| Anno | 2017 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Neri Parenti |
| Attori | Massimo Boldi, Dario Bandiera, Rocío Muñoz, Paolo Conticini, Francesca Chillemi Enzo Salvi, Barbara Foria, Maurizio Casagrande, Milena Vukotic, Loredana De Nardis, Biagio Izzo, Sylvia Panacione, Erica Zambelli, Fabrizio Buompastore, Rishad Noorani, Jacopo Sarno, Massimo De Lorenzo, Armando De Razza, Paolo De Vita, Denis Fontanari, Barbara Gioli, Giuseppe Leoni (II), Eleonora Martini, Luis Molteni, Diego Pagotto, Tushar, Gianfranco Vissani. |
| Uscita | giovedì 14 dicembre 2017 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,35 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 marzo 2019
Dal sommelier astemio alla pasticcera che esce dalle torte per gli addi al celibato, un gruppo di lavoratori viene ingaggiato per il catering del G7. In Italia al Box Office Natale da chef ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,7 milioni di euro e 514 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Gualtiero è un cuoco senza speranza ma è anche convinto di essere uno chef geniale e incompreso. La moglie Beata, con cui gestisce un locale, cerca di tenerlo lontano dai fornelli, ma lui è capace di travestirsi persino da wc pur di aggiungere il suo tocco ai piatti. Dopo aver guastato l'ennesimo assaggio di Vissani e aver fatto perdere anche l'ultimo "cappello" alla moglie, promette di lasciare la cucina. Un'impresa di catering nei debiti fino al collo deve però agevolare l'appalto di una ditta "concorrente" perdendo la gara per il G7 di Trento.
Al peggior cuoco su piazza vengono affiancati un aiuto cuoco che ha perso il gusto e l'olfatto, una pasticcera che sa solo uscire dalle torte alle feste e un sommelier astemio.
Il cinema di Neri Parenti offre quello che promette, come una rosticceria che sazia di cibi unti e da cui è meglio stia lontanissimo chi cerca accostamenti ricercati o impiattamenti artistici, o anche solo una buona cucina.
La grana grossa trasuda come l'olio della peggior frittura già dalla confezione, a partire da una fotografia nemmeno da sitcom televisiva e buona al massimo per una sketch comedy da varietà, che è poi, a ben vedere, il DNA di questo cinema. Il commento musicale è da video amatoriale, banale e scontato, tanto da riciclare pure la stessa canzone come fosse una tovaglietta di plastica.
Quanto all'umorismo, che ne sarebbe il piatto forte, Natale da chef sforna momenti di satira puntuti come un cucchiaio di legno e ribaltamenti di ruoli assortiti, ma finisce per confermare ogni stereotipo. Per esempio il siciliano che si crede un mandrillone, viene convinto a sedurre una vecchia per vincere la gara, in un ribaltamento della tipica situazione dove a far carriera con il sesso sono le donne. Ma il gioco dura poco e sotto le pretese la vera giudice apprezza eccome la sua ridicola, volgare e tracotante virilità. Così come gli altri giudici chiamati a scegliere una cucina di livello stellato favoriranno invece il supplì al telefono, mentre la stripteuse batte ogni alta pasticceria.
Non mancano battute su donne dal gran cu...rriculum né equivoci scatenati dalla maialina di nome Mia: «Mia è mia», «Se era tua doveva chiamarsi Sua» e via dicendo. Imprescindibili poi le gag di livello scatologico dove ci si spinge fino alla coprofagia, grazie al sous-chef senza gusto né olfatto che può scambiare per olive altri tipi di palline scure che si trovano tra i prati in campagna. Data la cucina del protagonista abbondano poi le scene di vomito, mentre sono sorprendentemente quasi assenti le flatulenze.
Sul tema evergreen delle corna c'è persino un personaggio, con denti chissà perché vistosamente finti, e una parlata penosa, di nome Becco Felice. Immancabile che gli si dica: «Ah, pure felice?». Per altro sua moglie è la Pasticcera su cui si sprecano le battute riguardo la burrosità ma le cui scene sono piccanti più o meno come una meringa. A ben vedere, oltretutto, la donna rifiuta di concedersi ad altri uomini, tanto da prenderli pure a cazzotti, ma per la mentalità maschilista imperante basta che dia spettacolo del suo corpo per fare del marito un cornuto.
In tutto questo comunque qualche situazione, nel suo spericolato sprezzo del buon senso e del buon gusto, riesce a strappare risate, soprattutto grazie a Milena Vukotic nei panni della vecchia che, per una serie di circostanze, appare come oggetto del desiderio. Il carabiniere incaricato di controllare la gara, interpretato con la consueta leggerezza da Enzo Salvi, azzecca alcune zampate nell'essere disgustato dalla femme fatale.
Merita infine un commento l'epilogo sul G7, dove la comicità si fa demenziale, spingendo al massimo gli stereotipi sui giapponesi e riciclando il celebre commento di Berlusconi sulle forme della Merkel. Il tutto in una sorta di sfacciato nonsense che per tutto il film si è completamente infischiato del Natale del titolo e ce lo ricorda in un saluto finale che sa di sberleffo, per una volta genuinamente complice e beffardo.
Ecco il cinepanettone 2017, targato Neri Parenti: "Natale da chef", che fa un po'da parodia sia all'invasione TV da parte degli chefs, sia ai famosi vertici G7, prendendendosela con i vari leaders mondiali, in particolare con Macron per la"moglie vecchia", ma poi anche con la Merkel, con l'allora premier italiano Gentiloni, con altro ancora.
A un decennio dalla fine della stagione rampante del cinepanettone e dalla separazione della sua coppia protagonista, il regista che è stato l'eroe occulto di una delle più redditizie mode del nostro cinema, Neri Parenti, alterna i film con Boldi e De Sica. Per questo Natale tocca al comico lombardo. Pessimo cuoco, Gualtiero concorre alla gara per il catering del G7 solo perché è interesse del titolare [...] Vai alla recensione »