben presto scopre degli inquietanti segreti sepolti al suo interno ed è costretto a confrontarsi con un'oscura storia familiare che lo terrà per sempre legato a Ludlow. Recensione ❯
Una ragazza orfana di 18 anni vuole viaggiare in Europa per rintracciare la sua madre biologica, così quando incontra un giovane di buon cuore, sconvolto dal senso di colpa per un incidente mortale, lo convince ad accompagnarla nel viaggio. Recensione ❯
Un vigile urbano a cui piace giocare al detective inizia a indagare su un caso, scoprendo pericoli oltre a quello che pensava fosse una semplice rapina da un allibratore. Espandi ▽
Un vigile urbano a cui piace giocare al detective inizia a indagare su un caso, scoprendo pericoli oltre a quello che pensava fosse una semplice rapina da un allibratore. Recensione ❯
Una serie targata Netflix che mescola thriller e dramma. Espandi ▽
Ferry Bouman cerca di farsi un nome all'interno della criminalità di Brabant come produttore di ecstasy alle prime armi. Con John, il cognato Lars, Remco e Dennis, lotta contro l'irremovibile narcoboss Arie Tack e una nota gang di motociclisti per guadagnarsi un posto al vertice. Ma solo quando la sua compagna Danielle scopre il lato oscuro dei suoi affari, si capirà quale prezzo Ferry deve pagare per diventare il più grande di tutti... Recensione ❯
L'adolescenza è una tragedia. Eppure, a pensarci bene, è anche una commedia. E allora, per raccontare l'adolescenza, perché non affidarsi al più grande drammaturgo di tutti i tempi? Espandi ▽
Una serie che prende ispirazione dai protagonisti delle opere del Bardo catapultandoli in un liceo di Roma al giorno d'oggi. Non più re, regine, castelli e guerre ma ragazzi di oggi, alle prese con l'identità che cambia e con la perdita dell'innocenza.
Si parte da Otello, ma il protagonista non è più il valoroso condottiero dell'esercito veneziano, bensì Thomas, il leader imperturbabile di una crew di parkour. Accanto a lui troviamo il simpatico Michele (Cassio) e l'arguta Gaia (Iago). L'equilibrio tra i tre sembra essere solido fino a quando non fanno la conoscenza di Beatrice (Desdemona), la più bella ragazza del liceo, di cui sia Thomas che Gaia si invaghiscono. Mentre tra Beatrice e Thomas nasce una profonda storia d'amore, Gaia, colpita dall'invidia nei confronti del suo amico, ordirà un meticoloso piano, atto a separare i due innamorati. L'infima opera di persuasione di Gaia avrà i suoi effetti e le insicurezze di Thomas scoppieranno in una gelosia cieca che distruggerà l'amore per Beatrice e l'amicizia con Michele. In un finale senza vincitori, la vera tragedia per i protagonisti sarà la consapevolezza del sopraggiungere dell'età adulta e con essa del disincanto perso, ma avranno modo di indagare le loro fragilità, elaborare i loro errori o, più semplicemente, crescere. Recensione ❯
Un documentario che ci spinge a riflettere sulla nostra paura dell'ignoto. Espandi ▽
Il film esplora la prima e unica volta in cui una "possessione demoniaca" è stata ufficialmente usata dalla difesa in un processo per omicidio negli Stati Uniti. Con racconti in prima persona di presunte possessioni demoniache sullo sfondo di un efferato omicidio, questa straordinaria storia ci spinge a riflettere sulla nostra paura dell'ignoto. Recensione ❯