Una serie con Alessandro Preziosi su un gruppo di persone vittime di un destino comune. Espandi ▽
Giovanni Lo Bianco è un ricco imprenditore che decide di trascorrere le vacanze natalizie nella Valle del Vanoi insieme ai suoi due figli Elena e Riccardo. Il tentativo è quello di rafforzare il rapporto con loro in seguito alla morte della madre, quindi Giovanni non bada a spese e affitta la suite più lussuosa di tutto il resort. Durante la Vigilia di Natale, però, un evento inaspettato isola la famiglia e gli altri ospiti della Valle: il distacco di una slavina fa saltare l'elettricità, interrompe le comunicazioni e taglia fuori dal resto del mondo tutti gli abitanti del paese. Tra questi si nascondono anche individui insospettabili, che potrebbero far emergere il passato turbolento di Giovanni. Recensione ❯
Dopo aver perso la sua famiglia in un tragico incidente, la quindicenne di Manhattan Jackie Howard deve imparare ad adattarsi a una nuova vita nella campagna del Colorado con una tutrice... e otto ragazzi molto esuberanti. Espandi ▽
Dopo aver perso la famiglia in un tragico incidente, Jackie abbandona la sua vita privilegiata e perfetta a New York e si trasferisce nella campagna del Colorado per andare a vivere con la sua tutrice (nonché migliore amica della madre) Katherine, il marito George e i loro dieci figli. Nonostante cerchi di adattarsi alla nuova caotica realtà, Jackie è determinata a concentrarsi sul suo sogno di andare a studiare a Princeton... mentre cerca di capire i propri sentimenti per due dei ragazzi Walter molto diversi tra loro: l'affidabile e studioso Alex e il misterioso e complicato Cole. Jackie tenta di destreggiarsi nella sua nuova vita, ma i sentimenti e le tensioni che cerca di sopprimere minacciano di mandare tutto all'aria. Riuscirà a restare fedele a se stessa e trovare comunque l'amore? Recensione ❯
Un action movie mozzafiato con i migliori interpreti del genere, tra cui spicca il massiccio Frank Grillo. Espandi ▽
Garan (Alain Moussi) fa parte di un gruppo di sicari internazionali. La loro prossima missione è la più delicata della loro carriera. Sono incaricati di eliminare l'assassino più pericoloso del mondo, il re dei killer. Ma scopriranno che in realtà saranno loro ad essere braccati. Recensione ❯
Oltre il 'film per ragazzi'. Un coming of age attento al reale, che diventa una storia di resistenza umana per tutti. Drammatico, Italia2023. Durata 101 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una bambina cerca di superare a suo modo il terremoto che ha colpito la sua città. Espandi ▽
Un terremoto che sembra non finire mai ha distrutto un'intera area abitabile italiana, i cui abitanti si sono rifugiati all'aperto, attrezzandosi con tende di fortuna e una baracca adibita ad area comune. Il gruppo forma una sorta di accampamento denominato Isolarotonda, popolato da coppie come un maresciallo e sua moglie, un muratore e una parrucchiera, i gestori di un distributore di benzina e una donna incinta e suo marito, che ha lavorato a lungo in Belgio, con la loro figlia Viola di dieci anni. È proprio dal punto di vista di Viola che la storia si dipana e vede in successione la scomparsa di Pasquale, il migliore amico di suo padre, l'arrivo di un intellettuale che la comunità soprannomina Pigiama e quello di una coetanea di Viola, Anna. Le due bambine stringeranno un'amicizia che le aiuterà a sopravvivere all'emergenza e a venire a patti con alcune esperienze della vita che le aiuteranno a crescere.
Ma Superluna non è solo un coming of age o un "film per ragazzi", bensì una storia di resistenza umana per tutti, imbevuta delle atmosfere spiazzanti della pandemia, di cui restituisce in maniera metaforica le paure e le tensioni attraverso lo sguardo di chi forse le ha subite forse più di tutti, senza poterle relativizzare in un contesto esperienziale più ampio. Il cinema di Federico Bondi, che riesce a girare film a distanze temporali esponenziali, guarda in una direzione diversa da quella di molti altri, non necessariamente ostinata e contraria, ma certamente più attenta al reale (forte anche di una lunga esperienza documentaria), refrattaria alle facili semplificazioni e fedele alla vita nei suoi impercettibili scollinamenti di senso, questa volta filtrati attraverso la sensibilità di una bambina. Recensione ❯
L'adattamento cinematografico del graphic novel omonimo. Espandi ▽
La graphic novel da cui è tratto questo lungometraggio animato è un mash-up di vari generi ambientato in un futuro medievale dove i cavalieri vanno nei night club, sugli hoverboard e hanno la spada. Il protagonista è un giovane che collabora con un cavaliere in disgrazia per riottenere il proprio onore e rovesciare un regime corrotto. Recensione ❯
L'ammirazione di un figlio per suo padre creerà conflitti tra i due. Espandi ▽
Il film ruota attorno a una travagliata relazione padre figlio, ambientata sullo sfondo di estremi spargimenti di sangue degli inferi che portano il protagonista a trasformarsi in uno psicopatico. L'amore ossessivo di un figlio per suo padre. Spesso lontano per lavoro il padre non riesce a comprendere l'intensità dell'amore del figlio. Ironicamente, questo fervente amore e ammirazione per suo padre e la sua famiglia crea conflitto tra padre e figlio. Recensione ❯
Un film sulle leggerezze dell'adolescenza, sui suoi sogni e sullo scontro con la realtà di tutti i giorni. Espandi ▽
Iman è un'adolescente insicura che si è presa una cotta per Damir, un ragazzo più grande di lei. Un giorno a scuola, mentre sta giocando a "obbligo o verità" con i suoi compagni di classe, racconta di aver fatto sesso con lui per attirare l'attenzione su di sé. La notizia si diffonde rapidamente tramite i social. La ragazza non sa più come liberarsi dalla sua bugia, anzi ne inventa una più grande che provoca uno scandalo nella sua scuola e rischia di far saltare quella gita scolastica che potrebbe portare la classe a Venezia ma che non tutti possono permettersi, a cominciare da Iman.
La regista pedina la sua protagonista, rivela i suoi turbamenti nei primi piani e mostra la sua quotidianità apparentemente immutabile tra la scuola, la famiglia con il nonno seduto sempre allo stesso posto a guardare la tv e il luogo vicino al campo di basket dove cerca di incontrare Damir.
Se lo sguardo adolescenziale è ispirato, La gita scolastica (Menzione Speciale al 76° Festival di Locarno dove è stato presentato nella sezione "Cineasti del Presente") perde gradualmente la forza della presunta trasgressione e soprattutto mostra di essere grossolano nel modo di filmare l'ambiguità della parola nelle bugie di Iman. Recensione ❯
Un gruppo di minatori scopre una cripta e risveglia una creatura assetata di sangue. Espandi ▽
Francia, 1956. Un gruppo di minatori accompagna un professore nelle profondità della terra. A mille metri di profondità, una frana impedisce loro di risalire. Bloccati, scoprono un'antica cripta e risvegliano inconsapevolmente qualcosa che sarebbe dovuto restare per sempre celato nel buio: l'unico obiettivo è sopravvivere. Ce la faranno? Recensione ❯
Una miniserie sulle origini e le conseguenze della crisi degli oppioidi in America che mette in evidenza, in forma romanzata, le storie tanto delle vittime quanto dei responsabili. Espandi ▽
L'ascesa e caduta di OxyContin sono al centro di una miniserie che spinge il pedale del j'accuse come se trattasse uno scandalo da denunciare con urgenza. La miniserie di Peter Berg Painkiller arriva però in ritardo sui fatti e pure su altri titoli - Dopesick in primis - che hanno trattato la questione. Di per sé non sarebbe una gran colpa ma il suo tono aggressivo sembra frutto di equivoco, come se la questione fosse una rivelazione da urlare a pieni polmoni quando invece è cosa ormai ben nota pure fuori dagli States. Berg sceglie un registro aggressivo e al tempo stesso didascalico. Siamo dalle parti dei film di Adam McKay come La grande scommessa e Vice – L'uomo nell'ombra, in particolare nel montaggio con inserti di materiale d'archivio, oltre che in una interpretazione grottesca e caricaturale dei personaggi della famiglia Sackler. Nonostante i suoi limiti, Painkiller è in ogni caso almeno un utile e ben ritmato promemoria di come questa epidemia quasi suicida, in cui l'America ha cannibalizzato se stessa, sia figlia del capitalismo più bieco. Recensione ❯
Un dramma commovente che riflette sulla fragilità umana e la capacità di amare e resistere nelle situazioni più difficili. Espandi ▽
Margherita, un’attrice che si sta preparando per il prossimo ruolo in un film internazionale che si girerà a Los Angeles, ha appena festeggiato il suo compleanno con gli amici più cari e il figlio Enea, un musicista insoddisfatto della sua carriera. Tra le persone che le sono più vicine c’è la sua agente Michela e l’amico medico Ramiro. La sua vita cambia all’improvviso quando non riesce più a muoversi. Simone Petralia, al secondo lungometraggio dopo Cenere, firma un melodramma autunnale molto attento ai dettagli e capace di mostrare in maniera credibile i progressivi segni della malattia di Margherita a cominciare dalla scena in cui le cade la brocca di vetro dalla mano. Anna Galiena e Franco Nero mostrano di essere in sintonia nei panni di una coppia che si sta riavvicinando dopo anni di lontananza e la loro vicenda richiama gli echi di Nick Cassavetes di Le pagine della nostra vita. Recensione ❯
Un documentario prezioso capace di entrare in uno spazio intimo, dove le donne rivelano segreti mai svelati prima sulla maternità. Documentario, Italia2023. Durata 75 Minuti.
Intorno a un'ostetrica esperta, una comunità di donne in gravidanza nasce e si confronta nel parco del
Bosco di Capodimonte, a Napoli. Espandi ▽
Un gruppo di donne incinte si ritrovano all'aria aperta (anche quando piove) insieme a Teresa De Pascale, ostetrica settantenne e fondatrice di Terra Prena, "un'associazione che favorisce l'incontro e lo scambio di esperienze durante il periodo della gravidanza e dopo il parto". Il gruppo è disomogeneo per età, provenienza, ceto sociale, ma unito dall'unicità del periodo di gestazione, e spesso dalla preoccupazione per il parto a venire, che per molte è il primo.
Teresa le guida, le consiglia, talvolta le abbraccia con slancio materno, e le accompagna nel lungo viaggio per diventare madri, anche dopo che il loro bambino è nato, perché "C'è sempre un'ambivalenza durante la gravidanza", dice De Pascale, sdoganando la sensazione che ogni puerpera ha provato quando una parte di sé si è detta con sgomento: "Non potrò più tornare indietro".
Tempo d'attesa è più di un documentario: è un viatico verso una maternità consapevole, fuori dai tempi affrettati che la società e la professione medica spesso impongono, ed è la testimonianza del clima di fiducia che si può creare fra donne anche molto diverse fra loro, così come nei confronti di una figura femminile con maggiore esperienza e un grande cuore. Recensione ❯
Gli abitanti di una palazzina dovranno lottare per la sopravvivenza. Espandi ▽
A seguito di un'invasione di ragni velenosi, gli abitanti di una palazzina di periferia dovranno imparare a lottare per la propria sopravvivenza. Recensione ❯
La storia vera di una giovane rom diventa un film collettivo che amalgama sapientemente finzione e realtà. Drammatico, Italia, Slovenia2023. Durata 85 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Se sei una ragazza madre rom e non hai i documenti, sei decisamente nei guai. Lala però è ostinata e farà di tutto per riavere con sé suo figlio. Espandi ▽
Il film racconta la storia di Zaga, una ragazza rom nata e cresciuta in un campo a Roma. La regista Ludovica Fales ha conosciuto Zaga quando aveva diciassette anni e viveva insieme al suo bambino in un appartamento nel quartiere di Tor Bella Monaca. Fales aveva intenzione di filmare Zaga mentre cercava di ottenere il permesso di soggiorno. Tuttavia, dopo più di un anno di tentativi andati a vuoto, la ragazza si rese conto di non avere alcuna possibilità di successo e per questo decise di partire, senza lasciare traccia. Fales, però, non ha dimenticato Zaga e per dar voce alla sua storia, e a quella di tante giovani ragazze rom costrette a vivere le sue stesse difficoltà, ha scritto un film per raccontarla. Al coro di voci che compongono il film si aggiungono anche quelle di altri ragazzi rom e sinti che commentano a propria volta il racconto con le loro considerazioni personali e le loro esperienze. Lala è quindi un film nel film – anzi, dentro Lala ci sono tanti film quante sono le storie che lo compongono. Ma Lala è anche un film collettivo che amalgama sapientemente finzione e realtà. Recensione ❯