In occasione dei 50 anni di CEFA, un intelligente mockumentary che parla di aiuto reciproco, crescita condivisa, scambio di saperi ed emozioni. Documentario, Italia2022.
Un mockumentary nato in occasione dei 50 anni della CEFA. Espandi ▽
Loris è un inviato di guerra che non riesce più ad uscire di casa. Marco è uno studente universitario a Bologna con un rapporto difficile con il padre. John vive in Tanzania e la sua famiglia deve scegliere se continuare a mandarlo a scuola o farlo lavorare con loro. La vita di tutti e tre cambia con l'irruzione del Cefa nella loro quotidianità: Loris viene incaricato di scrivere un reportage sulla Ong e questo lo aiuta a superare la paura e la solitudine che si erano impadroniti di lui; Marco vede una manifestazione dell'associazione e decide di unirsi a loro e partire per l'Africa, da dove si riavvicinerà al padre e a quello che sono sempre stati; John è uno dei beneficiari e assieme fautore di un progetto di cooperazione, che vedrà crescere l'indipendenza socio-economica della sua famiglia e dell'intero villaggio. CEFA: cinquant’anni in questo 2022. Si è festeggiato con una tre giorni a Bologna a metà ottobre, si è ricordato con Gente strana, intelligente mockumentary di Marta Miniucchi che riunisce storie di aiuto reciproco, di crescita condivisa, di scambio di saperi ed emozioni. Con un’idea semplice eppure efficace, la regista smuove il classico lavoro di documentazione ibridandolo con materiali d’archivio, ricostruzioni, fiction, pezzi che si incastrano perfettamente dentro la minima cornice narrativa tirata su. Recensione ❯
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Un gruppo di amici con i loro figli parte per un tradizionale viaggio di un lungo weekend sull'isola danese di Bornholm. Un incidente tra bambini scatenerà un'ondata di crisi nelle loro relazioni. Recensione ❯
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Una rivisitazione moderna della popolare opera di Wolfgang Amadeus Mozart. Espandi ▽
Un ragazzo di nome Tim Walker si trasferisce da Londra in Austria per frequentare il leggendario collegio Mozart. Lì scoprirà un passaggio segreto che conduce nel mondo del 'flauto magico' di Mozart. Recensione ❯
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Ricco di informazioni e ben montato, un ritratto non apologetico di un'artista che è stata poverissima e ricca. Documentario, Portogallo2022. Durata 94 Minuti.
Un ritratto di Cesária Évora, regina della musica di Capo Verde. Espandi ▽
L'arcipelago di Capo Verde e i suoi misteri sono entrati di prepotenza nel nostro immaginario grazie a due straordinari talenti: il cinema di Pedro Costa e la musica di Cesária Évora. Due magie arcane, che ci hanno introdotto a un singolare contrasto tra una tradizione antica e i lasciti del colonialismo portoghese. Scomparsa settantenne nel 2011, Évora è rimasta nel quasi anonimato per mezzo secolo, nota solo ai propri conterranei. Una dimostrazione ulteriore della miopia occidentale, spezzata solo dall'ostinazione di alcuni giornalisti francesi. Poi finalmente i riconoscimenti per la "diva dai piedi scalzi", tardivi ma doverosi, non sono mancati. Recensione ❯
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marzo del 2020, mentre anche a Palermo comincia il primo drastico lockdown, nello storico Quartiere del Capo un bambino di nove anni, Antonio, continua ad incontrarsi con suo nonno, Giuseppe, puparo professionista e appassionato. Nino, figlio di Giuseppe e ristoratore ora in forte crisi a causa della pandemia, non parla con il padre da anni, il piccolo Antonio al contrario ama ascoltare gli aneddoti del nonno e grazie a lui impara il vero segreto della felicitr. Nello stesso momento nelle loro vicinanze, Yvonne, ricca donna canadese, si trova a Palermo per curare la depressione causatale dalla scomparsa del marito e del figlio piu piccolo e rimane bloccata nella cittr a causa del lockdown. L'animo di Antonio pern c portatore di un benessere diffusivo, la sua capacitr di trovare il bene in ogni circostanza c nota in tutto il quartiere e presto anche Yvonne ne rimane contagiata. Tra video su YouTube con il fratello Ciccetto (Russo), piccoli spettacoli di pupi dal terrazzo, gioiosi sorrisi e discorsi carichi di ottimismo, Antonio si pone l'obiettivo di riportare la gioia di vivere in tutti i membri del suo quartiere, soprattutto quelli piu anziani, ma nasconde un piccolo segreto dolce e amaro. Recensione ❯
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Il rifacimento della serie omonima (1999-2000) ambientata a New Orleans. Espandi ▽
Rivisitazione di una rivisitazione, la “nuova” serie Peacock riporta sugli schermi una delle serie che più hanno sconvolto il panorama audiovisivo nei primi anni 2000. Parliamo di Queer As Folk, serie televisiva nata nel 1999 dalle talentuose mani di Russell T Davies e poi subito esportata nell’omonimo e più fortunato adattamento americano (2000-2005) ad opera di Ron Cowen e Daniel Lipman. La nuova rivisitazione è affidata a Stephen Dunn, il quale reinterpreta le vite della comunità LGBT+, al centro di questo brand narrativo, alla luce di nuove, dolenti, forme di discriminazione. Una serie che, perciò, a differenza delle sue precedenti versioni appare assai più oscura e cruda nel mostrare le difficoltà dei suoi nuovi protagonisti. La serie Peacock è capace di muoversi tra le mille sfaccettature di cui il mondo LGBT+ (e non solo) è composto, in maniera organica e mai artefatta, mostrando soprattutto gli elementi di assoluta similarità al mondo etero-normato, e che perciò si scontrano con un'ostilità aliena nel momento in cui si dovrà fare i conti con la società circostante ancora omofobica – fino alle più aspre conseguenze che fungono da incipit alla storia. Recensione ❯
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Dai team pluripremiati de Il Signore degli Anelli, i più grandi produttori di reality e i migliori narratori internazionali si sono uniti per creare un emozionante reality show. Espandi ▽
Per migliaia di anni, Everealm è stata una terra di impareggiabile bellezza e potente magia. Ora, il regno è minacciato da una terribile maga malvagia. Come ultima speranza, le nobili Parche convocano da un altro mondo otto stranieri, chiamati i Paladini, per lavorare insieme al fine di aiutarle ad adempiere un'antica profezia e sconfiggere la Strega. I Paladini dovranno cercare l'eroe che hanno dentro di sé attraverso una serie di sfide che li spingeranno oltre i propri limiti, per riportare l'equilibrio a Everealm. Se falliranno, tutto sarà perduto. Gli eroi sorgeranno. I regni cadranno. Recensione ❯
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Documentario sull'esplorazione spaziale diretto dai registi premi Oscar Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi. Espandi ▽
Un doc che immortala la motivante ascesa di SpaceX e lo sforzo ventennale di Elon Musk di riavviare le ambizioni americane per il turismo spaziale. Questo documentario offre un raro scorcio della prima missione con equipaggio partita dagli Stati Uniti dal ritiro dello Space Shuttle nel 2011 e presenta un ritratto intimo degli ingegneri e astronauti selezionati per questo momento storico. Seguendo i veterani della NASA Bob Behnken e Doug Hurley insieme alle loro famiglie fino al momento del decollo, Il film accompagna gli spettatori in questo viaggio emozionante verso la Stazione spaziale internazionale e all'interno del controllo missione con Musk, dove il team di SpaceX cerca di farli rientrare sulla Terra con un drammatico ammaraggio. Recensione ❯
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Enzo Baroni ricompare dopo essere misteriosamente scomparso. Espandi ▽
Enzo Baroni è un antennista di Centocelle che all'improvviso scompare. Quando torna, diversi mesi dopo, ha un mundu indiano, la barba lunga e l'aria serafica. Nessuno sa cosa gli sia accaduto, nemmeno lui, ma quel che è certo è che adesso tutti pendono dalle sue labbra. In breve tempo l'uomo attira l'attenzione di un'agente televisiva che fiuta l'affare e trasforma Enzo da antennista nel "Santone di Centocelle", per tutti Oscio. Recensione ❯
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Non succede mai nulla nella pacifica New Raccoon City. Espandi ▽
Anno 2022: Jade e Billie sono due sorelle di quattordici anni, molto unite, da poco trasferitesi nella fin troppo perfetta New Racoon City, dove il padre Albert fa il virologo per l'oscura multinazionale Umbrella Corporation. Il tempo scorre tranquillo, almeno in apparenza, poiché la cittadina nasconde degli oscuri segreti. Eccoci ora nel 2036: il mondo come si conosceva non esiste più, distrutto ormai da un'epidemia causata proprio dall'Umbrella Corporation. Sulla Terra sono rimaste 15 milioni di persone, insieme ad oltre sei miliardi di mostri assetati di sangue, infettati dal terribile Virus T. Jade, ora trentenne, lotta per la sopravvivenza e nel viaggio che compie verso la libertà, dovrà affrontare terribili prove e questioni che la legano all'amata sorella Billie e al suo passato tormentato.
Il punto è: come raccontare un virus e come restituire un'atmosfera apocalittica, oggi che la realtà, fra disastri climatici, guerre e pandemie, è già in sé apocalittica? Non sta a noi dare una risposta, ma chi decide di farlo, deve darci qualcosa di più di questo Resident Evil.
Il tutto non può ridursi a battute didascaliche come quelle fra Albert e la figlia Billie che non deve fare la quarantena perché "non ha il Covid". Serve decisamente qualcosa di più. Recensione ❯
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Un tenente filippino è alle prese con un grande disagio morale derivato dalla guerra contro la droga che ha intrapreso il suo paese. Espandi ▽
Lav Diaz è da sempre la voce critica della storia passata e presente della sua patria, le Filippine, e in questo film lo conferma rinunciando, almeno in parte, alla fissità prolungata delle inquadrature che contraddistingue larga parte del suo cinema. In questa occasione gli occorre una dinamicità diversa che si faccia tutt'uno con la storia che intende raccontare. Il grido di dolore e di denuncia di Diaz si esprime attraverso l'uso di un bianco e nero sempre estremamente attento anche alla più minima sfumatura. Ormai il regista è un maestro indiscusso di un'estetica che non solo è rivolta alla ricerca della perfezione nella composizione di ogni inquadratura ma offre ad ogni particolare la giusta rilevanza. È come se di fronte allo squallore e al degrado esistenziale di ciò che mostra Diaz intendesse reagire con la qualità di un'immagine che, mentre li rappresenta, inizi a riscattarli. Recensione ❯
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Muovendosi tra svariate dimensioni una donna raggiunge una dolorosa presa di coscienza. Espandi ▽
Una donna è schiacciata da una trauma che non riesce a superare. Un'antica chiave di ferro custodita dentro una scatola rappresenta un portale che la fa precipitare in un luogo senza tempo, abitato da figure spettrali. Mentre una parte di se stessa resta incastrata in una villa spettrale, il suo doppio vaga in un bosco desolato in cui si aggirano enigmatiche presenze: è l'Ade. La donna si muove tra svariate dimensioni fino a raggiungere una dolorosa presa di coscienza... Recensione ❯
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Le luci e le ombre, i successi e le difficoltà di tre donne che furono in epoche diverse First Ladies degli Stati Uniti. Biografico, Drammatico, Storico - USA2022.
Una serie dedicata alle mogli dei presidenti degli Stati Uniti d'America. Espandi ▽
È tra i progetti più ambiziosi e meno fortunati che siano mai stati realizzati. Prodotto e diretto dalla regista Susanne Bier, che anche in epoca pre-Time is Up già scriveva e dirigeva storie di donne cariche di spessore ed emotività, The First Lady mira a raccontare in tutta la sua complessità la figura della First Lady statunitense. Lo fa scegliendo tre figure rappresentative su tutte, di epoche diverse, e mettendole a confronto a distanza, alternando di continuo le vicende dell'una e delle altre all'interno dello stesso episodio. Il risultato è un vitale dialogo impossibile tra tre donne che, a modo loro, hanno fatto la storia. Le accomuna la determinazione a non farsi bastare il ruolo di moglie e a non voler vivere all'ombra dei propri ingombranti mariti. Ad interpretarle, tre attrici d'eccezione che fanno propri i loro personaggi e li rendono tridimensionali, riconoscibili e attuali. Recensione ❯
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Un reparto geriatrico rischia la chiusura nonostante la protesta dei propri pazienti. Espandi ▽
C'è un ospedale da salvare nello Yorkshire: il reparto geriatrico del "Beth" rischia di chiudere presto per i tagli statali alla sanità pubblica. A poco servono le mobilitazioni dei cittadini. Mentre si prepara una festa di pensionamento della signora Gilpin dagli esiti imprevedibili, Collin Colman, braccio destro del Ministro della Salute, piomba nell'ospedale per concluderne le pratiche di chiusura, lì dove, però, suo padre Joe è in bilico tra la vita e la morte.
Dopo The Children Act - Il verdetto, l'operista Richard Eyre torna in corsia per filmare la pièce teatrale di Alan Bennett - che trent'anni fa sfiorò l'Oscar sceneggiando La pazzia di Re Giorgio - confezionando un dramedy corale d'echi pandemici, dall'afflato civile che lotta all'arma bianca contro lo smantellamento della sanità pubblica dell'Inghilterra post-thatcheriana.
Un film, che pur nella godibile patina umoristica, ha forza e credibilità per diventare un'ode affettuosa verso la senilità, e soprattutto una chiamata alle armi per difendere l'umanità contro il profitto, la cura contro l'efficientismo, la sanità pubblica contro le speculazioni di pochi. Recensione ❯
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