Gianfranco Rosi ripercorre i viaggi del Papa impostando un dialogo a distanza tra il flusso dell'archivio dei viaggi del Papa, le immagini del suo cinema, l'attualità e la storia recente. Espandi ▽
A nove anni dall’inizio del suo pontificato, Papà Francesco ha compiuto trentasette viaggi, dal primo a Lampedusa agli ultimi in Medio Oriente e in Canada. Gianfranco Rosi ripercorre le missioni del Pontefice facendo dialogare le immagini ufficiali con i filmati d’archivio, alcuni frammenti dei suoi film e riprese effettuate per l’occasione. Da documentarista Rosi osserva, confronta, amplia la prospettiva e usa le immagini per confrontarsi con il proprio soggetto. Il suo racconto non sta dalla parte di Francesco, bensì dietro, o di fronte, provando a scorgere debolezze e incertezze che sovente spezzano l’ufficialità dei discorsi scritti e delle riprese ufficiali. Grande comunicatore, Papa Francesco non si tira indietro di fronte ai problemi, soprattutto quando è lui ad avere la parola. E anche Rosi dunque non si tira indietro, accettando l’idea che il suo film prosegua in modo meccanico, di viaggio in viaggio, in modo piuttosto compilativo e didascalico, ma in questo modo riuscendo contestualizzare e verificare le parole del Papa. Recensione ❯
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Sgomberando la sua casa d'infanzia a Natale, uno scrittore incontra una misteriosa giovane in cerca della madre. Un vecchio diario potrà dischiudere il loro passato... e i loro cuori? Espandi ▽
Sgomberando la sua casa d'infanzia a Natale, uno scrittore (Justin Hartley) incontra una misteriosa giovane (Barrett Doss) in cerca della madre. Un vecchio diario potrà dischiudere il loro passato... e i loro cuori? Recensione ❯
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Qualcosa ti entra dentro e te lo porti con te ovunque tu vada, come un fantasma che non ti lascia. Espandi ▽
Una stilista soffre di una misteriosa malattia che lascia perplessi i suoi medici e frustra il marito, finché non arriva l'aiuto sotto forma di un'assistente filippina, che usa la tradizionale guarigione popolare per rivelare una verità orribile. Recensione ❯
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Una docu-fiction che approfondisce vari aspetti della possessione diabolica. Espandi ▽
Chi è il diavolo e come agisce? Quali sono le armi che abbiamo a disposizione per difenderci? Qual è il ruolo dell'esorcista? Questo docu-fiction vuole rispondere a dette domande alla luce della fede cristiana e dell'insegnamento costante della Chiesa Cattolica, che aiutano a comprendere il disegno della Divina Provvidenza sulle vicende umane, la forza salvifica del Signore Gesù, il ruolo di intercessione di Maria Santissima e della comunione dei Santi, la necessità di un cammino di conversione e l'insostituibile valore pastorale del ministero dell'esorcistato. Recensione ❯
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Una storia straordinaria che si dipana mentre le porte del tempo si aprono tra la fine di Goryeo e il presente nel 2022, quando compaiono gli alieni. Espandi ▽
Bisogna essere sudcoreani per avere il coraggio di intraprendere imprese come quella di Alenoid. Choi Dong-hoon mescola almeno quattro generi cinematografici differenti - wuxiapian, fantascienza in stile Terminator, cinecomics e action - con una punta di western e lo spirito di Ritorno al futuro e di serie Tv anni ’80 come Automan o Supercar. Alienoid è un inno all’audacia e un elogio dell’eccesso. Giocato su molteplici piani temporali e livelli narrativi, può apparire ostico se si cerca di comprendere ogni risvolto della trama, ma alcune parentesi ben dosate lasciano spazio alla spiegazione dei punti più oscuri, senza che il didascalismo prevalga sul ritmo forsennato del film. Merito di una capacità, anche questa tutta sudcoreana, di credere fino in fondo nel potenziale del blockbuster di genere, anche laddove gli eccessi e i ganci della continuity sembrerebbero impensabili. La capacità di gestire ritmo e montaggio di Choi permette di contrastare il costante pericolo da sovrabbondanza di sottotrame e citazioni, mantenendo alta l’attenzione dello spettatore. La storia è talmente intricata e piena di colpi di scena, che il regista Choi Dong-hoon e il produttore Ahn Soo-hyu hanno da subito pensato a un binomio di film. Seguirà: Alienoid: Return to the Future. Recensione ❯
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Infuria una tempesta e una ragazzina viene rapita. La madre si allea con la misteriosa donna della porta accanto per inseguire il rapitore. Espandi ▽
Infuria una tempesta e una ragazzina viene rapita. La madre (Jurnee Smollett) si allea con la misteriosa donna della porta accanto (Allison Janney) per inseguire il rapitore in un viaggio che metterà alla prova i loro limiti, esponendo scioccanti segreti del loro passato. Recensione ❯
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Un'avventura d'animazione di una compagnia di amici stravagante e divertente. Animazione, Russia, Ungheria2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una stravagante compagnia di animali un po' impacciati, chiamati a risolvere una nuova complicata missione. Espandi ▽
È passato un po' di tempo da quando l'orso Mic Mic e Oscar sono tornati dalla loro ultima e incredibile avventura. Ora il loro acerrimo nemico Vulture sta escogitando un nuovo piano diabolico per sabotare la consegna del cucciolo di Grizzly al suo avversario alle elezioni presidenziali americane; Mic Mic, Oscar, l'adolescente Panda e Cicogna si lanciano così in un'altra grande missione mentre cavalcano uno zeppelin per riportare Grizzly ai suoi legittimi genitori. Dovranno inoltre salvare le elezioni americane e l'intero continente dal vulcano in eruzione. Recensione ❯
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Tra Hitchcock e i fumetti, un gioco divertente che omaggia e parodizza il genere giallo. Commedia, Francia2022. Durata 101 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Si aprono le indagini sulla morte di un attore avvelenato nel mezzo di uno spettacolo. Espandi ▽
Durante una rappresentazione teatrale della Comédie-Française, a Parigi, un attore muore avvelenato sul palco. Spirando fra le braccia di Martin, suo collega e amico, dice una frase criptica: «Mi hanno ucciso... Il profumo verde…». Subito dopo è Martin a ritrovarsi drogato e prigioniero in una villa fuori città… Autore di un cinema intellettuale, con acute riflessioni sul rapporto fra sogno e realtà nel mondo della politica e dell’arte, Nicolas Pariser si diverte a ricreare le atmosfere di un giallo alla Hitchcock, con un occhio al mondo dei fumetti. In Il mistero del profumo verde c’è tutto l’armamentario dell’operazione postmoderna che omaggia e al tempo stesso parodizza un genere, in questo caso il giallo. Il gioco diverte e per un po’ funziona, perché Pariser ha lo spirito tipicamente francese dell’uomo di cinema e del fine recuperatore, e non quello – tipicamente americano – del distruttore e del paladino del disordine. Dove il film cede è purtroppo nella sfida più complicata (e démodé, in tempi di episodi televisivi che non superano i 50’), quella cioè di reggere la suspense e la curiosità ben oltre la metà. Recensione ❯
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Un laboratorio bioteconologico è riuscito a creare dei cloni a partire da una piccola porzione di DNA. Il prossimo obbiettivo è quello di far rinascere Cristo per offrirlo al diavolo. Espandi ▽
Il laboratorio biotecnologico più potente del mondo è finalmente riuscito a clonare grandi personaggi storici con una sola goccia di DNA. Da allora organizza aste clandestine per cloni di Michelangelo, Galileo e Vivaldi. Questo laboratorio è nelle mani di un culto satanico che ha appena rubato la Sacra Sindone di Torino. In altre parole, hanno appena rubato il DNA di Cristo. Rapiscono anche Laura, una studentessa americana di storia dell'arte, e uccidono un prete. Quest'ultimo, prima di esalare l'ultimo respiro, supplica l'arcangelo Michele di usare il suo corpo per impedire l'indicibile: l'inseminazione di Laura affinché partorisca il clone di Cristo. Un clone che servirebbe come ultima offerta al diavolo in modo che torni sulla Terra. Recensione ❯
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Un film sul filone ambientalista scorrevole ma anche evanescente. Si ravviva quando vira casualmente verso il thriller. Drammatico, Family - USA2022. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una favola universale per tutte le età sull'amicizia, la famiglia e la natura. Espandi ▽
Abby riceve una telefonata in cui viene informata che la madre è stata colpita da un ictus. Torna così nel luogo in cui è cresciuta, nella costa occidentale australiana dove ripercorre alcuni dei più importanti momenti della sua infanzia e adolescenza. Tratto dal romanzo omonimo di Tim Winton, Blueback segue la struttura del cinema ambientalista con la bellezza di luoghi incontaminati che rischiano di essere trasformati e protagonisti che fanno di tutto per difendere i posti in cui vivono. Connolly, anche sceneggiatore, segue le linee-guida del romanzo e approfondisce soprattutto il profondo legame tra Abby e Dora. C’è Mia Wasikowska, nel ruolo di Abby adulta, che guarda con nostalgia in profondità e vede sé stessa adolescente. Blueback non riesce a sostenere l’incrocio tra il cinema ecologista e quello sentimentale. Si ravviva solo quando vira, anche casualmente, verso il thriller. Un’improvvisa scossa nello schema già prefissato di un film sicuramente scorrevole ma anche evanescente. Recensione ❯
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Un film che tutti gli aspiranti direttori di fotografia e scenografi dovrebbero vedere. Ottimi tutti gli interpreti. Drammatico, Italia2022. Durata 91 Minuti.
Una storia d'amore tra una ragazza che "scappa" dalla musica e un ragazzo che "sopravvive" grazie alla musica. Espandi ▽
Livia è una giovane donna che soffre da sempre di un disturbo neurologico diagnosticato solo di recente: l'amusia. Si tratta di una patologia che fa sì che chi ne soffre recepisca ogni brano musicale come una serie di suoni distorti. Livia una notte si presenta da sola ad un motel chiedendo una stanza a Lucio, il giovane addetto al desk.
Siamo di fronte ad un film in cui non c'è una location che non sia studiata ed inquadrata senza una ragione. Ogni edificio, ogni locale, ogni luce danno il loro contributo nel creare un'atmosfera per cui l'aggettivazione 'metafisica' risulta appropriata e non di maniera.
Questo è un film in cui l'estetica (fatte salve le ottime interpretazioni dei due protagonisti e di Ardant e Lombardi) si fa tutt'uno con la narrazione fino a sovrastarla. Questo non è un difetto anzi. Amusia è un film che tutti gli aspiranti direttori della fotografia (qui c'è Bigazzi) e scenografi dovrebbero vedere. Ne trarrebbero utili insegnamenti. Recensione ❯
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Una donna riappare davanti al figlio dopo averlo lasciato da piccolo. Dovrà ricostruire il rapporto. Espandi ▽
Una donna, insegnante di danza e madre, ha lasciato il figlio Mario con la propria madre quando era piccolo. Ora è riapparsa sulla soglia di casa sua, alla ricerca di una vicinanza che conosce sempre meno confini. Un film intransigente sui rapporti familiari. Recensione ❯
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Una relazione con una donna porta a vivere un incubo la famiglia di un uomo. Espandi ▽
Ricco e divorziato, Chris inizia una relazione con la misteriosa e affascinante Sky, la quale però si rivela pericolosa: Chris e la sua famiglia si troveranno intrappolati in una lotta per la sopravvivenza. Recensione ❯
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Jon Hamm gioca da solo in un film che prova ad attualizzare il personaggio del giornalista, finendo però con l'invecchiarlo ancora di più. Commedia, USA2022. Durata 98 Minuti.
Dopo essere diventato il principale sospettato di molteplici omicidi, Fletch si sforza di dimostrare la sua innocenza. Espandi ▽
Il giornalista investigativo Irwin M. Fletcher, noto come Fletch, arriva a Boston dall’Italia per recuperare i dipinti dal valore inestimabili rubati al padre della sua ragazza Angela, un miliardario che è stato rapito dalla mafia. I quadri sono ora in possesso del losco mercante d’arte Ronald Horan. Nell’appartamento preso in affitto, Fletch trova il cadavere di Laurel Goodwin. Avverte così la polizia ma poi diventa il principale sospettato dell’omicidio. Il personaggio del giornalista, al centro del romanzo di Gregory Mcdonald, era già stato portato sullo schermo da Chevy Chase nel 1985 in Fletch. Un colpo da prima pagina e del suo sequel Fletch. Cronista d’assalto di quattro anni dopo. Hamm si riallaccia alla mimica di Chase, si muove nelle zone sospese tra commedia demenziale e noir mostrando di trovarsi spesso nel posto sbagliato nel momento sbagliato e fa quasi danzare il suo personaggio con traiettorie slapstick soprattutto nelle fughe o nella scena dei fuochi d’artificio vicino allo yacht. Ma il protagonista di Mad Men gioca da solo, complice una sceneggiatura ingarbugliata e contorta scritta dallo stesso Mottola assieme a Zev Borow, che cerca frequentemente il colpo a effetto per mascherare una carenza di idee e inventiva. Recensione ❯
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