Ritorno al Bosco dei 100 Acri

Film 2018 | Animazione Film per tutti

Titolo originaleChristopher Robin
Anno2018
GenereAnimazione
ProduzioneUSA
Regia diMarc Forster
AttoriHayley Atwell, Ewan McGregor, Jim Cummings, Mark Gatiss, Brad Garrett, Roger Ashton-Griffiths Nick Mohammed, Vivien Bridson, Bronte Carmichael, Adrian Scarborough, Tim Ingall.
Uscitagiovedì 30 agosto 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneWalt Disney
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di -1 recensione.

Regia di Marc Forster. Un film Da vedere 2018 con Hayley Atwell, Ewan McGregor, Jim Cummings, Mark Gatiss, Brad Garrett, Roger Ashton-Griffiths. Cast completo Titolo originale: Christopher Robin. Genere Animazione - USA, 2018, Uscita cinema giovedì 30 agosto 2018 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di -1 recensione.

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La vita adulta dell'uomo che, da bambino, fu l'ispirazione per il giovane protagonista dei libri di Winnie the Pooh. Al Box Office Usa Ritorno al Bosco dei 100 Acri ha incassato 50 milioni di dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Ambientazioni retrò e realismo magico per un film che affronta di petto un grande problema della contemporaneità: la schiavitù del lavoro.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 8 agosto 2018
Recensione di Paola Casella
mercoledì 8 agosto 2018

Christopher Robin è diventato grande e si è lasciato alle spalle i vecchi compagni di gioco Winnie Pooh e gli abitanti del Bosco dei 100 Acri. Ora vive a Londra con la moglie Evelyn e la figlia Madeline, e lavora nel reparto amministrativo di una ditta che confeziona valigie. Purtroppo la ditta è in crisi, complice la gestione scellerata del figlio del fondatore, e a Christopher viene assegnato il compito di trovare una soluzione entro il fine settimana: l'alternativa è il licenziamento di molti dipendenti. Dunque l'uomo decide di sacrificare il weekend con moglie e figlia nella casa di campagna del Sussex dove ha trascorso la sua infanzia e dove, da una cavità nel tronco di un albero, si accede al Bosco dei 100 Acri. Dal canto suo Winnie Pooh si è svegliato in quel Bosco e non ha trovato nessuno dei suoi amici: Tigro, Pimpi, Ih-Oh, Tappo, Kanga, Ro e Uffa. Per cercarli entra nella cavità dell'albero e sbuca nel giardino londinese antistante l'abitazione di Christopher Robin. Di fatto, però, è Christopher che si è perduto, e toccherà all'orsetto di pezza ricondurlo a casa.

Il regista tedesco di origine svizzera Marc Forster torna sul terreno del suo precedente Neverland - Un sogno per la vita per raccontare un grande autore di racconti per bambini: là era James Matthew Barry, l'inventore di Peter Pan, qui (sotto le mentite spoglie del figlio Christopher) è A. A. Milne, creatore di Winnie Pooh.

E se in Neverland il protagonista rimaneva bambino e insegnava a una madre di famiglia a conservare il suo spirito infantile, in Ritorno al Bosco dei 100 Acri è Christopher ad aver dimenticato le cose importanti imparate nell'infanzia ed è l'orsetto a ricordargliele. Ma Forster utilizza un'ambientazione retrò e un registro favolistico per affrontare di petto un grande problema della contemporaneità: la schiavitù del lavoro, che toglie tempo e immaginazione a chi è costretto a correre come un criceto sulla ruota, senza accorgersi di ciò che perde lungo la strada.

Come Neverland, Ritorno al Bosco dei 100 Acri contiene una buona misura di realismo magico, e l'immaginazione del regista si sposa con quella delle favole per creare un universo in cui tutto diventa possibile. In questo caso il mix è quello fra animali di pezza, resi realistici da un attento lavoro di grafica computerizzata (Winnie è esattamente l'orsetto che tutti abbiamo avuto, solo parlante), e attori, in una combine che ricorda quella di Paddington ma anche quella di Mary Poppins, il cui obiettivo era salvare Mr. Banks dalla compulsione al superlavoro. In una certa misura il film di Forster è anche companion di Vi presento Christopher Robin di Simon Curtis, che raccontava la dark side di A. A. Milne, veterano di guerra tormentato dai ricordi del fronte e disposto a dare in pasto suo figlio Christopher ai mass media.

Costumi e scenografie sono di prim'ordine, come eccellente è la recitazione di Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin. Ma è soprattutto il tono con cui viene raccontata la storia a rimanere fedele alle tavole disegnate da Milne, che appaiono spesso nel film così come le pagine del libro in cui sono contenute.

Ritorno al Bosco dei 100 Acri ben rappresenta la malinconia e la solitudine intrinsechi alla saga di Winnie, e quell'universo britannico fatto di cottage nella brughiera e buona educazione post vittoriana. Forster si sintonizza bene sulla componente oscura delle favole e sulla potenziale dimensione di incubo dei sogni, ma c'è anche la componente dolcemente anarchica dell'orsetto pasticcione che ama non fare nulla e abboffarsi di miele, antitetico all'etica puritana del duro lavoro e delle poche chiacchiere, secondo la quale "i sogni non sono gratis e bisogna lavorare sodo per realizzarli".

Un'etica cui Christopher Robin è stato forgiato dal college severo e repressivo in cui l'ha mandato suo padre, e dove si appresta a confinare la figlia Madeline. Riuscirà Winnie a fermarlo in tempo e restituire alla sua vita quella dimensione umana che ha perduto? Solo l'orsetto goloso può sperare di farcela, dato che è l'unico che riesce ancora a vedere in quel signore di mezza età stakanovista il piccolo Christopher Robin, antico compagno di avventure. Ed è l'unico in grado di ricordargli che un palloncino rosso vale più di una ventiquattrore zeppa di documenti contabili.

La narrazione resta elementare come quella delle tavole di Milne, ma il messaggio finale è politico: se non si concede ai lavoratori il tempo libero (retribuito) necessario a divertirsi si uccide il mercato dello svago o peggio, lo si riserva solo alle élite, che hanno già il pane, e anche le rose. E se non si riesce a vivere nel presente, costretti a proiettarsi in un domani che non arriva mai (o in un ieri che non si può dimenticare), si getta alle ortiche la propria esistenza. Un messaggio di straordinaria attualità: altro che favola per (eterni) bambini.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Il live action del regista Forster ci fa risprofondare nella magia della letteratura per ragazzi e dei vecchi cartoni Walt Disney.
Overview di Francesca Ferri

Il bambino che fu d'ispirazione per il giovane protagonista dei libri su Winnie The Pooh ormai è un uomo adulto ma torna alla fattoria dello scrittore A. A. Milne e al bosco dei cento acri. È il 1949 e Christopher Robin è soffocato dalle responsabilità e perseguitato dai traumi subiti durante la seconda guerra mondiale. Efficiente e super-impegnato manager in carriera in una compagnia di valigie, il suo compito è quello di trovare le risorse che eviterebbero il licenziamento di diversi dipendenti. Dedito alla carriera, negli anni Christopher ha perso il suo antico senso della meraviglia arrivando talvolta a sacrificare gli affetti più cari. Così, la tanto attesa e già programmata vacanza con sua moglie Evelyn e sua figlia Madeline viene infine rimandata a causa di un impegno di lavoro. L'incontro casuale, poi, con Winnie the Pooh lo riporterà indietro nel tempo ritrovando così la sua infanzia perduta.

Dopo Vi presento Christopher Robin (2017), il live action del regista tedesco Marc Forster ci fa risprofondare nella magia della letteratura per ragazzi e dei vecchi cartoni Walt Disney.

Tanto tempo è passato da quando Christopher Robin non rivedeva il suo amico Winnie The Pooh, così Forster immagina un loro incontro nella Londra del secondo dopoguerra in un fantastico mondo in cui gli animali di pezza convivono con le persone reali. Interpretato da Ewan McGregor, Christopher Robin, che da bambino ispirò il padre, lo scrittore A. A. Milne, per il giovane protagonista delle sue storie sul celebre orso, è un uomo adulto appena tornato dalla seconda guerra mondiale che ha perso il suo antico stupore per il mondo.

Ma l'incontro con il suo vecchio amico gli ricorda che ha ancora tanto da imparare da Pooh e che la sua vita avrebbe bisogno di un po' di magia. "Ovviamente, Ewan è un uomo adulto, ma ha anche un aspetto infantile che sentivo fosse importante. Senti che c'è un bambino interiore in lui, che anche se è seppellito, è lì", così il regista spiega la scelta di Ewan McGregor su Entertainement Weekly.

Tuttavia, se le storie di A. A. Milne narravano delle fantastiche avventure di Winnie The Pooh nel bosco dei cento acri, la sceneggiatura di Alex Ross Perry, Tom McCarthy e Allison Schroeder esplora come la filosofia dell'ottimismo di Pooh si adatti al mondo reale.

"Credo che non sia soltanto un amabile orsacchiotto per bambini con cui giocare e che ti mette di buon umore - commenta ancora Forster che fa notare l'eternità di un personaggio che ha attraversato un secolo, da quando comparve per la prima volta nel romanzo Winnie-the-Pooh del 1926. Il suo senso dello humour, il suo ottimismo, le sue battute ingenue ma allo stesso tempo vere che fanno ridere ma anche pensare, fanno del celebre Pooh un personaggio senza tempo.
Ispirato all'originale orso di Christopher Robin, alle illustrazioni di E.H. Shepard degli anni '20 e al cartone Walt Disney del 1977, Winnie The Pooh di Marc Forster, a cui lo storico doppiatore Jim Cummings presta la voce, è un orso animato dai tratti familiari perfettamente integrato nel nuovo live action Disney.

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FOCUS
INCONTRI
domenica 5 agosto 2018
 

Christopher Robin, il bambino che ha vissuto tante avventure con i suoi amici, i vivaci e adorabili animali di pezza del Bosco dei Cento Acri, ora è cresciuto e vive a Londra, nella metà del '900, alle prese con i problemi dell'età adulta. Lavora come Responsabile del settore efficientamento presso la Valigeria Winslow, cercando di trovare un equilibrio fra i lunghi orari lavorativi e gli impegni familiari.

Christopher Robin ha quasi del tutto dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna.

Dopo aver cancellato un impegno con sua moglie Evelyn e sua figlia Madeline durante il weekend a causa del lavoro, Christopher Robin ritrova inaspettatamente Winnie the Pooh e i suoi vecchi amici del Bosco dei Cento Acri e insieme a loro ricorda i bei tempi, quando non fare nulla insieme al proprio migliore amico era considerata la cosa più bella. Quando torna a Londra per occuparsi dei problemi finanziari della società per cui lavora, Christopher si rende conto di aver perso alcuni importanti documenti che erano nella sua valigetta: a quel punto i suoi vecchi amici decidono che è arrivato il momento di aiutarlo.
Nell'intervista, a cura di Paola Casella, i pupazzi protagonisti del film Ritorno al bosco dei 100 acri, da Winnie the Pooh a Tigro, da Pimpi a Ih-Oh, svelano i retroscena del lungometraggio. Distribuito da Walt Disney, il film diretto da Marc Forster e interpretato da Ewan McGregor, sarà al cinema dal 30 agosto.

Frasi
Mi sbagliavo sul lavoro, mi sbagliavo su tutto... Devo tornare dalla mia famiglia...
Christopher Robin (Ewan McGregor)
dal film Ritorno al Bosco dei 100 Acri - a cura di MYmovies.it
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