35ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 140 film. Torino - 24 novembre/2 dicembre 2017. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Il racconto, lungo quindici anni, di Claudette e i contadini vicini all'età della pensione nella regione del Forez. Espandi ▽
Claudette e gli altri personaggi del film sono contadini vicini all'età della pensione, o che l'hanno già superata. Sono allevatori in pena, coltivatori immortali, déi resistenti alla mondializzazione. La macchina da presa li ha accompagnati per quindici anni, nelle loro cascine e tra i pascoli della regione del Forez, l'antico paese di Astrea, e ci ha regalato una commedia malinconica, tenera e violenta. Recensione ❯
Madeleine adotta un cucciolo di cinghiale, Vincent viene messo in difficoltà da alcune scimmie in India. Un racconto libero e bizzarro che racconta un certo modo di relazionarsi con gli animali. Espandi ▽
Madeleine, una vecchia signora che abita nella campagna normanna, incontra un cucciolo di cinghiale e lo adotta; delle scimmie indiane mettono in difficoltà Vincent nel suo viaggio indiano: un racconto libero, bizzarro e affascinante capace di ridisegnare le relazioni tra donne e uomini e animali! Recensione ❯
Un'esperienza dello sguardo e un'immersione nel regno naturale. Un mondo di legami misteriosi e totali tra gli animali e il loro ambiente. Espandi ▽
Non un bestiario, non un catalogo, ma un'immersione nel mondo animale, un'esperienza dello sguardo e dell'ascolto in cui la natura ci appare sotto forma di legami misteriosi e totali tra gli animali e il loro ambiente. Grida, versi, manti e pellicce ci portano sulla loro sponda, come in un mondo estraneo a quello degli uomini, senza nome e illimitato. Recensione ❯
Nuhad ha cinquant'anni e ha abbandonato Damasco a causa della guerra, Angie è una giovane regista che la ospita. Condividono per alcuni mesi un bilocale a Beirut e forse anche i loro sogni. Espandi ▽
Due donne convivono per alcuni mesi in un bilocale di Beirut: trasportano materassi sul balcone, puliscono in modo frenetico i pavimenti, cucinano, suonano la fisarmonica, chiacchierano e fantasticano di altri luoghi. Spostano i muri. Nuhad ha cinquant'anni e ha abbandonato Damasco a causa della guerra mentre Angie, la giovane regista libanese che la ospita, condivide con lei l'attesa e il desiderio di andare altrove. Recensione ❯
Compimento di una trilogia sull'integrazione. Estetica smartphone, grezza ma concettualmente feconda, dialettica
. Documentario, Francia2017. Durata 80 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Carmit Harash conclude la sua personale trilogia su una Francia sotto attacco, vulnerabile e senza orientamento. Espandi ▽
Carmit Harash, regista israeliana emigrata da oltre quindici anni in Francia, con i suoi film osserva e restituisce i paradossi sociali, le contraddizioni del suo Paese adottivo, una democrazia occidentale da cui ancora sente di non essere stata integrata come verrebbe. Recensione ❯
Ruth vive con la figlia Jessica che si prende cura di lei nel loro grande e disordinato attico. Fa da compagnia alle due il chihuahua Angelina Jolie, costretta ad assistere ai loro infiniti litigi. Espandi ▽
La novantenne Ruth, ex cantante lirica che ha avuto un discreto successo nel passato, vive con l'irascibile figlia Jessica, che si prende cura di lei nel loro appartamento: un grande attico disordinato e stipato di ricordi e libri nel Greenwich Village, a New York. Con loro, vive il chihuahua Angelina Jolie, testimone dei loro continui battibecchi. Recensione ❯
Un'indagine sul popolo napoletano e come riesce a trasformare la vita in uno spettacolo teatrale quotidiano. Espandi ▽
Racconti che non raccontano Napoli, ma il teatro che la città in maniera naturale è capace di produrre, facendosi ispirare dalle favole del "Cunto de li Cunti" di G.B. Basile dove linguaggio sublime e lazzi volgari s'incontrano e si nutrono reciprocamente. Recensione ❯
1989-1991: tre anni in tre atti per raccontare la dissoluzione dell'Unione Sovietica. Espandi ▽
Tre atti per raccontare la dissoluzione dell'Unione Sovietica. Tre diversi repertori per alludere a un'epoca "inquieta". 1989-1991: un lasso di tempo che coincide con uno dei periodi più difficili della storia della Russia del secolo scorso, ricordato in modo forse rassicurante col termine Perestrojka. Il dancing da cui prende avvio il film, però, sembra più il luogo per un ultimo ballo. Recensione ❯
Gli effetti della crisi sulla vita delle persone in un'opera efficace e dalla regia pulita e rigorosa . Drammatico, Portogallo2017. Durata 136 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Nella Lisbona d'oggi una famiglia va in crisi a causa della disoccupazione. Espandi ▽
Una famiglia in apparenza come tante in un condominio nella periferia di Lisbona. Il padre è disoccupato e la madre svolge due lavori per coprire le spese, intanto la figlia diciassettenne va a scuola. I genitori escono e non si sa quando e se torneranno, la ragazza scopre che una sua compagna di classe è incinta e le dà una mano. Quando la madre perde il secondo lavoro, non resta che rinunciare all'appartamento in affitto e dividersi temporaneamente. Ma i tre diventano sempre più estranei tra loro, cresce una tensione silenziosa e sembra che ciascuno nasconda qualcosa. Recensione ❯
Luci psichedeliche e visioni allucinatorie in una Lisbona ovattata che corre sul filo dell'azzardo. Espandi ▽
Torridi pomeriggi, droghe, disturbi cardiaci, umori psichedelici immersi nella musica. L'adrenalina scorre per i vicoli di Lisbona che fanno da sfondo ad una gioventù in apnea. Recensione ❯
Sulle ceneri di un Sud colonizzato nel segno della civilizzazione e del progresso, un ritorno alla creazione dell'Italia unificata. Espandi ▽
Ritorno al 1861, alla creazione dell'Italia unificata sulle ceneri di un Sud colonizzato nel segno di civilizzazione e progresso: Lavorato e D'Agostino tessono una trama storica e immaginifica che tiene insieme tutti i Sud del mondo e le rivoluzioni mancate, le derive della Storia e quelle degli esodi perenni, tra archivio filmico e scena brechtiana, storiografia menzognera e antropologia visuale. Ardimentoso e ardente. Recensione ❯
Un giovane uomo di provincia bisognoso di denaro cerca di sopravvivere con i combattimenti clandestini e prostituendosi con maturi signori. Nel mentre, un soldato lo segue come un angelo custode. Espandi ▽
L'audizione di danza che l'ha portato a Tbilisi è rimandata, così il giovane uomo di provincia bisognoso di soldi offre il suo corpo ai combattimenti clandestini e al sesso con maturi signori. Ma un soldato lo segue come un angelo custode. O come l'amore... Figure vagamente dostoevskiane e fotografia potentemente low-res per una folgorante opera prima, firmata dal georgiano (di studi berlinesi) Koberidze con l'impropria libertà di uno Iosseliani ritrovato. Recensione ❯
L'hotel come microuniverso geopolitico che fa implodere i luoghi comuni ed esplodere le tensioni della società contemporanea. Espandi ▽
L'artista franco algerino Neil Beloufa, a volte scherza dicendo che non può più lavorare nel suo studio perché è stracolmo. Egli è, ovviamente, responsabile della sua trasformazione. Il film è ha vissuto una progettazione di quasi un decennio, in cui il regista ha realizzato l'idea di trasformare un vasto magazzino nel set di un film. Con l'aiuto di un gruppo di 16 artisti, Beloufa ha costruito una serie di interni su due piani, tra cui camere d'albergo, corridoi, una cucina, un ufficio e una hall, arredati come fossero una sala d'attesa. Recensione ❯
Un giovane fotografo vaga per le strade di Chaitén. Viene ospitato da una tabaccaia e dall'anziana madre. Entrerà con discrezione nella vita delle due donne trovandovi una famiglia che lo accoglierà. Espandi ▽
Un fotografo si aggira solitario per le strade di Chaitén, una città cilena minacciata dal vulcano. Ospitato da una tabaccaia e dall'anziana madre, il giovane entra con discrezione nella vita delle due donne e un po' alla volta trova la famiglia che non ha mai avuto. Stratificazioni esistenziali tra fotografia, documentario e finzione, per un'opera prima dolce e empatica, che fa pensare al cinema di Corso Salani. Recensione ❯
Sei profughi del tempo trovano un testo occitano. Evocherà un mostro e un eroe destinati a combattersi. Espandi ▽
Sulla notte del mondo incombono i barbari e sei profughi del tempo moderno si presentano al castello in cerca della protezione del re. Troveranno gli spettri delle loro paure, le speranze dello spirito e un antico testo occitano, che evoca il mostro e l'eroe destinato a combatterlo. Il nuovo film di Eugène Green, nato da un laboratorio a Tolosa, torna a far dialogare arte e vita in una fiaba sul rapporto tra paura e libertà nel mondo contemporaneo. Recensione ❯