Liberamente ispirato a una storia vera, quella di Giorgia Righi, una giovane ragazza pesarese, affetta da Atassia di Friedrich, rara malattia di natura ereditaria. Espandi ▽
La storia raccontata nel film prende ispirazione dalla vera vita di Giorgia Righi, una giovane ragazza pesarese affetta da una rara malattia ereditaria: l'Atassia di Friedreich. Il film, sebbene racconti un dramma, è in realtà una storia di rivincita e riscatto sulla vita stessa. Recensione ❯
Una serie thriller ad alta tensione che segue il viaggio di un aereo dirottato verso Londra per un volo di sette ore, con le autorità di terra che tentano disperatamente di trovare una soluzione. Espandi ▽
Sam Nelson è il passeggero di un volo diretto da Dubai a Londra. Vuole raggiungere l'ex moglie, forse per un tentativo estremo di riconciliazione, anche se lei ha un altro compagno, il poliziotto Daniel. Ma sul volo KA29 succede qualcosa di inaspettato: alcuni passeggeri sono in realtà dei dirottatori, che prendono possesso dell'aereo senza che siano chiari i loro scopi. Mentre il governo britannico teme un atto terroristico e una missione suicida, Sam segue un suo piano per sovvertire il piano criminoso fingendo di assecondarlo.
Il mito della serie in tempo reale perdura dal successo di 24 e la produzione ideata da George Kay e Jim Field Smith si allinea al canovaccio, trasformando sette ore di volo in altrettanti episodi di una miniserie ad altissima tensione.
Se è indubbio riconoscere una presenza magnetica a Elba, però, è altrettanto oggettivo constatare come questo non basti a colmare le lacune di un prodotto che delude le aspettative. Tutto resta fuori campo, a conferma che il focus rimane sul personaggio di Sam Nelson, l'unico approfondimento che conti davvero in una serie che è più corale nella forma che nella sostanza. Recensione ❯
Tutto è cauterizzato e diagnosticabile in questo nuovo film, eppure ci si diverte e ci si fa intrattenere. Azione, Commedia, Horror - USA2023. Durata 102 Minuti.
Un terribile incidente tossico trasforma il bidello oppresso Winston Gooze in una nuova evoluzione dell'eroe: il Vendicatore Tossico. Espandi ▽
Tutto va male come al solito, a St.Troma’s Village: la città è sull’orlo del fallimento, l’inquinamento avvelena gli abitanti e anche Winston Gooze non si sente tanto bene. Custode-uomo delle pulizie-tuttofare della BTH, l’azienda farmaceutica che con una mano arricchisce St.Troma’s e con l’altra la infetta con i suoi liquami tossici, Winston, che ha appena perso la compagna Shelly per un cancro, sta cercando di tirare avanti tra debiti e la custodia del giovane Wade quando gli viene diagnosticato un tumore al cervello. Fatta presente la sua condizione al magnate della BTH Bob Garbinger, Winston viene da questi deriso e raggirato, portandolo ad elaborare un piano che suo malgrado lo trasformerà in qualcosa di diverso e mai visto prima… Quanto coraggio nel rifare un film (forse) irriproponibile, quanta necessità di averne uno così oggi. Non si può dire che Macon Blair, sceneggiatore e regista del Toxic Avenger 2025, non si sia accostato con laico rispetto nei confronti di una delle legacy meno sacre e più profane dell’immaginario pop americano – perché questa è l’intima natura della Troma, l’essere una santa idiozia che tutto respinge e tutto accoglie. Il nuovo Toxic Avenger si accanisce sul sintomo e non sulla malattia, anzi evitando di mostrare la reazione che quel corpo tossico eppure parto di questa società provocherebbe nella società stessa. Niente contamina fuori o infetta dentro nel film di Blair, tutto è cauterizzato, diagnosticabile, operabile, eppur ci si diverte e ci si fa intrattenere. Perché Toxic Avenger è il sintomo, mentre la malattia è il sistema-cinema americano. Recensione ❯
Per salvare la terra, i giovani devono ancora una volta farsi avanti per iniziare una corsa contro il tempo per la vita e la morte. Espandi ▽
Gli esseri umani hanno costruito enormi motori sulla superficie della terra per trovare una nuova casa. Ma la strada per l'universo è pericolosa. Per salvare la terra, i giovani devono ancora una volta farsi avanti per iniziare una corsa contro il tempo per la vita e la morte. Recensione ❯
L'incontro sorprendente tra un giornalista francese e Salvador Dalí. Espandi ▽
Judith, giornalista, cerca di organizzare un'intervista con il celebre pittore Salvador Dalí, ma l'eccentricità dell'artista fa deragliare vari tentativi di incontro. Prima perché solo scritta e non in video, poi perché la telecamera non è quella giusta, in un'escalation di assurdità che si trasforma in un film grazie all'offerta del produttore Jérôme. Nel frattempo, le molteplici sfaccettature di Dalí continuano a spiazzare chiunque provi ad averci a che fare.
Con il suo ingresso che lo vede camminare lungo un corridoio che non finisce mai, il Salvador Dalí immaginato e omaggiato dall'inventiva scanzonata di Quentin Dupieux mette subito in chiaro che il film sfibra il tessuto temporale, rimescola cause ed effetti, abita in un tutt'uno di realtà e sogno.
L'assenza di progressione drammaturgica fa svanire qualunque parvenza di biopic, lasciando il campo a una piccola ma gustosa rêverie d'artista, un bozzetto circolare che sa come prendersi la scena e ancor più sa come abbandonarla rapidamente, con grazia. Recensione ❯
Tra documentario e finzione, un film che riflette sul legame tra la scienza e l'umano. Documentario, Italia, Svizzera2023. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
A Lignan, villaggio di poche anime nella Valle di Saint-Barthelemy in Valle D'Aosta, un Osservatorio Astronomico scruta i cieli ogni notte. Espandi ▽
In un minuscolo villaggio d'alta quota della Val d'Aosta, Paolo, un astrofisico di Milano arriva presso l'osservatorio astronomico locale. In fuga dalla propria vita e in cerca di solitudine, l'uomo vorrebbe passare il tempo a osservare le stelle, ma un guasto al telescopio lo costringe a dedicarsi alla parte per lui meno interessante del progetto a cui sta lavorando: intervistare gli abitanti della zona a proposito delle loro conoscenze scientifiche. Svogliato e riluttante, sarà costretto a mettere da parte l'interesse per il cielo e a entrare in relazione con gli esseri umani...
Girato a Lignan, nella Valle di Saint-Barthelemy dove sorge l'Osservatorio astronomico della Valle D'Aosta, il film di Picarella riflette sul legame tra la scienza e l'umano attraverso la parabola di un ricercatore incerto su dove posare lo sguardo: se in alto verso le stelle o in basso verso le persone.
Leandro Picarella ha scelto di girare in un luogo all'apparenza fuori dal mondo, trovandovi infine l'umanità intera: l'ha fatto giocando con i concetti di finzione e documentario, sfruttando le forme del cinema del reale e rinunciando a ogni forma di complessità per raccontare - va detto con qualche lungaggine e carineria di troppo - il modo in cui tante forme di solitudine possono diventare comunità. Recensione ❯
Le vicende di una giovane donna che soffre di sonnambulismo estremo e si risveglia con un cadavere in casa sua. Espandi ▽
Kilkinure, County Mayo, Irlanda, 2015. Lorna Brady lavora in una sartoria, si mangia spesso le unghie e gira per la cittadina in vestaglia da notte. Lorna è sonnambula, Lorna è una sopravvissuta. Durante la sua gioventù fu tenuta segregata in una delle tante Magdalene Laundries del paese, istituti gestiti dagli ordini religiosi dove donne e ragazze "problematiche" venivano spedite per lavorare nelle lavanderie e non intorbidire l'ipocrita società irlandese dell'epoca. Lì ha perso la bambina che aveva partorito a quindici anni, lì è rimasta spezzata per sempre. Ma ora, dopo una notte di cui non ricorda nulla, Lorna si ritrova con il cadavere di una donna sconosciuta dentro casa. Intanto, il detective Colman Akande arriva a Kilkinure indagando sul caso di un prete ucciso il giorno prima a Dublino...
Il corpo è la prigione dell'anima, e il corpo femminile la prigione più profonda. Siamo sempre lì, è sempre questo il centro di tutto e anche di The Woman in the Wall. Il corpo gravido allontanato dai genitori, il corpo femminile piagato dalle suore, il corpo lavoro sfruttato dalle istituzioni, il corpo sessuale usato e respinto dalla società, il corpo civico violato dalla polizia. Lorna e le altre sopravvissute non posseggono uno spazio dove posizionare quello che sono. The Woman in the Wall fa quello che può per restituirglielo. Recensione ❯
Dopo i trentacinque anni cominci a fare i primi conti con la vita. Ma che succede se in realtà dentro non hai neanche vent'anni perché gli altri te li sei giocati? Espandi ▽
Protagoniste principali di questi film sono una madre e una figlia. Claudia (Giulia Bevilacqua), giovane madre, donna piacevole ed affascinante poco più che trentacinquenne, si risveglia da un coma lungo 17 anni. Dopo essersi ripresa tra mille smarrimenti, continua la sua vita da adolescente come se non si fosse mai interrotta. I suoi atteggiamenti turbano non poco invece, la vera adolescente di questa storia, Michela (Alice Maselli), detta Miky, che ha vissuto fino ad ora senza la madre già in coma dal momento della sua nascita. Michela vive appieno la sua adolescenza ma dimostra nei pensieri qualche anno in più. La sua famiglia sono stati i nonni e la comunità degli amici di un tempo della madre che l'hanno accudita come fosse figlia loro. Recensione ❯
Un dramma commovente che riflette sulla fragilità umana e la capacità di amare e resistere nelle situazioni più difficili. Espandi ▽
Margherita, un’attrice che si sta preparando per il prossimo ruolo in un film internazionale che si girerà a Los Angeles, ha appena festeggiato il suo compleanno con gli amici più cari e il figlio Enea, un musicista insoddisfatto della sua carriera. Tra le persone che le sono più vicine c’è la sua agente Michela e l’amico medico Ramiro. La sua vita cambia all’improvviso quando non riesce più a muoversi. Simone Petralia, al secondo lungometraggio dopo Cenere, firma un melodramma autunnale molto attento ai dettagli e capace di mostrare in maniera credibile i progressivi segni della malattia di Margherita a cominciare dalla scena in cui le cade la brocca di vetro dalla mano. Anna Galiena e Franco Nero mostrano di essere in sintonia nei panni di una coppia che si sta riavvicinando dopo anni di lontananza e la loro vicenda richiama gli echi di Nick Cassavetes di Le pagine della nostra vita. Recensione ❯
Una commedia social che non graffia, dove i ritratti sono appena abbozzati. Commedia, Italia2023. Durata 93 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La storia si svolge nel cortocircuito fra i social e la socialità di una piccola provincia un tempo isolata, adesso fortemente "connessa". Espandi ▽
La star di una piccola provincia è Carlo Arato, 26 anni conosciuto come @IlCarlito. Cerca in tutti i modi di farsi notare come influencer. Sempre nello stesso paese vive una famiglia piena di soldi, i Rosetti, composta da Guglielmo, proprietario di una farmacia, la moglie Agata che è sempre in vista e le due figlie Elena e Luisa, dal carattere completamente opposto. @IlCarlito, che gira spesso affiancato dagli amici Gennaro e Omàr, cerca Luisa, vuole uscire con lei e riesce a farsi dare un appuntamento al bowling. Da qui parte la loro storia d'amore social tra una gita a Paestum e un viaggio a Formentera. Tutti parlano di loro soprattutto quando annunciano che la ragazza è rimasta incinta.
"Qua il passato è sempre presente". C'è una specie di fatalità che incombe sul paese anche quando la vita non è più sonnolenta e monotona. Il paese dei jeans in agosto non è solo una commedia social ma, nella tradizione di quella all'italiana, mette a fuoco soprattutto i vizi e virtù dei suoi abitanti.
Solo le espressioni di Ninni Bruschetta valgono quasi come tutto il film. Il modo in cui osserva @IlCarlito mentre si mette lo smalto è una scena di vitale comicità ed è uno dei rari momenti in cui il film torna all'analogico. Recensione ❯
Un uomo viene trovato morto sulle rive del fiume Ardèche, vicino al famoso Pont d'Arc. Le indagini vengono affidate a Riad, un poliziotto del luogo ed a Manon, un'agente inviata dal capoluogo. Recensione ❯
Il film segue le vicende di Nick Spitz, un poliziotto di New York che decide di portare la moglie Audrey, in luna di miele in Europa. Espandi ▽
Il film segue le vicende di Nick Spitz, interpretato da Adam Sandler, un poliziotto di New York che decide di portare la moglie Audrey, interpretata da Jennifer Aniston, in luna di miele in Europa. I due riescono poi a ottenere una vacanza sul lussuoso yacht di Malcolm Quince. Durante la vacanza, però, viene commesso un omicidio e i coniugi diventano i primi sospettati che dovranno riuscire a provare la loro innocenza. Recensione ❯
L'autore del celebre inno in un biopic classico estremamente dettagliato nella ricerca storica e nella ricostruzione degli ambienti. Biografico, 2023. Durata 116 Minuti.
La vita, gli amori, gli ideali di libertà del giovane poeta e patriota Goffredo Mameli, autore dell'inno degli Italiani, morto a soli 21 anni, il 6 luglio del 1849, combattendo per l'indipendenza dell'Italia. Espandi ▽
Gli amori e gli ideali di libertà di Goffredo Mameli sono mostrati in un biopic classico, estremamente dettagliato nella ricerca storica e nella ricostruzione degli ambienti. Dal 1835, anno in cui si vede Mameli bambino al 1849, anno della sua morte, il film diretto da Angelo Antonucci ripercorre le tappe più importanti del poeta e patriota italiano autore del celebre inno riconosciuto per legge come quello nazionale della Repubblica nel 2017. Fino ad ora, la sua figura è apparsa solo marginalmente al cinema e in tv. È comparso infatti nella fiction Anita Garibaldi del 2012 e, fugacemente in Il nome del popolo sovrano (1990) di Luigi Magni. Interpretato da Emanuele Macone, Goffredo Mameli viene mostrato con precisione ma senza un autentico trasporto emotivo tranne negli scontri col padre dove l’urlo di Vincent Riotta è forse il momento più forte di un film che, per restare sottotraccia, rischia di diventare anonimo. Recensione ❯
La vita e la carriera dell'architetto tedesco attraverso lo sguardo delle donne della sua vita. Espandi ▽
Ludvig Mies van der Rohe è stato uno dei grandi architetti (nonché designer) del Novecento. La sua capacità di innovare ha avuto modo di manifestarsi prima nella Germania prenazista e, successivamente alla sua fuga, negli Stati Uniti. Il documentario ce lo racconta attraverso la testimonianza della figlia Georgia, danzatrice e attrice, finendo con il proporci il ritratto di un uomo che non amava le donne. Mogli, amanti o figlie che fossero.
Una cosiddetta 'intervista impossibile' ci fa conoscere il lato nascosto di uno dei più importanti architetti del secolo scorso.
L'interesse particolare di quest'opera risiede proprio nel suo doppio livello di narrazione che mostra come, nonostante tutto, la determinazione nel voler raggiungere un obiettivo sia fondamentale. Anche quando gli ostacoli iniziano a presentarsi già nell'ambito familiare. Recensione ❯
Un suggestivo coming of age incorniciato dal trionfo della natura brasiliana. Drammatico, Francia, Brasile2023. Durata 91 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Estate 1996, nord-est del Brasile. Tamara si gode le ultime vacanze prima di trasferirsi nella capitale per gli studi. Un giorno sente parlare di una ragazza soprannominata "Sem Coração". Espandi ▽
Estate 1996, Tamara si gode le vacanze sulle spiagge tropicali del nord-est del Brasile, al termine delle quali dovrà trasferirsi nella capitale per proseguire gli studi. Le giornate scorrono spensierate, fin quando un giorno non incontra la così detta "Sem Coração", ragazza dal fascino magnetico da cui rimane come ipnotizzata. Sarà un'estate di scoperte, esplorazioni, e avventure condivise con un gruppo di adolescenti in cerca di se stessi. E' un coming of age interessante, Heartless, capace di raccontare l'incertezza adrenalinica delle prime esperienze adolescenziali, calate nel fascino sensoriale delle spiagge tropicali brasiliane.Come spesso accade alle opere prime, tutto nacque da un cortometraggio. Era il 2014, i registi Nara Normande e Tião presentavano a Cannes il loro Sem Coração, premiato poi alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2014. Dopo neanche dieci anni ecco il lungometraggio che ne approfondisce e arricchisce storia e personaggi principali. Per essere un'opera prima, convince la scelta registica di osare sia a livello visivo che narrativo una contaminazione suggestiva tra crudo realismo e linguaggio simbolico, quest'ultimo espresso senza ricorrere nell'onirico, ma servendosi di elementi visionari che impreziosiscono la visione. Ne esce l'affresco di un'adolescenza selvaggia, viva, indomabile, incorniciata da panorami dominati dal trionfo della natura e capaci di rimanere impressi a lungo, anche dopo i titoli di coda. Recensione ❯