31ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 18 filmfrancesi. Torino - 22/30 novembre 2013. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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La Storia e le storie, il pubblico e il privato, la folla, le bambine, i risultati elettorali, tutto si mescola e si contamina. Espandi ▽
Il 6 maggio 2012 è il giorno del ballottaggio fra i due candidati alla presidenza della Francia, il socialista Hollande e il presidente uscente Sarkozy. Presagendo la vittoria di Hollande, i giornalisti si accalcano in rue Solférino, dove ha sede il quartier generale del partito socialista. Tra di loro c'è anche Laetitia, che per coprire la diretta dell'evento ha lasciato le due figlie a un babysitter, raccomandandogli di non affidarle al padre delle bambine, nel caso questi si presentasse. Ovviamente niente va come previsto, e nella folla che invade le strade di Parigi si consuma lo scontro tra Laetitia e l'ex compagno, non meno burrascoso della sfida politica appena conclusa. Recensione ❯
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Nella storia di un adolescente, un dramma sociale che aderisce come una pelle alla realtà e ne trattiene tutta l'energia vitale. Espandi ▽
Figlio di genitori separati e con un pessimo rapporto con la madre, il quindicenne Chérif viene mandato a vivere con gli zii nella città del padre, con cui il ragazzo non ha contatti dal divorzio. La speranza è che, cambiando ambiente, il ragazzo possa mettere la testa a posto: dagli zii la vita è in effetti piuttosto tranquilla e il cugino è il classico bravo ragazzo, timido e introverso. O almeno questo è ciò che sembra, fino alla sera in cui il ragazzo porta Chérif nel suo vero ambiente, rivelandogli un nuovo mondo. Recensione ❯
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Storie che si intrecciano nell'estate di Barcellona ma senza la forza necessaria ad animarle davvero. Documentario, Spagna, Francia, Germania2013. Durata 85 Minuti.
Attraverso protagonisti che non sono attori, Neus Ballús fa un'analisi della contemporanea crisi in Spagna. Espandi ▽
Vite intrecciate nell'arsura di un'estate senza pioggia: un wrestler moldavo che lavora come bracciante, un agricoltore che coltiva cibo organico, una prostituta che attende nel nulla della campagna barcellonese, un'infermiera filippina e l'anziana Maria, deforme, con gravi difficoltà respiratorie ma attaccata alla vita e alla natura. Documento della marginalità, ma anche commedia lieve e quasi visionaria, con i veri protagonisti delle storie. Recensione ❯
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Una ballata comica e struggente per uno dei perdenti più belli della galleria dei Coen. Drammatico, USA, Francia2013. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
I fratelli Coen raccontano la scena folk degli anni Sessanta. Espandi ▽
C'era una volta la capitale indiscussa del folk, quel Greenwich Village a partire dal quale Bob Dylan avrebbe cambiato la storia della musica. Ma questa storia comincia prima, quando la musica folk è ancora inconsapevolmente alla vigilia del boom e i ragazzi che la suonano provengono dai sobborghi operai di New York e sono in cerca di una vita diversa dalla mera esistenza che hanno condotto i loro padri. Llewyn Davis è uno di questi, un musicista di talento, che dorme sul divano di chi capita, non riesce a guadagnare un soldo e sembra perseguitato da una sfortuna sfacciata, della quale è in buona parte responsabile. Recensione ❯
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Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2013. Espandi ▽
Sullo sfondo della romantica desolazione di Detroit e Tangeri, un musicista underground, profondamente depresso dal corso delle vicende umane, si ricongiunge con la sua forte ed enigmatica amante. La loro storia d'amore dura ormai da almeno alcuni secoli, ma il loro disinibito idillio viene presto disturbato dalla selvaggia e incontrollabile sorella minore di lei. Possono questi delicati outsiders continuare a sopravvivere mentre il mondo moderno crolla intorno a loro? Recensione ❯
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Suzanne e Maria sono sorelle, cresciute felici nonostante l'assenza della madre. Ma quando Suzanne conosce Julien tutto cambia. Espandi ▽
Nonostante la morte della madre, Suzanne e Maria hanno trascorso un'infanzia felice e sono molto legate. Loro padre Nicolas, per quanto in maniera un po' goffa, è sempre riuscito a far funzionare le cose, impedendo che le ragazze soffrissero troppo per la mancanza di una figura materna. Quando poi Suzanne dà alla luce il piccolo Charlie, la famiglia si ritrova ancora più unita: nulla perciò fa presagire i cambiamenti a cui tutti andranno incontro nel momento in cui Suzanne incontrerà un ragazzo difficile come Julien. Recensione ❯
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Sulle spiagge algerine, un gruppo di bambini funge da tramite alla regista per raccontare la storia del suo paese sotto una diversa prospettiva. Espandi ▽
Un gruppo di bambini sulle spiagge algerine, la magia dei momenti vuoti, l'ozio, le litanie, i sonnecchiamenti. E, all'improvviso, una spedizione di guerra, un gioco che rispecchia brutti "giochi" dei grandi: è la storia dell'Algeria raccontata attraverso la libertà e l'irriverenza dell'infanzia, in una coreografia di ombre e labirinti musicali technopop. Oltre "La guerra dei bottoni" e "Il signore delle mosche": happening, prima che allegoria. Recensione ❯
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Serge, un tempo grande attore, si è ritirato da tempo a vita privata. Finchè non gli viene offerta una parte interessante, quella del Misantropo. Espandi ▽
Serge Tanneur, un tempo grande attore di teatro, si è ritirato da qualche tempo a vita privata. Ha iniziato a condurre una vita tranquilla, tra la solitudine dell'Île de Ré e le lunghe passeggiate in bicicletta. Quando il collega attore Gauthier Valence (Lambert Wilson), all''apice della propria corriera, gli offre il ruolo del protagonista nel Misantropo di Molière, Gauthier non riesce a rifiutare, riflettendo su come egli stesso negli ultimi tre anni sia diventato come il personaggio chiamato a interpretare. Ma appena inizia a provare, complice anche l'arrivo di una misteriosa italiana (Maya Sansa), comincia a sentire su di sé molta pressione. Che forse non sia il caso di tornare davvero in scena? Recensione ❯
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Nella sonnolenta città spagnola di Granada, un sarto dai modi gentili e segretamente cannibale si innamora della sua ultima potenziale vittima. Espandi ▽
Nella sonnolenta città di Granada, in Spagna, un sarto dai modi gentili e inaspettatamente cannibale si innamora della sua ultima potenziale vittima. Recensione ❯
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L'autore di Shoah racconta il "ghetto modello" di Terezin e riabilita la figura di Benjamin Murmelstein. Documentario, Francia, Austria2013. Durata 210 Minuti.
Lanzmann prosegue il lavoro di una vita dando nuova vita ad un'intervista del 1975 con l'ultimo e unico sopravvissuto del consiglio degli ebrei anziani del ghetto di Terezin Espandi ▽
Nel 1975 Claude Lanzmann realizza un'intervista filmata a Benjamin Murmelstein, ultimo presidente del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt (o Terezin) e unico sopravvissuto dei tre anziani che lo hanno presieduto durante la guerra, in esilio a Roma. Rabbino capo a Vienna al tempo dell'annessione dell'Austria alla Germania, nel 1938, Murmelstein, che si occupava dell'emigrazione, riuscì a far uscire dal paese circa 121mila ebrei, salvandoli da morte certa, eppure - a causa del suo lavoro per i tedeschi- è stato a lungo accusato di collaborazionismo e non ha mai potuto mettere piede in Israele. Nel 2012 Lanzmann, 87enne, torna a Theresienstadt, il cosiddetto "ghetto modello", offerto in regalo da Hitler agli ebrei come soggiorno termale e luogo simbolo della terribile commistione di organizzazione e menzogna della strategia nazista, per dare nuova vita all'intervista a Murmelstein e riabilitare una volta per tutte la sua figura. Recensione ❯
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"Ci chiniamo su materiali riguardanti l'Etiopia coloniale italiana (Abissinia), di recente scovati in un archivio cinematografico privato. Frughiamo tra i fotogrammi del colonialismo, studiandoli con una lente e trascrivendo le didascalie. I materiali dovevano essere visti tra le pareti domestiche, in silenzio. In questi brani cinematografici si possono notare, guardandoli a mano, senza un proiettore, i segni di chi aveva posseduto i film, le parti sulle quali più volte era ritornato. Una doppia lettura la nostra, quella delle immagini e il modo in cui erano state consumate". Recensione ❯
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Che posto occupano l'incertezza e il mistero in un'esistenza dominata dalla conoscenza razionale? Espandi ▽
Un personaggio senza nome si trova ad affrontare tre scelte di vita: prima come membro di una comune di quindici persone su un'isola al largo dell'Estonia, poi abbandonato a se stesso nel Nord della Finlandia e, infine, al microfono di una band di black metal. Tre esperienze ossimoriche ed estreme che, tra immagini evocative di una natura incontaminata messe in contrapposizione con il caos delle performance musicali del protagonista, evocano i fantasmi dell'utopia e della libertà individuale ai giorni nostri. Recensione ❯
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Un ritratto dell'immenso regista ungherese Béla Tarr sul set di The Turin Horse, a suo dire l'ultimo film. Espandi ▽
Dal dicembre 2008 al giugno 2010, Béla Tarr e Agnes Hranitzky, sua moglie e coregista, riuniscono i loro collaboratori di fiducia vicino a Budapest per girare l'ultimo film, Il cavallo di Torino. Tre uomini e un cavallo immersi in un paesaggio desolato; un film rigoroso, dai dialoghi scarni e dove la natura prevarica l'uomo. Ma quello che il cinema non mostra è proprio se stesso. E allora sarà con stupore che si assisterà allo svelamento della messa in scena, e soprattutto al confessarsi dei collaboratori del regista che riveleranno una parte della realtà di cui è permeato il suo cinema. Recensione ❯
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La sera del venerdì santo un Cristo ertano viene tradito, condannato e crocifisso. Espandi ▽
Erto, un paese delle Alpi friulane. Nella sua valle impervia viene costruita alla fine degli anni Cinquanta la diga del Vajont, all'epoca la più alta del mondo. Nel 1963 un versante del monte Toc precipita nel lago artificiale della diga, provocando un'ondata che uccide quasi 2000 persone. Dall'altro lato della valle, di fronte a quel monte, gli Ertani non hanno mai smesso, prima e dopo la catastrofe, di mettere in scena la Passione di Cristo. Ogni anno, da tempo immemorabile, la sera del venerdì santo un Cristo ertano viene tradito, condannato e crocifisso, mentre la Storia va avanti con le sue costruzioni e distruzioni, le sue vittime e i suoi sopravvissuti, i suoi calvari reali e immaginari. Recensione ❯
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Questo film è il terzo capitolo di una trilogia in cui la guerra è parte della vita quotidiana, i suoi protagonisti non sono alti funzionari ma semplici cittadini. Espandi ▽
Il cessate il fuoco per gli israeliani non significa non aspettare la guerra: non c'è garanzia di pace, neanche quando viene negoziata e dichiarata ufficialmente. Per chi è abituato a sentire il rumore delle bombe, il silenzio è solo un'attesa ingannatrice. Recensione ❯
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